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Israele, i preparativi alla Pasqua ebraica tra gli ultraortodossi

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  • Tags: ebraismo, Israele, Pasqua, religioni, ultraortodossi
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Beit Horon. Una piccola folla osserva la raccolta dell'acqua che verrà usata per preparare la matzah, il pane azimo

(AP Photo/Oded Balilty)

Le festività di Pesach, detta anche Pasqua ebraica, ricorda l’esodo e la liberazione del popolo israelita dall’Egitto. Prima dell’inizio della festività, si eliminano dalla casa tutte le tracce di lievito e di ogni tipo di cibo che lo contenga. Durante tutto il periodo della festività - otto giorni (sette nella sola Israele) - non viene consumato cibo lievitato: il pane, la pasta e i dolci sono sostituiti da cibi appositamente preparati.

"In questa notte io passerò attraverso l'Egitto e colpirò a morte ogni primogenito egiziano, sia fra le genti che tra il bestiame. Io vedrò il sangue e <b>passerò oltre</b>, colpirò invece con il mio castigo l'intero Egitto, e a voi non succederà niente"
Beit Horon. Una piccola folla osserva la raccolta dell’acqua che verrà usata per preparare la matzah, il pane azimo
Beit Horon. La raccolta dell’acqua usata per preparare il pane azimo. Durante la settimana di Pesach, è vietato cibarsi di qualsiasi cibo contenente lievito.
Beit Horon. La raccolta dell’acqua usata per preparare il pane azimo. Si ritiene che l’usanza del pane non lievitato provenga dal ricordo del pane di cui gli Israeliti si cibarono durante la loro fuga dall’Egitto e l’Esodo
A Bnei Brak, presso Tel Aviv, viene bruciato il pane vecchio preparato con lievito
A Bnei Brak, presso Tel Aviv, viene bruciato il pane vecchio preparato con lievito

Pesach è una festività ebraica che dura otto giorni (sette nella sola Israele)
Pesach ricorda l’esodo e la liberazione del popolo israelita dall’Egitto
Il termine Pesach significa “passerò oltre”
“In questa notte io passerò attraverso l’Egitto e colpirò a morte ogni primogenito egiziano, sia fra le genti che tra il bestiame. Io vedrò il sangue e passerò oltre, colpirò invece con il mio castigo l’intero Egitto, e a voi non succederà niente”
La Pesach si trascorre generalmente in famiglia. La prima notte, in particolare è la più importante

Durante le prime due sere si usa consumare la cena seguendo un ordine particolare di cibi e preghiere che prende il nome di seder, parola che in ebraico significa per l’appunto “ordine”
Ramat Shlomo, presso Gerusalemme
Prima dell’inizio della festività gli ebrei eliminano da casa ogni minima traccia di lievito e qualsiasi cibo che ne contenga (questo viene indicato con il termine chametz)
Durante tutto il periodo della festività non viene consumato cibo lievitato sostituendo il pane, la pasta e i dolci con altri cibi appositamente preparati
Mea Shearim, presso Gerusalemme


La Pesach viene solitamente trascorsa in famiglia. Nelle prime cene si mangiano i cibi seguendo un ordine particolare e alternando le pietanze a delle preghiere ed alla narrazione del conflitto con il faraone, delle 10 piaghe e della fuga finale, seguendo il racconto della Haggadah di Pesach. Questo rito prende il nome di seder, che significa ordine. Tradizionalmente, il bambino più piccolo della famiglia chiede all’uomo più anziano di raccontare cosa successe all’epoca dell’Esodo.
Nel corso del seder c’è l’obbligo di bere quattro bicchieri di vino, il che aiuta a far terminare la cena con canti tradizionali.

Il termine Pesach significa "passerò oltre"

(AP Photo/Ariel Schalit)

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  • Lunedì 29 Marzo 2010
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