Archivio di Aprile, 2010

(AP Photo/Horst Faas)
Sono trascorsi 35 anni dalla fine della lunga Guerra del Vietnam, un conflitto che ha segnato la storia, la vita politica e la cultura degli Stati Uniti d’America e del mondo intero. Iniziato nel 1962 - quando il fragile equilibrio dell’area, disegnato nel dopoguerra dalle superpotenze, non resse al peso della guerra fredda - il conflitto devastò il Sud-est Asiatico per ben 13 anni, fino alla ‘liberazione’ dell’ex Saigon (oggi Ho Chi Minh City), avvenuta il 30 aprile 1975, e il ritiro delle truppe statunitensi.

(AP Photo/Horst Faas)
In questa galleria di fotografie dell’epoca, un percorso nella memoria.
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La guerra è inferno
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Il monaco buddhista Quang Duc si dà fuoco in una strada di Saigon
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Un uomo porta tra le braccia il cadavere del proprio figlio, mostrandolo a un gruppo di soldati sudvietnamiti, nei pressi del confine con la Cambogia
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Attacco degli elicotteri USA contro un campo di Viet Cong
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Paracadutisti americani attraversano il fiume
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Donne e bambini cercano riparo dai bombardamenti
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Elicotteri USA in supporto delle truppe di terra
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Morti e feriti
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Il soldato Lacey Skinner di Birmingham, Alabama, in trincea
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All’alba, dopo tre giorni di combattimento
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Soccorso inutile a un soldato ferito
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Nel fango sotto il tiro dei cecchini
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Un soldato Usa incendia una capanna presso Saigon
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Pistola alla tempia di un sospetto Viet Cong
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Il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon indica la zona di guerra su una cartina geografica
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Una donna vietnamita del Sud piange accanto al corpo del marito morto
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La foto-simbolo della Guerra in Vietnam
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Un carro armato nordvietnamita attraversa il cancello del Palazzo presidenziale di Saigon, a simboleggiare la caduta del Vietnam del sud.
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Una madre e i suoi tre figli evacuati da Saigon
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Ritorno a casa

(AP Photo/Nick Ut)

(AP Photo/Henri Huet)

Alcuni pescherecci intenti nella pesca prima che il petrolio raggiunga la zona
(AGI/AFP/EFE) - New Orleans (Louisiana), 30 apr. - Le prime chiazze di petrolio, fuoriuscito dalla piattaforma della Bp affondata il 22 aprile nel Golfo del Messico, hanno cominciato stamane a toccare le coste della Louisiana, non lontano dall’estuario del Mississippi. Lo ha annunciato un responsabile locale.
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La macchia nera di petrolio ha raggiunto le sponde del fiume Mississippi
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L’immagine presa dal video che documenta il momento dell’esposione
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Alcuni tentativi per contenere la macchia nera di petrolio
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L’immensa distesa di petrolio
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Alcuni pescherecci intenti nella pesca prima che il petrolio raggiunga la zona
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La macchia di petrolio
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Una stella marina vittima del disastro ambientale
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Alcuni pescherecci pronti alla pesca prima che il petrolio raggiunga la zona
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L’immensa distesa di petrolio
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Un fotogramma del video poco prima dell’esplosione
Billy Nungesser, presidente della Plaquemines Parish, ha confermato che una striscia lucente di petrolio ha raggiunto le paludi costiere e adesso minaccia il delicato ecosistema palustre della regione, che costituisce anche un’importante riserva ittica per il Paese. Le prime tracce della macchia sono state avvistate da un elicottero della Guardia Costiera nella zona di Plaquemines. Non sono bastate dunque le barriere gonfiabili che erano state poste al largo delle coste sud-orientali degli Stati Uniti per bloccare il petrolio, anche perchè nelle ultime ore le onde nella zona hanno raggiunto più di un metro e mezzo d’altezza.
Adesso è lotta contro il tempo per evitare che il petrolio che fuoriesce dal pozzo sottomarino (cinque volte superiore alle stime inizialmente annunciate) provochi una catastrofe ecologica simile a quella che, del 1989, creò la Exxon Valdes in Alaska: le conseguenze di quel disastro durano fino a oggi, a distanza di oltre 20 anni, e continueranno per decenni.
La fuoriuscita di petrolio è cominciata il 20 aprile dopo l’esplosione e l’incendio di una piattaforma della British Petroleum che, prima di affondare, ha cominciato a versare migliaia di barili di petrolio nell’oceano. La piattaforma Deepwater Horizon, che si trovava a 75 chilometri dalla costa, è colata a picco due giorni dopo; e il petrolio esce dal pozzo sottomarino.

Sogni e paure: bambini senza tetto a Sao Paulo, Brasile (AP Photo/Andre Penner)
Le foto più belle, settimana dopo settimana

Luna piena a San Pietroburgo (AP Photo/Dmitry Lovetsky)
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Luna piena a San Pietroburgo
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Allenamenti prima dell’alba a Louisville, in Kentucky (USA)
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Campi coltivati ad asparagi a Fuhrberg, Germania
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Arcipelago Franz Josef, Oceano artico. Putin con i ricercatori impegnati in uno studio sugli orsi polari
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Ombre di sostenitori del governo a Bangkok, Thailandia
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L’Oklahoma ha varato leggi meno restrittive per l’aquisto di armi
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La Regina Beatrice d’Olanda inaugura una mostra alla Anne Frank House di Amsterdam
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Ahmed Salem, 20 anni, è morto a Gaza
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Primo giorno di attività per l’unità di polizia Peacemaker, in un quartiere povero di Rio de Janeiro
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Via mare da Jeremie a Port-a-Prince, Haiti
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Scontro in campo durante una partita della Libertadores Cup a Lima, Peru
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Contro il muro di protezione israeliano a Walajeh, Cisgiordania
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Calcutta, India. Sciopero generale di dodici ore contro l’inflazione crescente
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Passeggiata tra i binari a Medan, Sumatra settentrionale, Indonesia
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Un A-10 Thunderbolt nella base USA di Spangdahlem, vicino a Treviri, Germania
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Mercato di Jalalabad, Afghanistan
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Omaggio militare ai marinai morti sulla corvetta sudcoreana Cheonan affondata
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Esercitazione militare congiunta bulgaro-statunitense a Plovdiv
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Dopo la pioggia sulla Malecon Avenue all’Havana
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Vera Toptunova piange il figlio Leonid Toptunov, impiegato presso il reattore di Chernobyl all’epoca dell’incidente, 24 anni fa
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Il giorno dopo l’uragano a Spring Hope, North Carolina
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Sogni e paure: bambini senza tetto a Sao Paulo, Brasile
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Una frana distrugge parte di un’autostrada presso la città portuale di Keelung, nel nord di Taiwan
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Kingdom City, Missouri
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FireLympics a Manila, Filippine
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Commemorazione della Liberazione a Villers-Bretonneux, Francia
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Elezioni municipali all’Havana, Cuba
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Kellar, India. Funerali di Ghulam Mohammed, ucciso in uno scontro a fuoco
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Salt Lake City, Utah. La diocesi contro la pena di morte
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Taraxacum officinale a Kaufbeuren, Germania
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Funerali a GAza (AP Photo/Tara Todras-Whitehill)
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Con il governo di Bangkok (AP Photo/Wong Maye-E)

