
Fotografo di Epoca
di Elisabetta Burba
Il mini reportage fotografico sulla presentazione di Epoca è un omaggio tributato dal grande Giorgio Lotti alla “sua” rivista.
- Epoca über alles
- Luciano Segre, economista
- Pubblico attento
- Daniela Saresella ed Elisabetta Burba
- Lettura intergenerazionale
- Luigi Bruti Liberati, storico
- Lettrici impegnate
- Studenti intenti a sfogliare Epoca
- Il tavolo dei relatori
- Un partecipante legge l’articolo di Dominique Lapierre
- Giorgio Galli, politologo
- La Sala Napoleonica in tutto il suo splendore
- Daniela Saresella, storica
- Il pubblico
- Giulia Lami, storica
- Pubblico cosmopolita
- Fotografo di Epoca
Della scuderia dei fotografi di Epoca, Lotti è uno dei più noti a livello internazionale. Ritrattista sublime, è un maestro della luce e del colore. E vanta un primato strepitoso. È stato lui a scattare, nel ‘73, la foto più diffusa al mondo: il ritratto ufficiale del Primo ministro Cinese Zhou en Lai, stampato in oltre 100 milioni di copie (molte più del primo piano di Che Guevara).
Nato a Milano nel ‘37, ha da tempi immemorabili una bella testa di capelli bianchi, ma conserva l’entusiasmo e l’agilità di un ragazzino. Garbato nei modi e nell’animo, sa bene quanta violenza può esercitare un obiettivo. Ed è disposto a rinunciare allo scatto, pur di non aggredire chi gli sta di fronte. Per lui non esistono “belle fotografie”. Esistono solo “buone fotografie”.
Ha mosso i primi passi collaborando alla Notte, al Mondo, per poi approdare al leggendario Paris Match. Nel 1964 è entrato nello staff di Epoca, sotto la direzione di Nando Sampietro. E ci ha lavorato senza mai fermarsi fino al 1997, anno di chiusura del giornale, quando è passato a Panorama, dov’è restato fino al 2002.
Per il reportage realizzato in Cina nel 1973, la più prestigiosa università di giornalismo degli Stati Uniti, la Columbia di New York City, l’ha insignito del premio “The World Understanding Award“.
Sue immagini sono conservate in musei di tutto il mondo, fra cui il Royal Victoria Albert Museum di Londra e il Cabinet des Estampes di Parigi.
Negli ultimi 10 anni si è dedicato alla ricerca nel campo del colore e dell’arte, diventando un fotografo pittore. “Bisognerà cominciare a parlare di Giorgio Lotti come di un pittore e della sua arte come di una fotografia pittorica” ha scritto il giornalista Rai Vincenzo Mollica. “Il suo modo di dare un senso alla luce e ai colori, il suo modo di comporre il quadro fotografico che concepisce fin nel minimo particolare, l’intenzione pittorica evidente, sono cose che non si possono ridurre o ricondurre alla pur nobile dinamica di uno scatto rubato alla vita. C’è qualcosa di più in quello che Lotti crea (…): è come se usasse la sua anima come camera oscura, traendo un distillato puro dell’universo che lo circonda”.
- Giovedì 12 Novembre 2009





Commenti
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Il 21 Giugno 2011 alle 13:12 web agency ha scritto:
Valutazione positiva per questa pagina e per il sito intero. Decisamente un bel bookmark da memorizzare. Saluti!