La macchina organizzativa, al lavoro da oltre un anno, “è ormai pronta”. Ancora poche ore e il mondo potrà ammirare di nuovo la Sindone. Sabato scatta infatti la decima Ostensione da quando la celebre reliquia è conservata a Torino. Un evento “spirituale”, che porterà in pellegrinaggio nel Duomo di San Giovanni un milione e mezzo di persone. Tante sono le persone che si sono già prenotate per venerare il Lenzuolo da domani al 23 maggio. Un modo per ritrovare “fiducia e speranza” nell’immagine della passione, della morte e della resurrezione di Cristo.
- L’arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto
- L’arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto
- Il duomo di Torino
- La prima volta dopo il restauro
- La prima volta dopo il restauro
È questo il significato che il custode pontificio del sacro lino, l’arcivescovo di Torino cardinale Severino Poletto, dà all’Ostensione 2010, la prima da quando la celebre reliquia è stata sottoposta a un importante intervento conservativo. Non un evento turistico, né tanto meno una occasione commerciale, ma “una iniziativa pastorale e spirituale”, osserva presentando l’importante appuntamento religioso.
Niente spettacolo, dunque. Perché “la Sindone è luogo di preghiera e non di dibattiti”, osserva sgomberando il campo da qualunque ipotesi di trasformarla nello scenario di trasmissioni televisive e talk show. Tanto più che davanti al Lenzuolo, che secondo la tradizione cattolica è stato utilizzato per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro, si potrà sostare tre minuti, al massimo cinque nei momenti di minore afflusso di persone. (ANSA)
- Venerdì 9 Aprile 2010

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