Un soldato dell'esercito nazionale afghano posa per il fotografo a Kabul, Afghanistan (AP Photo/Dar Yasin)
Espressioni di rabbia, occhi severi, sorrisi ammiccanti… Da Angela Merkel al bambino che invecchia cinque volte più velocemente del normale, da Stanley Kubrick fotoreporter in mostra a Milano alle proteste e preghiere per le vittime della Thailandia in subbuglio: in questa gallery, i volti protagonisti della settimana, dai più noti a quelli che semplicemente hanno colpito l’attenzione di un fotografo.

Scelte difficili per il Cancelliere federale tedesco Angela Merkel (AP Photo/dapd, Herbert Knosowski)
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Un soldato dell’esercito nazionale afghano posa per il fotografo durante una sessione di addestramento a Kabul, Afghanistan
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Scelte difficili per il Cancelliere federale tedesco Angela Merkel,
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Kubrick fotoreporter in mostra a Milano
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Il volto di una modella al trucco riflessa un uno specchio egizio datato tra il 650 e l’1 avanti Cristo, al Museo della Scienza di Londra
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Ragazzi di Islamabad, Pakistan
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Viktor Orban, leader del partito conservatore ungherese Fidesz, vincitore delle elezioni politiche in Ungheria
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Kadiatu Bah partecipa al meeting per La giornata mondiale della terra al National Mall di Washington
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Kevin Garnett dei Boston Celtics durante la partita dei playoff NBA contro il Miami Heat
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A Giacarta, in Indonesia, un’attivista anti-nuclerare ricorda il disastro di Chernobyl nel 24/o anniversario
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George Murray di Aberdeenshire, Scozia, veterano della II guerra mondiale
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Una donna di Nagasaki, Giappone, ricorda le vittime spagnole del bombardamento aereo di Guernica
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Un uomo partecipa alla manifestazione che ha chiesto ad Obama di opporsi alla nuova legge contro l’immigrazine clandestina approvata in Arizona
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Khartoum, Sudan. Un sostenitore del neo eletto presidente Omar al-Bashir,
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Paola Turci lancia il suo nuovo disco, ‘Giorni di rose’
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Canti indiani al New Orleans Jazz and Heritage Festival di New Orleans
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A Vlasenica, una donna bosniaco-musulmana piange i corpi riesumati da una fossa comune di 34 uomini uccisi nel 1992, all’inizio della guerra di Bosnia
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Harry Crowther, 11 anni, unica persona al mondo con una rara malattia genetica per cui invecchia 5 volte più rapidamente degli altri
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A Cuba, “La Tarasca”, nella Giornata mondiale della Terra
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Monaci buddhisti rendono omaggio alle vittime dei recenti scontri in Thailandia
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Jennifer Lopez sul red carpet dell’Us Weekly Hot Hollywood Style, a Los Angeles
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Kaka del Real Madrid dopo il gol al Zaragoza
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MAnifestazione del partito etnico MQM a Lahore, Pakistan
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Bahia Pina, al confine tra Panama e Colombia. Inaugurazione di una nuova postazione contro il traffico di droga
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Katie Holmes interpreterà Jackie Kennedy in una mini-serie TV di History Channel
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Diego Maradona presenta un libro sui mondiali del Sudafrica pensato per le scuole, a Buenos Aires
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La modella Danielle Baker in passerella a Laconia, New Hampshire (USA)
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Mel Brooks si fa un baffo di Hitler, a Los Angeles
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La Governatrice dell’Arizona, Jan Brewer, presenta la nuova legge sull’immigrazione
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Proteste antigovernative a Bangkok, Thailandia
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Hugo Chavez chiude la Conferenza mondiale dei popoli sul clima a Cochabamba, Bolivia

Kubrick fotoreporter in mostra a Milano (Stanley Kubrick/Library of Congress USA)

Andrea Agnelli rinnova il sodalizio Juventus-Agnelli
Una rivoluzione vera e propria, a tutti i livelli. La Juventus volta pagina. La rifondazione prevista dopo i disastrosi risultati di questa stagione, con la scelta di un nuovo allenatore, nuovi ingressi nella struttura dirigenziale e un forte ricambio nella rosa, toccherà anche il vertice societario. Andrea Agnelli sarà il nuovo presidente della società bianconera al posto di Jean-Claude Blanc, in carica dal 27 ottobre scorso.
Andrea Agnelli, figlio di Umberto Agnelli, sarà il 23esimo presidente (in più di 110 anni di storia societaria ci sono stati anche due comitati di gestione) e il quarto “Agnelli” della storia bianconera. Il primo presidente fu Eugenio Canfari, uno dei fondatori.
Da allora le presidenze più significative furono quelle di Giampiero Boniperti, Vittorio Caissotti Chiusano, Umberto e Giovanni Agnelli, fino alle recenti degli anni difficili di Giovanni Cobolli Gigli.
Le riviviamo in questa gallery.
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Juventus, Andrea Agnelli nuovo presidente - Photostory delle guide bianconere
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Andrea Agnelli
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Jean-Claude Blanc
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Giovanni Cobolli Gigli
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Franzo Grande Stevens
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Vittorio Caissotti di Chiusano
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Giampiero Boniperti
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Umberto Agnelli
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Giovanni Agnelli
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Edoardo Agnelli

