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Vaticanleaks , il maggiordomo sta collaborando Lettera esclusiva : "Gabriele corvo? No, colomba" - Paolo Gabriele, maggiordomo del Papa, è accusato di furto aggravato. Sta collaborando e presto il cerchio delle indagini potrebbe allargarsi - Padre Lombardi: "Potrebbero servire altri atti". Il Papa cita il Vangelo: "Soffiarono i venti ma la casa non cadde". Un amico di infanzia di Gabriele scrive alla nostra redazione: "Lo conosco da sempre, non può essere il Corvo ".

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Archivio di Febbraio, 2010

G-Spot, il mouse a forma di vagina

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  • Tags: Andy Kurovets, G-Point, G-Spot, mouse, vagina
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Tecnologia anatomica

Tecnologia anatomica (WENN©kikapress.com)

Andy Kurovets ha prodotto una serie di mouse a forma di vagina. Non senza un tocco di senso dell’umorismo il designer ha costruito l’accessorio secondo le caratteristiche anatomiche femminili: la rotellina di scorrimento è posizionata nella parte superiore dell’oggetto.
L’inventore ha dichiarato che il mouse “coniuga insieme tutti i desideri dell’uomo, anche se l’unico ingresso che possiede è quello del cavo Usb per collegarsi al pc. Per una navigazione piacevole tra cartelle e siti web, se non altro svolge una funzione educativa: file dopo file, click dopo click, gli uomini impareranno qual è la strada più semplice per guidare senza freni il piacere femminile”.

Tecnologia anatomica
Tecnologia anatomica
Tecnologia anatomica
Tecnologia anatomica


  • redazione
  • Giovedì 18 Febbraio 2010

Norvegia, la meraviglia dell’aurora boreale

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  • Tags: aurora boreale, Grotfjord, natura, Norvegia
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Nel villaggio di Grotfjord

Nel villaggio di Grotfjord (Foto Ansa/EPA/MARTIAL TREZZINI)

L’aurora boreale nel cielo sopra il villaggio di Grotfjord vicino a Tromso in Norvegia settentrionale, nella serata del 17 febbraio 2010.
Le aurore sono causate dall’interazione di particelle cariche di origine solare con la ionosfera terrestre (atmosfera tra i 100-500 km).

Nel villaggio di Grotfjord
Nel villaggio di Grotfjord
Nel villaggio di Grotfjord


  • redazione
  • Giovedì 18 Febbraio 2010

Pamela Anderson quasi nuda in passerella a NY

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  • Tags: bellezze, fashion week, moda, New York, Pamela Anderson, passerella, Richie Rich, sfilata
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L'ex bagnina di Baywatch ha sfilato per Richie Rich

(KIKA)

(KIKA) - Durante la Settimana della Moda di New York, Pamela Anderson ha sfilato per Richie Rich. L’ex bagnina di Baywatch ha indossato un costume striminzito che lasciava ben poco all’immaginazione. Non è la prima volta che la Anderson mette in bella mostra le curve, ma sulla passerella di Richie Rich si è veramente scatenata.

L’ex bagnina di Baywatch ha sfilato per Richie Rich
L’ex bagnina di Baywatch ha sfilato per Richie Rich
L’ex bagnina di Baywatch ha sfilato per Richie Rich
L’ex bagnina di Baywatch ha sfilato per Richie Rich
La sfilata di Richie Rich

La sfilata di Richie Rich
La sfilata di Richie Rich
La sfilata di Richie Rich
La sfilata di Richie Rich
La sfilata di Richie Rich


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  • Giovedì 18 Febbraio 2010

Le Filippine cercano la loro Miss

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  • Tags: bellezze, concorsi di bellezza, Filippine, Manila, Miss Filippine
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Presentate alla stampa le 24 concorrenti

(EPA/VAL HANDUMON)

In un lussuoso albergo di Manila sono state presentate oggi alla stampa le 24 concorrenti che, il prossimo 6 marzo, si sfideranno a colpi di bellezza per conquistare il titolo di Miss Filippine.

Presentate alla stampa le 24 concorrenti
Presentate alla stampa le 24 concorrenti
Presentate alla stampa le 24 concorrenti
Presentate alla stampa le 24 concorrenti
Presentate alla stampa le 24 concorrenti


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  • Giovedì 18 Febbraio 2010

Short track, a Vancouver altro bronzo azzurro con la Fontana

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  • Tags: Arianna Fontana, medaglia di bronzo, Olimpiadi invernali, Short Track, sport, Vancouver 2010
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La gioia dopo la gara

(Federico Tardito/LaPresse)

(ANSA) - Festa grande a Casa Italia a Vancouver per Arianna Fontana, 19 anni, di Sondrio, e per la sua storica medaglia di bronzo. Con il terzo posto conquistato al Pacific Coliseum, la pattinatrice azzurra è diventata infatti la prima medaglia individuale nella storia olimpica dello short track italiano e per questo nella notte italiana il risultato della Fontana è stato calorosamente salutato dal presidente del Coni, Gianni Petrucci, dal capo missione, Raffaele Pagnozzi, e dal presidente della federazione Speed Skating, Giancarlo Bolognini.

La gioia dopo la gara
Arianna Fontana
Arianna Fontana durante la gara
Durante la gara finale dei 500 metri
Durante la gara finale dei 500 metri

Durante la gare di qualificazioni
Un momento della gara
Arianna Fontana sul podio
Sul podio con la cinese Wang Meng (oro) e la canadese Marianne St-Gelais (argento)
Sul podio con la cinese Wang Meng (oro) e la canadese Marianne St-Gelais (argento)


Lei, Arianna, ha ricevuto un assegno di 50mila euro, ha ringraziato, e ha detto che deve al suo fidanzato, il compagno di nazionale Roberto Serra, la conquista del bronzo. ”Mi ha detto che potevo farcela, dovevo solo cercare di essere me stessa, di fare la mia gara. E aveva ragione. Mi è stato vicino, mi ha motivato”.

La chiave della vittoria è stata la partenza, sulla quale ha lavorato per mesi, mettendo a punto una tecnica tutta sua, diversa dalle avversarie. ”Parto col piede destro girato, già pronto per la curva. Mi piace, ho guadagnato un paio di decimi da quando ho imparato a partire così. Ieri sapevo che mi giocavo la medaglia in partenza e così ho fatto. Poi sono andata a tutta. Perché lo short track è così, devi andare a tutta. Sono contenta. E orgogliosa. Vincere una medaglia alle olimpiadi non è da tutti”.

