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Tokyo

L’euro è in agonia e il G20 pensa a un maxi piano per salvare l’Europa - L’ANALISI

euro

Le Borse asiatiche chiudono in calo e l’euro agonizza sui mercati mondiali. Da Washington il G20 studia un piano per salvare la moneta comunitaria e per tranquillizzare Stati Uniti, Cina e Fondo Monetario Internazionale (Fmi) sulla crisi del debito sovrano nel Vacchio Continente.

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Le Borse mondiali in caduta libera - L’ANALISI

(Credits: Ap Photo/Kyodo News)

(Credits: Ap Photo/Kyodo News)

Profondo rosso per le Borse di tutto il mondo. Sulla scia della caduta libera di Wall Street, anche i mercati asiatici hanno reagito in maniera negativa. Tokyo lascia sul terreno 5 punti.

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Terremoto in Giappone: le reazioni della comunità italiana

Ofunato, Giappone due uomini cercano di aprire una cassaforte spazzata via insieme al loro ristorante (AP Photo/Matt Dunham)

Ofunato, Giappone due uomini cercano di aprire una cassaforte spazzata via insieme al loro ristorante (AP Photo/Matt Dunham)

In Giappone il livello di emergenza sociale, economica e ambientale resta altissimo. A Tokyo “la situazione è abbastanza strana perché la città ha una parvenza di normalità con grandi magazzini aperti ed affollati, gente in fila normalmente e uffici aperti, mentre nei supermercati i generi di prima necessità come latte, acqua, pane, riso e uova e anche la carta igienica sono esauriti, come del resto la benzina nei distributori”, racconta Francesco Formiconi, Presidente della Camera di Commercio Italiana in Giappone, Continua

Caro-vita: Milano cala, ma costa più di Londra. Tokyo al top

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Con la crisi, c’è qualcuno che sorride: in questo caso i visitatori di Londra. E a farli sorridere sono proprio gli inglesi dell’ Economist, che hanno pubblicato i dati di una ricerca condotta dal loro centro studi sul costo della vita nelle principali città del mondo. A Westminster e dintorni il pessimo 2008 della sterlina ha persino fatto pensare a un possibile abbandono della gloriosa moneta in favore del giovane euro. Comprensibile quindi che nella classifica stilata dal settimanale britannico Londra scivoli dall’ottavo al ventisettesimo posto. La ricerca compara i prezzi dei beni principali in rapporto ai salari medi in 140 città di 93 paesi.
Milano e Roma, le due città italiane incluse nello studio, passano rispettivamente dal 12 al 14 esimo posto e dal 28 al 29 posto. Il capoluogo lombardo, quindi, si conferma come una delle città più care in Europa. Il poco ambito top della classifica spetta comunque al Giappone, con Tokyo e Osaka ai primi due posti. Nonostante l’indebolimento dell’euro, comunque, l’Europa si conferma la macroarea con i prezzi più elevati. Oslo, al numero 1 lo scorso anno, scende al quinto posto, dietro a Parigi e Copenaghen. Ultima città per costo della vita si conferma invece Karachi, in Pakistan, che mantiene la centotrentaduesima posizione.
L’indagine mette in evidenzia soprattutto il forte impatto delle fluttuazioni dei tassi di cambio che hanno modificato il relativo costo della vita nelle città negli ultimi mesi (dal settembre 2008 al marzo 2009). “Più di 50mila singoli prezzi sono raccolti in ogni turno di rilevazione a marzo e a settembre” sostiene sul suo sito l’Eiu (Economist intelligence unit), tra gli indicatori i costi di trasporti pubblici, alimentari, tasse da pagare, servizi domestici, affitti. Lo scopo è fornire alle aziende un indicatore delle differenze del costo della vita tra due diverse città nel caso, ad esempio, si debba trasferire un dirigente o aprire una filiale all’estero.

La crisi della General Motors affonda la borsa di Tokyo

 Borsa di Tokyo
Il rischio fallimento annunciato da General Motors e la chiusura nettamente negativa di Wall Street hanno appesantito le Borse di Asia e Pacifico, che chiudono la quarta settimana consecutiva in perdita. Male in particolare il maggiore listino dell’area: Tokyo ha infatti perso il 3,5%, scendendo ai minimi degli ultimi quattro mesi.
Sono di nuovo i timori legati alla recessione, ai rischi di perdite ancora maggiori per le grandi società e le istituzioni finanziarie ad affossare i listini. A livello mondiale certo non ha aiutato il calcolo fatto da qualche operatore secondo il quale dall’insediamento di Barack Obama la Borsa statunitense ha perso circa il 20%, ma nemmeno i tentativi di iniezioni di fiducia, come quello del governatore della banca centrale cinese che parla di “ingenti manovre” in arrivo a sostegno dell’economia, per ora hanno fermato il pessimismo.
In questo quadro, in Estremo Oriente solo Shanghai mostra un segno leggermente positivo. Per il resto tutti ribassi, con Kong Kong e Sidney in calo di oltre un punto percentuale e Seul e Singapore che cercano di limitare di danni sotto questo livello.
Ma è la Borsa di Tokyo, il maggiore punto di riferimento dei mercati azionari dell’area, a preoccupare di più. La seduta sul listino giapponese è iniziata male ed è finita peggio, con il titolo Pioneer scivolato a una chiusura in calo dell’8,82%, l’industriale Fuji del 7,06%, Toshiba del 6,40%. Male anche Honda e Nikon, scese rispettivamente del 4,87% e del 4,74%.