Il Premier russo Vladimir Putin e il Primo Ministro polacco Donald Tusk
(ANSA) - MOSCA, 28 APR - I documenti sull’eccidio staliniano di Katyn messi on line oggi dall’archivio di stato russo su decisione del leader del Cremlino Dmitri Medvedev non sono inediti ma vengono divulgati per la prima volta sul website di una istituzione ufficiale del Paese, dove la verità sulla vicenda è ancora messa in dubbio da alcuni e manipolata su alcuni testi di storia. Due terzi dei faldoni processuali (116 su 183) restano invece ancora coperti dal segreto di Stato, confermato anche negli anni scorsi dall’allora presidente Vladimir Putin.
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Il Premier russo Vladimir Putin e il Primo Ministro polacco Donald Tusk
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Una delle foto d’archivio rese pubbliche che documentano l’esecuzione
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Il Presidente polacco Walesa durante la cerimonia
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L’elenco dei prigionieri polacchi uccisi durante la dittatura di Stalin
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La Guardia d’Onore polacca e russa durante la commemorazione
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Il Premier russo Vladimir Putin e il Primo Ministro polacco Donald Tusk
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Il Premier russo Vladimir Putin e il Primo Ministro polacco Donald Tusk
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I resti dell’aereo con a bordo il Presidente polacco Lech Kaczynski diretto a Katyn
Sul web è finito il dossier numero uno proveniente dagli archivi dell’ufficio politico del comitato centrale del Pcus.
L’ultimo segretario del Pcus Mikhail Gorbaciov fu il primo ad ammettere le responsabilità staliniane dell’eccidio e a chiedere ufficialmente scusa alla Polonia. Ma fu il primo presidente russo Boris Ieltsin, nell’ottobre 1992, a far consegnare all’allora presidente polacco Lech Walesa i documenti declassificati del dossier, che furono poi pubblicati in Polonia: per gli storici, quindi, nulla di nuovo.
Il direttore dell’archivio di Stato russo Andrei Artisov ha spiegato oggi che solo tre persone avevano accesso a tali documenti: il segretario generale del comitato centrale del Pcus, il capo cancelleria e il capo del dipartimento affari generali dello stesso comitato (quest’ultimo aveva diritto di consultarli solo alla presenza del segretario generale del Pcus).
Tra i documenti più importanti figurano il rapporto del marzo 1940 con cui l’allora commissario per gli affari interni e capo della polizia segreta (Nkvd) Lavrenti Beria propose di fucilare circa 22 mila prigionieri polacci, in gran parte ufficiali. Il rapporto è controfirmato da Stalin e da altri membri del Politburo (tra cui Viaceslav Molotov, Klim Voroshilov, Anastas Mikoian, Mikhail Kalinin e Lazar Kakanovich).
Nel dossier figura anche il testo della risoluzione con cui il 5 marzo dello stesso anno il Politburo avallò la proposta di Beria. C’è poi una relazione del 1959, scritta a mano dall’ allora capo dell Kgb Aleksandr Shelepin, in cui si informa il leader sovietico Nikita Krushiov sull’esecuzione dei prigionieri polacchi e si propone di distruggere i dossier personali.

Mourinho sotto piacevole assedio (Foto Ansa/MATTEO BAZZI)
Dopo aver resistito all’assalto del Barcellona, José Mourinho e la sua Inter hanno affrontato con molto più piacere quello dei 5.000 tifosi che li hanno attesi all’aeroporto di Malpensa per festeggiare una qualificazione alla finale di Champions League che il popolo nerazzurro sognava da 38 anni. Una muraglia umana, a tratti agitata, che ha dedicato cori dal primo all’ultimo dei giocatori tranne che a Mario Balotelli, che si è preso una buona dose di fischi e insulti.
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Mourinho sotto piacevole assedio
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Interisti in festa
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Mourinho sotto piacevole assedio
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Assedio nerazzurro
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Festa nerazzurra
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Mario Balotelli
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Accoglienza nerazzurra
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Marea nerazzurra
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Maicon e Julio Cesar circondati dai tifosi
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Maicon e Julio Cesar
I tifosi interisti hanno risposto all’appello di Mourinho che in diretta dal Camp Nou ieri sera aveva esortato a regalare un bagno di folla alla sua squadra. “Benvenuti eroi”, hanno scritto su un grande striscione con lo stesso appellativo usato a caldo dal portoghese per definire Zanetti e compagni. “Vamos a Madrid”, “Chi non salta rossonero è”, ha urlato per due ore la folla di tifosi, entrata in fibrillazione quando il tabellone elettronico alle 2:28 ha annunciato l’atterraggio del volo AZ8051 con a bordo la squadra.
Eto’o, con le cuffie in testa, ha fatto appena in tempo a finire di vedere un film sull’iPad prima di attraversare la muraglia di tifosi in un varco creato, non senza sforzi, dal cordone di polizia. Il primo ad fare il suo ingresso è stato il capitano Javier Zanetti, poi a ruota gli altri fra cui Chivu con il cappuccio della tuta e la mano sulla testa operata a gennaio.
Mourinho, osannato dai tifosi che si sono arrampicati nei posti più improbabili della sala arrivi, è stato praticamente assalito da decine di mani che volevano abbracciarlo. Balotelli, invece, ha perso il suo sorriso non appena ha messo il naso fuori dalle porte scorrevoli. Scortato da alcuni addetti alla sicurezza, l’attaccante è uscito tra i fischi e gli insulti (”Vai al Milan”, il meno volgare) di chi non ha dimenticato il gesto con cui ha gettato la maglia a terra la settimana scorsa.
“Ci meritiamo questo bagno di folla, è giusto che il nostro pubblico sia venuto ad accoglierci come aveva chiesto Mourinho”, ha sorriso appena sbarcato Ivan Cordoba. E Maicon ha avvertito: “Non abbiamo ancora vinto nulla“. I tifosi nerazzurri aspettano solo la finale di Madrid per replicare la nottata di festa. (ANSA)
GALLERY: Champions League: l’impresa dell’Inter nelle foto più belle

Ibrahimovic vs Walter Samuel e Javier Zanetti (Epa/Alberto Estevez)
Lavoro di squadra e coraggio da leoni: questi gli ingredienti che hanno mandato in finale di Champions l’Inter, secondo i giocatori.

