Si stima che nello Swaziland, un Paese senza sbocco sul mare, confinante con il Sudafrica e il Mozambico, ci sia la più alta percentuale al mondo di adulti che hanno contratto il virus dell’HIV: il 25% della popolazione. Circa il 40% delle donne incinte sono sieropositive. Circa il 91% dei bambini con l’HIV vivono nell’Africa sub-sahariana (UNAIDS 2009).
A Mkhulamini, circa 40 km ad est di Mbabane, vivono Mfanzile Dlamini (28 anni) e sua moglie, Zanele Dlamini (24), entrambi sieropositivi.
La loro prima figlia, nata nel 2006, è morta all’età di un anno. Oggi sono sposati ed hanno un’altra bambina di 13 mesi, Phiwayinkhosi, ad oggi sieronegativa. La loro la famiglia combatte ogni giorno per convivere con l’HIV/AIDS.
Ecco la loro storia, raccontata dagli scatti del fotografo sudafricano Jon Hrusa.
- Fotografie di Jon Hrusa
- Quando era bambina, il padre di Zanele era spesso malato e la sua famiglia non aveva che poco denaro. I suoi compagni di scuola la prendevano spesso in giro quando andava senza scarpe a scuola, che del resto riusciva a frequentare solo sporadicamente per i problemi economici del padre.
- Zanele trascorreva solitamente le vacanze scolastiche a Sidvokodvo, una città vicina, dalla sorella, lavorando con lei. È lì che ha incontrato Mfanzile.
- Quando si sono conosciuti, Mfanzile ha comperato a Zanele un paio di scarpe e le ha dato dei soldi per un nuovo grembiule per la scuola.
- Quando il padre di Zanele è morto, lei ha potuto continuare i suoi studi grazie al supporto di Mfanzile
- Nel 2005, quando aveva 20 anni, Zanele iniziò a soffrire di vertigini, la prima volta proprio durante gli esami scolastici.
- Ricoverata in ospedale, scoprì di essere incinta e, durante la gravidanza, di essere sieropositiva.
- Abbandonò la scuola e diede alla luce una bambina, di nome Tema.
- Quando Zanele disse al marito di essere sieropositiva, lui non diede peso alla cosa e non si testò.
- Zanele ricominciò a lavororare a Sidvokodvo, lasciando Tema alle cure della nonna, a Sithobela.
- Quando Tema aveva un anno, sì ammalò e morì in brevissimo tempo. Zanele e Mfanzile continuarono a vedersi anche dopo la morte della figlia, seppur continuando a vivere in città differenti.
- Nel 2007, anche Mfanzile si ammalò e si decise finalmente di recarsi presso la struttura sanitaria supportata dalla fondazione Elizabeth Glaser Pediatric AIDS Foundation (EGPAF), dove riscontrarono la sua sieropositività.
- Oggi sia Zanele sia Mfanzile assumono farmaci antiretrovirali.
- Nel 2008 è nata la loro seconda figlia, Phiwayinkhosi, cheoggi ha 13 mesi e finora risulta sieronegativa, grazie alle misure di prevenzione adottate dai servizi che cercano di evitare la trasmissione del virus da madre a figlia.
- Si sono sosati nel 2009. La loro famiglia viene evitata dalla maggior parte della parentela allargata, a causa della loro sieropositività.
- Vivono in una casa di una sola stanza con un letto singolo, su cui dormono a turno.
- Mfanzile guadagna circa 600 ZAR al mese (meno di cento dollari) come metronotte ed aiuta Zanele a coltivare arachidi, patate dolci e fagioli su un piccolo appezzamento di terra.
- I soldi che anno bastano appena per il cibo e per pagare il viaggio che ogni mese devono fare verso l’ospedale, dove vengono loro consegnati i farmaci antriretrovirali, pagati dal governo, che permettono loro di sopravvivere.
- Mercoledì 16 Dicembre 2009

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Commenti
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Il 18 Dicembre 2009 alle 16:44 cesare fischetti ha scritto:
penso che dobbiamo vergognarci di quanto sprechiamo e per il nostro egoismo. due occhi che ci guardano.
Il 11 Febbraio 2010 alle 16:58 Marcus Prometheus ha scritto:
cesare fischetti ha scritto:
penso che dobbiamo vergognarci di quanto sprechiamo e per il nostro egoismo. due occhi che ci guardano.
Marcus Prometheus risponde:
Ma si vergognino i loro genitori che li mettono al mondo senza preoccuparsi se sono in grado di mantenerli o no.
I genitori aperano che qualche figlio fra i tanti che destinano a morire di fame sopravviva e gli faccia da pensione quando saranno anziani?
Quella si’ che non e’ una buona scusa ma il massimo dell’egoismo.