Archivio del 2009

Hortobagy, Ungheria
Dal freddo polare di
Mosca (-25/-30 gradi) alla
Foresta Nera tedesca, da
Minsk ai giardini delle Tuileries di
Parigi, dalle steppe ungheresi a
Sarajevo, alle migrazioni delle oche nello Stato di
Washington… un piccolo giro del mondo attraverso le
fotografie dell’inverno.
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Foresta Nera, Germania
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Bucarest, Romania
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Schlehdorf, Germania
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Conway, Washington, USA
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Omaha, Nebraska, USA
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Mosca, Federazione Russa
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Fuessen, Germania
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Feldberg, Germania
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Hortobagy, Ungheria
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Parigi, Francia
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Mosca, Federazione Russa
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Mosca, Federazione Russa
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Parigi, Francia
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Oberhof, Germania
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Mosca, Federazione Russa
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Sarajevo, Bosnia
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Ibaneta, frontiera franco-spagnola
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Belgrado, Serbia
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Drei Annen Hohne, Germania
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Minsk, Bielorussia
Vedi anche: Fotografia - Cartoline dall’inverno/2

La pellicola, presentata oggi a Roma, sarà da domani in 800 sale italiane (MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA)
Nella consueta conferenza stampa ‘al buio’, De Laurentiis e il cast del cinepanettone 2009 hanno presentato oggi a Roma “
Natale a Beverly Hills“, pellicola che domani invaderà come un fiume in piena oltre 800 sale .
Dopo il Brasile, Christian De Sica e compagni vanno negli Usa, a Los Angeles. Si tratta del 26.mo cinepanettone targato Filmauro che ripete la formula vincente dei due episodi: nella prima parte e’ interpretato dalla nuova coppia comica di Natale, Christian De Sica-Massimo Ghini, che recita insieme a Sabrina Ferilli, Paolo Conticini e i giovanissimi Emanuele Propizio e Michela Quattrociocche, con due cammei di Rossano Rubicondi e Jo Champa.
Nel secondo episodio Michelle Hunziker recita insieme alla coppia Alessandro Gassman-Gianmarco Tognazzi (che sul manifesto e nel film porta baffi e parrucca), di nuovo unita dopo nove anni. (AGI)
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La pellicola, presentata oggi a Roma, sarà da domani in 800 sale italiane
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La pellicola, presentata oggi a Roma, sarà da domani in 800 sale italiane
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La pellicola, presentata oggi a Roma, sarà da domani in 800 sale italiane
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La pellicola, presentata oggi a Roma, sarà da domani in 800 sale italiane
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La pellicola, presentata oggi a Roma, sarà da domani in 800 sale italiane
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La pellicola, presentata oggi a Roma, sarà da domani in 800 sale italiane
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La pellicola, presentata oggi a Roma, sarà da domani in 800 sale italiane
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La pellicola, presentata oggi a Roma, sarà da domani in 800 sale italiane
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La pellicola, presentata oggi a Roma, sarà da domani in 800 sale italiane
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La pellicola, presentata oggi a Roma, sarà da domani in 800 sale italiane

Saldature al porto di Shanghai (EPA/SHERWIN)
In questa galleria, una selezione delle foto più belle della settimana, da tutti gli angoli della Terra.
Le foto più belle, settimana dopo settimana
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Regina in prima classe
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La foto dell’anno secondo Unicef-Germania
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Al lardo
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In attesa del rimpatrio, a Myanmar
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In ascolto
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Gioia calcistica
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Sciopero ad Atene
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Gelsenkirchen, Germania
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Il risveglio del vulcano
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Ragazzi afghani nel campo rifugiati di Rawalpindi, Pakistan
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In supporto di Gilad Schalit
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Ventiane, Laos. Giochi del Sud-est asiatico
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-16 gradi Celsius a Kiev
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Saldature al porto di Shanghai
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Nella foresta della Turingia
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Ahmadabad, India. Fenicotteri migratori
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- 12 gradi a Minsk, Bielorussia
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A scuola. Lashkar Gah, Afghanistan
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Long Live Revolution. New Delhi, India
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Mare d’inverno al Porto olimpico di Barcellona
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Una delegata al Summit di Copenhagen
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Nuotatori d’Indonesia
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L’economia indonesiana cresce al 4%.
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Allo Zoo di Tokyio la pecora Mana ha avuto un agnello
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BabbI Natale subacquei
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Maratona irlandese