(AP Photo/Antonio Calanni | Epa/Andreu Dalmau)
”Per la qualità del gioco del Barca era davvero difficile - ha detto Maicon all’uscita dagli spogliatoi -, non c’era niente da fare, potevamo solo difendere”. Per il giocatore ”il Barca ha fatto il suo gioco ma noi abbiamo difeso molto bene”. Da ricordare per Lucio è invece il lavoro di squadra: ”Sapevamo che era molto difficile contro questo Barca e senza un giocatore, ma dopo questa perdita siamo stati più motivati di prima”. Lucio infatti ha detto che dopo il rosso a Thiago Motta ”ci siamo detti tra noi che non potevamo perdere perché la nostra volontà di passare era ancora maggiore”.
GALLERY: Inter in finale di Champions: le foto della gioia nerazzurra
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Bojan dopo il suo fallito colpo di testa, che sfiora il palo
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Il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, stringe la mano al presidente del Barcellona, Joan Laporta, prima della partita
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Mario Balotelli e Davide Santon in panchina prima dell’inzio della partita
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Ibrahimovic vs Walter Samuel e Javier Zanetti
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Xavi Hernandez e Pedro Rodriguez | Sulley Muntari
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Ibrahimovic vs Walter Samuel
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Javier Zanetti
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Il gol annullato di Bojan Krkic | Seydou Keita vs Gabriel Milito
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L’arbitro De Bleckeree ammonisce Thiago Motta
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Daniel Alves
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Josè Mourinho
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Gaby Milito vs Samuel Eto’o Fils
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Il portiere Victor Valdes
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Lionel Messi
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Jose Mourinho
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Lionel Messi vs Cristian Chivu e Lucio | Gerard Pique e Maxwell dopo il gol
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La manata in faccia di Thiago Motta a Busquets
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La manata in faccia di Thiago Motta a Busquets
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La manata in faccia di Thiago Motta a Busquets
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Cartellino rosso per Thiago Motta
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Il centrocampista brasiliano dell’Inter, espulso, si avventa contro Busquets
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Thiago Motta discute con Busquets mentre esce dal terreno di gioco dopo esser stato espulso
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Thiago Motta esce dal campo
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Gli allenatori
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Gabriel Milito vs Samuel Eto’o
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Zlatan Ibrahimovic vs Walter Samuel | Sergio Busquets vs Wesley Sneijder
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Diego Milito vs Xavi Hernandez
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Wesley Sneijder
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José Mourinho parla con il centrocampista del Barcellona, Dani Alves
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Jose Mourinho e Pep Guardiola
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Pep Guardiola
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Gerard Pique vs Diego Milito
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Zlatan Ibrahimovic vs Lucimar Ferreira e Julio Cesar
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Zlatan Ibrahimovic vs Walter Samuel | Seydou Keita vs Diego Alberto Milito
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Lionel Messi
”Per me è stata una grande soddisfazione rimanere a lottare come leoni su questo campo”, ha detto invece Cambiasso all’uscita, che ha continuato: ”Arrivare in finale non è cosa da poco, ma speriamo che non sia questa la partita che rimarrà memorabile ma che quella che si ricorderà nella storia sia quella di Madrid”.

Bojan dopo il suo fallito colpo di testa, che sfiora il palo
”Abbiamo eliminato la migliore squadra”, ha detto invece capitan Zanetti. Per il giocatore l’Inter scesa in campo è stata una squadra ”matura e con personalità, che sapeva che ambiente si sarebbe trovata di fronte ma che si è concentrata sulla partita”. Zanetti si è detto contento perché la squadra ”non ha mollato” in una gara difficile ed ha aggiunto: ”Speriamo che arrivi il successo, manca poco”. (ANSA)

Cristian Chivu e Walter Samuel (AP Photo/David Ramos)
Dopo 38 anni, l’Inter è in finale di Champions League, nonostante la sconfitta 1-0 in casa del Barcellona, allo stadio Camp Nou. Il sogno atteso dai tifosi dell’Inter non si infrange per il gol di Pique’ al 39′ del secondo tempo né per l’espulsione di Thiago Motta nel primo tempo. È il risultato dell’andata, quando i nerazzurri avevano vinto 3-1, a garantirle il ruolo di finalista a Madrid, il prossimo 22 maggio, contro il Bayern Monaco, che ha sconfitto il Lione nell’altra semifinale.
In queste foto, la gioia della squadra nerazzurra dopo il fischio di fine partita.

