Oltre un milione e mezzo di bambini muoiono ogni anno per malattie dovute alla scarsa igiene o alla mancanza di acqua pulita: 4.000 al giorno. Oltre 900 milioni di persone non hanno accesso all’acqua e 2,5 milioni ad adeguati servizi igienici. I cambiamenti climatici costituiscono un’ulteriore minaccia per l’ecosistema idrico: la fame - legata anche alla siccità - sarà causa di morte per 25 milioni di bambini in più entro il 2050. Meno acqua si traduce in più malattie e maggiore mortalità infantile.
- Ospedale Mohakhali di Dhaka, in Bangladesh
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- Un canale d’irrigazione prosciugato a Molino, nelle Filippine
- Ospedale Mohakhali di Dhaka, in Bangladesh
- Ospedale Mohakhali di Dhaka, in Bangladesh
- Raccolta dell’acqua a Yangon, Birmania
- Ospedale Mohakhali di Dhaka, in Bangladesh
- Ospedale Mohakhali di Dhaka, in Bangladesh
- Portare l’acqua al villaggio. Yangon, Birmania
- In coda per l’acqua a Mugdapara, Dhaka, Bangladesh
- Un panno per filtrare l’acqua a Mohammadpur, Dhaka, Bangladesh
- Raccolta dell’acqua a Yangon, Birmania
- Mohammadpur, Dhaka, Bangladesh
- Mohammadpur, Dhaka, Bangladesh
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, Save the Children, spiega con i dati l’entità della tragedia-acqua e i suoi effetti sulla popolazione delle aree più povere del mondo, ed in particolare sui bambini.
Si stima che le malattie dovute ad un’inadeguata disponibilità di acqua pulita, igiene e impianti igienico-sanitari siano il 10% del totale delle malattie diffuse nel mondo, mentre si calcolano in 3,5 milioni le morti causate dall’inadeguato accesso ad acqua potabile, dalla scarsa igiene, e dall’assenza o insufficienza di latrine, bagni, sistemi fognari.
Secondo Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, “è dimostrato che nel caso del tracoma, un’infezione batterica che rende molti bambini praticamente ciechi, i tassi di infezione potrebbero ridursi del 27% se ci fosse una maggiore disponibilità di acqua per le abitazioni. In generale, un maggiore accesso ad acqua pulita e potabile ridurrebbe di almeno il 25% i casi di diarrea mentre il miglioramento dei servizi igienico-sanitari porterebbe a una riduzione del 30% della mortalità infantile, pari a 2.5 milioni di morti infantili in meno ogni anno. Basterebbero semplici soluzioni come una più larga disponibilità di acqua pulita nelle abitazioni, latrine e del sapone per lavarsi le mani“.
Eppure, per ampie zone del mondo avere sempre dell’acqua pulita nelle abitazioni o latrine a scuola è un miraggio. Nell’Africa sub-sahariana il 42% delle persone non ha accesso a risorse idriche bonificate. Inoltre, il 18% della popolazione deve camminare per ore prima di raggiungere una fonte d’acqua potabile: un compito, quello della raccolta di acqua per l’intera famiglia, che spetta nella maggior parte dei casi alle donne o alle bambine.
L’impatto dei cambiamenti climatici pesa sulle risorse idriche e sempre più bambini sono a rischio. Si stima che ogni giorno 2 milioni di tonnellate di liquami e scarichi fognari non trattati vengano sversati nei mari e nei fiumi, compromettendo la qualità e potabilità dell’acqua. Il problema è più grave nei paesi in via di sviluppo, dove oltre il 90% dei rifiuti reflui e di scorie industriali non bonificati finisce in acqua.
Il surriscaldamento globale poi sta avendo un impatto sulla quantità e qualità dell’acqua: intere aree del mondo soffrono sempre più spesso di siccità, a sua volta causa di malnutrizione. Si stima che la mancanza di cibo, che attualmente affligge 178 milioni di bambini ed è causa di morte per 3.2 milioni di essi ogni anno, colpirà 25 milioni di bambini in più di qui al 2050.
Il settimo Obiettivo di Sviluppo del Millennio prevede, tra l’altro, di ridurre della metà, entro il 2015, la percentuale di popolazione senza un accesso sostenibile all’acqua potabile e agli impianti igienici di base.
- Lunedì 22 Marzo 2010




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Il 22 Marzo 2012 alle 09:40 Acqua, una Giornata Mondiale per riflettere. E un miliardo di persone soffre ancora la sete | Vivi Fiano Romano ha scritto:
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