- Tags: ambiente, Bhopal, disastro ambientale, fotografia, India, pesticidi, reportage
- 2 commenti
A venticinque anni dal disastro ambientale di Bhopal, in India, le autorità indiane hanno deciso di aprire al pubblico l’area dello stabilimento di pesticidi della Union Carbide da cui, il 2 dicembre 1984, uscirono tonnellate di prodotti chimici che provocarono 15mila morti.
In queste foto di Saurabh Das, le immagini dello stabilimento, così come appare oggi.
- In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
- In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
- In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
- In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
- In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
- In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
- In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
- In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
- In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
- In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
- In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
- In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
“L’obiettivo”, ha spiegato Babulal Gaur, ministro per l’aiuto e la riabilitazione delle vittime di Bhopal, “è quello di permettere alla popolazione di poter pregare e ricordare le vittime del disastro ambientale, così come avviene a Hiroshima, Chernobyl e Ground Zero a New York”. Lo ha riferito il quotidiano statunitense “Washington Post” nei giorni scorsi.
La corte dello stato di Madhya Pradesh, la cui capitale è Bhopal, il 26 novembre ha ordinato l’ingresso del pubblico nell’area della fabbrica. L’apertura è prevista per l’inzio del prossimo mese di dicembre, in occasione del 25° anniversario del disastro ambientale.
Un gruppo di sopravvissuti all’incidente ha però criticato la decisione delle autorità indiane sottolineando che la zona è ancora contaminata. “Sul terreno si trova ancora mercurio puro”, ha detto un ex dipendente che per dieci anni ha lavorato nello stabilimento di pesticidi. “È una fabbrica di morte. All’interno dell’area ci sono ancora veleni che inquinano i nostri pozzi e contaminano i nostri corpi”, ha affermato Rajbal Moolchand, 70 anni, un altro sopravvissuto che viveva vicino all’impianto e che fu esposto ai gas.
- Lunedì 30 Novembre 2009

Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus


LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
LE FOTO PIÙ SEXY DELLA SETTIMANA
LE RAGAZZE DI PERISCOPIO
Fotoreportage e grandi autori
Fotoblog, il mondo in diretta






ANIMALI, le foto più belle
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 1 Dicembre 2009 alle 13:18 BHOPAL, RICORDATE? MOLTO PRIMA DELLE TORRI GEMELLE ha scritto:
[...] Panorama (notate il vuoto giornalistico del reportage!!!) [...]
Il 2 Dicembre 2009 alle 11:33 Andrea Chiodini ha scritto:
Come sempre (purtroppo) accade, ci troviamo a commentare tragedie di proporzioni immani, di fronte alle quali ci commuoviamo, ci scandalizziamo, ci arrabbiamo…….ogni volta quel grande senso di impotenza prende possesso dei nostri pensieri tormentandoci.
La verità? La comunità internazionale è assolutamente priva di coscienza. Prende coscienza delle proprie responsabilità solo quando ci sono interessi economici da difendere. Questa è purtroppo la realtà dei fatti, credete che gli abitanti di Bohpal sappiano che esiste una comunità internazionale, con i suoi diversi organismi, che dovrebbe intervenire in occasioni come questa? Io mi auguro che non lo sappiano. Perchè a parte le responsabilità oggettive di chi ha provocato la tragedia, le responsabilità di chi dovrebbe cercare di sistemare le cose e non lo fa è la più grande ed è ben più vergognoso che a venticinque anni di distanza dall’accaduto non si sia ancora fatto nulla.
L’indignatissimo.
Andrea Chiodini