  • redazione
  • Giovedì 18 Febbraio 2010

Il Kosovo festeggia il secondo anno di indipendenza dalla Serbia

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  • Tags: anniversario indipendenza, Kosovo, mondo, Serbia
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Mitrovica

(Foto Ansa/EPA/KUSTHRIM TERNAVA)

Il Kosovo celebra oggi il secondo anniversario dalla dichiarazione di indipendenza dalla Serbia, avvenuta il 17 febbraio 2008.
Sono sessantacinque finora i Paesi che l’hanno riconosciuta, fra essi gli Stati Uniti e ventidue dei ventisette paesi dell’Unione Europea, compresa l’Italia. Non l’hanno riconosciuta Spagna, Grecia, Romania, Cipro e Slovacchia.

Proprio lo scarso numero di riconoscimenti internazionali spinge la Serbia a considerare la partita ancora da giocare, dichiarandosi pronta fare “tutto il possibile per la riapertura dei negoziati sullo status” della sua ex provincia. Questa la posizione ufficiale di Belgrado, ribadita in un’intervista al quotidiano Danas dal ministro degli Esteri, Vuk Jeremic.

Mitrovica
Mitrovica
Pristina
Pristina
Mitrovica

A Pristina tra bandiere kosovare
Bandiere albanesi
Bandiera albanese e bandiera americana
Pristina
Pristina


  • redazione
  • Mercoledì 17 Febbraio 2010

Napoli, al mercato ittico le nudità nere di Vanessa Beecroft

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  • Tags: arte, mercato ittico, Napoli, Vanessa Beecroft, VB66
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VB66

VB66 di Vanessa Beecroft (Foto Ansa)

Occhi e sensi curiosi all’interno del Mercato Ittico di Napoli. Il 15 febbraio è infatti andata in scena nella struttura disegnata da Luigi Cosenza la performance multisensoriale di Vanessa Beecroft “VB66″, sigla sintetica che sta a indicare il numero di simili performance realizzate dall’artista anglo-italiana.

All’ingresso del palazzo Palazzo Cosenza, costruito negli anni ‘20 come sede del mercato del pesce, nella zona del porto, la sensazione è stata quella di trovarsi davvero nel pieno delle attività ittiche: odore forte di pesce nell’aria, suoni di montacarichi e al centro un’enorme bancone di marmo. Ma la merce esposta era rappresentata da quaranta donne, i cui corpi nudi e dipinti di nero si muovevano lentissimamente, mescolate a calchi in gesso a grandezza naturale e frammenti di volti, arti, busti.

La mostra della Beecroft, per niente nuova a simili installazioni che sono trionfo sensuale per vista, olfatto e udito, è stata e curata dalla galleria Lia Rumma.

VB66
VB66
VB66
VB66

Seoul, 2007
Sydney, 1999
Genova, 2001
Firenze, 2005


  • redazione
  • Mercoledì 17 Febbraio 2010

La Georgia piange l’atleta morto a Vancouver

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  • Tags: Bakuriani, funerale, Georgia, Nodar Kumaritashvili, Vancouver 2010
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David, Il padre di Nodar Kumaritashvili

David, Il padre di Nodar Kumaritashvili (AP Photo/Shakh Aivazov)

(ANSA) - Il corpo di Nodar Kumaritashvili, lo slittinista georgiano morto in un incidente sulla pista durante l’allenamento a poche ore dal via dei Giochi, ha lasciato ieri il Canada per tornare nel suo paese natale. La salma ha lasciato l’aeroporto di Vancouver alla volta di Tbilisi, con due scali a Monaco e Francoforte. Ieri mattina una cinquantina di persone si sono radunate intorno al feretro, coperto dalla bandiera georgiana, per una cerimonia intima: presente anche lo zio del giovane atleta e i compagni di squadra. La bara è stata portata da otto persone, tra cui il capo del Vanoc, Furlong;  l’auto l’ha poi condotta verso l’aeroporto, scortata dalla polizia canadese.

Gli abitanti di Bakuriani, città natale di Kumaritashvili  e nota stazione sciistica al centro della Georgia, si sono  stretti fin da subito intorno al dolore della famiglia dell’atleta: la madre Dodo Kharazishvili, il padre David Kumaritashvili e la sorella.

David, Il padre di Nodar Kumaritashvili
Dodo Kharazishvili, la madre dell’atleta
David, Il padre di Nodar Kumaritashvili
Amici e parenti intorno alla casa di Nodar Kumaritashvili
Il dolore dei genitori

David, il padre di Nodar Kumaritashvili
La bara lascia Vancouver
Il cordoglio a Vancouver, prima che la salma lasci il Paese
La bara lascia Vancouver
Il dolore del coach georgiano Felix Kumaritashvili


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  • Martedì 16 Febbraio 2010

Rio de Janeiro, carnevale di sensualità

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  • Tags: bellezze, Brasile, carnevale, Rio de Janeiro, samba, sambodromo
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Le foto dal sambodromo

(AP Photo/Martin Mejia)

Nella patria del Carnevale festa di colori, balli e sensualità. A Rio de Janeiro bellezze brasiliane si sfidano a ritmo di samba, fianchi in movimento, curve sinuose e formosità scoperte…

Carnevale di Rio: le scuole di samba come i grandi team di calcio di Paolo Manzo

Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo

Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo

Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo

Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo

Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromoLe foto dal sambodromo
Le foto dal sambodromo


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  • Martedì 16 Febbraio 2010

Record del mago Mr. Fix: 64 ore dentro un blocco di ghiaccio

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  • Tags: Gennady Palchevsky, mago, Mosca, Mr. Fix, Prodexpo 2010, Russia
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È il lettone Gennady Palchevsky. Batte il precedente record (60 ore) di un israeliano

Mr. Fix (KIKA)

(KIKA) - Il mago lettone Gennady Palchevsky si è cimentato in un’impresa al limite dell’umano, rimanendo per più di sessanta ore all’interno di un blocco di ghiaccio. L’impresa è stata realizzata all’interno di un cubo di ghiaccio di due metri, dove Palchevsky, in arte Mr. Fix , è rimasto per sessantaquattro ore e trentadue minuti, battendo il precedente record di sessanta ore, fissato da un uomo israeliano. Il nuovo record è stato raggiunto alla fiera Prodexpo 2010 a Mosca, in Russia.

