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Carovita, guida ragionata al risparmio online

La crisi dei mercati avanza e le spese per i regali di Natale hanno già svuotato il salvadanaio? Sul web le persone si cambiano consigli per risparmiare. Così, ai confronti tra i prezzi si aggiungono anche idee per una gestione dei consumi più efficiente.

Alimentari, carburante e farmaci. Internet è un’immensa bacheca. Le ultime offerte e promozioni lanciate da supermercati e hard discount locali sono affisse, per esempio, su Risparmiando.net: Lazio, Emilia Romagna, Veneto sono le Regioni che riuniscono più negozi segnalati. Offertepromozioni, invece, ha un elenco specifico per Milano, Roma e Napoli. Nel caso dei vini (soprattutto quelli pregiati) un confronto tra i negozi online può rivelare differenze anche significative: provate con Trovaprezzi. Pieno risparmio, invece, propone una mappa delle pompe di benzina con i costi più bassi nei principali centri italiani. Per i consigli sugli stili di guida, invece, una tappa importante è Autoage, un sito che ricorda alcuni accorgimenti per rendere più efficienti i consumi: il climatizzatore, per esempio, comporta una maggiorazione dei consumi del 20 per cento, e l’otturazione del filtro dell’aria può aumentare gli sprechi di carburante fino al 15 per cento. Per risparmiare con le medicine? Il sito “Farmaci generici” ospita un motore di ricerca che permette di trovare gli equivalenti non di marca (chiamati, appunto, “farmaci generici”), a seconda del nome commerciale, del principio attivo o della categoria terapeutica.

Musica, film e televisione. Chi naviga su internet è in grado di ascolta musica legalmente e senza spese aggiuntive: basta collegarsi con radio come Last.fm e Jango con cataloghi aggiornati di continuo. Per i film, invece, c’è l’Internet archive: nella maggior parte dei casi si tratta di pellicole per cui sono scaduti i diritti d’autore. Ma è una cineteca che raccoglie autentici capolavori. Senza dimenticare l’offerta immensa di YouTube. Le televisioni sul web (webtv) sono parecchie: siti come Wwitv permettono di collegarsi a centinaia di emittenti italiane (Rai, Sky life TG24) e globali (Bbc, Cnn).

Gruppi di acquisto solidale (Gas). Sono ormai attivi da anni: organizzazioni spontanee di persone che collaborano per comprare all’ingrosso, direttamente dai produttori, cercando di ottenere una riduzione sul prezzo dei beni e, allo stesso tempo, conservando la qualità. Sul loro sito c’è una mappa che indica i gas più vicini in ogni Regione.

Tecnologia e viaggi. Volete regalare un lettore dvd o un telefonino per Natale? Altroconsumo propone una guida per orientarsi tra prezzi e modelli. Nel caso dei viaggi può rivelarsi conveniente un’agenzia online per comprare i biglietti: alcuni motori di ricerca, come Kelkoo, confrontano rapidamente le offerte delle compagnie aeree.

Mutui e assicurazioni. Sono voci di spesa consistenti nel bilancio annuale. Un primo passo può essere quello di consultare le analisi di Altroconsumo sulle polizze auto e le banche dati di Patti chiari su finanziamenti per l’acquisto di una casa.
LEGGI ANCHE: Istat, il 5,3 per cento delle famiglie non ha soldi per il cibo

In viaggio con la crisi: i turisti italiani si affidano al fai da te

Un aereo pronto al decollo

Mappe online e biglietti aerei: gli italiani si sono appassionati alle vacanze fai-da-te, economiche e flessibili. Sono 15 milioni i turisti che tra luglio e agosto hanno cercato informazioni e occasioni su internet: per pianificare l’itinerario, acquistare i biglietti, prenotare gli hotel. Secondo Nielsen online rispetto a un anno fa l’incremento è in media del 23 per cento. Le agenzie virtuali riscuotono successi crescenti: in Italia i leader del settore sono Lastminute, Expedia, eDreams. Allo stesso tempo hanno successo le comunità di viaggiatori come Tripadvisor, un portale che dichiara 15 milioni di commenti sulle esperienze di viaggio.

