
(Credits: Epa/Andy Rain)
Controlli o restrizioni sui movimenti dei capitali e un programma straordinario per agevolare il rimpatrio dei cittadini britannici che si trovano in Europa, per motivi di lavoro o anche soltanto per trascorrere le vacanze. Sono le misure che il Regno Unito sarebbe pronto a far scattare nel caso di un crack improvviso dell’intera Area Euro o di un abbandono della moneta unica anche da parte di un solo paese, come ad esempio la disastrata Repubblica Greca. Continua

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Si è spaccata. Eccome. Ma alla fine l’accordo c’è stato. L’Unione Europea si è divisa in due, come già anticipato dal primo incontro di ieri. Da una parte, sola (o quasi) l’Inghilterra di David Cameron. Dall’altra i 26 Paesi dell’Unione europea che comprendono i 17 aderenti all’Euro con l’aggiunta di Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Svezia e anche l’Ungheria che in un primo momento aveva detto di voler sostenere la posizione inglese. Insomma, David Cameron è rimasto solo e isolato. Quello che voleva. Continua

Il Ministro delle finanze spagnolo Elena Salgado, il premier Mario Monti e il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker (Credits:EPA/BENOIT DOPPAGNE BELGIUM OUT)
Una manovra da 20 miliardi di euro, con interventi radicali sulla previdenza. Sono le misure che il governo si appresterebbe a varare per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e che potrebbero risultare molto più incisive di quelle richieste oggi dall’Unione Europea. In un documento di 16 pagine presentato a Bruxelles al vertice dell’Eurogruppo dal commissario agli Affari Economici e Monetari, Olli Rehn, Bruxelles ha infatti chiesto al nostro paese di mettere in cantiere una manovra da circa 11 miliardi di euro, con nuove tasse e riforme delle pensioni e del mercato del lavoro. Continua

Olli Rehn e Mario Monti (Credits: Imagoeconomica)
Poche speranze per gli Eurobond ma grande fiducia nell’Italia e nel ruolo della Bce, a sostegno del debito pubblico degli stati. Anche perché, come hanno fatto sapere il cancelliere tedesco Angela Merkel e il premier francese Nicolas Sarkozy dopo il vertice a tre con Mario Monti, “se crolla l’Italia crolla l’Euro”. È così che nella trasferta a Roma di Olli Rehn, commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari, ci sono stati alcuni, significativi punti fermi.
Rehn è arrivato nella Capitale con un’agenda fittissima di impegni: prima un’audizione a Montecitorio nella mattinata, davanti alle commissioni riunite di Bilancio della Camera e del Senato, accompagnata da una serie di incontri con il ministro del Welfare Elsa Fornero, il titolare dei Trasporti e delle Infrastrutture, Corrado Passera e il direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni. Poi, un vertice conclusivo col premier Mario Monti, impegnato in precedenza nel Consiglio dei Ministri. Continua

Michel Barnier, il Commissario Ue al mercato interno e servizi (Credits: Imagoeconomica)
Una multa di quasi 97 mila euro al giorno, fino a che non ci metteremo in riga. È quanto l’Italia rischia di pagare per non aver dato ancora completa attuazione a una direttiva Ue (la n.76 del novembre 2010) sugli stipendi e i bonus dei manager bancari. Le normative comunitarie, recepite da tutti i paesi europei, tranne che dal nostro, stabiliscono sostanzialmente un principio: la possibilità per gli organi di vigilanza, cioè per Bankitalia, di fissare un tetto massimo alle retribuzioni dei manager degli istituti di credito, quando i loro compensi risultino sproporzionati rispetto al patrimonio della società che dirigono.
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Il Presidente della Ue José Manuel Barroso (Credits: Imagoeconomica)
Nuove regole per i bilanci degli stati e una prima bozza (green paper) del progetto di lanciare gli Eurobond, i titoli del debito pubblico europeo. Sono queste le misure messe in cantiere dal presidente dell’Ue, José Barroso, per ridare stabilità all’Unione Monetaria. La Commissione di Bruxelles ha emanato oggi il regolamento del Six Pack, il pacchetto di nuovi provvedimenti destinati a imporre maggior rigore nei conti pubblici ai paesi dell’Eurozona. Continua

La sede della Banca centrale europea a Bruxelles (Credits: DPA/LAPRESSE)
Non c’è due senza tre. Da ieri un altro paracadute, dopo quello della Ue e del Fmi, cercherà di frenare la caduta del debito italiano: la Bce. Gli ispettori dell’Eurotower, infatti, lavoreranno a fianco dei funzionari inviati da Bruxelles già a partire da domani, come ha spiegato il presidente Jean - Claude Juncker, mentre l’Organizzazione guidata da Christine Lagarde opererà in modo indipendente. L’obiettivo comune è verificare l’attuazione delle misure economiche annunciate dal governo. Ma qual è la differenza tra il controllo delle tre istituzioni internazionali? Continua