È il lettone Gennady Palchevsky. Batte il precedente record (60 ore) di un israeliano
È il lettone Gennady Palchevsky. Batte il precedente record (60 ore) di un israeliano
È il lettone Gennady Palchevsky. Batte il precedente record (60 ore) di un israeliano
È il lettone Gennady Palchevsky. Batte il precedente record (60 ore) di un israeliano
È il lettone Gennady Palchevsky. Batte il precedente record (60 ore) di un israeliano

È il lettone Gennady Palchevsky. Batte il precedente record (60 ore) di un israeliano
È il lettone Gennady Palchevsky. Batte il precedente record (60 ore) di un israeliano
È il lettone Gennady Palchevsky. Batte il precedente record (60 ore) di un israeliano
È il lettone Gennady Palchevsky. Batte il precedente record (60 ore) di un israeliano

  • redazione
  • Martedì 16 Febbraio 2010

Offensiva NATO in Afghanistan - Reportage

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  • Tags: Afghanistan, foto-afghanistan, ISAF, Marjah, Mushtarak, NATO, reportage, talebani
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Operazione<i>Moshtarak</i> (Insieme)

Operazione Moshtarak (Insieme)

(ANSA) - L’avanzata dell’esercito afghano e della Coalizione internazionale nella località di Marjah, roccaforte dei talebani nell’Afghanistan meridionale, continua ma non è conclusa. I 15.000 uomini dell’Operazione Mushtarak (Insieme), oggi al suo terzo giorno, in alcune zone incontrano solo una debole resistenza, ma in altre l’opposizione dei miliziani è forte. I marines sono stati respinti per ben due volte da un forte fuoco di sbarramento e dai cecchini appostati in un bazaar della città.

Su un fronte diverso rispetto a quello dell’offensiva in Helmand, c’è stato poi un nuovo raid aereo sbagliato, che ha causato altre cinque vittime civili e due feriti - che si aggiungono ai 12 morti del giorno precedente - causati da un raid condotto nella provincia di Kandahar e non collegato all’offensiva in Helmand: gli uccisi sono stati scambiati per ribelli intenti a interrare ordigni.

Operazione Moshtarak (Insieme)
I corpi di due militanti talebani uccisi
L’arresto di un talebano
L’arresto di un talebano
Un soldato inglese delle truppe NATO

Operazione Moshtarak (Insieme)
Operazione Moshtarak (Insieme). Le mine
Operazione Moshtarak (Insieme)
Operazione Moshtarak (Insieme)
Operazione Moshtarak (Insieme)

Operazione Moshtarak (Insieme)
Operazione Moshtarak (Insieme)
Operazione Moshtarak (Insieme)
Operazione Moshtarak (Insieme)
Operazione Moshtarak (Insieme)


Il governo di Kabul e i vertici della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) sono comunque soddisfatti e sottolineano i progressi sul terreno sia a Marjah, sia nel distretto di Nad Ali. Il generale afghano Aminullah Patiani ha addirittura sostenuto che ”la quasi totalità di Marjah e Nad Ali sono state conquistate. I talebani hanno lasciato la zona, anche se resta la minaccia delle bombe” che hanno disseminato ovunque. Anche fonti Isaf e Nato hanno ammesso che l’operazione di ”bonifica del territorio” dai talebani procede con una certa lentezza a causa delle mine e delle bombe nascoste. Si registrano inoltre azioni di guerriglia: tre kamikaze hanno cercato oggi di avvicinarsi a un reparto dell’Isaf per farsi esplodere, ma sono stati neutralizzati dai soldati con bombe a mano.

Secondo i talebani, la situazione sul terreno è però di tutt’altro segno. Nel loro sito Internet si parla di militari stranieri uccisi, di carri armati alleati distrutti e di offensive respinte sia a Marjah, sia a Nad Ali. In una nota pubblicata in occasione del 21/o anniversario del ritiro delle truppe sovietiche dall’Afghanistan, gli insorti sostengono che il presidente americano Barack Obama deve acquisire una ”visione realistica” ed accettare, come fece l’allora presidente sovietico Mikhail Gorbaciov, di ”porre fine alla tirannia e alla repressione”.

15/02/2010 Ottimismo ingiustificato per l’offensiva alleata Afghanistan di Gianandrea Gaiani

11/02/2010 Afghanistan: l’offensiva politically correct degli anglo-americani di Gianandrea Gaiani

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  • Martedì 16 Febbraio 2010

Vancouver, Piller Cottrer d’argento nella 15 km

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  • Tags: Olimpiadi invernali, Pietro Piller Cottrer, sci di fondo, sport, Vancouver 2010
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Whistler

L

Nella premiata ditta del fondo, una garanzia per il medagliere azzurro, stavolta a rompere il ghiaccio ci pensa Pietro Piller Cottrer. Classe ‘74, nato sotto il segno del Sagittario e dello sci della fatica 35 anni fa a Pieve di Cadore, l’azzurro alla sua quarta Olimpiade qui a Vancouver conquista la quarta medaglia: dopo il 16/o posto nella 50 km all’esordio a Nagano, da Salt Lake è sempre stato sul podio: argento in staffetta nell’edizione americana del 2002, oro e bronzo a Torino (ancora staffetta e inseguimento) e ora un altro secondo posto nella gara individuale (15 km a tecnica classica).

L’oro è andato al 24enne elvetico Dario Cologna, ex calciatore. Bronzo per il rappresentante della Repubblica Ceca Lukas Bauer.

Whistler
A Whistler
L’arrivo
Il podio

La gioia
Il podio
In azione
La gioia
La fatica in gara e la stanchezza all’arrivo

L’abbraccio col vincitore Dario Cologna
Whistler Olympic Park
Il podio
Il podio
L’abbraccio tra i primi due arrivati



Continua

  • redazione
  • Martedì 16 Febbraio 2010

Defexpo 2010, armi in fiera a New Delhi

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  • Tags: armi, Defexpo, fiera, Finmeccanica, India
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L'edizione 2010 di DefExpo aperto oggi i battenti a New Delhi

L'edizione 2010 di DefExpo aperto oggi i battenti a New Delhi (EPA/HARISH TYAGI)

L’edizione 2010 di DefExpo, importante vetrina biennale indiana del più avanzato materiale per la difesa navale e terrestre, ha aperto oggi i battenti a New Delhi, con la partecipazione di 650 espositori di 27 paesi.
Con un occhio ai progetti del governo indiano, che nel prossimo decennio si propone di spendere 31 miliardi di dollari in materiale bellico, le principali imprese del settore partecipano a questa sesta edizione della manifestazione che è la più grande in termini di partecipazione dal suo esordio nel 1999. Negli spazi espositivi di Pragati Maidan nella capitale dieci fra i principali paesi, fra cui l’Italia, raggrupperanno i loro espositori in padiglioni nazionali.

