
(EPA/Alejandro Bolívar)
(ANSA) - Una bella donna di 50 anni alla presidenza, in Costa Rica il potere diventa rosa: Laura Chinchilla ha vinto a man bassa le elezioni di ieri diventando la prima donna capo dello Stato del Costa Rica, dopo aver battuto due candidati maschi, uno di destra l’altro di centro-sinistra.
Politologa, master all’università di Georgetown, divorziata e un figlio, con una lunga carriera nelle stanze dei bottoni di San José, la Chinchilla ha ottenuto il 46,8% dei voti, molti di più di quanto indicassero i sondaggi e delle aspettative degli analisti, che prevedevano una sua vittoria solo di qualche punto sopra il 40% (barriera oltre il quale, secondo le norme elettorali locali, non è necessario andare al ballottaggio).
- Nel discorso da vincitrice ha promesso il dialogo con gli avversari ed impegno per sicurezza, educazione e salute
- Ha battuto due candidati maschi, uno di destra, l’altro di centro-sinistra.
- Politologa, master all’università di Georgetown, divorziata e un figlio, con una lunga carriera politica alle spalle
- Ha ottenuto il 46,8% dei voti, molti più di quanto indicassero sondaggi e analisti
- Milita nel partito Liberacion Nacional (Pln), formazione socialdemocratica
- Il Pln è anche il partito del presidente uscente, il premio Nobel per la pace, Oscar Arias
- È stata Vicepresidente e Ministro della giustizia.
- Le sue due sfide principali saranno l’economia e la lotta al narcotraffico
- Subito dopo i primi risultati, i sostenitori di ‘Laura’ hanno iniziato a festeggiare in diversi quartieri della capitale, in particolare nell’area del ‘Parque Central’, dove alcuni militanti del Pln hanno organizzato una festa con musica e balli.
- La nuova presidente ha chiarito che il suo governo avrà un’anima femminile
- Nel Paese l’economia cresce a tassi troppo bassi e la povertà colpisce il 20% dei costaricani
- Il Costa Rica vive ormai dagli anni ‘50 senza Forze armate
- A differenza dei suoi vicini centroamericani, il Costa Rica è riuscito per decenni a stare alla larga da guerriglie e conflitti armati, mantenendo una sostanziale stabilità sia politica sia sociale
- Otton Solis, il candidato sconfitto di centro-sinistra (25%)
- Otto Guevara, il candidato di destra sconfitto (21%)
In questo modo, i quasi tre milioni di ticos (costaricani) chiamati a votare si sono affidati ancora una volta, e per altri quattro anni, al partito Liberacion Nacional (Pln), formazione socialdemocratica che in realtà - ha precisato la Chinchilla - punta ad ”un centro ideologico”. Il Pln è d’altra parte il partito del presidente uscente, il premio Nobel per la pace, Oscar Arias, con il quale la Chinchilla ha lavorato per anni in stretto coordinamento in veste di vicepresidente e ministro della giustizia.
Visto il risultato finale, ‘l’erede’ di Arias ha finito per stracciare i suoi due rivali più pericolosi, Otton Solis (di centro-sinistra), che era in rimonta e che ha in effetti avuto un lusinghiero 25%, e Otto Guevara (quasi il 21%), il quale a dispetto del cognome rappresenta la destra piu’ dura del Costa Rica. Subito dopo i primi risultati, i sostenitori di ‘Laura’ hanno iniziato a festeggiare in diversi quartieri della capitale, in particolare nell’area del ‘Parque Central’, dove alcuni militanti del Pln hanno organizzato una festa con musica e balli.
Senza nascondere la propria soddisfazione e indossando un scintillante tailleur, la sempre elegante Chinchilla ha festeggiato insieme ai suoi fan all’Hotel Crown Plaza della capitale. Prima di affrontare quelle che saranno le sue due sfide principali (l’economia e la lotta al narcotraffico), la nuova ‘presidenta’ ha chiarito che il suo sarà’ ”un governo con un’anima femminile, che punterà per esempio sull’attenzione ai bambini, le donne non sposate, la lotta al problema della violenza domestica”.
Anche se l’economia cresce a tassi troppo bassi e la povertà colpisce il 20% dei costaricani, la Chinchilla è preoccupata soprattutto per il fenomeno che ormai da anni attraversa in lungo e in largo tutto il continente latinoamericano, il narcotraffico: un vero incubo per un Paese come il Costa Rica, che vive ormai dagli anni ‘50 senza forze armate e che, a differenza dei suoi vicini centroamericani, è riuscito per decenni a stare alla larga da guerriglie e conflitti armati, mantenendo una sostanziale stabilità sia politica sia sociale.
- Martedì 9 Febbraio 2010
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