Archivio di Marzo, 2010

Pete Doherty (Foto Ansa)
Pete Doherty, la pop star britannica frontman del gruppo Babyshambles, è stato arrestato la scorsa settimana, sospettato di aver fornito le droghe che hanno ucciso l’ereditiera britannica Robin Whitehead lo scorso gennaio.
Secondo le dichiarazioni della polizia, il cantante 31enne, già noto alle cronache per i suoi eccessi legati alla droga e non solo, è stato arrestato il 19 marzo e interrogato insieme ad altri quattro indiziati in relazione alla morte della giovane; subito rilasciato, dovrà ripresentarsi a Scotland Yard ad aprile, dopo ulteriori verifiche sul caso.
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Subito rilasciato, deve ripresentarsi ad aprile
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Subito rilasciato, deve ripresentarsi ad aprile
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Subito rilasciato, deve ripresentarsi ad aprile
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Subito rilasciato, deve ripresentarsi ad aprile
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Subito rilasciato, deve ripresentarsi ad aprile
Doherty e Whitehead avevano recentemente lavorato insieme per la realizzazione di un documentario diretto dall’ereditiera 27enne dal titolo The Road to Albion, sulla vita della pop star e sulla band che lo ha reso celebre, i Libertines. Il lavoro aveva portato i due a intense frequentazioni tanto che alla morte della ragazza - il cui corpo è stato ritrovato in un appartamento nell’est di Londra lo scorso 24 gennaio - Doherty si era detto sconvolto e affranto. (ANSA)

Sunny Hanif e Shazad Kaleem, 14 e 15 anni in un'officina meccanica
Attraverso gli scatti del fotografo Muhammed Muheisen, uno sguardo sul mondo del lavoro minorile in Pakistan.
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Sunny Hanif e Shazad Kaleem, 14 e 15 anni in un’officina meccanica
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Tanveer Mouneer, 14 anni, venditore di palloncini
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Le sorelle Mouneera e Amila Basheer, 14 e 15 anni, al lavoro in una fabbrica di mattoni
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Abbas Sajeet, 11 anni, meccanico
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Rizwan Asif, 15 anni, meccanico
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Il gioco dopo il lavoro
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Mirzam Khan, 13, raccoglie rifiuti da riciclare
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Abduallah Ismatt, 10 anni, meccanico
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Waqar Abdulghafar e Jamil Sirfiraz, 14 e 13 anni, riposano dopo una giornata di lavoro in un negozio dove si riparano le forature
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Ayshah Iqbal, 6 anni, aiuta la madre in un’azienda di riciclaggio della plastica
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Bilal Sufdar Ali, 12 anni, saldatore
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Al lavoro in un’impresa di riciclaggio dei rifiuti
Secondo le stime - non esistono dati certi in merito - sono almeno 10 milioni i bambini pakistani che lavorano. Sono impiegati in una grande varietà di occupazioni, tra cui alcuni dei lavori meno pagati e più pesanti.

Le sorelle Mouneera e Amila Basheer, 14 e 15 anni, al lavoro in una fabbrica di mattoni

Un canale d'irrigazione prosciugato a Molino, nelle Filippine (EPA/FRANCIS R. MALASIG)
Oltre un milione e mezzo di bambini muoiono ogni anno per malattie dovute alla scarsa igiene o alla mancanza di acqua pulita: 4.000 al giorno. Oltre 900 milioni di persone non hanno accesso all’acqua e 2,5 milioni ad adeguati servizi igienici. I cambiamenti climatici costituiscono un’ulteriore minaccia per l’ecosistema idrico: la fame - legata anche alla siccità - sarà causa di morte per 25 milioni di bambini in più entro il 2050. Meno acqua si traduce in più malattie e maggiore mortalità infantile.
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Ospedale Mohakhali di Dhaka, in Bangladesh
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Ospedale Mohakhali di Dhaka, in Bangladesh
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Un canale d’irrigazione prosciugato a Molino, nelle Filippine
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Ospedale Mohakhali di Dhaka, in Bangladesh
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Ospedale Mohakhali di Dhaka, in Bangladesh
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Raccolta dell’acqua a Yangon, Birmania
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Ospedale Mohakhali di Dhaka, in Bangladesh
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Ospedale Mohakhali di Dhaka, in Bangladesh
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Portare l’acqua al villaggio. Yangon, Birmania
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In coda per l’acqua a Mugdapara, Dhaka, Bangladesh
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Un panno per filtrare l’acqua a Mohammadpur, Dhaka, Bangladesh
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Raccolta dell’acqua a Yangon, Birmania
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Mohammadpur, Dhaka, Bangladesh
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Mohammadpur, Dhaka, Bangladesh
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, Save the Children, spiega con i dati l’entità della tragedia-acqua e i suoi effetti sulla popolazione delle aree più povere del mondo, ed in particolare sui bambini.
Si stima che le malattie dovute ad un’inadeguata disponibilità di acqua pulita, igiene e impianti igienico-sanitari siano il 10% del totale delle malattie diffuse nel mondo, mentre si calcolano in 3,5 milioni le morti causate dall’inadeguato accesso ad acqua potabile, dalla scarsa igiene, e dall’assenza o insufficienza di latrine, bagni, sistemi fognari.

