
Giuramento di marescialli della Guardia di Finanza - Ansa
Nel biennio della crisi 2008-09 l’Erario italiano ha incassato 16 miliardi di euro. E nel solo 2009, anno dello scudo fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha superato il record di 6,9 miliardi di euro recuperati l’anno precedente, segnando un +32% per arrivare a un totale di 9,1 miliardi recuperati da evasori. Continua
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Agenti della Guardia di Finanza - Ansa
Non ci sono state grandi sorprese ieri in Senato: il decreto “Milleproroghe” è stato approvato senza scossoni, tranne l’accoglimento di una proposta del Pd che impegna il ministero dell’Economia a presentare entro giugno una relazione sulle operazioni di rimpatrio e regolarizzazione dovute allo Scudo Fiscale. Continua

I ministri Giulio Tremonti e Renato Brunetta
“Una posizione personale del ministro”. La smentita da Palazzo Chigi è arrivata a poche ore dall’ennesima proposta di Renato Brunetta, ancora una volta sul tema dei giovani “bamboccioni”: “Dare 500 euro al mese ai giovani che se ne vanno di casa” aveva detto il ministro della Funzione Pubblica a Domenica In. Continua

Moduli per la dichiarazione dei redditi / Ansa
Meglio chiarire da subito: di tagli alle tasse non se ne parla, almeno nel breve periodo. Un’indiscrezione rilanciata da un’agenzia ieri aveva fatto pensare a una riforma fiscale del governo con l’obiettivo di ridurre le tasse nel 2010, annunciata dallo stesso premier Berlusconi in una telefonata a un gruppo di europarlamentari. Ma poi una precisazione-smentita del sottosegretario Bonaiuti un’intervista del ministro dell’Economia hanno eliminato l’equivoco. Continua

Due immagini del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti
Per Giulio Tremonti l’anno si chiude con le cifre dell’operazione “Scudo fiscale” per il rientro dei capitali dall’estero. Cifre che da un lato segnalano un’evasione di proporzioni gigantesche, dall’altro, secondo il comunicato del ministro dell’Economia, “Sono numeri che marcano uno straordinario successo, segno di forza della nostra economia e di fiducia nell’Italia. Continua
I numeri dei conti pubblici italiani per il 2009 lasciano spazio a pochi sorrisi. Meglio aspettare il 2010 per sperare in una ripresa. Almeno secondo le previsioni del Tesoro: nella Relazione unificata per l’economia e la finanza (Ruef) diffusa oggi il calo del Pil previsto per quest’anno raddoppia le stime già negative del ministero sull’economia italiana: dal precedente -2% si passa infatti al -4,2% per il prodotto interno lordo. Che dovrebbe tornare in positivo (anche se di poco) nel 2010, con un + 0,3%. Il profilo trimestrale, prosegue la Relazione, “prospetta una modesta ripresa a partire dal secondo trimestre del prossimo anno. Nel periodo 2010-2011 il Pil è proiettato crescere in media dello 0,7%”. Nel 2008, evidenzia il Tesoro, il Pil dell’Italia si è ridotto dell’1%.
Il ministero dell’ Economia prevede anche un peggioramento del deficit (al -4,6%) e del debito pubblico che continuerà ad aumentare fino al 2011, fino al 118,3%.
Dati che vanno di pari passo con la diminuzione dell’inflazione, nel 2009, prevista attestarsi in media al di sotto dell’1%. Ma non sono solo cifre negative quelle diffuse dal Tesoro. Ci sono anche considerazioni positive: “L’economia italiana è risultata essere meno esposta ai rischi specifici della crisi, anche se ha subito pesantemente il suo impatto indiretto” si legge nella relazione. In particolare, il sistema bancario italiano appare “meno vulnerabile alla crisi finanziaria e l’impatto sui bilanci delle banche resta contenuto rispetto ad altri paesi”.
Pier Luigi Bersani e Giulio Tremonti
Il ministro dell’economia e la sua “ombra”.Giulio Tremonti e Pierluigi Bersani. Il pubblico televisivo li conosce nella veste di duellanti. Sempre su poltrone contrapposte. La erre moscia contro l’accento emiliano. Oggi si sono riuniti allo stesso tavolo per cercare una convergenza contro la crisi economica. Spinti al fronte comune forse anche dalle foschissime previsioni del centro studi di Confindustria diffuse oggi: due anni di recessione, 600mila lavoratori a casa. Con il decreto legge anticrisi in Parlamento, la necessità di un’approvazione rapida potrebbe far mettere da parte il “muro contro muro” politico. Che non gioverebbe a nessuno. L’appuntamento era stato chiesto nei giorni scorsi dall’esponente del Partito Democratico. Nelle due ore di colloquio, Tremonti e Bersani hanno discusso delle proposte di emendamenti del Pd al decreto messo a punto da via XX settembre. ”E’ la prima volta che ciò avviene in modo cosi’ formale” ha commentato il ministro, “e mi fa molto piacere. Non sarà l’ultimo della serie ma il primo”.
Bersani ha messo sul tavolo una politica di bilancio anti-ciclica pari ad 1 punto percentuale di Pil (16 miliardi di euro) per sostenere la domanda interna ed affrontare 5 emergenze: Rafforzare gli ammortizzatori sociali, ridurre le tasse su lavoro e pensioni, sostenere le piccole e medie imprese con un fondo da 3 miliardi per il pagamento dei debiti della PA verso le aziende, ripristino di investimenti nel mezzogiorno per un totale di 2 milardi, attivare gli investimenti degli enti locali, con l’allentamento del Patto di Stabilità Interno per interventi emergenziali di carattere sociale e per spese in conto capitale. Inoltre Bersani chiedeva di riavviare ”le politiche anti-evasione, contestualmente all’ estensione a tutte le tipologie di reddito degli schemi di sostegno fiscale al potere d’acquisto e alla famiglia”.
L’accordo sulla totalità del piano non si è raggiunto: ”Per quanto riguarda la proposta di mettere in campo un’azione in grado di movimentare un punto di pil, non abbiamo avuto soddisfazione” ha messo in chiaro Bersani. ”Alla fine” scherza “sono riuscito a portare via solo una scatola di sigari…”. Si tratta di un regalo del ministro, marca Toscani doc. Ma i due hanno anche trovato punti di contatto: Tremonti ha annunciato la “disponibilità ad accogliere in discussione parlamentare le proposte dell’opposizione”, “non c’è una pregiudiziale negativa” ha detto. Un punto di incontro è stato trovato sulla necessità di garantire un sostegno al mondo del lavoro, in particolare finanziando gli ammortizzatori sociali. Ed infatti, ha detto il Ministro dell’Economia, è proprio l’occupazione il “punto critico” nel 2009. Le risorse da utilizzare a sostegno del welfare, ha spiegato Tremonti, “sono i fondi di coesione Ue che possono essere destinati a politiche per rafforzare gli ammortizzatori sociali e a strumenti di sostegno per l’occupazione e la disoccupazione”. Sull’uso di questo fondi, ha osservato “stiamo trattando con la Commissione europea su quelli che spettano all’Italia perché restino qui nella misura maggiore possibile”. Dal canto suo Bersani ha espresso alcune perplessità in più perché “dal punto di vista dell’Ue questi restano fondi formativi per cui si tratta di trovare una misura che riesca comunque a mettere insieme formazione e sostegno a disoccupazione o occupazione”. “Come il ministro diceva” ha aggiunto, “bisogna ascoltare anche le regioni”.