Negli spazi espositivi di Pragati Maidan nella capitale dieci fra i principali paesi, fra cui l’Italia, raggrupperanno i loro espositori in padiglioni nazionali
È la più grande in termini di partecipazione dal suo esordio nel 1999
Il Governo indiano si propone di spendere, nel prossimo decennio, 31 miliardi di dollari in materiale bellico
Importante vetrina biennale indiana del più avanzato materiale per la difesa navale e terrestre
L’edizione 2010 di DefExpo aperto oggi i battenti a New Delhi


Tutta la ”crema” dell’industria per la difesa è presente nella capitale indiana, con imprese del calibro di Boeing, Lockheed Martin, General Dynamics, Raytheon, BAE Systems, Finmeccanica, Rosoboronexport State Corporation, Israeli Aerospace Industries e European Aeronautics Defence and Space Company (Eads).
La partecipazione italiana è imperniata attorno alla Finmeccanica e alle sue controllate, fra cui AgustaWestland e Selex, insieme a Elettronica/ELT e Beretta. In occasione di DefExpo 2010 sarà a New Delhi il sottosegretario italiano alla Difesa, Guido Crosetto.

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  • Lunedì 15 Febbraio 2010

Rugby, Sei Nazioni: Italia sconfitta di misura dall’Inghilterra

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  • Tags: Italia, Italrugby, Roma, rugby, Sei Nazioni, sport, stadio Flaminio
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L'ala Mirco Bergamasco placcato da Lewis Moody

L'ala Mirco Bergamasco placcato da Lewis Moody (MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA)

(ANSA) - “Orgoglioso per la prestazione della squadra, frustrato e deluso per il risultato finale. Ci siamo andati davvero vicini“. È questo, in sintesi, il Mallett-pensiero al termine del match che ha visto l’Italia uscire sconfitta di misura, 17-12, dall’Inghilterra di Wilkinson, nella seconda giornata del Sei Nazioni. Secondo il ct azzurro è proprio questa delusione a raccontare in maniera inequivocabile i progressi compiuti dall’Italrugby, che ormai non si accontenta più di perdere, seppur di poco, contro le grandi della palla ovale.

”La partita è stata decisa da un nostro errore - continua Mallet - mi dispiace molto per quel placcaggio sbagliato da Masi. Detto questo, la delusione nel nostro spogliatoio dimostra come la squadra creda ormai fortemente di poter vincere queste partite e non si accontenti piu’ di perdere di misura. I miglioramenti sono costanti sia in difesa sia in attacco e anche nelle touche abbiamo fatto bene”.

L’ala Mirco Bergamasco placcato da Lewis Moody
Inno di Mameli
Una touche durante la partita
Lewis Moody vs Martin Castrogiovann
Marco Bortolami vs Nick Easter

Tifosi azzurri
Il mediano di mischia Tito Tebaldi (n° 9) contrasta l’ala inglese Ugo Monye
Jonny Wilkinson | Una touche durante la partita
L’ala Mirco Bergamasco | Alessandro Zanni
L’ala Andrea Masi placcata dal centro Riki Flutey | Nick Easter e Tim Payne

L’azzurro Gonzalo Garcia e Nik Easter
Alessandro Zanni vs Mark Cueto
Un placcaggio dell’ala Mirko Bergamasco su Nick Easter | James Haskell vs Gonzalo Garcia
Placcaggio dell’azzurro Paul Derbyshire nei confronti dell’inglese James Haskel
Alessandro Zanni (D), Mauro Bergamasco (C) e Nik Easter

Il capitano Leonardo Ghiraldini contrastato dall’inglese James Haskell
Un momento della partita
L’azzurro Mirko Bergamasco
Saluti fra i giocatori della due nazionali al termine partita
Stretta di mano tra Jonny Wilkinson e Marco Bortolami


Nonostante le sconfitte contro Irlanda e Inghilterra nelle prime due partite del Sei Nazioni, Mallett crede che questo gruppo possa togliersi ancora qualche soddisfazione, a cominciare dalla sfida contro la Scozia, il 27 febbraio allo stadio Flaminio. ”La squadra è ambiziosa e l’ha dimostrato anche contro Nuova Zelanda e Sudafrica - ha dichiarato il ct - Anche l’infortunio di Parisse non ha cambiato la posititiva’ e la voglia di vincere. In Italia non ci sono tanti giocatori, ma tutti vogliono crescere. Sono certo che continuando di questo passo faremo grandi cose anche alla prossima Coppa del Mondo”.

A rendere merito alla prestazione degli azzurri è arrivato l’elogio del ct inglese, Martin Johnson. ”Abbiamo fatto molta fatica contro l’Italia - ha detto -. Una volta venivi qui e pensavi solo a quante mete avresti fatto, ma oggi non è più così, perché l’Italia è cresciuta tanto. Fiducia immutata per la vittoria finale del torneo? Assolutamente sì. È comunque meglio vincere che perdere”.

Soddisfazione anche nelle parole del capitano azzurro, Leonardo Ghiraldini, che non ha voluto polemizzare con l’arbitro francese Berdos, che all’inizio del secondo tempo ha espulso temporaneamente Castrogiovanni. ”Non credo che sia un problema personale tra gli arbitri e Martin - ha spiegato -. È vero però che c’è molta attenzione nei confronti della nostra mischia, ma tocca a noi giocare con maggiore disciplina, come abbiamo fatto oggi”.

Italia-Inghilterra 12-17 (6-6) nel posticipo della seconda giornata del torneo delle Sei Nazioni.

Italia: McLean, Masi (18′ st Robertson, 26′ st Masi), Canale, Garcia (42′ st Robertson), Mirco Bergamasco, Gower, Tebaldi (15′ st Canavosio), Zanni, Mauro Bergamasco, Sole (25′ st Perugini, 28′ st Sole, 36′ st Derbyshire), Bortolami, Geldenhuys, Castrogiovanni, Ghiraldini (42′ st Ongaro), Perugini (15′ st Aguero). (18 Bernabo’, 21 Bocchino).
All.: Mallett.

Inghilterra: D. Armitage, Cueto, Tait, Flutey, Monye, Wilkinson, Care (42′ st Hodgson), Easter, Moody (39′ st S. Armitage), Haskell, Borthwick, Shaw (29′ st Deacon), Cole (29′ st Wilson), Hartley (36′ st Thompson), Payne (24′ st Mullan).
(22 Flood). All.: Johnson.

Arbitro: Berdos (Francia)
Marcatori: nel pt 10′ Wilkinson calcio piazzato, 11′ Mirco Bergamasco calcio piazzato, 36′ Mirco Bergamasco calcio piazzato, 45′ Wilkinson calcio piazzato; nel st 6′ Tait meta, 23′ Wilkinson calcio piazzato, 29′ Mirco Bergamasco calcio piazzato, 38′ Mirco Bergamasco calcio piazzato, 41′ Wilkinson drop Espulsioni temporanee (cartellino giallo): Castrogiovanni al 22′ st
Spettatori: 32.000.