Ospedale Mohakhali di Dhaka, in Bangladesh (EPA/ABIR ABDULLAH)
Secondo Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, “è dimostrato che nel caso del tracoma, un’infezione batterica che rende molti bambini praticamente ciechi, i tassi di infezione potrebbero ridursi del 27% se ci fosse una maggiore disponibilità di acqua per le abitazioni. In generale, un maggiore accesso ad acqua pulita e potabile ridurrebbe di almeno il 25% i casi di diarrea mentre il miglioramento dei servizi igienico-sanitari porterebbe a una riduzione del 30% della mortalità infantile, pari a 2.5 milioni di morti infantili in meno ogni anno. Basterebbero semplici soluzioni come una più larga disponibilità di acqua pulita nelle abitazioni, latrine e del sapone per lavarsi le mani“.

Raccolta dell'acqua a Yangon, Birmania (EPA/NYEIN CHAN NAING)
Eppure, per ampie zone del mondo avere sempre dell’acqua pulita nelle abitazioni o latrine a scuola è un miraggio. Nell’Africa sub-sahariana il 42% delle persone non ha accesso a risorse idriche bonificate. Inoltre, il 18% della popolazione deve camminare per ore prima di raggiungere una fonte d’acqua potabile: un compito, quello della raccolta di acqua per l’intera famiglia, che spetta nella maggior parte dei casi alle donne o alle bambine.
L’impatto dei cambiamenti climatici pesa sulle risorse idriche e sempre più bambini sono a rischio. Si stima che ogni giorno 2 milioni di tonnellate di liquami e scarichi fognari non trattati vengano sversati nei mari e nei fiumi, compromettendo la qualità e potabilità dell’acqua. Il problema è più grave nei paesi in via di sviluppo, dove oltre il 90% dei rifiuti reflui e di scorie industriali non bonificati finisce in acqua.

Mohammadpur, Dhaka, Bangladesh
Il surriscaldamento globale poi sta avendo un impatto sulla quantità e qualità dell’acqua: intere aree del mondo soffrono sempre più spesso di siccità, a sua volta causa di malnutrizione. Si stima che la mancanza di cibo, che attualmente affligge 178 milioni di bambini ed è causa di morte per 3.2 milioni di essi ogni anno, colpirà 25 milioni di bambini in più di qui al 2050.
Il settimo Obiettivo di Sviluppo del Millennio prevede, tra l’altro, di ridurre della metà, entro il 2015, la percentuale di popolazione senza un accesso sostenibile all’acqua potabile e agli impianti igienici di base.

(AP Photo/ Gemunu Amarasinghe)
In Nepal il medico oftalmologo Sanduk Ruit ha messo a punto, da almeno vent’anni, una tecnica per impiantare lenti intraoculari ed operare la cataratta velocemente, a basso costo e con alti standard qualitativi.

(AP Photo/ Gemunu Amarasinghe)
Muovendosi tra territorio tibetano, Cina, Nepal, Buthan, nord dell’India e del Pakistan, il dottor Ruit - vincitore, nel 2006, del Premio Magsaysay - stima che la sua tecnica abbia restituito la vista, ad oggi, a circa 3 o 4 milioni di persone. E questo nonostante essa, usata in interventi “di massa”, sia stata condannata dalla comunità medica internazionale come impensabile e sconsiderata.
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Raj Kaliya Dhanuk, cieca da entrambi gli occhi, attende un consulto
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Pazienti in attesa
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Pazienti in attesa
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Fuori dalla sala per le anestesie
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Due pazienti, prima e dopo la rimozione delle bende post-operatorie
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Raj Kaliya Dhanuk testa la sua vista dopo l’operazione
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Dhari Maya Pandey dopo l’operazione con il dottore
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Prima dell’operazione
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Un po’ di sole prima dell’anestesia
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Pazienti in attesa
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Il dottore in sala operatoria
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Raj Kaliya Dhanuk dopo aver ricevuto l’anestesia
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Un momento dell’operazione
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Un momento dell’operazione
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L’accampamento intorno all’ospedale
In questi scatti del fotografo Gemunu Amarasingh, ecco il dottor Sanduk Ruit impegnato presso l’ospedale oculistico di Hetauda, a circa 40 chilometri a sud di Katmandu.

Dopo l'anestesia (AP Photo/ Gemunu Amarasinghe)

Un Naga sadhu dopo il bagno nel Gange (AP Photo/Rajesh Kumar Singh)
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Budapest ricorda la rivoluzione ungherese del 1848 (AP Photo/Bela Szandelszky)
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Le foto più belle, settimana dopo settimana
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Calcio al tramonto a Port-au-Prince, Haiti
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Piazza Monastiraki, Atene. Manifestazione per la pace
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Allenamento di baseball a Kissimmee, Florida
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11200 atleti alla Maratona sciistica Maloja-S.Chanf
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Il rotolo della Torah per la sinagoga Hurva
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Thessaloniki, Grecia. I tifosi dell’Aris in festa
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Elezioni regionali in Francia
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Un Naga sadhu dopo il bagno nel Gange.
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Donna su scala mobile a Belgrado, Serbia
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Nebbia ad Hong Kong
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Abbronzarsi ad Haifa, Israele
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Incrociarsi in Gerusalemme Vecchia
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Budapest ricorda la rivoluzione ungherese del 1848
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Marjah, Afghanistan
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Port-au-Prince, Haiti
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Corrida a Valencia, per la festa delle Fallas
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Lavori in corso a Pechino, Cina
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Islamabad, Pakistan. Un chilo di zucchero per 45 rupie
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Lavoro minorile a Nuova Delhi, India
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Shanghai, Cina
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Nel giardino Hama-rikyu di Tokyo, Giappone
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Tra l’inverno e le primavera, a Monaco di Baviera
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Campo di papaveri a Marjah, in Afghanistan
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Protesta antiisraeliana nel campo rifugiati di Yarmouk, vicino a Damasco
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Omed-Omedan, la festa dei baci a Denpasar, Bali
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Lavori in corso a Taiyuan, Cina
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Ciudad Juarez, Messico: droga al rogo
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Torneo di golf a Palm Harbor, Florida
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Presso il villaggio di Abasan, Striscia di Gaza
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Hillary Rodham Clinton
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Port-au-Prince, Haiti (AP Photo/Esteban Felix)
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11200 atleti alla Maratona sciistica Maloja-S.Chanf (AP Photo/Keystone/Steffen Schmidt)

