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Trenitalia

(Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)
TUTTE LE MISURE ANTI-CRISI DEL GOVERNO MONTI
Semaforo verde per la liberalizzazione sui treni. È quello che si attendono i consumatori, interessati a servizi di maggiore qualità e prezzi più economici, e imprenditori, intenzionati finalmente ad entrare in un mercato ferroviario italiano in cui davvero valgano i criteri della concorrenza e della competitività. E le premesse questa volta sembrano esserci tutte, almeno a sentire le indiscrezioni che circolano riguarda le possibili misure di liberalizzazione che il governo Monti avrebbe intenzione di adottare. Continua

Un convoglio Tgv entra nella Gare de l'Est di Parigi (Ansa)
La Francia, paese pioniere dal 1981 dell’alta velocità con 1.500 chilometri di linee, dove i convogli viaggiano a 300 – 320 chilometri orari, sta per ridurre il numero dei Tgv in servizio. Il motivo? Diminuire il deficit dell’operatore statale Sncf da 60 a 80 milioni di euro. Continua

Alitalia contro Ferrovie dello Stato: la guerra del trasporto (veloce) non è lampo, è cominciata da un po’. Ma con l’ultimo duello sulle “frecce” rischia di finire in tribunale.
Trenitalia lancia Freccia Rossa, l’alta velocità che permetterà di collegare, dal prossimo 13 dicembre, Milano a Roma (e viceversa) in appena tre ore? Alitalia risponde con “Freccia verde”, un pacchetto che include servizi personalizzati dedicati a chi viaggia sulla tratta Milano Linate – Roma Fiumicino. L’obiettivo è quello di velocizzare le operazioni di imbarco e sbarco riducendo i tempi di percorrenza: secondo le stime della compagnia - grazie a check-in dedicati (tre a Linate e quattro a Fiumicino), varchi sicurezza e corsie riservate ai clienti top - ci vorranno 3 ore e 20 minuti complessivi per arrivare dal centro di Roma a quello del capoluogo lombardo. Tempi simili a quelli del “Freccia rossa” (3 ore da stazione a stazione), secondo le previsioni della compagnia, con lo scopo di attirare soprattutto la clientela business, in particolare per voli di andata e ritorno in giornata.
Una bella fetta di mercato: i passeggeri a Fiumicino nel 2008 sono stati poco più di 30 milioni (incremento del 10,6 per cento di transiti rispetto al 2007), ha stimato l’Enac, di cui almeno il 30 per cento ha viaggiato su tratta Milano Roma.
Parallelamente, saranno introdotte nuove tariffe semplificate attraverso la riduzione a sole quattro fasce di prezzo. Il prezzo base per un biglietto business di sola andata resta, però, ancora alto: 195 euro. “Chi ha veramente fretta preferisce prendere l’aereo, soprattutto sulla tratta Milano/Roma”, afferma con trionfalismo Rocco Sabelli, amministratore delegato di Alitalia sulla pista di Linate davanti al nuovo Airbus 320. “Pensiamo inoltre di dedicare a questa rotta una flotta specifica di dieci, undici aerei esclusivi. Dopo dieci anni, Alitalia torna a investire sul rinnovamento della flotta”.
Ma Trenitalia non ci sta e va al contrattacco. “Ferrovie dello Stato rende noto che il brand Freccia verde era stato regolarmente depositato dalla società in data 18 novembre 2008 presso la Camera di Commercio di Roma” si legge in una nota diramata dalla compagnia ferroviaria. A seguito delle notizie di stampa sull’istituzione di un servizio Alitalia denominato Freccia Verde, Fs ha provveduto immediatamente, in data 4 marzo, ad informare Alitalia di aver già registrato il marchio e diffidandola all’utilizzo dello stesso. “A tale comunicazione”, aggiunge il comunicato, “Alitalia non ha ritenuto di dare alcun riscontro, attuando anzi l’utilizzo commerciale di questo marchio. Fs si trova pertanto costretta a intraprendere le azioni a tutela dei propri diritti”.
