(EPA/ANDREAS GEBERT)
30/11/2009 - Si è aperto questa mattina a Monaco di Baviera il processo a John Demjanjuk, l’ex soldato nazista accusato di concorso nello sterminio di 28mila ebrei nel lager di Sobibor, nella Polonia occidentale.
L’ottantanovenne di origini ucraine è stato trasportato in aula su una sedia a rotelle da due guardie e due infermieri.
Per la maggior parte del tempo aveva gli occhi chiusi, anche se era chiaramente cosciente. Indossava un cappellino da baseball, una giacca di pelle e spessi occhiali ed era avvolto in una coperta leggera blu.
In aula ci sono solo 68 posti per la stampa, nonostante i giornalisti accreditati da tutto il mondo siano più di 200.
Quello che dovrebbe essere l’ultimo grande processo per l’Olocauso, si concluderà entro il 6 maggio, dopo 35 giorni di udienze. Presenti al tribunale anche molti parenti di vittime della Shoah che attendono la condanna del “boia di Sobibor” estradato a maggio dagli Stati Uniti. “Quando suona la campana per Demjanjuk, suona anche per qualsiasi altro criminale di guerra anche se gli causa solo qualche notte insonne”, ha osservato il rabbino, Marvin Hier, presidente del Wiesenthal Center di Los Angeles. (AGI)
- Lunedì 30 Novembre 2009

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