Delusione Juve (Foto Ansa/EPA/ALAN CROWHURST)
Quattro gol al passivo, due legni che hanno contenuto le proporzioni della sconfitta, due espulsioni: a Londra, contro il piccolo ma coraggioso Fulham, la Juventus non solo esce dall’Europa League ma subisce una lezione di calcio e stile. E non possono bastare, a parziale giustificazione dei bianconeri di Alberto Zaccheroni, alcune decisioni discutibili del direttore di gioco perché gli inglesi sono stati superiori in tutto: nell’approccio mentale, nella condotta della partita, nel possesso palla e nel numero di occasioni create. Una qualificazione, quella degli uomini di Roy Hodgson, pienamente meritata, storica e stoica se si considera l’iniziale vantaggio bianconero. Se Fabio Capello, presente sulle tribune del Craven Cottage, aveva mai pensato di lasciare la nazionale inglese per tornare a Torino, dopo questa gara sicuramente ci penserà due volte.
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Delusione Juve
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Delusione Juve
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L’illusione dopo il gol di Trezeguet
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Antonio Chimenti
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Clinton Dempsey celebra il quarto gol
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Diego
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La gioia del Fulham
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Espulsione di Cannavaro
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Brede Hangeland esulta
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Davies vs Sissoko
Perché la notte di Europa League, specchio impietoso di una stagione desolante, ha dimostrato che l’alba bianconera è ancora lontana. Che sarebbe stata una serata dalle forti emozioni, vibrante non meno che imprevedibile, lo si capisce dai primi minuti di gioco. Durante i quali la Juventus prima si illude di aver ipotecato la qualificazione, quindi subisce brutalmente il ritorno del Fulham. È David Trezeguet, preferito a Vincenzo Iaquinta, a sbloccare il risultato. Alla prima offensiva, i bianconeri passano in vantaggio. Dalla destra Hasan Salihamidzic, Trezeguet cerca la rovesciata, non controlla Diego ma il centravanti francese è rapido ad insaccare.

Illusione dopo il gol di Trezeguet (AP Photo/Sang Tan)
I quattromila tifosi della Juventus non fanno a tempo a festeggiare che i Cottagers pareggiano. Discesa dalla sinistra di Paul Konchesky, Fabio Cannavaro perde il duello fisico con Bobby Zamora che solo davanti ad Antonio Chimenti non sbaglia. Il Fulham vive di fiammate improvvise, slanci di generosità, la Juve cerca sempre il fraseggio, anche al limite della leziosità. Prima della mezz’ora, la svolta della partita: per fallo da ultimo uomo sull’incontenibile Zamora viene espulso Cannavaro. Un rosso diretto probabilmente troppo severo. Juve in dieci, entra Zdenek Grygera per Antonio Candreva.
Zac si copre ma deve ringraziare Chimenti, bravo sulla successiva punizione di Zamora: deviazione volante in angolo. La Juve fatica ad arginare l’irruenza agonistica degli inglesi che in 60″ colpiscono due volte i legni. Sia con una punizione di Simon Davies sia con un colpo di testa di Dickson Etuhu. È il preludio all’inevitabile, il sorpasso del Fulham. Che puntuale si materializza un minuto più tardi con una Juve sempre più confusa e smarrita. Azione tutta di prima sempre sulla corsia di sinistra: Konchesky innesca Zamora, apertura per Davies, sul suo cross basso Zoltan Gera può insaccare indisturbato.

Davies vs Sissoko (AP Photo/Sang Tan)
Se il primo tempo finsce male, la ripresa inizia anche peggio. Perché il Fulham trova il tris. Su calcio di rigore concesso dall’olandese Bjorn Kuipers per fallo di mano di Diego (cross di Damien Duff). Dagli 11 metri Gera spiazza Chimenti.
Annullato lo svantaggio di Torino, il Fulham rifiata e la Juve si rivede dalle parti di Mark Schwarzer con un diagonale di Trezeguet. Roy Hodgson vuole vincere prima dei supplementari e inserisce un attaccante, Clint Dempsey, per un terzino Stephen Kelly. E proprio il centravanti statunitense sfiora subito il gol-qualificazione di testa: Chimenti c’è. E c’è anche subito dopo sul tentativo dal limite di Gera. Ma nulla può quando Dempsey si inventa un pallonetto pazzesco che dal vertice dell’area va ad insaccarsi proprio nel sette. Un’esecuzione perfetta che segna il tracollo juventino. Nel finale poi, a coronamento di una serata da cancellare, c’è l’espulsione di Zebina per doppia ammonizione. E la Juve chiude mestamente in nove. (ANSA)

Jake Shears, Ana Matronic, Sandra Bernhard (KIKA)
(KIKA) - La glam rock band degli Scissor Sisters si è esibita in un concerto da tutto esaurito al Bowery Ballroom di Manhattan, a New York. Durante lo show, sul palco, anche l’attrice Sandra Bernhard, che ha eseguito la canzone Tits on The Radio in terzetto con Jake Shears e Ana Matronic.
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Jake Shears, Ana Matronic
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Ana Matronic
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Jake Shears, Sandra Bernhard
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Jake Shears, Ana Matronic
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Jake Shears
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Jake Shears
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Jake Shears, Ana Matronic, Sandra Bernhard
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Jake Shears, Ana Matronic, Sandra Bernhard
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Jake Shears, Ana Matronic
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Jake Shears, Ana Matronic, Sandra Bernhard