Jose Mourinho(AP Photo/David Ramos)
”È il momento più bello della mia carriera, più del mio primo campionato vinto, più della Champions col Porto”. Così Josè Mourinho, a Sky, dopo la qualificazione alla finale di Champions. ”Quando qualche illuminato ha pensato di fare quella storia delle maglie del Barcellona, ‘vendiamo cara la pelle’, abbiamo capito la loro paura”. ”Succeda quel che succeda, questi giocatori - ha concluso il tecnico interista - saranno ricordati come gli eroi di Barcellona, anche dai loro nipoti”.
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Cristian Chivu e Walter Samuel
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Wesley Sneijder, Julio Cesar e Ivan Ramiro Cordoba
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Samuel Eto´o | Thiago Motta e Lucio
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Ivan Ramiro Cordoba | Wesley Benjamin Sneijder
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Douglas Sisenando Maicon
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Diego Milito e Samuel Eto’o
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Javier Zanetti, Sulley Muntari, Cristian Chivu e Walter Samuel
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Jose Mourinho
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La gioia della squadra | Marco Materazzi e Javier Zanetti
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Samuel Eto’o Fils
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Esteban Matias Cambiasso
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Diego Milito e Mario Balotelli
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Diego Milito, Julio Cesar e Pedro Rodriguez
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Wesley Sneijder e Esteban Matias Cambiasso
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Diego Milito
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Samuel Eto’o
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Wesley Sneijder
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Lucio
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Lucio e Thiago Motta
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Fine partita
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Javier Zanetti e Diego Milito
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Jose Mourinho
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L’allenatore portoghese dell’Inter, Josè Mourinho, mentre viene fermato dal portiere del Barcellona, Victor Valdes, durante l’esultanza al termine della partita
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L’allenatore portoghese dell’Inter, Josè Mourinho, mentre viene fermato dal portiere del Barcellona, Victor Valdes, durante l’esultanza al termine della partita
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L’allenatore portoghese dell’Inter, Josè Mourinho, mentre viene fermato dal portiere del Barcellona, Victor Valdes, durante l’esultanza al termine della partita
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La delusione del Barcellona
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Gerard Pique con Diego Milito dopo la fine della partita
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La delusione del Barcellona: Bojan Krkic
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La delusione del Barcellona: Zlatan Ibrahimovic | Bojan Krkic
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La delusione del Barcellona: Lionel Messi
GALLERY: Champions League: l’impresa dell’Inter nelle foto più belle

Diego Milito e Mario Balotelli (Daniel Dal Zennaro/Drn)

Esteban Matias Cambiasso (AP Photo/Andres Kudacki)

(AGI) - Pechino, - Nicolas Sarkozy e’ arrivato in Cina per riallacciare i rapporti incrinati due anni fa dopo le critiche francesi sulla questione tibetana.
Il presidente, accompagnato dalla moglie Carla Bruni - con la quale andra’ a Xi’an per vedere l’esercito di terracotta - incontrera’ il presidente Hu Jintao e il presidente del parlamento Wu Bangguo nella capitale, che lascera’ venerdi’ per partecipare all’apertura dell’Expo di Shanghai.
“Una visita che - ha spiegato il presidente francese - avra’ obiettivi politici piu’ che commerciali”. Accompagnato tra gli altri dal ministro dell’Economia Christine Lagarde, Nicolas Sarkozy illustrera’ ai leader cinesi il suo progetto - gia’ presentato nel corso dello scorso G20- di un sistema monetario globale, meno dipendente dal dollaro e piu’ in linea con l’attuale assetto economico mondiale.
Le fonti ufficiali non fanno riferimento pero’ alla questione della rivalutazione dello yuan. Numerosi gli altri temi all’ordine del giorno: le sanzioni contro l’Iran - che incontrano l’opposizione della Cina che non intende punire uno dei suoi maggiori partner commerciali - e la tutela dell’ambiente; ma soprattutto un rafforzamento della partnership tra i due Paesi all’interno del G20. “Il ruolo della Cina nel panorama della riforma finanziaria mondiale e’ sempre piu’ influente - commenta l’Eliseo -. E non e’ possibile giungere a una soluzione senza tenerne conto”.
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Nicolas Sarkozy e il presidente della Cina Hu Jintao
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Nicolas Sarkozy e Carla Bruni nella Great Hall of People
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Nicolas Sarkozy e il presidente della Cina Hu Jintao
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Nicolas Sarkozy e il Ministro Jean-Louis Borloo
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Nicolas Sarkozy e il presidente della Cina Hu Jintao
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Nicolas Sarkozy e il presidente della Cina Hu Jintao
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Nicolas Sarkozy e il presidente della Cina Hu Jintao
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Nicolas Sarkozy e il presidente della Cina Hu Jintao
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Nicolas Sarkozy e Carla Bruni al loro arrivo in Aeroporto
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Nicolas Sarkozy, Carla Bruni e il presidente della Cina Hu Jintao
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Carla Bruni all’ingresso della Great Hall of People
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Nicolas Sarkozy e Carla Bruni nella Great Hall of People
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Carla Bruni all’ingresso della Great Hall of People
I due presidenti affronteranno poi l’immancabile tema del cambiamento climatico analizzando alcuni progetti ambientali - si parla di un rimboscamento della provincia dell’ Hunan - aeronautici e nucleari, che i due Paesi realizzeranno congiuntamente e che saranno firmati il prossimo autunno in occasione della visita parigina di Hu Jintao. A questi si aggiungono accordi di collaborazione e di scambio tra le universita’ dei due Paesi, e un progetto da 500 milioni di euro da destinare al supporto delle piccole imprese francesi e cinesi.
“Il 2010 sara’ senz’altro un anno eccezionale per i rapporti franco-cinesi” ha dichiarato un portavoce dell’Eliseo.
E di sicuro la Francia si sta muovendo verso una riappacificazione in seguito alla quasi rottura del 2008, quando il neo presidente Nicolas Sarkozy si disse sconvolto per le repressioni cinesi in Tibet. Ad aprile dello stesso anno la fiaccola olimpica fece tappa a Parigi dove fu fischiata e criticata, inasprendo ulteriormente i rapporti con Pechino che toccarono il fondo a novembre in occasione dell’incontro tra Sarkozy e il Dalai Lama. E a peggiorare la situazione, il ruolo chiave della Cina nello scenario africano che ha trasformato il Dragone nel maggior rivale della Francia nella ricerca di materie prime. Le tensioni si sono allentate solo lo scorso anno in occasione del summit del G20. (AGI)

Incidente di percorso a Lexington, Kentucky (AP Photo/Candice Chavez):