I venti della crisi per ora non minacciano il settore, ma negli Stati Uniti gli analisti sono più prudenti. Alcune agenzie di rating hanno annunciato una riduzione da “buy” a “neutral” per l’acquisto delle azioni: prevedono un mercato del turismo più debole e un dollaro più forte. Proprio negli Usa il portale Kayak è diventato uno dei più noti: permette di confrontare le tariffe più convenienti di differenti voli e poi di comprare il biglietto sul sito della compagnia aerea.

Voli low cost, è un boom di tagli: dai pasti ai giubbotti salvagente

Un aereo pronto al decollo

La parola d’ordine è tagliare: con il prezzo del carburante che sale, le compagnie aree low cost sono alla ricerca di nuove soluzioni per evitare un’impennata del prezzo dei biglietti. Soprattutto negli Stati Uniti dove la competizione è senza sosta.
L’ultima è stata la United Airlines: ha deciso di far pagare il pasto sui voli intercontinentali. E dal mese prossimo già non saranno disponibili gli snack sui voli nazionali. Da giugno, invece, la Us Airways fa pagare ai viaggiatori anche le bevande non alcoliche: caffè e tè costano un dollaro.
Ma la caccia al risparmio si spinge anche sulla sicurezza? La domanda è un tarlo per chi si accinge a prenotare un volo a basso prezzo, soprattutto dopo il recente incidente aereo della Spainair a Madrid e i “problemi” di altre compagnie, registrati dai media (Leggi qui e qui).
Vero che, come certifica una ricerca di Altroconsumo, i voli low cost, come del resto i viaggi con le compagnie tradizionali, sono sottoposti a precise regole di sicurezza internazionale. Da qualche anno è stata istituita l‘Agenzia europea per la sicurezza aerea, l’Easa.
Ma al di là del Pacifico, solo nel marzo scorso la Southwest, una delle prime low cost al mondo, è stata segnalata al Congresso Usa perché 117 aerei della sua flotta non rispettavano gli standard previsti. Con il barile di petrolio che non accenna a diventare più economico, le compagnie aeree, poi, hanno deciso di limitare al minimo consentito la quantità di carburante per il volo: così risparmiano sul rifornimento e riducono il peso. Per un viaggio da Washington a Los Angeles con un Airbus 150 sono necessari 4300 galloni. Aggiungerne altri 219 costerebbe 750 dollari in più. O aerei che sostano sulla pista di rullaggio il minimo indispensabile (come gli automobilisti che fermi in coda spengono il motore).
Ci sono poi compagnie che passano dalle normali stoviglie a quelle di plastica, e non per questioni di estetica ma sempre per questioni di peso. Altre che eliminano i giubbotti di sicurezza, perché tanto sono inutili. È questo infatti il ragionamento che hanno fatto quelli della Air Canada Jazz, visto che tutte le loro rotte di volo distano oltre 90 chilometri dalle coste marine. In realtà la legislazione canadese autorizza le compagnie aeree a mantenere a bordo unicamente i gommoncini gonfiabili, e non anche i i giubbotti di sicurezza. Unica concessione è quella prevista per i bambini, per i quali il salvagente è previsto.
In Europa la crescita dei chilometri percorsi dai passeggeri è stata del 2,8%, ma il costo del rifornimento è aumentato del 30%. Sui bagagli in eccesso, poi, i prezzi sono salatissimi: se con Easyjet ogni chilogrammo può costare dai 6 ai 9 euro, con Air Berlin dai 23 ai 32 chili di bagaglio extra può essere pagato 25 euro.