Lionel Messi dopo il gol (AP Photo/Manu Fernandez)
Stracciando lo Stoccarda per 4-0 - con un Messi stellare, autore di una doppietta e di pregevoli assist - un Barcellona ‘galactico’ si è qualificato per i quarti di finale di Champions League, facendo valere tutto il prestigio del suo blasone e l’orgoglio di detentore del titolo.
Zlatan Ibrahimovic è stato spettatore dalla panchina fino a metà ripresa per scelta tecnica di Pep Guardiola.
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Lionel Messi dopo il gol
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La gioia del Barcellona dopo il secondo gol
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Lionel Messi festeggia il secondo gol personale
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Lionel Messi
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La gioia dopo il gol
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Zlatan Ibrahimovic
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Messi in azione
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La gioia dopo il gol di Messi
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Bojan Krkic dopo il gol
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Lionel Messi dopo il gol
Dopo l’1-1 dell’andata in Germania, i blaugrana, andati in rete anche anche con Pedro e Krkic, hanno così evitato alla Spagna la vergogna di ‘zero squadre’ ai quarti della massima competizione europea, dopo l’eliminazione del Real Madrid ad opera del Lione e del Siviglia da parte del Cska Mosca.
Il fiasco sarebbe stato ancor più clamoroso in quanto quest’anno la finale di Champions si giocherà al Madrid, nel mitico Santiago Bernabeu, il 22 maggio prossimo. E, appunto, il Barca è detentore del titolo.

La gioia dopo il gol di Messi (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)
Insieme al Barcellona, è stato il Bordeaux a completare il quadro delle squadre qualificate ai quarti di finale di Champions League eliminando ieri sera l’Olympiakos Pireo.
Domani i sorteggi.

Nomal, nord del Pakistan (AP Photo/Shabbir Ahmed Mir)
Attabad, Pakistan - L’acqua sta salendo di giorno in giorno in questa parte remota del nord del Pakistan, e con essa la paura tra le migliaia di persone che rischiano di perdere i loro raccolti, le loro case e magari anche le loro vite.
Una frana all’inizio dell’anno ha formato una diga naturale sul fiume Hunza, creando un lago che, espandendosi, sta consumando e allagando i villaggi a monte. In caso di rottura della diga, l’alluvione potrebbe minacciare seriamente i villaggi a valle.
La frana ha bloccato anche la Strada del Karakoruam, un collegamento vitale del commercio con la Cina, tagliando fuori 25.000 persone dell’Alta Valle dell’Hunza.
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Nomal, nord del Pakistan
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Attabad, Nord del Pakistan
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Hussainabad, nord del Pakistan
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Bulldozer a lavoro per svuotare il lago
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Nomal, nord del Pakistan
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Attabad, nord del Pakistan
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Attabad, nord del Pakistan
La frana è stata grande anche per gli standard della regione montuosa di Hunza, la cui bellezza si dice abbia ispirato il romanzo di James Hilton, Lost Horizon, un racconto del mitico paradiso di Shangri-La.
Il lago turchese formato dalla frana è lungo oltre 11 km, profondo circa 65 metri e sale fino 46 centimetri al giorno, secondo l’autorità di gestione dei disastri nazionali.

Attabad, Nord del Pakistan (AP Photo/Shabbir Ahmed Mir)
I lavoratori hanno rimosso oltre 100.000 metri cubi di detriti in uno sforzo continuo per creare un canale di scarico per l’acqua. Alcuni funzionari hanno detto che sperano che il canale di scarico venga aperto entro la metà di aprile.
Per svuotare la Strada del Karakorum si dovrà attendere fino a quando la diga sarà aperta e l’acqua ritirata.

