
(Credits: Mondadori Vintage Collection)
di Jean Lartéguy
L’uomo di cui sentivo parlare di più – a volte come di un lupo mannaro, altre volte come di un Robin Hood – era un piccolo medico argentino dal fisico fragile e dallo sguardo un po’ beffardo, il quale come molti argentini ripete continuamente l’interiezione che, tanto che essa è ormai diventata il suo soprannome: Ernesto Guevara detto Che. Continua

(Credits: Harry Benson)
di Giacomo Maugeri
Di solito i Beatles non concedono interviste, dunque questo è un privilegio raro.
Mentre aspetto, mi domando se mi troverò davanti a quattro giovanotti stanchi e annoiati che risponderanno
di malavoglia e diranno cose stravaganti. Invece no: i terribili Beatles sono sorridenti e miti come cherubini. Continua

(Credits: Lisa Larsen/Getty Images)
di Raymond Cartier
Un lungo mormorio accoglie John Kennedy quando entra nella sala dove affluiscono i risultati. Non lo si è mai visto così disteso.
Per comodità, in previsione della febbrile notte di attesa, ha indossato un maglione e calzoni sportivi, che gli danno un aspetto ancora più giovanile. Sono le otto di sera del 7 novembre 1960 e nella casa di Bob, dov’è insediato il quartier generale, regna un’atmosfera di entusiasmo. Continua

La copertina di Epoca
di Bruno Vespa
«Vespa, mi senti? L’uomo arrestato per la bomba di Milano si chiama Pietro Valpreda. È anarchico. Non dire che fa il ballerino, hai capito? Non dirlo…». Continua

(Credits: Publifoto)
Da Epoca N. 537, 15 gennaio 1961
Idolatrata (dal pubblico), invidiata (dai colleghi) e odiata (dalla stampa), Mina inizia a cantare per gioco alla fine degli anni 50 e il suo successo è tale e improvviso da attirarle critiche spesso gratuite. Le tensioni esplodono al Festival di Sanremo del ’61, quando lei, data per vincente, si piazza invece male e annuncia il ritiro da ogni gara canora. Continua

Giovanni Paolo II al suo primo bagno di folla dopo l'elezione (Credits: Gianni Giansanti per Epoca. Particolare della foto originale)
È difficile, oggi, ricordare lo stupore che accolse l’elezione di un papa polacco. Così lo descrisse (e spiegò) una delle grandi firme di Epoca.
di Vittorio Gorresio*
La Chiesa ha voltato pagina, e ci sono due aspetti da osservare nel suo improvviso nuovo orientamento. Il primo è quello – di carattere più ovvio e appariscente – della rottura con una tradizione secolare che voleva riservato all’episcopato italiano il «privilegio» di avere un papa espresso dai suoi ranghi; e il secondo, meno spettacolare ma anche più consistente, è che il papa sia stato scelto oltrecortina. Politicamente, questa è la circostanza che più importa e che sembra destinata ad avere conseguenze di più grande rilievo nella politica mondiale.
Per quanto riguarda il primo aspetto della grande novità pontificale, si può incominciare a dire che questo papa non deve essere chiamato un papa straniero, ma più correttamente un papa non italiano.
Nessun vescovo al mondo è straniero per la Chiesa di Roma, che per sua vocazione e istituzione è universale, come dice del resto nel suo significato esatto il termine «cattolico». Agli italiani può dispiacere perché da più di quattro secoli essi si erano abituati al fatto che il papa fosse uno dei loro. Si ricordano tempi in cui la folla dalla piazza San Pietro cercava di far salire la sua voce ai cardinali adunati in conclave con il grido di perentoria intimazione: «Romano lo volemo». Addirittura romano, limitativamente, perché neppure bastava che il vescovo di Roma fosse italiano. Adesso invece i cardinali hanno dato a Roma un vescovo che viene da molto lontano, come ha riconosciuto nelle sue prime parole di presentazione il cardinale Karol Wojtyla arrivato qui dalla remota e ai più sconosciuta Cracovia; e non stupisce quindi la reazione della folla al primo annuncio: «Piazza San Pietro è ammutolita»; «Lo sbigottimento ha raggelato gli entusiasmi, smorzando il tono del tradizionale evviva popolare»; «La folla ha risposto con alcuni attimi di silenzio», e così via: spigolando tra le cronache si possono cogliere le testimonianze di quello che è stato per i romani un boccone amaro da trangugiare. È una reazione comprensibile, ma non è detto che la folla abbia sempre ragione nel reagire come reagisce. Continua