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  • Lunedì 15 Febbraio 2010

Vancouver 2010, dopo Pittin bronzo anche per Zoeggeler

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  • Tags: Armin Zoeggeler, Olimpiadi invernali, slittino, sport, Vancouver 2010
  • 4 commenti
Whistler

La gioia di Zoeggeler (AP Photo/Charlie Krupa)

Armin Zoeggeler, il re dello slittino, perde lo scettro ma regala all’Italia la seconda medaglia alle Olimpiadi di Vancouver dopo l’inatteso bronzo di Alessandro Pittin nella combinata nordica. Il carabiniere meranese conquista il bronzo sul budello di ghiaccio di Whistler compiendo una vera e propria impresa tenendo a distanza di trenta millesimi il russo Albert Demtschenko. Il campione azzurro, 36 anni, stavolta non è riuscito a difendere l’oro di Torino e a conquistare il terzo titolo olimpico della carriera. La vittoria è andata al tedesco Felix Loch, solo ventenne al suo esordio olimpico, e l’argento al connazionale David Moeller, 28 anni alla seconda partecipazione ai Giochi dopo il quinto posto di Torino.

Whistler
Al via
Il podio
Whistler
Whistler

La quarta corsa
Dopo e prima
La terza corsa
Pronti, via!
Whistler

La gioia
Whistler
Whistler


Continua

  • redazione
  • Lunedì 15 Febbraio 2010

Vancouver, da Pittin la prima medaglia azzurra

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  • Tags: Alessandro Pittin, combinata nordica, Olimpiadi invernali, sport, Vancouver 2010
  • Un commento
Un bronzo inatteso

Alessandro Pittin (Foto Ansa/DANIEL DAL ZENNARO)

La medaglia che non ti aspetti arriva dopo un salto spettacolare e 10 km di fatica che si colorano di bronzo. Quello di Alessandro Pittin, 20 anni compiuti tre giorni fa e un podio olimpico che pesa doppio, perché è il primo per l’Italia ai Giochi di Vancouver, e anche quello della storia di una disciplina, la combinata nordica figlia di un Dio minore per lo sport azzurro.
La pulce della neve, uno scricciolo alto un metro e 60 per 50 kg di peso, ha cominciato a crederci fin da quando il salto, che non è certo il suo punto di forza, lo ha spinto fino al sesto posto virtuale, complice qualche sbavatura di rivali che in questa specialità vanno alla grande: l’azzurro di Tolmezzo sapeva di poter giocare le sue carte migliori nella 10 km di fondo. È lì, nella forza delle gambe, che ha concentrato la sua rimonta: possibile, studiata, costruita e raggiunta sul podio a soli otto centesimi dal francese Jason Lamy Chappuis, oro. L’argento va all’americano Johnny Spillane.

Un bronzo inatteso
Il podio
Il traguardo
A Whistler
Il salto

Alessandro nella parte di Cross Country
Le congratulazioni del compagno di squadra Giuseppe Michielli
Pittin ancora avanti al francese
Jason Lamy Chappuis e il nostro Alessandro Pittin
Il podio



Continua

  • redazione
  • Lunedì 15 Febbraio 2010

Gli azzurri alla cerimonia di apertura dei Giochi

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  • Tags: Azzurri, cerimonia di apertura, Italia, Olimpiadi invernali, sport, Vancouver 2010
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La delegazione italiana entra per la tradizionale sfilata

(ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

Un’elegantissima Italia ha sfilato alla Cerimonia di apertura, guidata dal portabandiera Giorgio Di Centa, con il tricolore in alto davanti a tutti, due passi dietro il capo delegazione Raffaele Pagnozzi, e alle spalle la composta squadra.”È un’emozione indescrivibile - racconta il fondista, due ori ai Giochi di quattro anni fa - solo ora mi rendo conto di quanto sono orgoglioso di rappresentare questa Italia: ringrazio chi mi ha fatto questo regalo. Ho tenuto questa bandiera non pensando solo a me, ma a tutta la squadra e mi auguro che ora anche la gente che sta lontano ci sostenga. Entrando in questo stadio, con tutto il bianco a ricordare la neve, ho pensato a un mondo libero, e a questo le Olimpiadi devono far pensare”.

La delegazione italiana entra per la tradizionale sfilata
Giorgio Di Centa porta il tricolore
Giorgio Di Centa sventola il tricolore
La delegazione italiana entra per la tradizionale sfilata
Il portabandiera Giorgio Di Centa guida la delegazione italiana

Ciao Mamma
L’ingresso della squadra italiana
Giorgio Di Centa
Gli atleti italiani sullo sfondo dei cerchi olimpici
Giorgio Di Centa


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  • Sabato 13 Febbraio 2010

Vancouver, la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali

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  • Tags: fotografia, Olimpiadi invernali, sport, Vancouver 2010
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L'ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici

(EPA/ANATOLY MALTSEV)

(ANSA) - Il drappo nero sulla bandiera a mezz’asta dei suoi connazionali, lo stadio in piedi, qualche lacrima, la dedica alla memoria in avvio e il minuto di silenzio alla fine. Le tracce della morte choc di Nodar Kumaritashvili, lo slittinista georgiano schiantatosi contro un palo mentre provava il suo esordio olimpico, scorrono silenziose nel fragore dello show, quello milionario dei Giochi, che va avanti comunque. Non dimentica, ma continua la sua corsa: e così, senza sostanziali cambiamenti di programma, la cerimonia ha dato il via alla XXI edizione delle Olimpiadi invernali, sebbene funestate poche ore prima dalla tragedia.

Va in onda in mondovisione, davanti a miliardi di telespettatori e ai 60mila del B.C.Place, lo spettacolo del Canada che per la terza volta ospita la rassegna a cinque cerchi, dopo Montreal ‘76 e Calgary ‘88: ed è un Paese intero quello messo in scena in tre ore, con tutte le sue anime, indiana, europea, il vecchio e il nuovo. Poi i colori: il bianco candido della prima cerimonia al coperto viene sfregiato per qualche istante dal nero dei monitor su cui scorre la scritta per lo slittinista.

