1953 Reportage esclusivo: la miseria
Agli inizi degli anni Cinquanta, Berlino è già divisa. E mentre gli abitanti dell’Ovest godono già di un relativo benessere, i fratelli dell’Est vivono ancora nell’indigenza.
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millenovecentoCINQUANTATRÉ
Cartoline da Berlino Est
Uscito con il titolo «Berlino Est segreta», questo reportage fotografico fu pubblicato su Epoca il 6 settembre 1953. A eccezione delle due foto del 1959 che compaiono in queste pagine, tutte le immagini fanno parte del servizio del 1953 che mostrava per la prima volta all’Occidente le dure condizioni di vita degli abitanti di Berlino Est. Per motivi di sicurezza, il direttore di Epoca Arnoldo Mondadori aveva preferito omettere il nome del fotografo.
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Nel distretto di Nauen, nella Germania orientale, avvenne giorni fa una lite fra i dirigenti del partito comunista locale. La ragione della lite concerneva i pacchi dono, distribuiti a Berlino dalle organizzazioni occidentali e che gli abitanti della zona sovietica accorrevano da ogni parte a ritirare. Anche la gente di Nauen, come una colonna di formiche che ha scoperto il cibo, affluiva verso questo itinerario obbligato, sebbene i comunisti locali considerassero questi viaggi quali azioni provocatorie, di opposizione al regime, e avessero diffidato la popolazione a compierli.
Naturalmente, l’ordine era rimasto lettera morta, e allora fu tenuta una riunione straordinaria. Nella discussione vennero fuori parole grosse e accuse; e così si seppe che i più zelanti e intransigenti caporioni avevano mandato segretamente le proprie mogli a ritirare il loro pacco.
L’episodio rivela la grave situazione della Germania orientale, dove ogni tabù di partito, di fede politica e ogni timore di punizione si dissolvono davanti all’urgenza della fame. La cosiddetta «battaglia dei pacchi dono» ha reso evidente, spettacolare, questo stato di carestia e di miseria che affligge quelle regioni e ha mostrato il punto debole del sistema comunista. In questi risultati, più cospicui delle vittorie a colpi di cannone, sta la portata politica e soprattutto umanitaria dell’iniziativa occidentale. Anche la ragione profonda della rivolta di Berlino, il 17 giugno scorso, è da ritrovarsi nelle disperate condizioni di esistenza della popolazione.
- Fermata per avere fatto la spesa a Ovest
- Sigarette a peso d’oro
- Un paese di vecchi
- No al libero mercato
- Merenda durante la sfilata
- Stato di polizia
- Celebrazioni obbligatorie
Una volta le regioni dell’Est erano le riserve alimentari del paese, nelle quali l’agricoltura prosperava e i raccolti abbondavano. Ora sono diventate le zone delle cavallette comuniste. L’organizzazione alimentare, anzi di tutti i beni di consumo, nella Germania orientale è regolata da due grandi enti: la Konsum, che una volta era un’associazione mutualistica socialdemocratica, e la Handels-Organisation (H.O.). Entrambe dipendono dal ministero del Commercio e provvedono all’acquisto e distribuzione di qualsiasi merce. Esistono anche spacci privati, che però sono larvatamente boicottati, non ricevendo una regolare assegnazione di merce.
Il mercato, quindi, si svolge prevalentemente sul modello sovietico, attraverso i grandi magazzini pubblici, che vendono di tutto: dalla carne ai brillanti. Un tesseramento vero e proprio non esiste, ma i bassi salari ottengono indirettamente gli stessi risultati. Un lavoratore guadagna di media una somma equivalente a 10 marchi occidentali al giorno, del tutto insufficiente a soddisfare i fondamentali bisogni di un uomo civile: un pacchetto di sigarette può costare sino a 8 marchi e un pranzo in un ristorante della H.O. quattro marchi. In pratica, gli acquisti assorbono l’intero salario.
Finora ci erano giunte molte testimonianze scritte sulla Germania orientale, sulle sue folle amorfe e tristi, sulle condizioni squallide e precarie della sua esistenza, ma non era mai stata offerta al pubblico una documentazione fotografica su questi stessi aspetti come quella presentata da uno dei corrispondenti fotografici di Epoca. Nel volto della gente, nelle immagini delle cose traspira come un sentimento di disperazione.
In Italia una situazione simile esisteva solo quando il Paese era diviso in due, la guerra civile infuriava. Mentre i loro compatrioti della Germania occidentale godono di normali condizioni di vita e possono liberamente eleggere il loro Parlamento, i tedeschi dell’Est vivono ancora i peggiori giorni della loro vita.
- Lunedì 2 Novembre 2009





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Il 3 Novembre 2009 alle 18:03 C’era una volta il Muro di Berlino - Mondo - Panorama.it ha scritto:
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