- Tags: elezioni, Iraq, mondo, sicurezza
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Un manifesto elettorale del candidato Qais al-Amari per le strade di Najaf (AP Photo/Alaa al-Marjani)
(ANSA) - Mancano due giorni alla data delle elezioni in Iraq, e le forze di sicurezza sono impegnate al massimo regime per tentare di scongiurare la prevista e annunciata offensiva terrorista. Ciò nonostante, a Baquba tre kamikaze hanno preso di mira ieri proprio la polizia e un ospedale, causando la morte di almeno 31 persone e il ferimento di una cinquantina d’altre.
Cinque civili, inolte, sono stati uccisi stamane a Baghdad in un attentato dinamitardo, mentre sono in corso le votazioni anticipate, per consentire a 600.000 tra detenuti, pazienti di ospedali e funzionari del ministero degli Interni di esprimere il loro voto prima dei restanti 20 milioni di aventi diritto, che si recheranno alle urne domenica prossima.
- Un manifesto elettorale del candidato Qais al-Amari per le strade di Najaf
- Un poliziotto vota a Baghdad
- La dottoressa Dr. Raya Jabur vota presso l’ospedale Al-Fayha di Basra
- Un poliziotto al voto, a Baghdad
- Soldati in coda per il voto
- Soldati al voto a Baghdad
- Soldati in attesa di votare
- Seggi elettorali già aperti per consentire il voto anticipato a 600.000 tra detenuti, pazienti di ospedali e funzionari del ministero degli Interni
- Un poliziotto vota a Baghdad
- Una manifestazione elettorale
- La candidata Jenan Mubarak
- Un sostenitore dell’ex primo ministro iracheno Ayad Allawi
- Manifesti elettorali della candidata Maha al-Dori
- Una donna durante una manifestazione elettorale
- Un manifesto del candidato Ramadi | Una manifestazione elettorale del movimento di opposizione curdo “Gorran”
“Il dispositivo di sicurezza per la settimana elettorale è interamente iracheno, nella elaborazione e nella realizzazione, sulla base dell’esperienza di precedenti elezioni parlamentari e provinciali”, ha detto orgogliosamente il generale Aydin Khalid, vice ministro degli interni e capo di uno speciale Comitato creato apposta per l’evento.
Oltre 600 mila agenti e membri delle forze di sicurezza saranno impiegati per proteggere i circa 64 mila seggi sparsi in tutto il Paese e gli elettori che andranno a votare per scegliere tra i 6.200 candidati i 325 che siederanno nel nuovo Parlamento.
Il piano di sicurezza prevede tre cerchi di protezione - ai seggi, nei quartieri e nei confini cittadini - e saranno gestiti dalla polizia locale, dalla polizia federale e dall’esercito. Le forze americane, ora poco meno di 100 mila unità in tutto il Paese, resteranno nelle loro basi e interverranno solo in caso di necessità e se il loro aiuto verrà richiesto direttamente dalle autorità irachene.
Il giorno delle elezioni, domenica, verrà imposto il divieto alla circolazione di qualsiasi veicolo non autorizzato, sin dalla mezzanotte di sabato e fino alle 05:00 di lunedì. Sin dal primo marzo, a Baghdad è vietata comunque la circolazione alle bici e alle moto e persino ai carretti ”a trazione animale o umana”.
Sempre nella capitale, da oggi è stato inoltre dato un ulteriore giro di vite ai controlli delle auto ai centinaia di posti di blocco che sono stati disposti in tutti i quartieri. Il risultato è stato un traffico impazzito, con ingorghi infernali, in particolare nelle zone commerciali di Karrada o Mansour, e attorno alla Zona Verde, ovvero il recinto super-protetto dove hanno sede le istituzioni irachene, il comitato elettorale e le più importanti ambasciate occidentali.
All’interno della Zona Verde, dove pure sono stati allestiti due seggi, le misure di sicurezza sono normalmente molto alte e non c’è una grossa differenza con gli altri giorni, secondo la visione di un contractor britannico che lavora a Baghdad da sette anni e non vuole essere citato. Secondo il capitano americano Alan Potter i controlli sono invece solo ”un po’ piu’ estremi del solito”.
- Giovedì 4 Marzo 2010


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Il 8 Marzo 2010 alle 13:13 Iraq, code ai seggi nonostante le bombe - Le foto - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] VEDI anche: L’Iraq si prepara al voto: sfida per le forze di sicurezza [...]