(AP Photo/The Canadian Press, Graham Hughes)
Oggi è giorno di festa in Irlanda del Nord per celebrare il patrono San Patrizio.
A Belfast ad aprire i festeggiamenti un concerto in piazza Custom House con i rapper Chipmunk; alla Victoria House di Londonderry musiche irlandesi e balli, come in una sfilata di carnevale, e a Dublino più di 500.000 persone nella spettacolare parata annuale.
Ma i festeggiamenti non interesseranno solo l’isola britannica. Grazie ai numerosi emigrati irlandesi, San Patrizio viene celebrato in tutto il mondo.
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Montreal, Canada. I festeggiamenti non interesseranno solo l’isola britannica. Grazie ai numerosi emigrati irlandesi, San Patrizio viene celebrato in tutto il mondo
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Centinaia di miglia di persone a Dublino per la parata
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180 eventi, tra Dublino e le cittadine più piccole
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Verde anche nel fiume di Chicago
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Il simbolo di San Patrizio è il trifoglio perché, sfogliandone le foglie, spiegò agli irlandesi il concetto cristiano della Trinità
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Brindisi a Gloustershire, England
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La festa irlandese a Worcester, Massachusetts
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La festa irlandese a Worcester, Massachusetts
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Gerry Adams, presidente dello Sinn Fein, a Chicago
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Esponenti del clero cattolico a New York. San Patrizio era un missionario cristiano di origine scozzese
San Patrizio era un missionario cristiano di origine scozzese, che insieme a San Columba di Iona e a Santa Brigida, è il patrono dell’Irlanda, della Nigeria, del Montserrat, di New York, di Boston e degli ingegneri.
San Patrizio, patrono e famoso missionario cristiano di origine scozzese, è noto per l’importante opera di evangelizzazione che intraprese in tutta l’isola. Una delle tante leggende vuole che San Patrizio illustrò ai celti il concetto della trinità sfogliando i petali di un trifoglio (Shamrocks) che è divenuto simbolo nazionale dell’Irlanda.

(AP Photo/Kirsty Wigglesworth)
Non ha festeggiato in campo, perché non si sa mai che un giorno tornerà da avversario a Stamford Bridge, ma negli spogliatoi Josè Mourinho ha esultato “come non mai”. Perché dopo quattro anni ha riportato l’Inter ai quarti di finale di Champions battendo per la seconda volta il Chelsea, con “una partita perfetta: ora so che la mia squadra può battere chiunque in Europa”.
L’Inter, forte del 2-1 dell’andata, ha vinto anche in Inghilterra, con gol di Eto’o nel secondo tempo, in una partita giocata sempre a testa alta.
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La gioia di Eto’o
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Abbraccio tra Lucio e Julio Cesar
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Javier Zanetti e Esteban Cambiasso
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La formazione dell’Inter
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Frank Lampard e Samuel Eto’o
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Lucio vs Drogba
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Eto’o
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Festa Inter
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L’esultanza dopo il gol di Eto’o
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L’espulsione di Drogba
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Jose Mourinho istruisce Zanetti e Cambiasso
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Il gol di Eto’o
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La reazione della panchina interista al gol di Eto’o
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Jose Mourinho e Carlo Ancelotti
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Frank Lampard
La mano destra fasciata di Mou è il frutto del pugno contro una porta dello spogliatoio per sfogare tanta tensione, il sorriso quello dell’allenatore soddisfatto: “È una vittoria fantastica della mia squadra. La mia squadra è l’Inter ma questo successo conferma che questa è la mia casa, che qui io vinco sempre, giocando con il Chelsea o giocando contro il Chelsea: Stamford Bridge è speciale per me“.

Jose Mourinho e Carlo Ancelotti (AP Photo/Tom Hevezi)
Vincente è stato l’azzardo di giocare con tre punte.
“L’unico modo per pareggiare 0-0 era giocare offensivamente perché il gioco del Chelsea è prevedibile - ha spiegato Mourinho -. Sono contento perché i ragazzi hanno accettato il rischio che ho proposto”.
Il portoghese alla vigilia ha mandato sms a uno dei suoi ex giocatori più affezionati, Terry. “Gli ho scritto che alla fine uno di noi sarebbe stato triste”, ha raccontato l’allenatore interista, secondo cui i giocatori del Chelsea “da subito hanno capito la superiorità. A volte nel calcio si vince per qualche episodio, ma questa volta siamo stati i migliori dal primo all’ultimo minuto: questa è la gara perfetta. Avremmo dovuto segnare prima e quando Milito ha sbagliato una ghiotta occasione ho avuto paura. Ma siamo stati superiori in tutto, non solo a livello tattico ma anche di attitudine”.