“Se Alitalia ci attacca ingiustamente, noi ci difendiamo. Come stiamo facendo”. Risponde senza fronzoli in Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferovie dello Stato, interpellato dai giornalisti al termine di un’audizione in commissione Lavori pubblici. E riguardo il progetto presentato da Alitalia, Moretti si è limitato a dire: “Faccio tanti auguri”. Ma dietro la diplomazia si nasconde il vero obiettivo di Trenitalia: sottrarre ai voli Roma-Milano 5 milioni di passeggeri, il 60% del mercato di quella tratta. E il boom di vendite dei biglietti online ne è una chiara testimonianza: 32.400 in un giorno il record raggiunto il primo dicembre, la media è di 30mila biglietti al giorno, 40% in più rispetto al 2007.
E i passeggeri come hanno preso queste novità? “Finalmente”, è il commento quasi unanime dei passeggeri diretti a Linate, soprattutto uomini e donne di affari, che hanno trovato all’aeroporto di Fiumicino la novità dei varchi di sicurezza “prioritari”.
Meno soddisfatti i viaggiatori per tutte le altre destinazioni per i quali la fila si svolgeva in un lungo serpentone. “Speriamo che ci siano miglioramenti anche per i voli destinati verso il sud, l’Italia non è soltanto Milano e Roma”, protestava un gruppo in partenza per un aeroporto pugliese.
Le stesse obiezioni che circolano nelle stazioni ferroviarie: i pendolari dei treni locali temono che il “pendolarismo di lusso” dei business man dell’Alta Velocità Milano-Roma, possa mettere ancor più in secondo piano la loro già pesante situazione (ritardi, poche e non ben tenute carrozze). Per loro verrà alzata “Freccia bianca”?
L’Antitrust ha deciso cinque sanzioni a carico di Trenitalia, complessivamente per 845mila euro, per pratiche commerciali scorrette. Alla società del gruppo ferrovie dello Stato è stata irrogata una sanzione amministrativa di 200mila euro per le limitazioni delle modalità di riconoscimento e corresponsione del bonus in caso di ritardo dei treni; 280mila euro per la limitazione di posti disponibili per le tariffe “Amica” e “Familia”; 280mila euro per la “attribuite p” che “può ingenerare confusione nel cliente”; 80mila euro per “omissioni informative sul programma di fidelizzazione Cartaviaggio’”; 5mila euro per l’offerta di alcuni servizi “solamente attraverso il call center” con telefonate a pagamento.
Secondo l’Antitrust “Trenitalia ha messo in atto una pluralità di condotte distinte, configurabili come pratiche commerciali contrarie alla diligenza del professionista”. È stata poi decisa “una significativa riduzione delle sanzioni” per “le condotte spontaneamente assunte da Trenitalia a vantaggio dei consumatori”. La società si è infatti “impegnata a modificare le modalità di corresponsione del bonus attraverso procedure semplificate con l’utilizzo dello stesso biglietto, a offrire i servizi del call center contestati a costo della tariffa ordinaria e a fornire maggiori informazioni sulla scadenza del programma di fidelizzazione Cartaviaggio”.
Nel caso della sanzione da 200mila euro legata alle regole per i “bonus ritardo” l’Autorità per la concorrenza ha ritenuto che “l’elenco delle cause che escludono la responsabilità del ritardo da parte di Trenitalia (eventi accidentali, cause meteo o naturali, ordini dell’autorità pubblica) risulta molto ampio e non sufficientemente definito, tale da permettere alla stessa Trenitalia di esercitare una grande discrezionalità nel riconoscimento del diritto al bonus”.
