(ANSA) - Focolai di tensione contenuti da un imponente schieramento di forze militari e di sicurezza israeliane si sono riaccesi oggi a Hebron, in Cisgiordania, sullo sfondo della polemiche legate al controllo di alcuni luoghi santi in territorio palestinese, contesi da ebrei e musulmani. E, in particolare, sulla cosiddetta Tomba dei Patriarchi, venerata dagli arabi con il nome di Moschea di Ibrahim.
- Focolai di tensione si sono riaccesi oggi a Hebron
- Un imponente schieramento di forze militari e di sicurezza israeliane è intervenuto per contenere le violenze
- Oggetto dello scontro, in particolare, la cosiddetta Tomba dei Patriarchi
- Sullo sfondo degli scontri, le polemiche legate al controllo di alcuni luoghi santi in territorio palestinese, contesi da ebrei e musulmani
- La tomba dei patriarchi è venerata dagli arabi con il nome di Moschea di Ibrahim
- Già nei giorni passati agitazioni isolate, ma senza vittime, avevano richiesto l’intervento di soldati israeliani in assetto antissommossa
- Oggi i tafferugli sono coincisi con i raduni organizzati in occasione del 16/o anniversario della strage di Goldstein
- Il massacro Goldstein resta una ferita aperta fra i palestinesi, ma ha offerto oggi il destro anche per nuove manifestazioni di protesta
- La strage terroristica compiuta il il 25 febbraio 1994 dal colono ebreo Baruch Goldstein
- A Hebron Goldstein uccise 29 fedeli musulmani, proprio nell’area della Tomba
- Gli scontri e le proteste sono originati dallla recente decisione del governo Netanyahu di allargare la lista di luoghi simbolo del patrimonio storico d’Israele, da preservare a cura dello Stato ebraico
- Nella lista sono stati inclusi anche la Tomba dei Patriarchi e la cosiddetta Tomba di Rachele di Betlemme
- Al culmine del raduno, alcuni dimostranti hanno lanciato pietre contro i soldati
- I soldati hanno risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma e hanno fermato almeno cinque persone
- A riaccendere la miccia hanno poi provveduto, dagli insediamenti circostanti, alcuni coloni dell’ultradestra nazionalista ebraica, protagonisti a loro volta d’una marcia sul sito conteso
Già nei giorni passati agitazioni isolate, ma senza vittime, avevano richiesto l’intervento di soldati israeliani in assetto antissommossa. Oggi i tafferugli sono coincisi questa volta con i raduni organizzati in occasione del 16/o anniversario della strage terroristica di fedeli musulmani (29 morti) perpetrata il 25 febbraio 1994 a Hebron, nell’area della Tomba, dal colono ebreo Baruch Goldstein. Tale massacro resta una ferita aperta fra i palestinesi, ma ha offerto oggi il destro anche per nuove manifestazioni di protesta contro la recente decisione del governo del premier Benyamin Netanyahu di inserire la stessa Tomba dei Patriarchi e la cosiddetta Tomba di Rachele di Betlemme in una lista di luoghi simbolo del patrimonio storico d’Israele da preservare a cura dello Stato ebraico.
Al culmine del raduno, alcuni dimostranti hanno lanciato pietre contro i soldati, che hanno risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma e hanno fermato almeno cinque persone. Più tardi, a riaccendere la miccia, hanno poi provveduto dagli insediamenti circostanti alcuni coloni dell’ultradestra nazionalista ebraica, protagonisti a loro volta d’una marcia sul sito conteso, sorvegliata dai militari e tenuta faticosamente a distanza di sicurezza da possibili contatti.
La decisione israeliana sui luoghi santi è stata criticata come un passo in più verso l’usurpazione del territorio dell’Anp e come un ulteriore ostacolo al processo di pace dalla leadership palestinese. Critiche rigettate come ”disoneste” da Netanyahu, ma condivise con proteste formali da Giordania, Egitto, Turchia e Siria. Mentre da Washington il Dipartimento di Stato non ha esitato a definire ieri una ”una provocazione” la scelta d’Israele di avocare formalmente i siti di Hebron e Betlemme al proprio patrimonio.
- Giovedì 25 Febbraio 2010

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