TGCOM News
Centro nel caos, Roma: Fiumicino ko Foto Nuova allerta: ancora neve e vento Meteo - A Trieste caos e feriti per la bora. In Serie A saltano Bologna-Juve e Parma-Fiorentina - Le vittime del maltempo sono 56. A Roma si rischia di nuovo il caos: a Fiumicino cancellati il 50% dei voli in partenza dalle 17.

Panorama.it

Epoca

  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Annunci
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker
 
 

LA DDR DALLA A ALLA Z

OkNotizie

Tweet

  • Tags: 20 anni dalla caduta del muro, anniversario, Berlino, DDR, Epoca, Massimo Dragone, Muro di Berlino
  • Lascia un commento

1949/1989 La vita quotidiana

Dai western anti-americani alle barzellette, ritratto di un paese che non c’è più

di Massimo Dragone

I würstel del macellaio

I würstel del macellaio (Ullstein/Archivi Alinari)


AUTOMOBILI La Ddr era l’unico paese al mondo dove un’auto usata valeva più di una nuova. Quella nuova aveva un prezzo stabilito per legge, ma c’era un inconveniente: per comprarla c’erano liste d’attesa di almeno 10 anni. Quelle usate invece erano subito disponibili. Anche se avevano 300, 400 o 500 mila chilometri. Risultato: per la legge della domanda e dell’offerta, le auto usate erano più care di quelle nuove.

BANANE Per i consumatori della Ddr erano il simbolo del fallimento economico del modello socialista. A Ovest il frutto era riapparso subito, simboleggiando la rinascita postbellica. Diversa la situazione a Est, dove le banane facevano un’apparizione solo a Natale. All’abbattimento del Muro, i tedeschi orientali arrivarono a consumare una quantità di banane doppia rispetto ai tedeschi dell’Ovest.

CLUB COLA Oltre alla birra, la bevanda più consumata dai tedeschi dell’Est era sicuramente la Coca-Cola locale, nelle due versioni, Vita Cola e Club Cola. La prima, meno dolce dell’originale americano e con un aroma più forte di limone, veniva prodotta dal 1957 secondo una formula ancora oggi segreta. Dopo la caduta del Muro, scomparve dagli scaffali. Stessa sorte toccò alla Club Cola, che richiamava anche nella forma della bottiglia la Coca-Cola. Ciò nonostante, nel 1992 la Club Cola è tornata in produzione, come la Vita Cola, acquistata dalla Thüringer Waldquell e oggi diffusa anche a Ovest.

DEFA La major cinematografica della Ddr fu la Defa, fondata nel 1946. La società ereditò parte delle strutture cinematografiche prebelliche, come gli studios Babelsberg di Potsdam, dove nel ‘30 Marlene Dietrich aveva girato L’Angelo azzurro. Nonostante le limitazioni dettate dalla propaganda, la Defa produsse anche film di alto livello artistico. Grande successo fu riscosso dagli «Ostern», versione socialista dei western occidentali. Girati nelle steppe sovietiche o in Jugoslavia, riecheggiavano lo stile degli «spaghetti western» aggiungendovi una rilettura politica della storia americana, in cui gli indiani erano gli eroici combattenti per la libertà e i soldati Usa i malvagi di turno.

EROS Nella Ddr il rapporto con il sesso oscillava fra permissivismo e rigidità. In molti ambienti il sesso prematrimoniale veniva «incoraggiato» come risposta laica al moralismo cristiano. Negli anni Cinquanta, il testo più diffuso era Il nuovo libro del matrimonio, che incoraggiava esplicitamente il sesso prematrimoniale a tutti i giovani sopra i 18 anni, mentre nelle scuole venivano proiettati documentari sull’orgasmo femminile e le posizioni da assumere durante i rapporti sessuali. Nelle forze armate era stata addirittura creata un’unità ad hoc, Filmgroup 82, incaricata di girare filmini soft-core per le truppe.

