Editoria: Faletti all’assalto del mercato americano


Giovani italiani alla riscossa. Anche se il colosso da affrontare è l’editoria Usa e le risorse a disposizione hanno (per ora) numeri ristretti: il primo romanzo di Giorgio Faletti, Io Uccido, e tre libri rispettivamente su Armani, sul Brunello e sul mito Versace.

Ma Michele Dalai, 34 anni, direttore editoriale e commerciale della Baldini Castoldi Dalai editore, ha coraggio e fiducia nel made in Italy di qualità, tanto da aprire una filiale della società nientemeno che a New York (da dove prende il via l’esperimento della casa editrice italiana).

L’appuntamento con I Kill (questo il titolo del successo di Faletti), è previsto per marzo 2008, come ci racconta Antonio Rossitto, che ha intervistato per First di dicembre il giovane editor. L’idea? Semplice, come tutte le cose destinate ad avere un gran futuro: “Noi paghiamo gli autori americani centinaia di migliaia di dollari”, dice Michele Dalai, “Loro, quando si parla di autori europei, sembra che ti facciano un favore. E là ho deciso che il libro l’avremmo pubblicato da soli”.

E voi, cosa ne pensate? Il thriller di Faletti sbancherà anche in America?

Lasciate un commento e dite la vostra.

Commenti

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Il 12 Dicembre 2007 alle 11:49 accorgitene™ ha scritto:

un buon libro può avere pubblico ovunque/
un buon editore trova quel pubblico/

sarà un successo/

Il 12 Dicembre 2007 alle 13:47 marisol3000 ha scritto:

Dipende da quanti soldi ci investe l’editore americano. Chi è?

Il 13 Dicembre 2007 alle 13:20 rachele.decata ha scritto:

Marisol 3000, l’editore è sempre la Baldini Castoldi Dalai. Che, successivamente, ha cercato un buon distributore locale, come racconta Michele Dalai nel servizio: “mi è bastato mandare un’email per essere convocato qualche giorno dopo a Chicago. In una settimana avevamo firmato il contratto”.

Il 25 Marzo 2008 alle 03:10 Giovanni Merry del Val ha scritto:

è una vera stupidaggine che trascinerà la decotta Baldini e Castoldi (non tirano più fuori un libro con la L maiuscola manco a pagarlo oro) nel baratro! come si fa a non capire che per vendere i diritti ci sono le fiere (londra francoforte ecc.). Ci sono fior di agenti che conoscono il mercato e che se la merce è buona comprano e comprano bene! Se non comprano vuol dire che non interessa…..un ‘operazione che ha tutto il sapore di un’ultima spiaggia in bocca a lupo comunque!!!!

Il 26 Marzo 2008 alle 17:03 Alessia Piccoli ha scritto:

ma ormai il libro è vecchio! mi stupisco

Il 30 Marzo 2008 alle 03:07 Matarrozzi ha scritto:

dalai vo’ fa l’americano, mericano, mericano ma è nato giù a forlì.complimenti

Il 8 Aprile 2008 alle 18:41 Michele Dalai ha scritto:

Intervengo per fare alcune piccole precisazioni, senza alcun intento polemico. Ognuno è libero di pensarla come crede. La Baldini Castoldi Dalai continua a fare del suo meglio per non scuocere, pubblica ottimi libri e continua a venderne molti, cosa che le permette il lusso dell’indipendenza. Poi, esistono fiere (Londra, Francoforte etc…), che noi frequentiamo e in cui come molti altri editori italiani fatichiamo a vendere i nostri diritti all’estero, causa un pregiudizio ammesso qua e là dagli stessi editori… americani e inglesi e da chi conosce bene il mercato (un esempio: http://www.sarahweinman.com/co.....bf_wh.html). Poi, sono nato a Milano anche se ammetto che a volte preferirei Forlì.
Saluti,

Michele Dalai

Il 10 Febbraio 2009 alle 11:14 valeria d'apollo ha scritto:

Ho letto “Io uccido” di G. Faletti.
Conosco la bravura di M. Dalai.
E sono convinta che questo racconto sbancherà anche tra il pubblico statunitense..ciao Michele

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