(Vittoriano Rastelli)
Uno degli articoli del numero speciale di Epoca dedicato alla beatificazione di Papa Giovanni Paolo II
Il sentimento popolare ha anticipato il processo di beatificazione di Karol Wojtyla. E un testimone speciale racconta qui il proprio incontro con «l’evidente santità» del papa
di Vittorio Messori*
Che ti succede se ti arriva, del tutto imprevista,la telefonata del portavoce della Santa Sede e ti dicono che il Papa vuole parlarti, ti aspetta l’indomani a pranzo, nel suo alloggio privato di Castel Gandolfo? Forse la voce non ti tradisce quando sei davanti a lui, dall’altra parte del tavolo, e ti parla delle possibili domande di un’intervista che ha deciso di concederti? Anche colleghi scafati, rotti a molte emozioni, mi hanno detto che non sono sicuri se saprebbero sfuggire alla emozione, in una situazione del genere. Continua

Mondadori celebra con un numero da collezione di Epoca la beatificazione di Giovanni Paolo II, domenica 1 maggio.
La storica rivista, che nel 1950 ha dato vita in Italia a una nuova forma di giornalismo fatto di inchieste e reportage con la fotografia come protagonista, torna alle stampe in un’edizione speciale che ripercorre in 148 pagine il lungo pontificato di Karol Wojtyla.
“Il Papa santo”, nome dell’omaggio che Epoca ha voluto riservare a Papa Giovanni Paolo II, è in vendita dal 20 aprile in edicola al prezzo di 7,90 euro.
Lo speciale monografico racconta il percorso religioso, politico e spirituale dell’uomo che ha guidato per 27 anni la Chiesa, attraverso le immagini più toccanti ed intime e le testimonianze dirette di chi lo ha incontrato e conosciuto, tra cui l’allora segretario personale Stanislao Dziwisz, il portavoce Joaquin Navarro-Valls, lo scrittore e saggista Vittorio Messori, lo storico Andrea Riccardi, il giornalista Jas Gawronski e l’ex presidente della Camera dei Deputati Pier Ferdinando Casini.
Arricchiscono servizi e reportage pubblicati da Epoca, gli stralci degli articoli dello straordinario archivio storico della rivista - che ha seguito passo dopo passo tutti i momenti del pontificato di Giovanni Paolo II - e gli editoriali di Sergio Romano, Giuliano Ferrara e del cardinale Gianfranco Ravasi.
Il numero di Epoca dedicato alla beatificazione di Papa Giovanni Paolo II è disponibile anche in una speciale edizione per iPad. L’applicazione consente di ripercorrere la storia di Papa Woltyla attraverso una innovativa navigazione interattiva, animazioni sorprendenti, contenuti extra audio e video che renderanno il ricordo un meraviglioso viaggio a ritroso nel tempo.
L’applicazione è disponibile su su App Store a 5,49 euro.

Papa Wojtyla in un'immagine di repertorio (Ansa)
Pubblichiamo in anteprima uno degli articoli del numero speciale di Epoca dedicato alla beatificazione di Papa Giovanni Paolo II
di Luciano Santilli
Ushuaia, in fondo alla Terra del Fuoco, è l’ultimo posto abitato prima che la terra finisca e cominci il mare del Polo Sud. Poche case, vita grama, qualche turista avventuroso, una chiesa che in quelle ore di attesa angosciata, seppure rassegnata, era presidiata da due beghine e quattro candele. Bastò un quarto d’ora a riempirla: di argentini e cileni cattolici, certo, ma anche di indios animisti e di qualche tedesco e norvegese severamente protestanti (oltre che di un italiano).
Perché, se la spiritualità è un’insopprimibile pulsione dell’uomo, quella mattina d’aprile del 2005 la perdita di un capitale spirituale ineguagliabile fu avvertita da tutti gli uomini, oltre le confessioni e simultaneamente, anche agli angoli estremi del pianeta. «Giovanni Paolo II è morto»: un sms, un annuncio in tv, come pure lo sconsolato passaparola nelle stradine di Ushuaia, diedero 6 anni fa immediata consapevolezza che se ne andava una guida irripetibile delle anime, universalmente apprezzata e amata. Era caduto, schiantato dalla legge inesorabile della vita terrena, quell’ulivo un tempo aitante, poi vecchio, malato, piegato e tremebondo, eppure determinato, abbarbicato, più che all’esistenza, alla sua missione. Quasi da non crederci: lui, Karol Wojtyla, abbattuto. Continua
Sul canale YouTube del Vaticano è disponibile un’area dedicata alla beatificazione di Giovanni Paolo II con numerosi video che raccontano i viaggi, gli incontri e gli altri momenti più importanti del Pontificato di Papa Wojtyla.
Questo, per esempio, il documento relativo al viaggio in El Salvador nel 1983: