
Un writer disegna un telefonino su un muro allo stand Alcatel del Mobile World Congress a Barcellona
“The next big thing”. Si sono convinti tutti al Congresso mondiale della telefonia mobile, che si tiene in questi giorni a Barcellona: lo sbarco di internet, quella vera, sui telefonini, è il mondo in cui si deve investire. Il prossimo boom. Per esistere, e resistere alla crisi. Che ha colpito anche qui, in un settore giovane come quello della telefonia mobile: una contrazione del mercato complessivo dal 5 al 10% nel 2008, la prima da anni. E il 2009 non può non risentire della crisi generale. Anche in questa fiera, la più importante a livello mondiale: i visitatori sono previsti in calo, da 55mila a 50mila. Ma i segnali positivi non mancano: crescono i mercati asiatici e soprattutto il segmento dei “telefonini intelligenti”, meglio se touch-screen, che si collegano a internet e ne sfruttano le potenzialità.
Niente di straordinario, in realtà: il grande successo commerciale dell’Iphone 3G ha solo ratificato quella che era una tendenza già avviata. “Gli Smartphone” spiega Vittorio Colao, numero 1 di Vodafone, in una conferenza con Cesar Alierta, ad di Telefonica, “sono chiaramente il prodotto più desiderato. Ma l’obiettivo dev’essere far sì che questo desiderio si incontri con il mercato e che quel 13% di utenti di supertelefoni diventi un 56%”. Per il momento, a moltiplicarsi, sono le start-up, ovvero le piccole aziende di software, contenuti o qualsiasi tipo di applicazione collegata agli smartphone. Nella sterminata fiera di Barcellona sono moltissimi gli stand che propongono questo tipo di servizi: dal navigatore satellitare alla posta elettronica alla web-tv sul telefonino ai videogiochi al caricabatteria a pannelli solari. La parte del leone la fanno i social network: gli operatori fanno a gara a evidenziare la loro offerta di Facebook, Myspace e simili sugli schermi dei telefoni. L’euforia e la confusione sembrano quelle della prima espansione del web, quando sorgevano numerose nuove aziende in tempi brevissimi, ma solo poche sono riuscite a sopravvivere e a imporsi sul mercato.
Ovviamente i giganti del settore non stanno a guardare: Steve Ballmer, Ceo di Microsoft, ha colto l’occasione per lanciare ieri il Windows Mobile 6.5. Nel grosso stand del colosso di Redford la presentazione del sistema operativo per mobile attira molti curiosi: un uomo spiega le innumerevoli funzionalità attivabili solo con un tocco delle dita sullo schermo. E la connessione con il Pc (dove possono essere immagazzinati tutti i dati del telefonino) e il negozio online (”Marketplace”) da cui scaricare i contenuti e le applicazioni tra gli oltre 20mila disponibili.
Ma ha ancora senso chiamarli “telefonini”? Il numero 1 di Nokia, Olli-Pekka Kallasvuo, leader mondiale del mercato, propone una nuova denominazione: multimedia mobile. Forse è più azzeccata per un oggetto che è in grado di svolgere quasi tutte le funzioni di un computer portatile, di un navigatore satellitare, di un’agenda, di una videocamera e, se proprio è necessario, di un telefono. Anzi, il telefono sarà a costo zero, perchè dal prossimo N97 Nokia includerà Skype, cosa che probabilmente non farà molto piacere agli operatori.
Anche Google si è gettata a capofitto nella “next big thing”: Android, il sistema operativo targato Google e dotato di tutte le applicazioni internet adattate allo schermo tattile degli Smartphone. Particolarmente interessante l’applicazione di Google street wiew: si può vedere in anteprima la strada sulla quale ci si appresta a camminare. Con tutte le informazioni necessarie (e non). Oggi Vodafone ha annunciato l’accordo con la casa di Mountain Wiew: Android sarà presto in Italia (senza l’esclusiva per l’operatore) con il telefonino Htc Magic. E tutte le applicazioni Open-source di Google.
Le criticità restano: i costi degli abbonamenti e delle connessioni non sono ancora in grado di popolarizzare i prodotti su larga scala. “Dobbiamo evitare le tentazioni del protezionismo e gli aiuti statali” ammonisce Colao, “solo con la sperimentazione e la competizione possiamo essere il motore della ripresa”. Ma se gli smartphone percorreranno la stessa strada dei loro ormai antiquati antenati di metà anni 90 che sapevano solo telefonare e mandare sms, cambierà il nostro modo di vedere il mondo. Attraverso uno schermo e le dita della mano.
- Martedì 17 Febbraio 2009
FALLIMENTO O SALVATAGGGIO?
PROBLEMI E SOLUZIONI
APPLE - LUCI E OMBRE
ECONOMIA 2.0
L’AGENDA DEL GOVERNO E DEGLI ITALIANI
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO
AGENDA POLITICO-ECONOMICA DELLA SETTIMANA











UN ANNO DI ECONOMIA
IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide
Libia: i nostri interessi in gioco







