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Il 5 per mille degli italiani: volontariato, sport e ricerca sul cancro

Lapresse - Le uova di Pasqua dell'AIRC. L'associazione riceverà 50 milioni di euro dal 5 per mille del 2008

Lapresse - Le uova di Pasqua dell'AIRC. L'associazione riceverà 50 milioni di euro dal 5 per mille del 2008

Il 5 per mille piace agli italiani. Sono più di 14 milioni i contribuenti che nel 2008 hanno deciso di devolvere una quota del loro reddito a Onlus, associazioni di volontariato, enti di ricerca e associazioni sportive. Continua

In casa Ferrero: l’altra bontà di Nutellopoli

La Ferrero ad Alba

di Alessandra Gerli

Nutella e asili nido, cioccolatini Rocher e centri di formazione per il volontariato, confetti Tic tac e centrali di energia verde. Famosa in tutto il mondo come azienda alimentare, la Ferrero ha anche un’altra faccia, molto meno nota. Ma che ha contribuito a farle conquistare il titolo di azienda con la migliore reputazione al mondo conferitole dal Reputation institute di New York.

Da Alba alla conquista del mondo, con dolcezza
Partita da Alba, nelle Langhe, a Seconda guerra mondiale appena terminata, la Ferrero è diventata il quarto gruppo dolciario del mondo, alle spalle di Nestlé, Mars e Philip Morris. Base in Piemonte e holding in Lussemburgo, è presente ovunque, dalla Germania (dove la prima fabbrica risale al 1956), all’Australia, dagli Stati Uniti all’India.
Oggi l’impero della Nutella e degli ovetti Kinder conta 38 società operative, 11 stabilimenti all’estero e quattro in Italia, 21.600 dipendenti e un fatturato di oltre 6,2 miliardi di euro.

Un Cavaliere invisibile al comando
Al comando, una famiglia che ha fatto del culto del riserbo un marchio di fabbrica: l’invisibile cavalier Michele Ferrero, nato a Dogliani, Cuneo, nel 1925 (l’uomo più ricco d’Italia nella classifica 2009 della rivista Forbes, che gli attribuisce un patrimonio di 9,5 miliardi di dollari) con i figli Giovanni e Pietro, alla guida del gruppo da 12 anni.
L’altra faccia di Nutellopoli è un impegno sociale poco noto che unisce industria e filantropia, etica del lavoro e paternalismo illuminato. Non carità, né opere pie, ma asili e miniclub d’impresa in Italia e Francia, un college in Messico, campi da calcetto e da tennis nella sede lussemburghese, buoni sconto nei supermercati per i dipendenti di Ecuador e Argentina.
Di fronte alla fabbrica di Alba da 25 anni, e ora anche a Francoforte e in Francia, ci sono le sedi di una fondazione pro ex dipendenti in pensione. Gli anziani Ferrero, come li chiamano i colleghi ancora al lavoro, vi trovano assistenza medica e palestre, corsi e occasioni culturali, viaggi e pellegrinaggi, persino un addestramento al volontariato, che li ha portati a prestare aiuto tra i profughi in Albania e i terremotati in Abruzzo.

Energia alternativa e impegno sociale
Ecologicamente corretti sono l’impianto fotovoltaico costruito a Balvano, in Basilicata, che converte i raggi del sole in energia, e quelli di cogenerazione delle altre fabbriche in Italia, Germania, Belgio e Polonia.
L’iniziativa forse più originale sta nelle cosiddette imprese sociali. Sono imprese a tutti gli effetti, centri di confezionamento che occupano in tutto 1.000 persone, messe in piedi però con intenti solidali: creare posti di lavoro nelle zone povere del mondo, fabbricare prodotti compatibili con le esigenze alimentari e la capacità di spesa degli abitanti, investire parte dei proventi in progetti sanitari ed educativi. La prima è stata inaugurata in Camerun nel 2004. Poi è stata la volta di Sud Africa e India. Ora sta per aprire la prima Ferrero, sociale, d’Egitto.

Irpef: il cinque va a mille. Volontariato e ricerca sorridono

Le preferenze degli italiani a favore del volontariato sono state 9.418.595 e 2.172.226 quelle per gli enti della ricerca scientifica
Se l’8 per mille non è mai riuscito a decollare veramente, si è registrato un vero boom per il più giovane 5 per mille.
Ovviamente non parliamo di un nuovo gioco a estrazione bensì della possibilità offerta ai contribuenti di devolvere una piccola parte dell’Irpef a fini di pubblica utilità.

Se in passato era possibile fare beneficenza alla chiesa cattolica e alle altre comunità religiose presenti sul territorio con il meccanismo dell’8 per mille, a partire dallo scorso anno lo Stato ha previsto la possibilità di devolvere un altro 5 per mille a quei soggetti che svolgono volontariato e che si sono regolarmente iscritti presso l’elenco tenuto dall’Agenzia delle Entrate. Le due forme di beneficenza non sono alternative, per cui si può destinare l’8 per mille e nella stessa dichiarazione il 5 per mille. I primi dati diffusi dal Fisco sono incoraggianti.
Nel 2006 i contribuenti italiani hanno espresso, considerando tutti e quattro i settori interessati dal 5 per mille, 15.854.201 preferenze su un totale di 26.391.936 dichiarazioni dei redditi. Le preferenze a favore del volontariato sono state 9.418.595 e 2.172.226 quelle per gli enti della ricerca scientifica.
Circa 2.195.000 alla ricerca sanitaria e 2.068.177 a sostegno delle attività sociali di 8.093 Comuni italiani.

La lista per il 2007 comprende 32.355 destinatari, così distribuiti: 31.773 nell’elenco dell’Agenzia delle Entrate (lettera a), che comprende 24.259 Onlus, 3.011 associazioni di promozione sociale e 4.503 associazioni riconosciute; 496 enti della ricerca scientifica e dell’università (elenco lettera b); 86 enti della ricerca sanitaria (elenco lettera c).


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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