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Wall-Street

Wall street taglia gli stipendi dei manager. Ma nel 2011 sono altri ad aver guadagnato di più

(Credits: AP Photo/Mark Lennihan)

(Credits: AP Photo/Mark Lennihan)

Wall Street sembra accogliere le proteste degli indignati e si prepara a un drastico taglio (la metà) dei bonus dei manager e dei lavoratori di quasi tutte le principali banche e imprese. Secondo il The Wall Street Journal l’ammontare complessivo sarà probabilmente il più basso dal 2008: -60% in Goldman Sachs, -40% in Morgan Stanley e Jp Morgan Chase. Anche se, secondo le stime di Scott DeCarlo, responsabile delle statistiche del settimanale Forbes, i manager più pagati non hanno un ufficio a Wall Street. Continua

Ferdinand Pecora, l’italiano anti Al Capone che ha sconfitto Wall Street

La prima pagina del Time del mese di giugno 1933 con Ferdinand Pecora (Credits: Time)

La copertina del Time di giugno 1933 con Ferdinand Pecora (Credits: Time)

Con un cognome come Pecora fra gli orsi e i tori di Wall Street, si potrebbe facilmente essere scambiati per un vaso di terracotta. Ma Ferdinand Pecora, il legale della commissione bancaria del Senato della Grande Depressione, ha smentito tutti i pronostici. A partire da quelli legati alla sua nascita, avvenuta a Nicosia nel 1882. Eppure, è proprio il figlio di un ciabattino e di una casalinga siciliani, imbarcati nel 1886 per gli Stati Uniti, quello che si ritroverà, 47 anni più tardi davanti ai nomi più illustri della finanza americana per far quadrare i conti. Continua

Groupon, il valore dimezzato e il pericolo di un bluff

(Credits: AP Photo/Charles Rex Arbogast)

(Credits: AP Photo/Charles Rex Arbogast)

di Stefania Medetti

Era stato salutato come il nuovo fenomeno della rete ma ora Groupon, il sito che ha fatto da pioniere ai coupon digitali, si sta rivelando come un altro schema alla Ponzi. A tre anni dalla nascita, infatti, Groupon si è guadagnato l’etichetta di “disastro” da parte degli analisti di Forrester Research (e non solo) che puntano il dito sul modo in cui l’azienda ha scritto i suoi bilanci.  E ora che è pronta a quotarsi alla Borsa di New York (l’appuntamento è per venerdì 4 novembre) le polemiche non sembrano diminuire. Anzi.

Continua

Nuovi posti di lavoro in America. E le Borse tirano il fiato

Gli americani sono sempre più poveri (Credts: LaPresse)

Gli americani sono sempre più poveri (Credts: LaPresse)

Il Dipartimento del Lavoro statunitense ha diffuso (finalmente) una buona notizia: nel mese di settembre l’economia a stelle e strisce ha creato molti più posti di lavoro di quanto i mercati si aspettassero. Un segnale positivo che è stato recepito immediatamente dalle Borse di tutto il mondo. A Wall Street il Dow Jones ha segnato un rialzo dello 0,42%, l’S&P500 dello 0,29%, e il Nasdaq è rimasto invariato. A Piazza Affari, invece, gli indici FTS MIB e FTSE IT All Share hanno avuto, rispettivamente, un aumento dell’1,25 e dell’11,04%.

In un solo mese l’economia americana ha creato ben 103mila posti di lavoro, 38mila in più ripetto alle previsioni, Continua

Il trend rialzista sarà solo temporaneo

L'home di Moodys Italia
L’home di Moodys Italia

Il temuto “effetto Moody’s”alla fine non c’è stato. È forse questo il dato più importante per Piazza Affari che mercoledì, dopo due giorni di chiusura in rosso condizionati dal timore per il futuro economico della Grecia, ha festeggiato una delle giornate più brillanti delle ultime settimane. Eppure l’agenzia di rating americana aveva tagliato il giudizio sul debito sovrano italiano e a cascata sui principali istituti finanziari e assicurativi nostrani, fatta eccezione di Generali. Continua

Steve Jobs: quello che non si vuol vedere (dall’Italia)

Un'immagine di Steve Jobs (Credits: AP Photo/Tony Avelar)

Un'immagine di Steve Jobs (Credits: AP Photo/Tony Avelar)

C’è un aspetto sull’addio di Steve Jobs alla Apple che è passato quasi inosservato dai media italiani, i quali invece si sono soffermati sulla sua eccezionale carriera, sul suo successore, su come un imprenditore abbia cambiato la nostra vita eccetera, eccetera. Insomma si è discusso molto di hi tech e di costume e società. Eppure, la storia da un punto di vista finanziario è assai più interessante e ci dice qualcosa di più. Continua

Wall Street scommette sui “derivati della morte”

US Securities and Exchange Commission (Credits: LaPresse)

US Securities and Exchange Commission (Credits: LaPresse)

E’ possibile spronare gli investitori a scommettere sulla morte? A Wall Street sì, e infatti Goldman Sachs, Deutsche Bank e JP Morgan Chase, i colossi della finanza già protagonisti della grande crisi finanziaria da cui l’Occidente stenta ancora a riprendersi, hanno deciso di investire proprio in questo settore. Dal momento che i fondi pensionistici americani valgono più di 23 trilioni di dollari di asset, le banche americane sentono oggi il bisogno di assicurarsi contro il rischio che i clienti vivano più a lungo delle attese. Per riuscirci, hanno sviluppato mercati alternativi in cui vengono tratati tutti i titoli legati al “rischio longevità” e indici in grado di misurare in maniera più accurata i “tassi di mortalità” dei clienti. Continua


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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