Salto in alto nello Iowa (USA): Chaunte Lowe (AP Photo/Charlie Neibergall)
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Equitazione a Lexington, Kentucky (USA): incidente di percorso
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Matteo Morandi, medaglia d’oro agli anelli agli Europei di Birmingham
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Box a Herning, Danimarca: Carl Froch nell’angolo
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Salto in alto nello Iowa (USA): Chaunte Lowe partecipa al Drake Relays athletics meet
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Lotta greco-romana in Colorado: Pete Gourairidis vs Leon White
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Maratona di Londra: aiuto per raggiungere il traguardo
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Rugby a Brisbane, Australia: Queensland Reds vs South African Stormers
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Surf a Santa Catarina, Brazil: Andy Irons dalle Hawaii
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Baseball a New York: Atlanta Braves vs New York Mets
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Nuoto di massa in Venezuela: attraverso i fiumi Orinoco e Caroni
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Tennis a Roma: Flavia Pennetta durante la semifinale della Fed Cup
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110 metri ad ostacoli, nello Iowa (USA)
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Ciclismo critico a Budapest: i partecipanti ad una manifestazione di Critical Mass
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Basket a Milwaukee: Milwaukee Bucks vs Atlanta Hawks durante una partita dei Playoff NBA a
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Box femminile ad Amburgo: Nadia Raoui vs Susi Kentikian
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Judo femminile, campionati europei a Vienna: l’italiana Edwige Gwend combatte con l’olandese Elisabeth Willeboordse
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100 metri a staffetta a Philadelphia: il campione del mondo Usain Bolt
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Equitazione a Louisville, Kentucky (USA)
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Golf ad Avondale, Louisiana (USA): un lancio di Greg Owen al tramonto
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Atletica leggera a Philadelphia: atleti in riscaldamento
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Equitazione a Louisville, Kentucky: cavalli condotti fuori pista
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Golf a Varadero, Cuba: un lancio di Alexei Castellanos
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Maratona a Madrid: il ristoro dell’acqua
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Europei di ginnastica a Birmingham: Philipp Boy dopo la prova al cavallo con maniglie
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Tennis a Belgrado: Jelena Jankovic in campo per la Fed Cup

Lotta greco-romana in Colorado: Pete Gourairidis vs Leon White (AP Photo/Amy Sancetta)

Amy Winehouse prima del ricovero in ospedale
Londra, 27 aprile - Il seno rifatto continua a dare problemi a Amy Winehouse, costretta di nuovo a ricorrere alle cure ospedaliere domenica notte a seguito dei continui problemi agli impianti. Al culmine di una sbronza, la cantante inglese è caduta a terra procurandosi un taglio alla fronte ed alcune escoriazioni al petto. La diva si è fatta portare precipitosamente nella stessa clinica londinese, ad Harvey Street, dove sette mesi fa si era fatta fare l’impianto chirurgico.
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Amy Winehouse prima del ricovero in ospedale
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Amy Winehouse dopo il recente intervento al seno
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Amy Winehouse dopo l’intervento chirurgico alle labbra
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Amy Winehouse durante il concerto per Nelson Mandela
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Amy Winehouse in compagnia dell’ex marito Blake Fielder-Civil agli Mtv Movie Awards
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Amy Winehouse immortalata dai paparazzi
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Amy Winehouse con l’ex marito Blake Fielder
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Amy Winehouse
L’arrivo della regina del blues nella clinica ha scatenato il caos: “Amy correva su e giu’ per i corridoi, a seno nudo e lasciandosi dietro tanfo d’ alcool”, ha raccontato un testimone al Sun. “Si lamentava del dolore al seno e alle costole. Sono dovuti intervenire gli infermieri per calmarla. Alla fine sono riusciti a riportarla in stanza, ma la caposala era furente”.
Le ferite sono state giudicate “non serie”, ma lunedì la diva non ha voluto essere dimessa: “La clinica le piace molto, magari si ferma qualche giorno”, ha spiegato il suo agente. Il prosperoso decollete ha gia’ dato problemi alla cantante che a metà aprile si è fatta ricorrere per i forti dolori al petto; e a novembre, poco dopo l’intervento, era tornata dai medici perchè aveva visto liquido fuoriuscire dal seno.

Hugh Hefner
(ANSA) - WASHINGTON, 26 APR - Playboy ha salvato la famosa scritta bianca ‘Hollywood’ sulle colline di Los Angeles.
Un dono di 900 mila dollari da parte di Hugh Hefner, creatore di Playboy, ha consentito di raggiungere il traguardo di 12,5 milioni di dollari stabilito per la raccolta di fondi per salvare la scritta.
La somma servirà ad acquistare il terreno che si trova dietro la scritta, che era stato messo sul mercato, impedendo che la famosa scritta ‘Hollywood’ sia deturpata da costruzioni sullo sfondo.
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La famosa scritta Hollywood sulla collina di Los Angeles
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Arnold Schwarzenegger durante la conferenza stampa
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Il Governatore della California Arnold Schwarzenegger al termine della conferenza stampa
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Will Rogers, Arnold Schwarzenegger, Tom LaBonge e Chris Baumgart posano per i fotografi
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L’azione degli ambientalisti per “salvare la vetta” dagli abusi edilizi
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La medaglia d’oro nel Decathlon Rafer Johnson durante la conferenza stampa
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Hugh Hefner e Pamela Anderson
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Hugh Hefner
“È un finale degno di Hollywood”, ha annunciato il governatore della California Arnold Schwarzenegger.
Contributi per salvare la scritta sono giunti da tutti i 50 stati Usa e da artisti come Tom Hanks e Steven Spielberg.
“Questa scritta è la Torre Eiffel di Hollywood - ha affermato Hefner - Le immagini create dai film di Hollywood hanno influenzato i sogni della mia gioventù”.
Il terreno dietro la scritta era stato acquistato nel 1940 dal miliardario e produttore Howard Hughes per costruire una villa per la sua fidanzata di allora, l’attrice Ginger Rogers.
Ma quando la relazione terminò Hughes rinunciò a costruire la magione. Nel 2002 il terreno venne venduto dalla fondazione Hughes ad un gruppo di imprenditori di Chicago che volevano costruire quattro case di lusso con grande vista su Los Angeles.