FOOTBALL La risposta della Ddr al campionato della Germania Ovest (Bundesliga) fu la creazione della Oberliga, che vedeva in campo 14 squadre. I team più conosciuti furono il Magdeburgo, il Carl Zeiss Jena, la Dinamo Dresda e la Dinamo Berlino. Quest’ultima si aggiudicò 10 scudetti di fila fra il 1979 e il 1988, vero e proprio record internazionale. Ma dietro un tale successo c’era la mano del capo della Stasi Erich Mielke, tifoso del club berlinese. Arbitri e avversari sapevano che la vittoria della Dinamo Berlino avrebbe risparmiato loro pressioni e «attenzioni speciali» da parte dei servizi di sicurezza. A livello internazionale i club di calcio della Germania Est non riuscirono mai ad avvicinare i successi degli atleti di altri sport: nelle Olimpiadi, grazie a durissime selezioni e al sistematico ricorso al doping, la Ddr arrivò a conquistare più medaglie degli Usa.

Piccoli Vopo crescono

Piccoli Vopo crescono

GIOVANI L’appartenenza alla Libera gioventù tedesca era quasi obbligata per i giovani della Ddr dai 14 ai 25 anni (dai 6 ai 14 si faceva parte dei «Pionieri di Ernst Thälmann»). In teoria era possibile non iscriversi al movimento, ma tale scelta provocava discriminazioni a scuola e sul lavoro. Altro elemento di emarginazione: i capelli lunghi e la passione per il rock.

HOTEL Erano un lusso semisconosciuto ai cittadini della Ddr, dal momento che i migliori alberghi della catena Inter Hotel Ddr  (oggi quasi tutti ristrutturati e controllati da grandi catene internazionali) erano riservati quasi esclusivamente alla clientela straniera, che pagava in valuta pregiata. Unica eccezione, i lavoratori in vacanza premio per meriti professionali. Per gli altri, restavano le pensioni gestite dal Servizio vacanze del sindacato.

IM È la sigla data ai «collaboratori non ufficiali», ovvero il gigantesco nucleo di informatori grazie ai quali la Stasi ha creato il sistema di controllo della popolazione più capillare probabilmente mai visto nella storia. Le stime parlano di un totale di 97 mila impiegati e 173 mila informatori su una popolazione di 17 milioni di abitanti. Ciò significa un rapporto di un funzionario della polizia segreta ogni 63 abitanti: nel Terzo Reich il rapporto era di un agente della Gestapo ogni 2000 persone, nell’Urss di Stalin di un agente del Kgb ogni 5.800 abitanti.

JEANS Furono a lungo un capo vietato, in quanto simbolo dell’imperialismo occidentale. Solo nel ’71, con l’avvento al potere di Erich Honecker, accompagnato da timide aperture verso giovani e artisti, nei negozi apparvero i primi jeans Usa: nei primi quattro giorni di commercializzazione ne furono vendute 120 mila paia. Costosissimi, erano un vero e proprio oggetto del desiderio per la gioventù tedesco-orientale. Furono anche messi in vendita jeans a cinque tasche «made in Ddr», simili ai modelli occidentali, ma di qualità assai più scadente.

KARL MARX Dalle banconote da 100 Ostmark alla toponomastica, era una presenza costante nella vita dei cittadini della Ddr. In suo onore erano state ribattezzate strade, università e pure una città: Karl-Marx-Stadt, oggi tornata al nome di Chemnitz.

LIPSI Era la danza per i giovani ideata dalla propaganda di partito alla fine degli anni Cinquanta, in risposta ai lascivi e decadenti balli occidentali. I movimenti assomigliavano a quelli del rock’n’roll, ma senza scuotimenti del bacino, per limitarne la componente erotica. Tuttavia, nonostante gli sforzi della propaganda, il Lipsi non riuscì mai a conquistare il cuore dei giovani della Ddr. Alla fine, nel 1964, anche il leader supremo Walter Ulbricht si arrese e «concesse» ai giovani tedesco-orientali di ballare il twist.