Gerusalemme (AP Photo/Sebastian Scheiner)
Hanukkah o Chanukkà (in ebraico חנכה, ḥănukkāh) è la festività ebraica nota anche come Festa delle Luci. In ebraico la parola Hanukkah significa “dedica”; questa festa, infatti, commemora la consacrazione di un nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme dopo che i Greci, al cui regno Eretz Israel apparteneva nel II secolo a.C., restituirono la libertà. Così come Purim, è una festa stabilita per decreto rabbinico, ossia dopo il dono della Torah.
La festività dura 8 giorni e la prima sera, chiamata Erev Chanukah, inizia al tramonto del 24 del mese di Kislev. È l’unica festività religiosa ebraica che si svolge a cavallo tra due mesi: inizia a Kislev e finisce in Tevet. Quest’anno la festività ebraica di Hanukkah è iniziata l’11 Dicembre e terminerà il 19 Dicembre.
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Gerusalemme
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Mea Shearim
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Philadelphia
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Berlino
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Chisinau, Moldavia. La Menorah, dopo l’attacco di un prete ortodosso estremista, è ora protetta dai militari
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Copenhagen, Shimon Peres
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Ottawa, il primo ministro canadese Stephen Harper
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Washington
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Varsavia
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Tel Aviv
Prima del XX secolo, questa veniva considerata una festa minore. Con la crescente popolarità del Natale come maggiore festività del mondo occidentale e l’istituzione delle accensioni pubbliche della chanukkià, Hanukkah ha cominciato a rappresentare sia una celebrazione della volontà del popolo ebraico di sopravvivere, sia una festività che marchi il dominio della luce sull’oscurità, ciò che acquista un significato particolare in corrispondenza con l’inizio dell’inverno e durante il periodo dell’anno in cui le giornate sono più corte.
Al giorno d’oggi, durante le sere di Hanukkah, c’è l’uso promosso dal movimento Chabad, presso numerose comunità in tutto il mondo, di celebrare l’accensione delle candele in maniera pubblica. Numerose persone si ritrovano in una piazza centrale della città dove è stata installata una grande chanukkià. Il presidente della comunità o il rabbino capo, tengono un breve discorso, recitano la beracha (benedizione) sulle candele e inaugurano la festa. I presenti solitamente intonano inni gioiosi ed eseguono tipici balli ebraici. Dolce tipico della festa è una sorta di bombolone chiamato sufgagnà che, essendo fritto nell’olio, vuole ricordare l’olio consacrato che tenne in vita la luce del Tempio.
(fonte: wikipedia)

