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Thailandia: 4.000 profughi Hmong deportati in Laos

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  • Tags: deportazione, Hmong, Laos, profughi, reportage, Thailandia
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(AP Photo/Sakchai Lalit)

(AP Photo/Sakchai Lalit)



L’esercito thailandese ha iniziato oggi a espellere verso il Laos circa 4.000 profughi di etnia Hmong, che da circa 30 anni vivevano nel campo profughi di Huay nam Khao, nel nord del Paese.

L’operazione è iniziata alle prime luci del giorno, stando a quanto reso noto da un portavoce militare. Le espulsioni sono state decise di comune accordo tra Thailandia e Laos, nonostante le proteste di numerose organizzaioni internazionali.

Negli ultimi mesi, secondo Medecins Sans Frontieres, i soldati thailandesi avevano introdotto pesanti misure restrittive nel tentativo di costringere gli Hmong a non chiedere lo status di rifugiati e a rientrare in Laos.

L’esercito thailandese ha oggi iniziato a espellere verso il Laos circa 4 mila profughi di etnia Hmong, che da circa 30 anni vivevano nel campo profughi di Huay nam Khao, nel nord del Paese.
Le espulsioni sono state decise di comune accordo tra Thailandia e Laos, nonostante le proteste di numerose organizzazioni internazionali.
Le operazioni nel campo profughi di Huay Nam Khao, 300 chilometri a nord di Bangkok, sono iniziate alle 5:30 ora locale (nella notte tra domenica e lunedì); mobilitati circa 5.000 soldati, senza armi, ma protetti da scudi e manganelli, che erano appoggiati da uomini dei corpi speciali.
Il colonnello Thama Charuwat, a cui era stato affidato il rimpatrio, ha detto che tutto è avvenuto senza violenze. Circa 300 Hmong avevano inizialmente rifiutato di lasciare il campo, e si sono convinti solo dopo un negoziato andato avanti per ore.
Più di 4.400 erano già stati trasferiti, a bordo di decine di camion militari scortati dalle forze di sicurezza fino alla località di frontiera di Nong Khai, prima di essere consegnati alle autorità laotiane e attraversare su autocarro il ponte costruito sul fiume Mekong, frontiera naturale tra Thailandia e Laos.

Quando la deportazione era già in corso, Washington ha chiesto al governo thailandese di interrompere la deportazione definita una “seria violazione dei diritti umani”: “Gli Stati Uniti chiedono urgentemente che le autorità thailandesi sospendano le operazioni”, ha detto il Dipartimento di Stato.
Le autorità thailandesi non hanno permesso né al personale dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (l’Unhcr), né agli attivisti dei gruppi non governativi impegnati nella difesa dei diritti umani e neanche ai giornalisti di assistere alle operazioni di sgombero degli Hmong.
L’Ue si è detta allarmata dalla decisione thailandese di riportare forzatamente in patria le migliaia di laotiani, che nel loro Paese d’origine corrono il rischio di essere perseguitati; la presidenza di turno svedese dei 27 si è detta preoccupata soprattutto per i 150 rifugiati riconosciuti come tali dall’Unhcr e che sono rimasti nel centro di Nong Khai negli ultimi tre anni.
Da Ginevra, l’Alto Commissario per i Rifugiati ha chiesto di interrompere le operazioni.
I membri delle tribù delle montagne che combatterono a fianco degli Stati Uniti durante la guerra del Vietnam e aiutarono la Cia a realizzare operazioni segrete in Laos e anche nel sud della Cina, sono noti come gli “alleati dimenticati” degli Stati Uniti.

Ancora oggi, varie centinaia di guerriglieri Hmong compiono attacchi sporadici e azioni di sabotaggio all’interno del Laos.
La Thailandia, che si è sempre difesa dicendo che gli Hmong ospitati nel campo erano clandestini e non rifugiati, ha deciso di andare avanti, nonostante i reiterati appelli dell’Onu, degli Stati Uniti e dell’Ue.
Dal 1975, anno in cui i comunisti si sono impossessati del potere in Laos, gli Stati Uniti hanno accolto circa 150.000 persone di etnia Hmong, di cui 14.000 nel 2003.
Dopo il 2003, circa 8.000 Hmong - tra i quali molti che, secondo l’Onu, sono davvero rifugiati politici - hanno attraversato la frontiera laotiana con la speranza di ottenere l’asilo in un terzo Paese, ma secondo la Thailandia, nessun governo occidentale si è mostrato interessato.
”Il governo laotiano - ha detto in una conferenza stampa il colonnello Thana Charuvat - ha confermato che accorderà un’amnistia ai leader Hmong”.


Una parte degli Hmong era stata al fianco degli americani durante la guerra del Vietnam, quando il conflitto si era esteso ai Paesi vicini. Numerosi sono poi fuggiti dal regime comunista del Laos, al potere dal 1975.

”Il governo laotiano - ha detto in una conferenza stampa il colonnello Thana Charuvat - ha confermato che accorderà un’amnistia ai leader Hmong”.

Bangkok sostiene che gli Hmong sono immigranti illegali, mentre per la comunità internazionale almeno alcune centinaia possono chiedere lo status di rifugiato, che li proteggerebbe da misure di espulsione.

(ANSA-AFP)

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  • Lunedì 28 Dicembre 2009
Fotografia - Cartoline dall’inverno/2 »
« Iran, repressione a Teheran: oltre 15 morti

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Il 29 Dicembre 2009 alle 12:40 Continuano le deportazioni forzate in Asia: oggi tocca agli Hmong. Costretti da Bangkok a tornare in Laos - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] Continua in Asia il triste trend di deportazioni forzate. Mercoledì scorso la Cambogia ha venduto venti rifugiati alla Cina in cambio di 1,2 miliardi di dollari in investimenti di vario tipo. Questa mattina la Thailandia ha deciso di rispedire in Laos 4.400 profughi di etnia Hmong. -Gallery [...]

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