Archivio di Ottobre, 2009

La scultura che celebra Cienfuegos (AP Photo/Franklin Reyes)
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La scultura per l’eroe Cienfuegos
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La scultura per l’eroe Cienfuegos
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La scultura per l’eroe Cienfuegos
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Al fianco del Che
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Vado bene, Camilo?
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I lavori per installare il monumento
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L’omaggio dei bambini: fiori nel mare
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L’omaggio dei bambini: fiori nel mare
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Le celebrazioni: fiori nel mare
L’immagine di Ernesto ‘Che’ Guevara non è più la sola sulla storica Plaza de la Revolucion a L’Avana: da oggi c’è anche il volto di un altro leader che ha combattuto accanto a Fidel Castro,
Camilo Cienfuegos, scomparso in un incidente aereo 50 anni fa, il 28 ottobre del 1959.
A pochi metri dal volto del ‘Che’, che si trova su un muro del palazzo che ospita dal 1993 il Ministero dell’Interno, è stata posta della stessa grandezza l’immagine di Camilo Cienfuegos, sulla facciata del Ministero delle Telecomunicazioni. Se sotto l’immagine del ‘Che’ c’è la scritta ”
Hasta la victoria siempre”, sotto quella di Cienfuegos si legge ”Vas bien Fidel” (Vai bene Fidel), in ricordo della risposta alla domanda ricorrente che Fidel gli faceva, ‘Vado bene, Camilo?’.
Cienfuegos, nato nel 1932, era conosciuto come ‘Il Comandante del Popolo’. Si era unito a Fidel in Messico ed era stato uno dei membri della spedizione dello yacht Granma, che sbarcò a Cuba nel dicembre 1956 per iniziare la lotta contro Fulgencio Batista sulle montagne della Sierra Maestra (est).
La sua popolarità aveva addirittura fatto ombra a quella di Fidel. Al tri onfo della Rivoluzione, il primo gennaio 1959, Castro lo aveva nominato Capo dello Stato Maggiore dell’Esercito Ribelle. Cienfuegos scomparve in un incidente aereo, secondo la versione ufficiale, mentre tornava da Camaguey (est dell’isola) all’Avana il 28 ottobre del 1959.
Né i suoi resti né quelli dell’aereo sono stati mai trovati. (ANSA).

Il corteo
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Il corteo
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Il corteo
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Il corteo
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Il corteo
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Di Pietro
28/10/2009 - A Roma, poliziotti, agenti della polizia penitenziaria e del corpo forestale dello Stato, si son uniti in corteo per protestare
contro la politica del governo in materia di sicurezza.
“Per una volta siamo tutti uniti, senza distinzioni ideologiche: - dicono gli organizzatori - da questo governo, che ha avuto anche i nostri voti, abbiamo avuto solo promesse e ora ci troviamo con macchine che fanno schifo, senza soldi per la benzina e caserme in cui non si pagano gli affitti”.
In apertura di corteo uno striscione unitario di tutte le sigle sindacali che hanno aderito alla protesta con scritto: “
La sicurezza un diritto e i diritti non si tagliano, si difendono“.
(Foto: Ansa/Claudio Peri)

Due anniversari
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Due anniversari
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Il Parlamento illuminato con i colori della bandiera
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La cerimonia ufficiale
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Ricordi
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La cerimonia ufficiale
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La fiamma della rivoluzione
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Ricordi di una rivoluzione
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Ricordi di una rivoluzione
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Ricordi di una rivoluzione
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Ricordi di una rivoluzione
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Gli estremisti della Magyar Garda
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Gli estremisti della Magyar Garda
L’Ungheria ha festeggiato ieri, in un clima di divisione ed animosità, il 53° anniversario della rivolta del 1956 e i 20 anni della svolta democratica, culminata con la proclamazione della Repubblica il 23 ottobre 1989.
Debole l’interesse per le commemorazioni ufficiali: il momento più alto è stata la torta simbolica con 20 candele della Repubblica, in Parlamento, tagliata da ventenni, tutti nati il 23 ottobre.
Il premier Gordon Bajnai ha detto che la rivoluzione antisovietica del 1956 preannunciava la nascita dello Stato democratico, avvenuta nel 1989.
Nel centro della capitale esponenti del partito estremista Jobbik hanno invece scandito slogan come ”cambiamento incompiuto”, riferendosi alla mancata cacciata dei socialisti dal potere. Il leader dell’opposizione conservatrice Viktor Orban, parlando a un altro comizio, ha detto che il paese in 20 anni ”non è arrivato da nessun parte”, è in crisi profonda, e aspetta ancora la vittoria degli ideali del 1956. [ANSA]

(AP Photo/David Longstreath)
In questa fotogallery, una serie di scatti realizzati nel corso del
Phuket Vegetarian Festival che si svolge annualmente in Thailandia. Nel corso della manifestazione, i devoti del santuario cinese di
Bang Neow - come si vede in alcune foto - usano forarsi le guance con armi da taglio tradizionali.
Sembra che questo festival abbia le sue origini nel 1825, quando una
compagnia itinerante di opera, proveniente dalla Cina, giunse nella foresta per rappresentare uno spettacolo per i minatori cinesi della zona e tutti i componenti del gruppo si ammalarono misteriosamente di un
morbo sconosciuto, guarendo poi miracolosamente dopo una settimana di
dieta vegetariana.
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Blood drips from the cheek
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Un devoto di Bang Neow al festival vegetariano
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Si celebra la forza della dieta veggie
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Aiuto per infilarsi le spade, senza farsi troppo male
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Il gong richiama i fedeli
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La preparazione del riso
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Verso la trance
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La trance
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Trance per prepararsi alle spade
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Concentrazione
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I fuochi d’artificio per la festa

Bubble Woman dell’artista cinese Shu Yong (Epa/Cui Jingyin)
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Bubble Woman
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La cascata
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Dall’alto
A Foshan, nella regione cinese di Guangdong, in occasione di una fiera locale di prodotti di porcellana a terracotta, uno dei parchi cittadini ospita un’installazione dell’artista Shu Yong. Si tratta di un seno gigante d’acciaio, chiamato
Bubble Woman, installato sullo sfondo di una cascata d’acqua che scende lungo una parete ricoperta da water di varie forme e colori