(EPA/DENNIS M. SABANGAN)
Le autorità filippine hanno ordinato, a partire da stamani, l’evacuazione di 20-30mila persone che vivono nelle vicinanze del Mayon (6-8 kilometri), il vulcano più attivo del Paese, annunciando una possibile eruzione entro una settimana.
Il Mayon, situato sull‘isola di Luzon, la piú grande dell’arcipelago - famoso per la sua forma conica quasi perfetta- da lunedí ha iniziato ad eruttare lava e ceneri, che hanno raggiunto un’altezza di circa 100 metri, ha detto il vulcanologo Renato Solidum.
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Il Mayon è il vulcano più attivo del Paese. È annunciata una possibile eruzione entro una settimana
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Le autorità filippine hanno ordinato, a partire da stamani, l’evacuazione di 20-30mila persone nelle vicinanze del Mayon
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Il Mayon è situato sull’isola di Luzon, la piú grande dell’arcipelago
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Da lunedí il vulcano ha iniziato ad eruttare lava e ceneri, che hanno raggiunto un’altezza di circa 100 metri
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Il vulcano sta mostrando un aumento di attività, quindi si è ritenuto necessario alzare l’allarme
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Il materiale incandescente fuoriuscito dal cratere è colato lungo il versante sud-est del vulcano.
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È stata richiesta l’assistenza di esercito e polizia per scortare la popolazione nei rifugi
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L’arcipelago delle Filippine sorge nell’Anello del Fuoco, una catena di vulcani che cingono l’Oceano Pacifico
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L’ultima eruzione del Mayon, che negli ultimi 400 anni si è svegliato 50 volte, risale al 2006
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La colata più grave è stata registrata nel 1841, quando la lava seppellì un intero paese, uccidendo 1.200 persone
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Un bambino tra gli sfollati
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Persone in fuga
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Una ragazza sfollata
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In un centro temporaneo di evacuazione
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In un centro temporaneo di evacuazione
”Il vulcano sta mostrando un aumento della sua attività - ha spiegato lo studioso -, quindi abbiamo ritenuto necessario alzare l’allarme”. Solidum ha aggiunto che il ”materiale incandescente” fuoriuscito dal cratere è colato lungo il versante sud-est del vulcano.
Joey Salceda, governatore della provincia di Albay, dove si trova il vulcano, ha aggiunto che è stata richiesta l’assistenza di esercito e polizia per scortare la popolazione nei rifugi.
L’arcipelago delle Filippine sorge nell’ ”Anello del Fuoco”, una catena di vulcani, che cingono l’Oceano Pacifico.
L’ultima eruzione del Mayon, che negli ultimi 400 anni si è svegliato 50 volte, risale al 2006.
La colata più grave è stata registrata nel 1841, quando la lava seppellì un intero paese, uccidendo 1.200 persone.

Fotografie di Jon Hrusa
Si stima che nello Swaziland, un Paese senza sbocco sul mare, confinante con il Sudafrica e il Mozambico, ci sia la più alta percentuale al mondo di adulti che hanno contratto il virus dell’HIV: il 25% della popolazione. Circa il 40% delle donne incinte sono sieropositive. Circa il 91% dei bambini con l’HIV vivono nell’Africa sub-sahariana (UNAIDS 2009).
A Mkhulamini, circa 40 km ad est di Mbabane, vivono Mfanzile Dlamini (28 anni) e sua moglie, Zanele Dlamini (24), entrambi sieropositivi.
La loro prima figlia, nata nel 2006, è morta all’età di un anno. Oggi sono sposati ed hanno un’altra bambina di 13 mesi, Phiwayinkhosi, ad oggi sieronegativa. La loro la famiglia combatte ogni giorno per convivere con l’HIV/AIDS.
Ecco la loro storia, raccontata dagli scatti del fotografo sudafricano Jon Hrusa.
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Fotografie di Jon Hrusa
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Quando era bambina, il padre di Zanele era spesso malato e la sua famiglia non aveva che poco denaro. I suoi compagni di scuola la prendevano spesso in giro quando andava senza scarpe a scuola, che del resto riusciva a frequentare solo sporadicamente per i problemi economici del padre.
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Zanele trascorreva solitamente le vacanze scolastiche a Sidvokodvo, una città vicina, dalla sorella, lavorando con lei. È lì che ha incontrato Mfanzile.
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Quando si sono conosciuti, Mfanzile ha comperato a Zanele un paio di scarpe e le ha dato dei soldi per un nuovo grembiule per la scuola.
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Quando il padre di Zanele è morto, lei ha potuto continuare i suoi studi grazie al supporto di Mfanzile
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Nel 2005, quando aveva 20 anni, Zanele iniziò a soffrire di vertigini, la prima volta proprio durante gli esami scolastici.
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Ricoverata in ospedale, scoprì di essere incinta e, durante la gravidanza, di essere sieropositiva.
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Abbandonò la scuola e diede alla luce una bambina, di nome Tema.
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Quando Zanele disse al marito di essere sieropositiva, lui non diede peso alla cosa e non si testò.
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Zanele ricominciò a lavororare a Sidvokodvo, lasciando Tema alle cure della nonna, a Sithobela.
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Quando Tema aveva un anno, sì ammalò e morì in brevissimo tempo. Zanele e Mfanzile continuarono a vedersi anche dopo la morte della figlia, seppur continuando a vivere in città differenti.
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Nel 2007, anche Mfanzile si ammalò e si decise finalmente di recarsi presso la struttura sanitaria supportata dalla fondazione Elizabeth Glaser Pediatric AIDS Foundation (EGPAF), dove riscontrarono la sua sieropositività.
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Oggi sia Zanele sia Mfanzile assumono farmaci antiretrovirali.
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Nel 2008 è nata la loro seconda figlia, Phiwayinkhosi, cheoggi ha 13 mesi e finora risulta sieronegativa, grazie alle misure di prevenzione adottate dai servizi che cercano di evitare la trasmissione del virus da madre a figlia.
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Si sono sosati nel 2009. La loro famiglia viene evitata dalla maggior parte della parentela allargata, a causa della loro sieropositività.
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Vivono in una casa di una sola stanza con un letto singolo, su cui dormono a turno.
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Mfanzile guadagna circa 600 ZAR al mese (meno di cento dollari) come metronotte ed aiuta Zanele a coltivare arachidi, patate dolci e fagioli su un piccolo appezzamento di terra.
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I soldi che anno bastano appena per il cibo e per pagare il viaggio che ogni mese devono fare verso l’ospedale, dove vengono loro consegnati i farmaci antriretrovirali, pagati dal governo, che permettono loro di sopravvivere.

Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima (AP Photo/Peter Dejong)
Alta tensione fuori e dentro il vertice Onu sul clima. A Copenhagen sale la pressione da parte dei manifestanti. La polizia usa la mano dura e si scatenano disordini. In mezzo ci finisce anche il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che resta bloccata un’ora all’entrata del Bella Center e viene letteralmente strattonata nella folla e senza alcuna assistenza. Il ministro ha annunciato una protesta formale. Nella sola mattinata la polizia danese, ha riferito la tv locale, ha effettuato circa 230 arresti nelle diverse manifestazioni svoltesi nei pressi del Bella Center.
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Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
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Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
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Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
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Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
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Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
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Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
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Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
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Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
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Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
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Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
Fin dalla mattina gli ambientalisti si sono messi in marcia per arrivare al Bella Center. Gli agenti hanno cominciato le cariche quando alcuni dei manifestanti sono riusciti a superare le barriere che erano state collocate a protezione del centro dove si svolge la conferenza. Sia gli agenti che i manifestanti hanno fatto uso di bombolette con gas urticanti. Circa 230 gli arresti. Gli scontri sono avvenuti sotto una fitta nevicata e con una temperatura bassissima. Gli agenti si sono disposti su tre file, separate da automezzi (tra jeep e furgoni), e, alla fine dello schieramento, stazionano delle unita’ cinofile. Un operatore televisivo e’ stato ferito da una bottiglietta. Molti dei partecipanti al corteo - alcuni dei quali indossano costumi che rappresentano animali - continuano a protestare pacificamente.
In prima fila, quindi a ridosso degli agenti, i ”withe bloc”, che indossano tute bianche e hanno dei fiori infilati tra i capelli. La polizia ha preso il controllo della situazione intervenendo con durezza e usando i manganelli su alcuni gruppi di manifestanti. Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e’ rimasta bloccata un’ora tra la folla e presentera’ formale protesta. I senatori del Pd Roberto della Seta e Francesco Ferrante hanno denunciato la ”gestione poliziesca”.
Ma dentro, tra i ministri e i delegati che devono mettere a punto un accordo per salvare il Pianeta da qui al 2050, la situazione non e’ migliore. Nelle riunioni, fin dalla notte, regna caos, incertezza e pessimismo. Nessuna nuova bozza di accordo al momento. Si tratta su argomenti separati.
(ANSA)