(AP Photo/Nick Potts, PA)
Carlo Ancelotti riconosce questa superiorità. “L’Inter ha giocato bene, ha messo molta pressione sui centrocampisti impedendoci di esprimerci al meglio, e ha vinto con merito - ha allargato le braccia il tecnico del Chelsea -. Ci dispiace ma questa è la realtà: potevamo fare meglio. Forse c’erano un paio di rigori per noi, ma rigore è quando l’arbitro fischia”.
Ora, dice il tecnico degli inglesi, “dobbiamo concentrarci sullo scudetto”. E per quello italiano? “Spero lo vinca il Milan…”. (ANSA)

Sassi contro le truppe israeliane (AP Photo/Bernat Armangue)
Dopo i violenti scontri tra palestinesi e polizia israeliana, sembra essere tornata la calma a Gerusalemme Est, ad eccezione del quartiere arabo di Shuafat, dove ancora nel pomeriggio si sono registrati sporadici scontri. Lo riporta il sito web del Jerusalem Post.

Kefiah da combattimento ad Issawiyeh, presso Gerusalemme (EPA/JIM HOLLANDER)
Leggi: Guerriglia a Gerusalemme Est. È l’inizio di una terza Intifada? di Anna Momigliano

Issawiyeh, presso Gerusalemme (AP Photo/Oded Balilty)
Sessanta palestinesi sono stati arrestati per aver lanciato pietre contro gli agenti israeliani, 14 dei quali sono rimasti feriti in modo lieve. Anche un attivista ebreo è stato arrestato per aver attaccato un poliziotto mentre tentava di entrare nella Spianata delle Moschee (il Monte del Tempio per gli ebrei) dalla porta Mughrabi.
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Sassi contro le truppe israeliane
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Preparando una barricata
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L’arresto di un manifestante
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Sassi contro le truppe israeliane
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Uno pneumatico incendiato da un dimostrante
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L’arresto di un ragazzo che ha partecipato alle proteste
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Barricate contro le forze di polizia israeliane
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L’arresto di un manifestante
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L’arresto di alcuni dimostranti
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La Sinagoga di Hurva, a Gerusalemme Vecchia
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La polizia israeliana di fronte alla Porta di Damasco
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Tornando da scuola
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Al checkpoint di Kalandia
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Al checkpoint di Kalandia
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Issawiyeh, presso Gerusalemme
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Issawiyeh, presso Gerusalemme
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Kefiah da combattimento ad Issawiyeh, presso Gerusalemme
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Issawiyeh, presso Gerusalemme
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Issawiyeh, presso Gerusalemme
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Hebron
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Arresto di un palestinese ad Hebron
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Hebron
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Rafa, Striscia di Gaza. La protesta delle ragazze palestinesi
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Anche a Gaza manifestazioni di protesta
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La protesta a Gaza
La polizia israeliana ha utilizzato anche le granate stordenti per disperdere decine di palestinesi che avevano bloccato uno degli accessi alla Spianata (il Majlis Gate). I manifestanti sono stati spinti nella vicina Via Dolorosa, nella Città Vecchia.

La protesta a Gaza (AP Photo/Hatem Moussa)
Gli scontri sono scoppiati nel corso delle manifestazioni per la “Giornata della Rabbia“, proclamata dal gruppo integralista Hamas per protestare contro l’apertura della sinagoga Hurva a Gerusalemme Est.

Rafa, Striscia di Gaza. La protesta delle ragazze palestinesi (AP Photo/Eyad Baba)
Cessate le violenze il capo della polizia di Gerusalemme, David Cohen, ha fatto un sopralluogo nella Città Vecchia, e ha quindi affermato di essere sicuro che incidenti di oggi non scateneranno una Terza Intifada. Circa 3000 agenti sono stati messi in allerta dopo le esortazioni di Hamas a protestare contro Israele, e secondo Cohen entro domenica Gerusalemme tornerà alla normalità.