L’ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici
L’ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici
L’ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici
La dedica alla memoria del georgiano dello slittino, Nodar Kumaritashvili, morto in un incidente in pista durante le prove
Il BC Place Center che per la prima volta dalla sua inaugurazione nel 1983 ha registrato il tutto esaurito (60.600 persone)

La bandiera olimpica
Gli spettatori hanno finalmente potuto vedere una enorme distesa di neve rappresentata dagli scenografi con il coinvolgimento del pubblico
La bandiera canadese ha fatto il suo ingresso nello stadio portata da otto membri della Royal Canada Moun in classica uniforme con le giubbe rosse
Omaggio alle quattro popolazioni aborigene che rappresentano l’identità storica del Paese
Omaggio alle quattro popolazioni aborigene che rappresentano l’identità storica del Paese

Quattro totem che rappresentano un omaggio alle quattro popolazioni aborigene che rappresentano l’identità storica del Paese, le prime quattro nazioni ospitate dal Canada
Le foglie d’acero, simbolo del Paese del Nordamerica, che inondano tutto l’impianto
Skater e performer
Un grande show, trasmesso in mondovisione
Tra i giochi di luci, “l’orso dello spirito”, alto 20 metri, fatto esclusivamente di lead luminosi

Tra i giochi di luci, “l’orso dello spirito”, alto 20 metri, fatto esclusivamente di lead luminosi
La cerimonia è stata un vero e proprio omaggio al Canada, ai suoi spazi sconfinati, alle sue meraviglie naturali e alla sua cultura cosmopolita
Più di 2.500 atleti hanno partecipato alla sfilata
La bandiera georgiana listata a lutto
Dopo la sfilata musica al massimo con Bryan Adams e Nelly Furtado

Nikki Yanofsky canta l’inno nazionale canadese
La bandiera olimpica
Il governatore generale della British Columbia, Michaelle Jean
Dopo la sfilata musica al massimo con Bryan Adams e Nelly Furtado
Il Canada ospita la rassegna a cinque cerchi per la terza volta, dopo Montreal ‘76 e Calgary ‘88

K.D. Lang
Un violinista su una canoa volante | Skater illuminati dai led
Sciatori nell’aria
Snowboarder nell’aria
È la XXI edizione delle Olimpiadi invernali

È un Paese intero quello messo in scena in tre ore, con tutte le sue anime, indiana, europea, il vecchio e il nuovo
L’arrivo della torcia portata da Rick Hansen, plurimedagliato ai Giochi Paralimpici
L’arrivo della torcia portata da Rick Hansen, plurimedagliato ai Giochi Paralimpici
Il pasaggio della torcia da Rick Hansen a Catriona Lemay Doan
Catriona LeMay Doan, due ori nel pattinaggio di velocità

Il fuoco olimpico è stato poi trasportato sul mare dove arderà fino alla fine dei Giochi il 28 febbraio
L’ex stella Nba Steve Nash
L’accensione del tripode
L’accensione del tripode
Gli organizzatori hanno stimanto che la cerimonia sia stata seguita da oltre tre miliadi di telespettaori in tutto il mondo


Continua

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  • Sabato 13 Febbraio 2010

Tragedia a Vancouver: muore slittinista georgiano

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  • Tags: Georgia, Nodar Kumaritashvili, Olimpiadi, slittinista, slittino, tragedia, Vancouver 2010
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Un fotogramma della ripresa video dell'incidente

(AP Photo/IOC Media Broadcast)

(ANSA) - Nell’ultima sessione di prove di slittino ai Giochi invernali di Vancouver, è morto Nodar Kumaritashvili, 22 anni, campione georgiano. Era nato il 25 novembre 1988 a Boryomi, in Georgia. Alto un metro e 76 cm per 80 kg di peso, non era ancora un atleta di punta in questa disciplina. Nella quinta prova si era piazzato 32/o. Nella sesta ed ultima l’incidente mortale, con l’uscita di pista mentre viaggiava a 144,3 km orari e l’urto contro un pilone.

Un fotogramma della ripresa video dell’incidente
Nodar Kumaritashvili durante le sessioni di prova
Nodar Kumaritashvili durante le sessioni di prova
Nodar Kumaritashvili durante le sessioni di prova
Nodar Kumaritashvili durante le sessioni di prova

Immagini dei momenti della tragedia
I primi soccorsi
L’ambulanza sul luogo dell’incidente
Il dolore dei volontari
I volontari dopo l’incidente

Jacques Rogge si appresta a dare il tragico annuncio
Il dolore del presidente CIO Jacques Rogge
Il ministro georgiano dello sport Nikolos Rurua
La bandiera georgiana a mezz’asta

Continua

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  • Sabato 13 Febbraio 2010

Le foto più belle della settimana 6 - 12 febbraio

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  • Tags: foto della settimana, fotografia, le foto più belle
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Un cantante dell'Opera Cinese al trucco. Bangkok, Thailandia (EPA/RUNGROJ YONGRIT)

Un cantante dell’Opera Cinese al trucco. Bangkok, Thailandia (EPA/RUNGROJ YONGRIT)

In questa galleria di immagini, una selezione delle foto più belle della settimana, da tutti gli angoli della Terra.

Le foto più belle, settimana dopo settimana

Muharraq, Bahrein. Tagli nella carne per l’Arbain, la fine del lutto per la morte dell’imam Hussein
Paramilitari camminano sotto la neve a Srinagar, India, nei giorni delle proteste dei musulmani del Kashmir
Un cantante dell’Opera Cinese al trucco. Bangkok, Thailandia (EPA/RUNGROJ YONGRIT)
Srinagar, India. “Sangue per sangue”: protesta dei musulmani del Kashmir contro la violenza della polizia
Soldati dell’esercito indiano praticano l’arte marziale tradizionale conosciuta come Kalaripayattu

Distribuione di cibo a Port-au-Prince, Haiti
Ultimi preparativi per l’inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Vancouver
Al via la 33esima America’s Cup
Tempeste di neve a Bucharest, Romania
Al via la 33esima America’s Cup

La neve a Lafayette Square, Washington.
Un pescatore a Tel Aviv, Israele
Snowboard in Chesterbrooke Drive ad Arlington, Virginia
Frederic Kanoute durante Sevilla-Zaragoza
Torneo di golf Northern Trust Open a Los Angeles

Desmond Tutu a Londra, al One Young World Summit
Kiev, Ucraina. Vera Baranova, 54, al termine della campagna elettorale bacia l’immagine del vincitore Yanukovych
Nadani, India
Jammu, India. Poliziotto in bicicletta
Campo rifugiati di Shuafat. Scontri tra palestinesi e polizia israliana

New Delhi, India. Priyanka Sharma, 5 anni, lavora con la famiglia, che raccoglie plastica da riciclare
Jammu, India. Mangiatore di fuoco alla festa di Shivratri
Port-au-Prince, Haiti. Il decollo di un’elicottero ONU
Sostenitrici del governo di Teheran, nell’anniversario della Rivoluzione islamica
Islamabad, Pakistan. Una pannocchia per 5 rupie