2006 (ZUMA /Lapresse)
La storia di Sarah Palin attraverso le immagini: da reginetta di bellezza a Governatore dell’Alaska, a candidata alla vicepresidenza USA, è divenuta in breve tempo idolo delle masse conservatrici americane. Continua

Finti, ma abbastanza naturali da sembrare veri (Ansa/ALESSANDRO DI MEO)
Neonati con ancora il cordone ombelicale, che aspettano sotto l’albero di Natale. Cloni di figli mancati, cresciuti o nuovi bebé di pochi mesi. Finti. Ma abbastanza naturali da sembrare veri. Sono i figli artificiali, il costoso regalo che alcune coppie romane troveranno il 25 dicembre tra doni e pacchetti. C’é già chi, a 50 anni, li ha portati in giro per la Capitale, durante le feste, tenendoli in fasce come farebbe una mamma.
Il giocattolo ”per adulti” è diventato a Roma una sorpresa ricercata e puo’ costare fino a migliaia di euro per ordinare una copia perfetta di un figlio o un nipote, magari ormai grande. Bocche tumide, grinze nella pelle e dettagli curati, dall’alluce fin sopra ai capelli, sono le caratteristiche dei
bimbi ”on demand”, bambole sfornate in serie o create da scultori-artisti statunitensi ed europei nelle nuove botteghe dei corpi.
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Finti, ma abbastanza naturali da sembrare veri
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Costoso regalo che alcune coppie romane riceveranno come dono di Natale
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Possono costare fino a migliaia di euro
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Bambole realizzate in ceramit o vinile pregiato, molto simile alla pelle di un bambino
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Molti sono pezzi unici
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Silvana di Roma, 50 anni e senza figli, ne ha ‘adottati’ 10 in 3 anni
A facilitarne l’effetto surreale sono i materiali con cui vengono realizzate le bambole: ceramit o vinile pregiato, molto simile alla pelle di un bambino, lavorato con una tecnica chiamata ‘reborn’ (rinato, in inglese). Però a battere è solo il cuore di alcune aspiranti genitori, che su internet o nei negozi specializzati della Capitale comprano i pargoletti plastificati, preferendo il termine ”adottare” a quello di ”acquistare”. ”Molti non dicono di averli in casa perché si vergognano o hanno paura del giudizio altrui”, dice Silvana di Roma, di 50 anni e senza figli, che ne ha ‘adottati’ dieci in tre anni. Anche alcune mie amiche ne hanno, si tratta spesso di persone che non hanno potuto avere figli, sono scomparsi o ne hanno avuti molto tempo fa. So che quest’anno ci sono molte richieste rispetto all’anno scorso e che, per i modelli di alcune marche, bisognava prenotarli a novembre”.
E Daniela, 50 anni, porta la sua piccola ”in giro, per la strada”. Per chi li vende non si tratta di giocattoli, ma di vere e proprie opere d’arte, molti sono pezzi unici. ”Danno la sensazione del calore della pelle umana, con capelli e ciglia vere - ha spiegato Annamaria Manferdini, la titolare di un negozio di giocattoli e collezionismo a piazza Navona - Capita, raramente, anche che qualche coppia abbia chiesto di riprodurre il proprio figlio da piccolo, per ricordarlo cosi’ com’era. In quel caso abbiamo messo il cliente in contatto con alcuni artisti tedeschi: portando delle foto di un bimbo è possibile crearne le stesse sembianze”, aggiunge la negoziante sfogliando un catalogo in cui si vede una foto di una bambina e il suo clone-bambola. Stavolta a portare il figlio desiderato non sarà la cicogna, ma un costoso pacco postale.
(ANSA)

Divergenti le versioni di polizia e contestatori sull'accaduto (Epa/Yoan Valat)
Sono stati circa 200 i fermi per gli scontri della notte scorsa tra ‘black bloc’ e polizia danese a Christiania, la storica comunità hippy fondata negli anni ‘70. Continua