Nikolai, Alaska (AP Photo/Anchorage Daily News, Bob Hallinen)
Iditarod è il nome di un villaggio dell’Alaska, oggi abbandonato, attraverso il quale si snodava una pista che, da Seward nel Golfo di Alaska, raggiungeva Nome, sul mare di Bering. Lungo quello storico percorso - che in origine copriva una distanza di 3.700 Km - si svolgono ogni anno diverse gare con i cani da slitta, a piedi, in mountain byke o con gli sci.
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Nikolai, Alaska
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Ruby, Alaska
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Takotna, Alaska
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Presso il fiume Yukon
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Anchorage, Alaska
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Unalakleet, Alaska
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Ruby, Alaska
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Nikolai, Alaska
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Nikolai, Alaska
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Kotzebue, Alaska
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Takotna, Alaska
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Cripple, Alaska
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Takotna, Alaska
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Takotna, Alaska
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Ruby, Alaska
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Unalakleet, Alaska
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Unalakleet, Alaska
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Unalakleet, Alaska
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Willow, Alaska
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Takotna, Alaska
La Iditarod Trail Sled Dog Race è la più celebre di tali gare ed ha per protagoniste delle slitte trainate da cani. Si svolge ogni anno, all’inizio di marzo, lungo il percorso di 1.868 km che si snoda da Anchorage a Nome, estremamente difficile e pericoloso anche per le temperature proibitive, vicine ai -40°C.

Ruby, Alaska (AP Photo/Anchorage Daily News, Bob Hallinen)

Con la maschera dell'ex premier Thaksin Shinawatra
(ANSA) - In Thailandia le ”camicie rosse”, i sostenitori dell’ex premier in esilio Thaksin Shinawatra, continuano a radunarsi a decine di migliaia nella capitale Bangkok per dar forza all’ultimatum ribadito ieri da loro fonti di spicco: sciogliere il Parlamento entro oggi a mezzogiorno (le sei del mattino in Italia) aprendo la strada a nuove elezioni, o prepararsi a una ”presa” della città, quindi a manifestazioni violente.
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Con la maschera dell’ex premier Thaksin Shinawatra
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Con la bandiera thailandese
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Soldati di guardia di fronte alla sede del Governo
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Il volto di un manifestante
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Monaci buddhisti in marcia per la democrazia
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La polizia in assetto antisommossa per le strade di Bangkok
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Slogan pro-democrazia della camicier rosse
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La polizia in assetto antisommossa per le strade di Bangkok
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Protesta rossa in motoriino
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I sostenitori dell’ex premier Thaksin Shinawatra
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Camicie rosse con l’ex premier Thaksin Shinawatra
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Volti di manifestanti
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Manifestanti
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Sostenitori di Thaksin Shinawatra | L’attuale premier Abhisit Vejjajiva
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Fiori rossi a decorare la città
Sin da sabato i palazzi del potere di Bangkok sono difesi da forze di sicurezza in tenuta antisommossa, parte dei circa 50 mila uomini impiegati dal governo di Abhisit Vejjajiva, in carica grazie a un ribaltone parlamentare.
Il movimento, che dopo la repressione delle manifestazioni dell’aprile 2009 dava l’impressione di aver perso forza, ha ripreso vigore dopo la confisca del 60% del patrimonio dell’ex premier, decisa due settimane fa dalla Corte Suprema.

(AP Photo/Apichart Weerawong)
Dopo lo scadere dell’ultimatum, oggi l’onda rossa dei manifestanti pro Thaksin Shinawatra ha assaltato una caserma che ospita il primo ministro Abhisit Vejjajiva. L’assedio è durato, però, solo tre ore: alle due di oggi pomeriggio, decine di migliaia di “rossi” hanno lasciato l’area attorno all’11/o Reggimento di fanteria, facendo ritorno alla zona di Thanon Ratchadamnoen, sede principale della protesta iniziata venerdí sera.

(AP Photo/David Longstreath)
Mentre la situazione di tensione attorno alla caserma - difesa da un nutrito contingente delle forze di sicurezza - non ha portato ai temuti scontri, una bomba a mano è scoppiata questa mattina nel cortile di un altro edificio militare, il quartier generale del Primo Reggimento di fanteria. L’esplosione ha provocato il ferimento - allo stomaco e a un braccio - di due soldati di guardia, che sono stati portati in ospedale.