Il VIDEO servizio:

Borse, crolla Tokyo. L’Asia in ribasso condiziona l’Europa

Borsa di Tokyo

L’effetto Obama è durato poco. Non basta l’elezione ad allontanare lo spettro della recessione americana. La crisi dei mercati continua a trascinare verso il basso le borse: questa mattina è stata Tokyo, trascinata dalle chiusure negative di Wall Street. La borsa giapponese ha lasciato sul terreno il 6,5 per cento, con la peggior chiusura delle ultime due settimane. L’indice Nikkei si è attestato a 8.889,14 punti. Sulle vendite ha pesato il rafforzamento dello yen che penalizza le esportazioni e i timori di recessione. Il titolo della Toyota Motor ha perso il 10,4 per cento. Per la casa automobilistica, secondo costruttore al mondo, si tratta del peggior risultato da 18 anni. Le vendite hanno poi colpito gli altri grandi esportatori del Sol Levante, da Canon (-12,59 per cento) a Olympus (-11,81per cento), da Sanyo (-11,3 per cento) a Sony (-11,05 per cento), frenati dal vento di recessione negli Usa, principale mercato di riferimento. Anche le altre borse asiatiche hanno il meno davanti: Hong Kong -6,88 per cento, Shanghai -2,44 per cento (seduta in corso), Taiwan -5,71 per cento, Seul -7,56 per cento.
Previsioni negative che hanno fatto aprire in calo le principali borse europee: Londra apre con un -2,62 per cento, Parigi è a -3,05 per cento e a Milano il Mibtel segna un -2,83 per cento. Si attendono nel pomeriggio le decisioni della Bce che potrebbero dare un po’ di ossigeno alle borse del vecchio continente.

Borse, nuovo crollo in Giappone

Crollo delle borse
Borse asiatiche in forte calo, nonostante la decisione della Boj di tagliare, per la prima volta da 7 anni, i tassi nipponici. La sforbiciata è stata di 20 punti base, inferiore alle attese. La borsa di Tokyo scivola del 5,01% sotto i 9.000 punti. L’indice Nikkei, ha chiuso con una perdita di 452,78 punti, a quota 8.576,98. Hong Kong arretra del 5,22%. Shanghai perde il 2%. Taiwan e Seul però avanzano rispettivamente del 3,99% e del 2,61%. In India Mumbai guadagna il 6,9%. Tornano le vendite sui mercati, sostenute dalla volontà degli investitori di mettere al sicuro i rialzi degli ultimi giorni: l’indice Msci, misura dell’andamento dei listini nell’area dell’Asia-Pacifico, è sceso del 2,1% dopo un rimbalzo del 17% nelle ultime tre sedute e si avvia a chiudere questo ottobre nero in perdita del 19%. In 21 anni di misurazioni mai aveva fatto tanto male.
A ingrigire il clima hanno contribuito alcuni dati societari come quelli di Mazda (-14%) e Pioneer (-15%) che hanno ridotto le loro previsioni sugli utili mentre Kb Financial Group è scivolato a Seul dell’8,6% dopo che la controllata Kookmin Bank ha riportato utili sotto le attese. Male anche Toyota (-4,4%)e Honda (-13%). “Il rally di ieri è stato troppo bello per essere vero, gli investitori stanno probabilmente mettendo al sicuro i propri profitti” ha commentato alla Bloomberg il capo strategie della Daiwa Sb Investment, gestore con 53 miliardi di dollari di attivi.
Tokyo è scesa nonostante la Banca centrale del Giappone, con una misura che ha spaccato il board, abbia tagliato di venti punti base i tassi d’interesse portandoli allo 0,3%. Intanto lo yen, per la prima volta nelle ultime quattro sedute, è tornato a salire nei confronti del dollaro preoccupando esportatori come Canon e Sony che già nel corso del mese avevano tagliato le loro previsioni di utile in scia al rafforzamento della moneta nipponica. Il calo del petrolio e delle materie prime fiacca infine i minerari: Bhp ha ceduto il 2,1% e Sumitomo Metal il 5,8%.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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