Inoltre, “anche la procedura che il consumatore deve seguire per ottenere il bonus stesso presenta profili di onerosità non del tutto giustificati: occorre infatti reperire un apposito modulo in stazione o sul sito internet e inoltrare la richiesta entro il termine di 30 giorni, la fruibilità è limitata ad un periodo di sei mesi e soltanto per l’acquisto di un altro titolo di viaggio”. Quanto alla limitazione dei posti per le tariffe Amica e Familia, costata una sanzione di 280mila euro, per l’Antitrust “Trenitalia non ha fornito informazioni esaustive, o le ha rese non facilmente accessibili, sulla effettiva disponibilità delle tariffe Amica e Familia, che sono presentate all’utenza come opzioni tariffarie normali e ampiamente disponibili, mentre invece sono offerti posti limitati sulla base di criteri di natura commerciale e promozionale a seconda delle tratte e del quoziente di riempimento dei treni”.
Sotto accusa anche la “denominazione scorretta delle tipologie di treni”, costata una sanzione di 280mila euro. “Appare scorretta” indica l’Autorità “in quanto idonea ad ingenerare confusione nel cliente, la denominazione utilizzata per indicare la categoria di treni Eurostar City”. In particolare “le caratteristiche di tali treni, sia con riferimento alle prestazioni dei servizi di trasporto, sia ai tempi di percorrenza e alle fermate, sono similari e analoghi alla categoria Intercity, e non alla categoria superiore di treni Eurostar”.
Una sanzione da 80mila euro è invece legata a “omissioni informative sul programma di fidelizzazione Cartaviaggio”, un programma a premi che “mediante acquisto di titoli di viaggio e presentazione del codice personale’” prevede “l’accredito di 50 punti per ogni euro speso”. Per l’Antitrust “appare scorretta l’omissione di informazioni rilevanti, quali la data di scadenza dei punti”.
L’Antitrust ha puntato il dito anche contro i costi delle telefonate al call center, anche per la mancanza di alternative per accedere a determinati servizi. “Il cliente per accedere ad alcune tipologie di servizi, deve necessariamente ricorrere al call center con telefonata a pagamento, senza la possibilità di ricorrere ad altri canali di accesso privi di oneri aggiuntivi, quali stazioni e agenzie di viaggio. Con riferimento al servizio di cambio della prenotazione del biglietto acquistato in modalità ticketless dopo la partenza del treno, Trenitalia, in corso di procedimento ha, peraltro, modificato tale procedura consentendo che il cambio possa essere effettuato anche nella stazione di partenza”.
Il gruppo Fs e la controllata Rfi finiscono nel mirino dell’Antitrust. Nella riunione del 2 ottobre scorso, l’Authority ha deciso di avviare un’istruttoria per verificare se abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante nei mercati nazionali dell’accesso alle infrastrutture ferroviarie, necessarie allo svolgimento del trasporto ferroviario di passeggeri, con particolare riferimento al trasporto ad alta velocità.
Il provvedimento, notificato alle due società nel corso di alcune ispezioni effettuate in collaborazione con le Unità speciali della Guardia di finanza, è stato adottato alla luce di una segnalazione della società NTV, Nuovo Trasporto Viaggiatori, la società fondata da Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle (la prima società privata in Italia a occuparsi di trasporto ferroviario) che aspira a fare concorrenza serrata alle Fs, sull’alta velocità.
Secondo la denuncia, la società RFI avrebbe posto in essere comportamenti dilatori di fronte alla richiesta, avanzata da NTV, di accesso ed utilizzo del Centro di manutenzione e delle infrastrutture tecniche dell’impianto Dinamico Polifunzionale del Nodo di Napoli e di accesso agli spazi nei fabbricati viaggiatori.