Pastore tedesco

Pastore tedesco

MURO Nella Ddr la parola Muro era bandita. Per riferirsi alla barriera di Berlino occorreva usare l’espressione «Vallo antifascista». Perché era un argine «contro il militarismo tedesco-occidentale». Ma i più arguti fra i berlinesi sollevarono subito un dilemma: «Se dovessi fare i miei bisogni contro un muro, dovrei dire che li faccio su un “vallo antifascista”. Ma ciò sarebbe considerato un’offesa. E allora?».

NVA Le forze armate della Ddr, create nel ’56 in risposta alla nascita della Bundeswehr occidentale, erano considerate le più efficienti del Patto di Varsavia. Contavano oltre 200 mila unità, i vertici erano strettamente legati al partito e la loro ubbidienza non venne mai meno.

ODORI Per poter identificare i «nemici del popolo» la Stasi raccoglieva a campione gli odori corporei. I campioni erano prelevati durante gli interrogatori o trafugando capi di biancheria sporca dalle case dei sospetti. Gli oggetti impregnati di odori  erano conservati nei depositi della Stasi.

PAUSA-LAVORO Non si può certo dire che nella patria del socialismo i lavoratori si ammazzassero di fatica. «In ogni ufficio troneggiava una macchina del caffè» ricorda il professor Luciano Segre, che nella Ddr visse a lungo. «Gli impiegati erano quasi sempre intenti a bere un caffè. O a prepararlo. A Berlino si diceva che, invece della pausa-caffè, c’era la pausa-lavoro».

QUALITÀ A torto o ragione, le merci dell’Est erano considerate di qualità più scadente rispetto a quelle occidentali. Spesso la colpa era  di un packaging incolore, che penalizzava prodotti, come i würstel o i cetriolini ricordati in Goodbye Lenin!, in realtà più saporiti degli equivalenti occidentali.

RELIGIONE Sebbene lo stato socialista propugnasse l’ateismo, nella Ddr fu sempre possibile professare alquanto liberamente la propria fede. Il regime, comunque, guardò sempre con sospetto alle attività delle diverse Chiese, viste come centro di raccolta del dissenso (come in effetti fu negli anni Ottanta). Per controllarle, fu creato dal ’57 un Segretariato di stato per gli affari religiosi, mentre le parrocchie erano piene di agenti della Stasi.

SVEGLIA L’opposizione dei berlinesi al regime si esprimeva anche attraverso le loro sagaci barzellette. Eccone una, che risale a prima del Muro: «Tre berlinesi dell’Est sono in prigione. Il primo dice: “Io sono qui perché la mia sveglia era sempre in ritardo. Arrivavo tardi in fabbrica e mi hanno accusato di sabotare la costruzione del socialismo”. Il secondo dice: “La mia sveglia era sempre in anticipo. Arrivavo troppo presto e mi hanno accusato di fare spionaggio a favore dell’Ovest”. Il terzo dice: “La mia sveglia era puntualissima. Arrivavo in fabbrica sempre all’ora esatta e mi hanno accusato di averla comprata a Berlino Ovest”».

Televisione di regime

Televisione di regime

TELEVISIONE In quasi tutta la Ddr erano visibili le trasmissioni della tv della Germania Ovest. A lungo, uno dei sistemi di controllo più efficaci è stato quello di verificare l’orientamento delle antenne televisive: quelle posizionate a Ovest indicavano la casa di un potenziale dissidente.

UNIVERSITÀ L’istruzione superiore era una delle priorità dello stato socialista: la Ddr contava sette università e una ventina di Hochschulen, tutte di ottimo livello. L’accesso a tali strutture, del tutto gratuite, era limitato. Favoriti gli appartenenti alla Libera gioventù tedesca. I maschi dovevano aver fatto il servizio militare.

VENDETTA Il 3 ottobre 1969 venne inaugurata in Alexanderplatz la torre della televisione di Berlino Est, con i suoi 368 metri l’edificio più alto della Germania. Voluta da Walter Ulbricht, la torre ha un ristorante girevole in cima. L’architetto aveva previsto che il ristorante si trovasse all’interno di un cilindro. Ma Ulbricht impose una modifica: da cilindrico il ristorante divenne sferico «perché il socialismo è rotondo». Ma, come dicevano gli arguti berlinesi, venne punito dal Padreterno. Quando i raggi del sole illuminano i prismi di acciaio che ricoprono la sfera, compare un riflesso a forma di croce. È «la vendetta del Papa».

ZIL Era la macchina sovietica riservata alla nomenklatura. I comuni mortali dovevano accontentarsi di sognare la Trabant, utilitaria dal rumoroso motore a due tempi. O, al massimo, la più raffinata Wartburg, esportata persino  in Germania Ovest e negli Usa.

I würstel del macellaio
Pastore tedesco
Piccoli Vopo crescono
Televisione di regime

  • redazione
  • Mercoledì 4 Novembre 2009
IL MURO C’È ANCORA (NELLA TESTA DI TANTI TEDESCHI) »
« L’ORA DI BERLINO

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.


Vent’anni fa, il 9 novembre 1989, cadeva il Muro di Berlino. Per celebrare questo avvenimento straordinario, Mondadori ha deciso di riportare in edicola una sua testata storica e prestigiosa, Epoca: da mercoledì 4 novembre 2009.

SOMMARIO

Quell’isola nel mare rosso
Mappe e grafici


Berlino città chiusa
1961/1989 Portfolio fotografico


Protagonisti & interpreti
Tutti gli uomini del Muro

Fu Gorbaciov a evitare i carri armati Intervento del Cancelliere della riunificazione di Helmut Kohl

1953: I compagni hanno ucciso i compagni
La rivolta operaia di Berlino Est
di Luigi Barzini jr


1953: Umiliati e offesi
Reportage fotografico esclusivo

1959: L’ora di Berlino
Venti di guerra (fredda)
di Raymond Cartier

1961: L’ingrata terra del comunismo
L’esodo biblico dei tedeschi dell’Est
di Enzo Biagi

1961: Il Muro anno zero
Portfolio fotografico sulla costruzione

1961: Mio figlio è fuggito: l’avranno ucciso?
Storie di famiglie spezzate
di Luigi Barzini jr

1962: Il martire del Muro
La fine di Peter Fechter
di Dominique Lapierre

1962: Fuga verso la libertà
L’italiano che scavò il tunnel
di Fausto Biloslavo

1966: A Berlino est pensare è reato
Il giro di vite contro gli intellettuali
di Enzo Biagi

La Ddr dalla a alla zeta
Ritratto di un paese che non c’è più
di Massimo Dragone

Ma Berlino Est non era solo il muro
Intervista a Luciano Segre
di Elisabetta Burba

1977: Prussia con la bandiera rossa
L’illusione del sorpasso economico
di Alberto Baini

1986: Nipoti miei, marxisti immaginari
Il canto del cigno del regime
di Alberto Salani - foto di Mauro Galligani

1989: La cortina di latta
L’inizio della fine
di Elisabetta Burba

1989: Aspettando l’onda rossa
In attesa delle migrazioni europee
di Sergio Romano

1989: Berlino città aperta
Portfolio fotografico sulla caduta

1989: Spalle al muro
Commento sulla fine del regime
di Indro Montanelli

1989: La conversione al capitalismo
L’ultima frontiera del libero mercato
di Fiamma Nirenstein

Il nuovo ordine mondiale
Universi a confronto: 1989 e 2009


45 anni di storia
Cronologia ragionata

«Il Muro c’è ancora (nella testa di tanti tedeschi)»
Intervista a Giovanni Di Lorenzo
di Elisabetta Burba

Per non dimenticare
Libri, film e siti per saperne di più

  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152