Slogan di ‘Morte all’Italia‘ e ‘Morte a Berlusconi‘, lancio di qualche pietra e alcune uova contro il portone e un cartello stradale con la scritta ‘Via Roma’ divelto. Sono stati 20 minuti di tensione quelli vissuti il pomeriggio del 9 febbraio davanti all’ambasciata italiana a Teheran, dove diverse decine di attivisti fondamentalisti hanno dato vita ad una manifestazione ostile, conclusasi senza gravi incidenti o danni.
- La protesta
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Contemporaneamente si è appreso che l’ambasciatore italiano, Alberto Bradanini, è stato convocato nei giorni scorsi al ministero degli Esteri iraniano, che gli ha trasmesso una protesta ufficiale per le parole pronunciate dal presidente del Consiglio durante una visita in Israele, la settimana scorsa, quando aveva affermato “il dovere di sostenere e aiutare l’opposizione” nella Repubblica islamica.
Ma ad essere presa di mira ieri non è stata solo l’ambasciata italiana. Gli stessi manifestanti hanno sostato anche davanti ad altre sedi diplomatiche europee: quella francese, distante solo poche decine di metri da quella italiana, sulla Via Neauphle-le-Chateau, quella tedesca e quella olandese. Anche qui, hanno riferito i testimoni, si sono viste le stesse scene.
I Paesi europei sono colpevoli, agli occhi dei manifestanti, di opporsi ingiustamente al programma nucleare iraniano e di sostenere l’opposizione al presidente Mahmud Ahmadinejad.
- Mercoledì 10 Febbraio 2010

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