
Walter Bonatti in tenda ai piedi dei ghiacciai in Alaska
Rossana Podestà ricorda le imprese del celebre esploratore per «Epoca»
Quattro mesi nel Grande nord, 11 fascicoli: il primo fotoreportage di Walter Bonatti, pubblicato da Epoca nel 1966, fu subito un successo. Per quasi 15 anni, dopo il suo abbandono dell’alpinismo, Bonatti attraversò il mondo esplorando e fotografando i luoghi più sperduti. Nel nuovo numero speciale di Epoca, dedicato all’epopea delle esplorazioni, 20 pagine sono riservate proprio a quel primo viaggio di Bonatti: l’Alaska, lo Yukon, il Klondike. Abbiamo sfogliato il giornale con Rossana Podestà, compagna di Walter per trent’anni e amante dell’avventura da sempre. Continua

Folco Quilici in uno scatto del 1955 durante il suo viaggio in Congo
«Epoca» ricorda i grandi reportage di Folco Quilici, inviato molto speciale.
Venti pagine e altrettante fotografie: nello speciale di Epoca sulla «scoperta del mondo», un ruolo centrale è riservato a Folco Quilici, il grande documentarista italiano che cinquant’anni fa scattò, proprio per il settimanale della Mondadori, meravigliose immagini tra la polinesia e l’africa. Abbiamo sfogliato questo numero insieme a lui. Continua

La cartina del mondo così come compariva sulle pagine del numero del 1969 (Credits: Epoca)
Nella rubrica delle lettere del numero 961 di Epoca, datato 23 febbraio 1969, un’intera pagina venne dedicata alla risposta che Walter Bonatti diede all’impegnativa domanda di un lettore: esistono ancora terre inesplorate? È ancora possibile quell’avventura? La ragionata e commovente pagina di Bonatti non entrò mai in nessuno dei fascicoli che raccoglievano le cronache dei suoi viaggi, né nei libri che Walter mandò in stampa nei quarant’anni successivi: è quindi un piccolo “quasi-inedito” che Epoca ripropone e regala ai propri lettori più affezionati.
“C’è ancora, da qualche parte sulla nostra Terra, una zona inesplorata, oppure l’uomo ha già visto e percorso tutto?”. (G. Rovetta, Napoli)
Occorre innanzitutto chiarire il concetto di «esplorazione».
Se per inesplorate intendiamo le terre che l’occhio dell’uomo civile non ha mai viste, allora la risposta è negativa: non vi è, infatti, regione che non sia stata sorvolata dagli aerei e rilevata attraverso le mappe.
Se, invece, vogliamo attribuire al termine il significato di «mai calcato da piede umano», allora bisogna rispondere che sì, qualche lembo di Terra inesplorata esiste ancora. Continua

Jacques-Yves Cousteau
Le montagne di ghiaccio alla deriva e le «apparizioni» di foche e balene. il soffio gelido del blizzard e il fuoco dei vulcani. Il pack visto dalla coperta della leggendaria nave oceanica Calypso o dalla prospettiva aerea di un pallone aerostatico. Jacques Cousteau partì alla scoperta dell’Antartide, e il suo diario descrisse per Epoca le emozioni vissute lungo le coste e nei cieli del continente bianco.
di Jacques Cousteau
5 dicembre 1972
A mezzogiorno la Calypso salpa da Ushuaia, lasciando dietro di sé un anno di brutti sogni. Durante i mesi che verranno, non avrò che uno scopo: riuscire nell’impresa. E ritroverò i vecchi stimoli che hanno sempre guidato la mia vita: la curiosità per tutto, la sete di sapere, il desiderio di vivere intensamente ogni istante, il convincimento di non essere altro che una piccola cellula del mondo animale. (…) Continua

La copertina del numero di Epoca, in edicola da sabato 14 Aprile 2012
Epoca torna in edicola con un nuovo, ricco numero da collezione, dedicato questa volta alla scoperta del mondo e ai protagonisti di essa. Esploratori, avventurieri, fotografi, scienziati, militari, scrittori e giornalisti, documentaristi, piloti, ecologisti ante litteram, astronauti: tutti impegnati, a vario titolo e con diverse fortune, a svelare quel che di questo pianeta (e fuori di esso) ancora restava misterioso. Continua

Rossana Podestà e Walter Bonatti in Dancalia (Etiopia), una delle loro ultime spedizioni
di Emanuele Farneti
Dal numero di Epoca in edicola il 12 novembre dedicato a Walter Bonatti, pubblichiamo l’intervista del direttore Emanuele Farneti a Rossana Podestà.
«Ero lì che l’aspettavo ai piedi dell’Ara Coeli, 2 giugno 1981. Ero preoccupata, il tempo passava e lui non arrivava più. Ricordo che in quegli anni la zona di notte era mal frequentata e infatti un vecchietto, vedendomi lì in piedi da sola, ha pensato facessi il mestiere e mi ha detto: “Eh no, mo’ pure de giorno!”. Dovevamo incontrarci alle undici, l’ho aspettato fino alle due del pomeriggio. Poi giro l’angolo e lui è lì, che cerca di convincere i vigili a non portargli via la macchina. Gli avevo detto Ara Coeli, e lui aveva capito Altare della Patria. Siamo stati per ore ad aspettarci a distanza di un angolo, come due cretini. Allora gli sono corsa incontro e gli ho detto: “Ma che esploratore sei? Se non mi trovi almeno cercami!”». Continua

La copertina del numero di Epoca in edicola dal 12 novembre
A due mesi dalla scomparsa, “Epoca” ricorda Walter Bonatti, le sue imprese in alta quota e i grandi reportage realizzati nei luoghi èpiù affascinanti del pianeta sul numero in edicola da sabato 12 novembre
Profondamente cambiato dall’uso di materiali e tecnologie sempre più raffinati, l’alpinismo non è certo più quello che Walter Bonatti praticò e amò. Eppure, sul «suo» Monte Bianco gli scalatori continuano a salire e anche, come ci ricordano le cronache di questi giorni, a rischiare la vita. Chissà come avrebbe commentato, lui che sopravvisse a prove terribili ma perse su quelle vette amici e compagni di cordata. Continua

(Credits: Getty Images)
di Livio Caputo
Al quadrivio tra la Quinta e la Cinquantasettesima Strada a New York c’è uno dei luoghi più eleganti e raffinati della Terra: è insieme via Condotti, la Bond Street e la rue Saint-Honoré d’America. Qui si trova la gioielleria Tiffany, con le sue straordinarie vetrine che rappresentano una delle attrazioni della città: spesso espongono un solo gioiello, però con trovate eccezionali. Continua