Carnevale a Duesseldorf
Il Washington Monument dopo una tempesta di neve
Ebrei Ultra-ortodossi camminano per Gerusalemme
La fine del giorno a Hizmeh, presso Ramallah, Cisgiordania
Haridwar, India. Festa hindu


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  • Venerdì 12 Febbraio 2010

Mumbai, l’ira nazionalista hindu contro “My name is Khan”

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  • Tags: cinema, fondamentalismo, hindu, India, Mumbai, nazionalismo, protesta, Shahrukh Khan, sindrome di Asperger
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L'arresto di una manifestante

L'arresto di una manifestante (AP Photo/Rafiq Maqbool)

Shahrukh Khan è l’attore protagonista di una delle ultime produzioni boolywoodiane: il film My name is Khan. I’m not a terrorist, presente, fuori concorso, alla Berlinale.  Khan, megastar indiana, è finito nel mirino dello Shiv Sena, un partito politico con base a Mumbai, conosciuto per il suo razzismo e fondamentalismo hindu. Lo Shiv Sena ha definito Shahrukh Khan un traditore, perché l’attore ha espresso rammarico per il fatto che nessun giocatore di cricket del Pakistan - vecchio rivale dell’India - sia stato scelto per il torneo Twenty20 della Premier League indiana. Khan, che è un musulmano, non ha voluto scusarsi per le sue affermazioni.

Dal 10 febbraio scorso - data della prima proiezione indiana del film - migliaia di nazionalisti hindu stanno inscenando una serie di proteste davanti ai cinema che lo hanno messo in programmazione. La folla ha stracciato le locandine e preso a sassate i cinema. La polizia a Mumbai ha arrestato più di un migliaio di nazionalisti hindu ed ha dispiegato più di 21mila agenti a vigilare 60 cinema. La violenta protesta non si ferma, pur avendo ottenuto di ridurre da 63 a 13 il numero delle sale dove il film sarà proiettato.

L’arresto di una manifestante
Attivisti del partito Shiv Sena strappano e bruciano le locandine del film fuori da un cinema di Mumbai
Shahrukh Khan | La locandina del film in una strada di Mumbai
Scontri tra la polizia e i manifestanti
L’arresto di una manifestante

Attivisti del partito Shiv Sena strappano e bruciano le locandine del film fuori da un cinema di Mumbai
Sostenitori di Shahrukh Khan festeggiano il suo film
Polizia indiana a guardia di un poster del film
In coda per vedere il film
Polizia a guardia di un cinema


My name is Khan, con la regia di Karan Johar, racconta la storia di Rizwan Khan, un bambino musulmano con la sindrome di Asperger, cresciuto con la madre (Zarina Wahab) nella sezione Borivali di Mumbai. Da adulto Rizwan (interpretato dalla megastar indiana Shahrukh Khan), si innamora di una madre single indù, Mandira (Kajol), che vive a San Francisco. Le vicende dell’11 settembre si inseriscono nella trama, a cambiare i destini di questa sorta di Forrest Gump indiano.

Khan si muove tra la gente pieno dei suoi tic, dei suoi momenti di genialità, con la sua faccia da buono. Da bambino, ha avuto come unico insegnamento etico dalla madre l’idea di un mondo diviso sostanzialmente in due: buoni e cattivi, ma non per il colore della pelle o per la religione che professano. A un certo punto, arrestato in quanto sospettato dalla polizia per la sua fisionomia e anche per lo strano modo di fare dovuto alla sua malattia.

Tutto il film ruota alla fine intorno al suo singolare titolo. Infatti My name is Khan con l’aggiunta and I’m not terrorist e proprio la frase che il bravo e sfortunato hindu vuol dire al presidente degli Stati Uniti per rassicurare una  volta per tutte il mondo che si sbaglia a identificare buoni e cattivi in base a religione professata o colore della pelle. Khan che, nonostante il bellicoso nome, è  l’uomo più buono della terra, alla fine incontrerà davvero il neo presidente degli Stati Uniti Barack Obama (Christopher B. Duncan).

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  • Venerdì 12 Febbraio 2010

Roma imbiancata dalla neve, l’ultima volta nel 2005

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  • Tags: maltempo, neve, Roma
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Un gruppo di suore a piazza Barberini

Un gruppo di suore a piazza Barberini (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

(ANSA) - ”Roma oggi sembra Vienna”. Meraviglia tra turisti e romani che oggi godono di una spettacolo particolare, una Roma imbiancata dalla neve. Fiocchi sul Colosseo, a Via Veneto, Fontana di Trevi, Piazza Venezia, la scalinata di Piazza di Spagna, via del Corso e il Lungotevere. Neve anche a Piazza San Pietro. In molti, turisti e impiegati, affacciati dalle finestre dei palazzi altri in strada a scattare foto, cercando immortalare le traiettorie imbiancate disegnate nell’area dal vento. ”Roma è diventata come una cartolina o un souvenir sottovetro quando scuoti una palla di vetro e la città si imbianca nel vortice dei fiocchi di neve”, ha detto un passante mentre altri turisti escono stupiti e incantati fuori dagli alberghi. A terra un leggero manto di neve mentre anche le ambulanze sono costrette a rallentare e ‘impavidi’ motociclisti sfidano vento e neve colpiti dai fiocchi sui caschi.

Un gruppo di suore a piazza Barberini
Piazza Campo de Fiori
Due turiste in piazza Venezia
Corso Rinascimento
Piazza Navona

L’arco di Costantino
La statua di Giuseppe Garibaldi al Gianicolo
La scalinata di Trinità dei Monti
Via dei Fori Imperiali
L’aeroporto di Ciampino

Piazza di Spagna
Via dei Fori Imperiali
La statua di Giuseppe Garibaldi al Gianicolo | Quattro preti si riparano con ombrelli in piazza San Pietro in Vaticano.
Colosseo | Una veduta di Roma dal Gianicolo
Turisti davanti al Colosseo


L’ultima volta che Roma ha visto cadere fiocchi di neve su buona parte della città è stato nel gennaio 2005. Anche la scorsa volta, era il 27 gennaio e nevicè però di notte, la zona maggiormente interessata da una leggera coltre bianca fu quella a sud della capitale. E la neve fece la sua comparsa, anche se per pochi istanti, anche a gennaio del 2004 e poi, ancora più indietro negli anni, a febbraio del 1999. Ma la nevicata, questa volta con tutta città imbiancata, è quella dell’11 febbraio 1986, quando alle 8 del mattino Roma si sveglio sotto molti centimetri di neve.