L'esultanza di Ivica Olic (AP Photo/Lionel Cironneau)
Il Bayern Monaco è la prima finalista della Champions League 2009-2010. I tedeschi passano di forza a Lione con un 3-0 che non esprime a pieno la superiorità mostrata allo Stade de Gerland. È Ivica Olic l’eroe della serata. Sua la tripletta che travolge i padroni di casa, in realtà mai in partita, dominati dal punto di vista tecnico, tattico e caratteriale per tutti i 90 minuti. Il Bayern ha spinto quand’era il momento, passato in vantaggio ha ‘congelato’ il gioco e, quando si è trovato in superiorità numerica (espulso Cris al 15′ della ripresa), è dilagato. Ora aspetta di sapere se l’avversario a Madrid sarà il Barcellona o l’Inter.
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L’esultanza di Ivica Olic
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Arjen Robben festeggia coi compagni di squadra
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Thomas Muller vs Michel Bastos
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Bayern Monaco in festa
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Ivica Olic esulta dopo il gol
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Arjen Robben
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Gioia Bayern
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Ivica Olic e Thomas Mueller
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Supporter del Bayern
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La gioia dei giocatori del Bayern
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Jean II Makoun vs Bastian Schweinsteiger
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Cris espulso
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Bastian Schweinsteiger vs Cesar Delgado
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Ivica Olic vs Cris
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La gioia di Ivica Olic dopo il secondo gol
“Spero che l’Inter e Mourinho si qualificheranno per la finale, ma sono anche legato al Barca. Questa squadra gioca supremamente bene, è il nostro riferimento. Credo però che l’Inter sia una squadra che meglio ci converrebbe”. È il commento di Louis van Gaal, allenatore del Bayern Monaco.
Il capitano Arjen Robben ha dichiarato ai microfoni di Sky che preferirebbe una finale tedesco-italiana perché “stimo molto Mourinho” e gli piacerebbe incontrare il suo amico, e compagno nella Nazionale olandese, Sneijder. (ANSA)

La sudcoreana Oh-Eun-Sun conquista la vetta dell'Annapurna
(ANSA) - AOSTA, 27 APR - In poco meno di 13 anni ha scalato tutti i 14 Ottomila della Terra, diventando la prima donna a riuscire nell’impresa. Conquistando questa mattina la vetta dell’Annapurna, la sudcoreana Oh-Eun-Sun e’ entrata nella storia dell’alpinismo. Il suo exploit e’ stato ripreso in diretta dalle telecamere del network Kbs.
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La sudcoreana Oh-Eun-Sun conquista la vetta dell’Annapurna
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La sudcoreana Oh-Eun-Sun conquista la vetta dell’Annapurna
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La sudcoreana Oh-Eun-Sun conquista la vetta dell’Annapurna
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La sudcoreana Oh-Eun-Sun conquista la vetta dell’Annapurna
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La sudcoreana Oh-Eun-Sun conquista la vetta dell’Annapurna
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La sudcoreana Oh-Eun-Sun conquista la vetta dell’Annapurna
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La sudcoreana Oh-Eun-Sun conquista la vetta dell’Annapurna
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La sudcoreana Oh-Eun-Sun conquista la vetta dell’Annapurna
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La sudcoreana Oh-Eun-Sun conquista la vetta dell’Annapurna
Nata il primo marzo 1966 a Namwon, ‘Miss Oh’ (questo il suo soprannome nel mondo alpinistico) ha dimostrato grandi doti atletiche e di resistenza, anche se in alcuni casi (Everest e K2) ha fatto ricorso all’ossigeno supplementare. Nelle spedizioni, inoltre, ha sempre potuto contare su ricchi sponsor e grandi team, con numerosi sherpa al seguito per preparare la via e attrezzare i campi. Tutto ció ha provocato pesanti critiche nei suoi confronti da parte dei molti ‘colleghi’ che prediligono lo stile cosiddetto ‘pulito’.
La sua avventura in alta quota era iniziata nel 1997 con la salita del Gasherbrum II, in Pakistan. Poi ha riposto piccozza e ramponi nell’armadio. Nel 2004 e’ tornata a scalare, conquistando l’Everest, e riprendendo la ”corsa agli Ottomila”. Uno dietro l’altro, con un ritmo forsennato, sono finiti nel suo zaino tutti gli altri Giganti della Terra. Nel 2007 ne ha conquistati due, nel 2008 quattro, nel 2009 altri quattro. Ora le resta solo da chiarire i contorni della scalata (contestata) del Kangchenjunga, nel maggio del 2009, per poter indossare la corona di ‘Regina degli Ottomila’.
”Penso che l’avventura e l’esplorazione siano scritte nel mio Dna - spiegava alcuni anni fa in un’intervista - e il mio idolo e’ Gengis Khan”. Single, ha dichiarato che la conquista delle montagne e’ l’unica cosa che le interessa: ”Incontrarle e’ come incontrare un fidanzato - ha spiegato -, mi sento agitata, preoccupata, sulle spine fino a quando non sono con loro”.
Pochi mesi fa, in una lettera al sito specializzato explorersweb, sosteneva: ”Se avessi lasciato il mio lavoro per scalare solo le montagne, non sarei durata a lungo. Secondo me, se uno vuole realizzare un suo grande desiderio, e’ importante che rimanga indipendente, non solo finanziariamente ma anche mentalmente”. E aggiungeva: ”Le persone sono propense a pensare che gli uomini siano forti e le donne deboli, soprattutto nel mondo dell’alpinismo dove gli uomini sono in maggioranza. Ma se si dipende da qualcun altro, si e’ sempre limitati. Invece, bisogna fare le cose da soli e semplicemente seguire i propri sogni”.
Il primo a scalare tutti gli Ottomila (e senza ossigeno) e’ stato l’altoatesino Reihold Messner. Miss Oh e’ la prima donna donna e la ventiduesima assoluta in questa speciale classifica. (ANSA).