La nuova società ha pianificato di operare nel trasporto ferroviario passeggeri ad alta velocità, offrendo il proprio servizio dal primo gennaio 2011: a questo fine ha chiesto, per tempo, l’accesso alle infrastrutture di proprietà del gruppo Fs. L’istruttoria dovrà stabilire se il comportamento opposto dal gruppo Ferrovie dello Stato per il tramite della controllata RFI, Rete Ferroviaria Italiana, sia ingiustificato e idoneo a ostacolare l’ingresso di un nuovo concorrente in un mercato appena liberalizzato, favorendo la controllata Trenitalia, con pregiudizio del consumatore finale. Il procedimento dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2009.

Treni più cari a dicembre. Sono in arrivo rincari per le tariffe dell’Alta velocità. Gli aumenti scatteranno con l’entrata in vigore del nuovo orario invernale, il 14 dicembre prossimo.
I rincari riguarderanno i collegamento dell’alta velocità che presenterà anche nuovi servizi e offerte. “Faremo aumenti certo, ma non ci porteremo ai livelli delle ferrovie francesi, men che meno di quelle tedesche” ha detto l’amministratore delegato Fs Mauro Moretti intervenuto al tavolo di conciliazione, a piazza della Croce Rossa, con le associazioni dei consumatori.
L’alta velocità “non deve essere un servizio di elite, ma di massa, mass transit” ha aggiunto Moretti spiegando che si tratterà quindi di aumenti “contenuti”.
A proposito di liberalizzazione del mercato ferroviario, Moretti non si è lasciato sfuggire l’occasione di un riferimento al caso Alitalia: “In Italia” ha detto “le maglie sono più larghe rispetto ad altri paesi, le nuove imprese nascono come funghi ma poi vengono vendute ai tedeschi. Per Alitalia si parla di Lufthansa e di Air France. Se continuiamo così, tedeschi e francesi si prendono tutto, sia sul trasporto aereo che su quello ferroviario”.
E non è stato il solo riferimento di Moretti all’ex compagnia di bandiera. Il secondo ha riguardato i conti: Ferrovie, ha detto, deve portare i conti in attivo, altrimenti non può fare investimenti. Progressi sono stati fatti rispetto al ‘baratro’ degli oltre due miliardi di ‘rosso’ degli anni scorsi, ma non basta: “l’azienda deve tornare in attivo - ha sottolineato Moretti - l’alternativa non la voglio nemmeno pensare, anche perché il nostro è un settore più complicato dell’ altro”.
Le nuove tariffe si legano ai nuovi servizi che Moretti si appresta a lanciare, insieme a una sfida alla Nuova Alitalia: dal 14 dicembre partiranno nuovi collegamenti sulla tratta Roma-Milano, treni cadenzati ogni quarto d’ora nelle ore di punta: dalle 6 alle 9 del mattino, e dalle 19 alle 22. Intanto l’azienda ferroviaria ha siglato oggi un protocollo d’intesa con le principali associazioni dei consumatori per la risoluzione amichevole di vertenze e reclami, eccetto quelli per la pulizia (uno dei problemi che ogni giorno milioni di viaggiatori riscontrano sui treni italiani).
L’accordo, che segna in qualche modo una svolta storica nei rapporti fra il trasporto su rotaia e i suoi utilizzatori, prevede la sperimentazione delle procedure per 12 mesi a partire dal 1° gennaio 2009. Come terreno campione è stata scelta la direttrice Milano-Napoli, la più utilizzata e redditizia dorsale ferroviaria d’Italia, sulla quale corrono non solo i convogli superveloci ma anche il 35% dei reclami relativi al traffico passeggeri nazionale, 12.000 l’anno. Al momento può protestare soltanto chi prende gli Eurostar Alta Velocità, gli Eurostar City, i Tbiz e gli Intercity (ma già su questo Cittadinanzattiva preme per includere qualche tratta regionale). I problemi di pulizia, pur essendo al centro del protocollo, sono per ora esclusi dalla sperimentazione, in attesa che si completi la gara europea per l’assegnazione dei nuovi appalti. “È grave” ha detto a proposito Moretti “che le imprese che hanno perso la gara sono ricorse al Tar, e successivamente al Consiglio di Stato e che dopo aver fornito servizi scadenti usino la burocrazia per mantenere le radici a scapito dei clienti e delle imprese”.
