I Saints hanno vinto domenica sera a Miami il Super Bowl, per la prima volta nella loro storia, battendo i favoriti Colts di Indianapolis per 31 a 17.
I festeggiamenti sono scattati immediatamente nel famoso French Quarter di New Orleans, dando il via alle celebrazioni del carnevale. I Saints non avevano mai vinto niente in passato.
La rivincita della squadra ‘cenerentola’, trascinata al trionfo dal quarterback Drew Brees, è stata accompagnata dalla resurrezione ufficiale di New Orleans, la città devastata quattro anni e mezzo fa dall’uragano Katrina.
“Siamo tornati. La Louisiana è tornata. New Orleans è tornata. Lo abbiamo dimostrato a tutto il mondo”, ha esclamato il presidente Tom Benson ricevendo il trofeo del Super Bowl XLIV al Sun Life Stadium di Miami.
- Mike Bell bacia il trofeo Vince Lombardi
- L’uomo chiave, Drew Brees
- Jonathan Vilma (51) intercetta un passaggio
- La gioia del coach Sean Payton
- Drew Brees
- Reggie Bush solleva il trofeo
- Tracy Porter
- Tracy Porter dei Saints
- La delusione degli Indianapolis Colts
- Austin Collie dei Colts
- Dallas Clark dei Colts vs Roman Harper dei Saints
- Il coach Sean Payton
- Ora Katrina è stata dimenticata
- L’esultanza di Troy Evans e di Roman Harper
- Lance Moore
- Drew Brees
- Peyton Manning degli Indianapolis Colts
- Marques Colston (12) vs Tim Jennings (23)
- Tracy Porter (22) in azione di gioco
- La delusione di Chad Simpson
- La delusione degli Indianapolis Colts
- Tracy Porter (22) vs Reggie Wayne (87)
- La gioia di Drew Brees (9) e Mark Brunell (11)
- Finalmente campioni
- La festa dei tifosi e di Drew Brees
- Tracy Porter
- Reggis Bush tra i fan
- L’esultanza di David Thomas e dei suoi compagni
- Jeremy Shockey esulta per il suo touchdown
- L’abbraccio tra Drew Brees e Reggie Bush
La partita è stata molto più incerta di quanto lasci pensare il risultato finale. I Colts, guidati dai lanci precisi come il laser del quarterback Peyton Manning (il cui padre Archie era stato un leggendario atleta dei Saints), si erano imposti sugli avversari nella fase iniziale, portandosi in vantaggio per 10 a 0.
La partita si era poi equilibrata, con i Colts comunque sempre in vantaggio, col punteggio di 17 a 16. Da notare che i punti dei Saints erano giunti da un touchdown e da ben tre calci piazziati del kicker Garrett Hartley, tutti molto difficili, dalla distanza di oltre 40 metri.
La svolta della partita avviene quando i Santi, spinti da una serie di passaggi corti ma ultraprecisi di Brees, concludono con un touchdown un lunghissimo attacco. Incamerati i sei punti, invece del classico calcio piazzato per il punto supplementare, decidono di correre il rischio della manovra da due punti. Il rischio paga e New Orleans è adesso in testa per 24 a 17.
Nei minuti finali del quarto tempo Payton Manning cerca di trascinare i Colts verso il pareggio, con un touchdown in extremis, in modo da portare il Super Bowl ai tempi supplementari. Ma quando i Colts sembrano ormai giunti ad un passo dal touchdown, lo svelto Tracy Porter riesce ad intercettare un lancio di Manning, partendo quindi in una cavalcata solitaria lunga 74 metri che porta i Saints a distanza di sicurezza e garantisce la vittoria a New Orleans.
Esplode la gioia nel Franch Quarter. La lunga battaglia, che ha visto nell’intervallo uno spettacolo musicale del gruppo ‘The Who’, è finita. In tribuna, ad applaudire il successo di New Orleans, ci sono anche Brad Pitt, Tom Cruise e Demi Moore.
- Lunedì 8 Febbraio 2010

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Commenti
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Il 8 Febbraio 2010 alle 11:48 Superbowl: i Saints vanno in cielo. E New Orleans dimentica Katrina - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] LA GALLERY “Oh when the Saints go marching in“. L’inno gospel reso immortale dal grande Louis Armstrong, nativo di New Orleans, l’ha cantato tutta la città. Perché ieri sera (notte fonda in Italia) i Santi sono davvero scesi dal cielo e hanno dato una mano alla loro squadra, i Saints di New Orleans, a vincere il Super Bowl. Per chi non lo sapesse, la finale del football americano, la partita secca più importante dell’anno negli States e un avvenimento sportivo planetario, anche se ha perso da qualche anno il titolo di partita più vista al mondo in favore della finale di Champions League. [...]