Giovanni Tegano lascia la Questura (AP Photo/Adriana Sapone)
La polizia ha arrestato ieri sera a Reggio Calabria il boss della ‘ndrangheta Giovanni Tegano, di 70 anni, inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi del ministero dell’interno. Tegano è stato preso nel corso di un’operazione eseguita dalla squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Renato Cortese.
Gli agenti hanno fatto irruzione in una abitazione in località Perretti di Reggio Calabria dove hanno sorpreso Tegano in compagnia di altre persone. Al momento dell’irruzione il boss e le altre persone non hanno opposto resistenza e sono stati tutti arrestati.
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Giovanni Tegano lascia la Questura
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La folla davanti alla Questura
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Giovanni Tegano era ancora in piena attività
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Giovanni Tegano
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Giovanni Tegano
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Giancarlo Siciliano
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Carmine Polimeni
Tegano era ricercato dal 1993, deve scontare la pena dell’ergastolo per un omicidio ma è destinatario anche di numerosi provvedimenti restrittivi per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico di armi ed altri reati.
Il 13 luglio del 1995 erano state state diramate le ricerche in campo internazionale.
“Giovanni uomo di pace”, così, scandito più volte, è stato salutato oggi il trasferimento di Giovanni Tegano dalla Questura verso il carcere da decine e decine di persone, parenti e conoscenti del boss, che lo hanno applaudito a lungo mentre veniva portato via sotto scorta dalla questura di Reggio Calabria.
“È un fatto molto brutto vedere che a Reggio Calabria si applauda Giovanni Tegano”. Lo ha detto il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, circa gli applausi che hanno salutato Giovanni Tegano all’uscita della Questura. (ANSA)

(AP Photo/Fars News Agency,Mehdi Marizad)
L’Iran ha cominciato ieri l’ultima fase delle manovre militari nel Golfo e nello stretto di Ormuz con il lancio da parte del Corpo dei Guardiani della rivoluzione di cinque missili. Lo ha scritto l’agenzia Fars.
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Stretto di Hormuz
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Stretto di Hormuz
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Stretto di Hormuz
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Stretto di Hormuz
Nel quarto giorno delle manovre sono stati sparati missili sia terra-mare, sia mare-mare che hanno colpito gli stessi obiettivi simultaneamente. L’agenzia Fars ha precisato che uno dei missili aveva una portata di oltre 300 chilometri. Inoltre le forze di terra hanno portato a termine un’operazione per respingere ipotetici nemici da posizioni sul territorio iraniano.
Le manovre “Grande Profeta 5″ sono cominciate giovedì scorso.
L’Iran, che in passato ha minacciato di paralizzare il traffico petrolifero bloccando lo stretto di Ormuz in caso di attacco contro il suo territorio, conduce regolarmente esercitazioni militari nel Golfo. (ANSA-AFP)
VEDI anche: Iran, manovre militari nello stretto di Hormuz

(AP Photo/Sergio Torres)
Jose Tomas, celebre torero spagnolo, è stato gravemente ferito, sabato scorso, durante una corrida in Messico, ad Aguascalientes, durante la Feria di San Marcos.
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Gravemente ferito, sabato scorso, durante una corrida in Messico
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È accaduto ad Aguascalientes, durante la Feria di San Marcos
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Il matador ha 33 anni ed è considerato una star delle corride internazionali
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Ad incornarlo è stato il secondo toro affrontato nell’arena, di nome Navegante
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Il toro che lo ha ferito pesa 497 Kg
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Il toro ha affondato le corna per quindici centimetri nel corpo di Tomas
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Tomas, che aveva perso moltissimo sangue, è stato sottoposto per tre ore e mezzo a un intervento chirurgico che ha cercato di limitare il danno alle vene femorali
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Il torero, secondo i medici, aveva perso circa sei litri di sangue
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Carlos Hernandez, uno dei dottori che lo ha in cura, ha definito ‘molto gravi’ le condizioni del torero
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A colpire il matador, che ha 33 anni ed è considerato una star delle corride internazionali, è stato il secondo toro affrontato nell’arena, ‘Navegante’, che ha affondato le corna per quindici centimetri nel corpo di Tomas.
Tomas è stato sottoposto per tre ore e mezzo a un intervento chirurgico che ha cercato di limita re il danno subìto alle vene femorali. Il torero, secondo i medici, aveva perso circa sei litri di sangue. Carlos Hernandez, uno dei dottori che lo ha in cura, ha definito ‘molto gravi’ le condizioni del torero. (ANSA)

(AP Photo/Gerald Herbert)
Più che di un timore si tratta ormai di una certezza: l’incendio e poi il crollo della piattaforma petrolifera della Bp, 70 chilometri al largo delle coste della Louisiana, nel Golfo del Messico, sta causando un disastro ambientale di assoluta gravità. Ogni giorno fuoriescono circa 1.000 barili di greggio e le operazioni per tentare di bloccare le perdite sono state interrotte dal maltempo. La macchia nera potrebbe raggiungere presto le spiagge e la regione paludosa della Louisiana causando un disastro ecologico senza precedenti.
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Operazioni di contenimento del petrolio fuoriuscito
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Navi cercano di pulire le acque dal petrolio
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Operazioni di contenimento del petrolio fuoriuscito
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Striature di petrolio
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Fumo dalla Deepwater Horizon in fiamme
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Operazioni di contenimento del petrolio fuoriuscito
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Il petrolio si è esteso fino a circa 7 miglia dal luogo del crollo
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Operazioni di contenimento del petrolio fuoriuscito
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Tentativi di spegnere l’incendio precedente al crollo
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Oltre 50 miglia a sudest di Venice, Louisiana
Le ricerche degli undici operai dispersi dopo l’esplosione della piattaforma Deep Water Horizon si sono concluse sabato. In tutto erano 126 le persone presenti sulla piattaforma al momento dell’esplosione. I feriti sono 17 di cui quattro in gravi condizioni.
La piattaforma conteneva 2,6 milioni di litri di petrolio ed estraeva 8.000 barili di greggio al giorno, circa 90.000 litri.
La BP, inizialmente ottimista sulle possibilità di evitare il disastro, ha assicurato di fare il possibile per bloccare la fuoriuscita di greggio dalle valvole e dalle tubature, un compito che si sta rivelando “estremamente complicato” e “potrebbe non riuscire”, come ha detto il responsabile delle perforazioni della Bp, Doug Suttles, citato dalla Bbc. La compagnia ha inviato 30 imbarcazioni per pulire le acque e diversi velivoli che disperdono sulla macchia una spray diluente. Sul caso giovedì scorso era intervenuto anche il presidente Barack Obama che aveva detto che il governo degli Stati Uniti considera “una priorità” la risposta ad un’eventuale catastrofe ecologica. (Apcom)