- Tags: aerei, Alitalia, cai, flotta, piloti, Roberto-colaninno, salvataggio, sindacati, trattativa, ultimatum
- 9 commenti
E adesso è ufficiale: l’ultima chiamata è andata a vuoto. La Cai ha ritirato la propria offerta per rilevare la compagnia di bandiera. Una decisione presa all’unanimità dall’assemblea della Compagnia Aerea Italiana. Così dice un comunicato diffuso al termine della riunione, tenuta questo pomeriggio a Milano e durata poco più di un’ora. Il motivo? Il mancato raggiungimento di un “largo accordo sindacale” sul piano industriale della nuova Alitalia e su contratto di lavoro da dare alla nuova compagnia aerea. “Tale accordo” si afferma nella nota “non è stato raggiunto, come dimostrato dalle sole tre lettere di accettazione ricevute da Cisl, Uil e Ugl”.
Decisione irreversibile? Pare di sì, stando al comunicato diffuso da Cai al termine dell’assemblea: la drammatica situazione di Alitalia e dei mercati internazionali “non permette di allungare ulteriormente una trattativa che è stata approfondita e che ha portato a numerose concessioni. Ulteriori concessioni e dilazioni metterebbero irrimediabilmente a rischio la realizzazione del piano”. E così Cai “esprime la piu’ profonda delusione nel constatare che non si e’ realizzata la prima e principale condizione del progetto ‘nuova Alitalia’ che avrebbe permesso la nascita di una nuova compagnia aerea competitiva malgrado il momento difficile per il settore aereo e per l’economia in generale”.
Fin qui i termini della questione all’interno di Palazzo Clerici a Milano. Fuori: fischi, slogan, tanta ironia e qualche insulto: ce n’e’ per tutti. Cosi’ sono stati accolti i soci della Cai, la Compagnia aerea italiana, da un piccolo drappello di dipendenti. Dopo aver “ricevuto” a modo loro i componenti della cordata, i manifestanti, una trentina di persone tenute a distanza da un cordone di polizia, hanno salutato con un lungo applauso la notizia del ritiro dell’offerta da parte della Cai, intonando cori all’apparenza spensierati del tipo: “tutti a casa ale’”, “via la casta riapre l’asta”, “meglio falliti che in mano ai banditi”. Applausi ironici accompagnati dal grido di “Buffoni, Buffoni” sono toccati in parti uguali a tutti i soci che hanno varcato il portone dell’antico Palazzo nel centro del capoluogo lombardo: da Da Roberto Colaninno a Rocco Sabelli, da Tronchetti Provera a tutti gli altri.
Intanto oggi il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha comunicato ai sindacati l’avvio formale della procedura di cassa integrazione straordinaria per i dipendenti direttamente o indirettamente collegati all’utilizzo dei 34 aerei già messi a terra. Riguarda 831 piloti per 12 giorni al mese, 1.383 assistenti di volo per 10 giorni al mese e 2.072 dipendenti di terra per 6 giorni al mese.
Tra le prime reazioni, quella del premier. Per Silvio Berlusconi, “la situazione è drammatica”. “Siamo di fronte a un baratro” afferma il presidente del Consiglio, che punta il dito contro i sindacati: “Le responsabilità di Cgil e piloti sono pesanti. Non vorrei che fosse questa la soluzione che qualcuno si era augurato”. Secondo Luigi Angeletti, segretario della Uil, si apre adesso una “catastrofe sociale e sindacale”. “L’azienda era già morta” aggiunge “e qualche mio collega si accinge a fare il becchino. Tutto ciò mi ricorda la vicenda della Fiat di 30 anni fa”. Guglielmo Epifani, respinge le accuse: “Il nostro sindacato si assume le proprie responsabilità, così come deve farlo l’azienda”. Anche se la Cgil conferma il proprio “impegno” affinchè “sia evitato il fallimento” di Alitalia, e chiede alla Cai di andare avanti. In una lettera al presidente della società, il leader del sindacato di Corso Italia conferma “la nostra adesione e la nostra firma all’accordo quadro concluso nella notte di domenica e ritengo che l’adesione pressochè generale che oggi si registra su quel testo sia anche il segno di come un confronto serio sul merito avrebbe potuto e potrebbe ancora allargare l’area del consenso”. Intanto i sindacati assicurano: “L’Alitalia continuerà a volare anche dopo il ritiro dell’offerta avanzata dalla Cai: saranno i lavoratori a garantire la continuerà aziendale a tutela della clientela e dei suoi interessi”.
Le sei sigle sindacali (Cgil, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl) che non hanno accettato l’offerta Cai sono al lavoro per mettere a punto una serie di misure che garantiscano l’operatività dell’aviario. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, prevede, nel caso di una conferma del ritiro dell’offerta, “uno scenario terribile”. L’avvicinarsi del fallimento, ha spiegato Sacconi, “per la modesta liquidità dell’azienda comporterà la messa in mobilità dei lavoratori”. E il ministro dei Trasporti Matteoli fa mea culpa: “Se ho un cruccio è quello di non essere stato capace di convincere le sigle sindacali che questa era veramente un’opportunità di rilancio della compagnia”.
LEGGI ANCHE: Il dossier Alitalia - L’ultimatum di Colaninno - Per il ministro Sacconi “Non c’è più tratattiva”. Partecipa al FORUM
- Giovedì 18 Settembre 2008
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide





