
(AP Photo/Kirsty Wigglesworth)
Non ha festeggiato in campo, perché non si sa mai che un giorno tornerà da avversario a Stamford Bridge, ma negli spogliatoi Josè Mourinho ha esultato “come non mai”. Perché dopo quattro anni ha riportato l’Inter ai quarti di finale di Champions battendo per la seconda volta il Chelsea, con “una partita perfetta: ora so che la mia squadra può battere chiunque in Europa”.
L’Inter, forte del 2-1 dell’andata, ha vinto anche in Inghilterra, con gol di Eto’o nel secondo tempo, in una partita giocata sempre a testa alta.
- La gioia di Eto’o
- Abbraccio tra Lucio e Julio Cesar
- Javier Zanetti e Esteban Cambiasso
- La formazione dell’Inter
- Frank Lampard e Samuel Eto’o
- Lucio vs Drogba
- Eto’o
- Festa Inter
- L’esultanza dopo il gol di Eto’o
- L’espulsione di Drogba
- Jose Mourinho istruisce Zanetti e Cambiasso
- Il gol di Eto’o
- La reazione della panchina interista al gol di Eto’o
- Jose Mourinho e Carlo Ancelotti
- Frank Lampard
La mano destra fasciata di Mou è il frutto del pugno contro una porta dello spogliatoio per sfogare tanta tensione, il sorriso quello dell’allenatore soddisfatto: “È una vittoria fantastica della mia squadra. La mia squadra è l’Inter ma questo successo conferma che questa è la mia casa, che qui io vinco sempre, giocando con il Chelsea o giocando contro il Chelsea: Stamford Bridge è speciale per me“.

Jose Mourinho e Carlo Ancelotti (AP Photo/Tom Hevezi)
Vincente è stato l’azzardo di giocare con tre punte.
“L’unico modo per pareggiare 0-0 era giocare offensivamente perché il gioco del Chelsea è prevedibile - ha spiegato Mourinho -. Sono contento perché i ragazzi hanno accettato il rischio che ho proposto”.
Il portoghese alla vigilia ha mandato sms a uno dei suoi ex giocatori più affezionati, Terry. “Gli ho scritto che alla fine uno di noi sarebbe stato triste”, ha raccontato l’allenatore interista, secondo cui i giocatori del Chelsea “da subito hanno capito la superiorità. A volte nel calcio si vince per qualche episodio, ma questa volta siamo stati i migliori dal primo all’ultimo minuto: questa è la gara perfetta. Avremmo dovuto segnare prima e quando Milito ha sbagliato una ghiotta occasione ho avuto paura. Ma siamo stati superiori in tutto, non solo a livello tattico ma anche di attitudine”.

(AP Photo/Nick Potts, PA)
Carlo Ancelotti riconosce questa superiorità. “L’Inter ha giocato bene, ha messo molta pressione sui centrocampisti impedendoci di esprimerci al meglio, e ha vinto con merito - ha allargato le braccia il tecnico del Chelsea -. Ci dispiace ma questa è la realtà: potevamo fare meglio. Forse c’erano un paio di rigori per noi, ma rigore è quando l’arbitro fischia”.
Ora, dice il tecnico degli inglesi, “dobbiamo concentrarci sullo scudetto”. E per quello italiano? “Spero lo vinca il Milan…”. (ANSA)
- Mercoledì 17 Marzo 2010
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Il 18 Marzo 2010 alle 13:35 Scudetto, Champions e Coppa: Inter da “triplete”. Se non scoppia prima - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] la stessa squadra? Se lo saranno chiesti in molti martedì guardando la partita dell’Inter contro il Chelsea e pensando alla magra figura del venerdì precedente a [...]