”Era una nevicata prevista - ha detto esponsabile dell’Osservatorio meteo del Collegio Romano, Franca Mangianti - in quanto si sono create le condizioni meteorologiche giuste ma abbastanza rare”. Tre gli elementi del raro cocktail che ha imbiancato la capitale, dal centro alle zone limitrofe, ha spiegato Mangianti: ”La bassa pressione sul Golfo di Genova, la temperatura intorno allo zero e l’alta umidità. Una combinazione sicuramente non facile da avere contemporaneamente e che invece si è creata generando il fenomeno”. (ANSA).

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  • Venerdì 12 Febbraio 2010

World Press Photo 2010: premiato l’italiano Masturzo

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  • Tags: fotogiornalismo, premi fotografici, World Press Photo
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<i>World Press Photo of the year 2009</i> di Pietro Masturzo.

World Press Photo of the year 2009 di Pietro Masturzo

È italiano l’autore della foto dell’anno premiata dal World Press Photo 2010, il premio di fotogiornalismo più prestigioso al mondo, giunto alla sua 53esima edizione. Pietro Masturzo, napoletano, ha scattato la foto vincitrice a Teheran, il 24 giugno 2009, immortalando alcune donne che, nella notte, gridano dal tetto di un edificio di Teheran, in segno di protesta contro il regime, nella notte successiva alle contestate elezioni presidenziali. LE FOTO

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  • Venerdì 12 Febbraio 2010

Spazio, prima uscita orbitale per due astronauti Endeavour

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  • Tags: astronauta, Expedition 22, Nasa, Nicholas Patrick, Robert Behnken, space shuttle Endeavour, spazio
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La cabina dell'equipaggio

(AP photo/NASA)

Due astronauti dello space shuttle Endeavour hanno cominciato ieri la prima delle tre uscite orbitali previste nell’ambito della missione di tredici giorni della navetta americana attraccata alla stazione spaziale internazionale (ISS) da mercoledì: lo ha annunciato la Nasa.
Robert Behnken e Nicholas Patrick sono usciti alle 3.17 ora italiana dalla camera di decompressione della stazione dove avevano passato la notte, cioè con circa 8 otto minuti di ritardo sull’ora prevista.
Durante questa uscita, che durerà sei ore e mezza, i due astronauti cominceranno le operazioni per l’installazione del modulo abitativo “Tranquility” e della cupola di osservazione “Cupola” - entrambi fabbricati dal consorzio europeo Thales Alenia Spazio - che completeranno al 90% la struttura dell’Iss. (Ap)

La cabina dell’equipaggio
La cabina dell’equipaggio
Solar Dynamics Observatory
Soichi Noguchi e George Zamka

Parziale vista sulla cabina dell’equipaggio
Patrick e Behnken
Solar Dynamics Observatory
L’astronauta T.J. Creamer, ingegnere di volo dell’Expedition 22


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  • Venerdì 12 Febbraio 2010

India, armi in cambio di rose: si arrendono i ribelli del KLNLF

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  • Tags: Assam, Diphu, India, KNLF, ribelli
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Circa 400 ribelli del gruppo armato attivo nello Stato indiano nord-orientale di Assam, hanno ceduto le armi

(EPA)

Circa 400 ribelli appartenenti al Karbi Longri National Liberation Front (KLNLF), gruppo armato attivo nello Stato indiano nord-orientale di Assam, hanno ceduto le armi. Durante una cerimonia ufficiale tenutasi in un campo di calcio a Diphu, nel distretto di Karbi Anglong, i ribelli hanno fisicamente consegnato tutto il loro equipaggiamento militare nelle mani delle forze dell’ordine, aderendo così a una proposta di cessate il fuoco formulata dal Governo del Paese.

Circa 400 ribelli del gruppo armato attivo nello Stato indiano nord-orientale di Assam, hanno ceduto le armi
I ribelli hanno aderito a una proposta di cessate il fuoco del Governo
I ribelli hanno fisicamente consegnato tutto il loro equipaggiamento militare
Consegnando le armi, hanno ricevuto delle rose
Armi e munizioni consegnate

Tarun Gogoi, ministro del governo dello Stato di Assam, ha partecipato alla cerimonia
A Diphu, nel distretto di
Una cerimonia ufficiale tenutasi in un campo di calcio
Armi e munizioni consegnate
Sergente Kave Rongpipi, prima della consegna delle armi


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  • Giovedì 11 Febbraio 2010

Restaurata l’Adorazione di Caravaggio: autoritratti nascosti

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  • Tags: Adorazione, Camera dei Deputati, Caravaggio, Museo Regionale di Messina, restauro
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Un fotografo immortala il dipinto

Un fotografo immortala il dipinto (ANSA/ETTORE FERRARI/FRR)

Potrebbero essere quattro autoritratti di Caravaggio, colto nelle diverse età della vita, le quattro figure raffiguranti i pastori nella meravigliosa Adorazione del Caravaggio - del Museo Regionale di Messina -  il cui restauro è stato presentato oggi alla Camera dei Deputati (dove resterà esposto al pubblico fino al 14 febbraio nella sala Aldo Moro).

L’ipotesi è della soprintendente del Polo museale romano, Rossella Vodret, grande studiosa di Michelangelo Merisi, che da tempo sta lavorando in collaborazione con i Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio artistico per individuare, secondo le loro metodologie di riconoscimento delle fisionomie, tutti gli autoritratti di Caravaggio.

Un dettaglio del dipinto restaurato
Un fotografo immortala il dipinto
La Madonna con il bambino Gesù
Un pastore, probabile autoritratto
Tre pastori, possibili autoritratti in diverse età della vita

Un dettaglio della Madonna con il bambino Gesù
Un momento del restauro
Restauratori al lavoro
Il dipinto restaurato
Il dipinto restaurato


A cominciare dal Narciso, ha detto la Vodret, che dovrebbe rappresentare l’artista da giovane e in cui coincidono cinque punti su cinque. ”Per Caravaggio, la presenza di un suo autoritratto nel dipinto diventa quasi una sorta di firma”, ha precisato la soprintendente, anche se, nel caso dell’Adorazione dei pastori, una degli ultimi capolavori del maestro realizzato in Sicilia tra il 1608 e il 1609, il pittore doveva probabilmente far fronte alla mancanza di modelli.

”Un restauro - ha sottolineato il presidente della regione Sicilia Raffaele Lombardo - che è stato realizzato in fortunata coincidenza con il centenario della morte del pittore, un’opera che tornerà a meravigliare i siciliani insieme all’altro dipinto del Caravaggio ospitato a Messina: ”la Resurrezione di Lazzaro”.

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  • Giovedì 11 Febbraio 2010
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