(ANSA) - Il drappo nero sulla bandiera a mezz’asta dei suoi connazionali, lo stadio in piedi, qualche lacrima, la dedica alla memoria in avvio e il minuto di silenzio alla fine. Le tracce della morte choc di Nodar Kumaritashvili, lo slittinista georgiano schiantatosi contro un palo mentre provava il suo esordio olimpico, scorrono silenziose nel fragore dello show, quello milionario dei Giochi, che va avanti comunque. Non dimentica, ma continua la sua corsa: e così, senza sostanziali cambiamenti di programma, la cerimonia ha dato il via alla XXI edizione delle Olimpiadi invernali, sebbene funestate poche ore prima dalla tragedia.
Va in onda in mondovisione, davanti a miliardi di telespettatori e ai 60mila del B.C.Place, lo spettacolo del Canada che per la terza volta ospita la rassegna a cinque cerchi, dopo Montreal ‘76 e Calgary ‘88: ed è un Paese intero quello messo in scena in tre ore, con tutte le sue anime, indiana, europea, il vecchio e il nuovo. Poi i colori: il bianco candido della prima cerimonia al coperto viene sfregiato per qualche istante dal nero dei monitor su cui scorre la scritta per lo slittinista.
- L’ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici
- L’ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici
- L’ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici
- La dedica alla memoria del georgiano dello slittino, Nodar Kumaritashvili, morto in un incidente in pista durante le prove
- Il BC Place Center che per la prima volta dalla sua inaugurazione nel 1983 ha registrato il tutto esaurito (60.600 persone)
- La bandiera olimpica
- Gli spettatori hanno finalmente potuto vedere una enorme distesa di neve rappresentata dagli scenografi con il coinvolgimento del pubblico
- La bandiera canadese ha fatto il suo ingresso nello stadio portata da otto membri della Royal Canada Moun in classica uniforme con le giubbe rosse
- Omaggio alle quattro popolazioni aborigene che rappresentano l’identità storica del Paese
- Omaggio alle quattro popolazioni aborigene che rappresentano l’identità storica del Paese
- Quattro totem che rappresentano un omaggio alle quattro popolazioni aborigene che rappresentano l’identità storica del Paese, le prime quattro nazioni ospitate dal Canada
- Le foglie d’acero, simbolo del Paese del Nordamerica, che inondano tutto l’impianto
- Skater e performer
- Un grande show, trasmesso in mondovisione
- Tra i giochi di luci, “l’orso dello spirito”, alto 20 metri, fatto esclusivamente di lead luminosi
- Tra i giochi di luci, “l’orso dello spirito”, alto 20 metri, fatto esclusivamente di lead luminosi
- La cerimonia è stata un vero e proprio omaggio al Canada, ai suoi spazi sconfinati, alle sue meraviglie naturali e alla sua cultura cosmopolita
- Più di 2.500 atleti hanno partecipato alla sfilata
- La bandiera georgiana listata a lutto
- Dopo la sfilata musica al massimo con Bryan Adams e Nelly Furtado
- Nikki Yanofsky canta l’inno nazionale canadese
- La bandiera olimpica
- Il governatore generale della British Columbia, Michaelle Jean
- Dopo la sfilata musica al massimo con Bryan Adams e Nelly Furtado
- Il Canada ospita la rassegna a cinque cerchi per la terza volta, dopo Montreal ‘76 e Calgary ‘88
- K.D. Lang
- Un violinista su una canoa volante | Skater illuminati dai led
- Sciatori nell’aria
- Snowboarder nell’aria
- È la XXI edizione delle Olimpiadi invernali
- È un Paese intero quello messo in scena in tre ore, con tutte le sue anime, indiana, europea, il vecchio e il nuovo
- L’arrivo della torcia portata da Rick Hansen, plurimedagliato ai Giochi Paralimpici
- L’arrivo della torcia portata da Rick Hansen, plurimedagliato ai Giochi Paralimpici
- Il pasaggio della torcia da Rick Hansen a Catriona Lemay Doan
- Catriona LeMay Doan, due ori nel pattinaggio di velocità
- Il fuoco olimpico è stato poi trasportato sul mare dove arderà fino alla fine dei Giochi il 28 febbraio
- L’ex stella Nba Steve Nash
- L’accensione del tripode
- L’accensione del tripode
- Gli organizzatori hanno stimanto che la cerimonia sia stata seguita da oltre tre miliadi di telespettaori in tutto il mondo
Ma la scena la rubano gli atleti. Le 82 nazioni, con il rosso a dominare le divise: una macchia intensa quella del Canada che chiude tra gli applausi scroscianti la sfilata.
Ha sfilato con la morte nel cuore anche il piccolo gruppo di georgiani: Nodar non c’è più, e loro con le lacrime agli occhi e una sciarpa nera al collo, seguono l’alfiere, lo sciatore Iason Abramashvili, tra le ali di uno stadio tutto in piedi. Poi ancora luci e colori. Il mondo è di nuovo riunito per celebrare il rito olimpico della neve e del ghiaccio, ma il Canada vuole ricordare anche gli altri colori, la Primavera, i campi di grano dell’estate, la pioggia dell’autunno. E le foglie d’acero, simbolo del Paese del Nordamerica, che inondano tutto l’impianto. Il presidente del Cio, con la voce rotta dall’emozione ricorda la tragedia del georgiano e la sofferenza che in questo momento sta vivendo tutta la delegazione. E parla dei Giochi puliti: stop al doping.
L’apertura ufficiale l’affida a una donna, il governatore del Canada, un’altra Michelle, che di cognome fa Jean. L‘ultima scena è per la fiaccola: entra nello stadio, passa nelle mani della pattinatrice Catriona LeMay Doan, del cestista Steve Nash, dell’ex regina della neve Nancy Greene per finire in quelle della leggenda dell’hockey nazionale, Wayne Gretzky. Si accende il tripode ultratecnologico, il fuoco brilla su Vancouver. Ma resta l’ombra della morte, e il silenzio: un minuto intenso con cui il piccolo mondo olimpico ricorda un ragazzo che sognava i Giochi e non li vivrà.
- Sabato 13 Febbraio 2010

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