Rivolgendosi alle associazioni di consumatori, i clienti del treno potranno ottenere assistenza nel percorso di conciliazione che si attiverà qualora il normale reclamo non abbia sortito effetti soddisfacenti o siano trascorsi 60 giorni senza risposta da parte delle Ferrovie. Il reclamo va inoltrato a un ufficio apposito, che lo inoltra poi a una commissione appositamente costituita per analizzare la questione e porvi rimedio.
A casa i fannulloni. È questa la risposta di Trenitalia che ha licenziato otto suoi dipendenti, perché colti in flagrante mentre cercavano di venire meno alle regole stabilite dal contratto di lavoro. Ovvero: uno di loro è stato sorpreso da un superiore mentre timbrava i cartellini degli altri sette colleghi che, nel mentre, anziché lavorare, salivano su un treno per tornare a casa prima della fine dell’orario di lavoro. Ma ad assistere al “giochetto dei badge” c’era un dirigente dell’azienda, che subito ha fermato i colleghi. E così la vacanza anticipata si è trasformata in una disoccupazione permanente.Il fatto è accaduto un mese fa nell’officina di piazza Giusti, nel quartiere genovese di San Fruttuoso. Il capoufficio, una volta richiamati all’ordine gli otto lavoratori, ha sequestrato loro i cartellini, e ha riferito l’episodio alla direzione dell’azienda.
Dopo circa un mese dalla denuncia, per gli otto dipendenti, cinque operai esperti e tre apprendisti assunti a tempo determinato, è arrivato il licenziamento, “senza preavviso” accusano gli interessati, “con un preavviso per iscritto e secondo la procedura prevista dal contratto” replica Trenitalia.
Alle polemiche che si sono subito scatenate sul licenziamento dei dipendenti, perché ritenuto da alcuni colleghi eccessivo e soprattutto influenzato dalle campagne contro i fannulloni intraprese dal ministro Renato Brunetta, Trenitalia risponde con una nota: “Il provvedimento di licenziamento, adottato da Trenitalia nei confronti di otto operai della Divisione passeggeri regionale della Liguria, è giunto al termine della procedura prevista dall’articolo 7 dello Statuto dei lavoratori e dal Contratto collettivo nazionale delle attività ferroviarie”.
Ferrovie dello Stato segnala come casi analoghi a quello registrato a Genova, siano stati riscontrati anche in altre regioni. Solo nelle ultime settimane sono stati tre i dipendenti colti a praticare il gioco del cartellino in Lombardia. Altre segnalazioni sono arrivate anche da Treviso e sono ora in fase di accertamento. Negli ultimi dodici mesi, secondo i controlli effettuati dal gruppo Fs, sono stati 35 i dipendenti licenziati per violazioni gravi agli obblighi del contratto di lavoro.
L’azienda, davanti a questi casi, vuole seguire una linea di intransigenza nei confronti di chi viola i principi etici, e alle accuse di aver licenziato senza preavviso i dipendenti risponde: “La grave violazione accertata rappresenta una palese rottura del rapporto di fiducia che deve necessariamente intercorrere tra datore di lavoro e dipendente”.
Nessuna influenza quindi da parte dei provvedimenti antifannulloni “L’azienda ha agito in conformità con il contratto e quindi come avviene in qualunque altra azienda pubblica o privata, ha adottato la sanzione disciplinare prevista”.
La linea dettata dal management di Ferrovie dello Stato impone infatti il massimo rigore nei confronti di coloro che vengono meno ai principi etici e ai fondamentali doveri sanciti dal contratto. “Il tutto nell’assoluto rispetto di quanti lavorano ogni giorno con impegno e serietà per il Gruppo FS e nella piena osservanza delle norme previste a garanzia e a tutela dei lavoratori”.