Eppure le lamentele dei clienti affollano forum e blog su internet. “Pensateci due volte prima di prenotare con Zoom” dice una viaggiatrice su Airlinequality, un sito che raccolgie le opinioni di 350mila persone. “Per il volo di ritorno” continua la cliente di Zoom “lo staff del check-in a Roma è stati il più antipatico ed egoista con cui avere a che fare. Per salire sull’aereo ho dovuto pagare una multa di 320 euro”.

Oppure su Ryanair, un altro cliente dice: “Andata e ritorno da Beauvais a Nykoping per 110 euro (prima dell’aumento dei carburanti). Non divertente, ma adatto a una low cost. L’equipaggio era annoiato e mostrava ai clienti che è poco pagato”.

L’Economist: Roma e Milano sono città a misura di manager

[i](Credits: Photodisc)[/i]
I manager di tutta Europa sono avvisati: se per lavoro devono farsi qualche giorno di trasferta a Francoforte, dovranno prepararsi a spendere quasi mille euro al giorno. Se la destinazione della missione dovesse invece essere Sofia, la spesa sarà ben più abbordabile: 184,80 euro. In mezzo, tra queste due città, altre trenta mete europee di viaggi d’affari che sono state prese in considerazione dall’Economist Intelligence Unit, il centro di ricerca del settimanale economico britannico. Che per un anno ha analizzato i diversi indicatori che incidono sulle spese di un businessman in missione all’estero. Sono così finiti sotto la lente d’ingrandimento dei ricercatori i prezzi degli alberghi, quelli dei trasporti in taxi, dei pranzi, delle cene, degli aperitivi e il costo di un quotidiano straniero. La classifica (qui il documento in .doc) che ne vien fuori, parla chiaro: Francoforte è saldamente in testa, seguita a ruota da Barcellona (547,3 euro al dì), Ginevra (523,49 euro) e Londra (509,77). Buone notizie per i manager stranieri che devono passare per l’Italia. Roma e Milano, le due città considerate dall’Economist, sono nelle parti meno alte della graduatoria: e se la Capitale si piazza al settimo posto con una spesa media di 466,2 euro, nel capoluogo lombardo (14a posizione) una giornata completa pesa sulle tasche 415,75 euro. In coda alla classifica generale ci sono invece le capitali dei Paesi dell’Europa centro-orientale: Varsavia (270,08 euro), Budapest (259,17 euro) e appunto Sofia.
Il settimanale britannico però non si è limitato a stilare un elenco ma ha anche fatto la lista dei singoli costi nelle 32 differenti città. Si scopre così che per quanto riguarda l’albergo è proprio Francoforte in cima all’Europa dei manager con 295 euro per un pernottamento e prima colazione, mentre dietro ci sono Londra (270,65 euro) e Ginevra (249,64). Milano e Roma conquistano rispettivamente la dodicesima e la sesta posizione con 184 e 216 euro. Meno, ad esempio, di quanto costa una cena per due persone a Barcellona: 257,50 euro, vino incluso. A Bratislava (ultima in classifica) con quella somma potrebbero mangiare in un ristorante di lusso una decina di persone, se è vero che il costo registrato dall’Economist parla di 51,17 euro tutto compreso. E sempre per quanto riguarda il pasto serale, le due città italiane prese in esame dal rapporto si fermano al nono (Milano, con 155 euro) e all’ottavo posto (Roma, 160 euro) in Europa. Penultima posizione milanese, invece, per i pranzi: con 20 euro un trasfertista nel capoluogo lombardo riesce a riempirsi lo stomaco.
Nota positiva per l’Italia, invece, il capitolo taxi: un viaggio di 5 chilometri all’andata e altrettanti al ritorno costa a Roma 34,20 euro, mentre a Milano arriva a toccare i 40,5. Nulla, insomma, in confronto alle altre metropoli europee: a Ginevra lo stesso viaggio costa 72 euro, mentre a Zurigo 63.

E nel centro di Milano nascono appartamenti esclusivi per businessman. Il VIDEO:


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Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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