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Champions League, l’Inter ‘mata’ il Barcellona

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  • Tags: Champions League, Inter-Barcellona, semifinali
  • 6 commenti
La gioia di Maicon

La gioia di Maicon (Foto Ansa/DANIEL DAL ZENNARO)

Non è ancora fatta ma l’Inter può davvero sperare di tornare a giocare una finale di Champions dopo 38 anni. Dopo 90′ di grande calcio, i nerazzurri battono per 3-1 il Barcellona campione d’Europa: non è Lionel Messi il protagonista della serata ma Diego Milito che entra di diritto tra i migliori giocatori d’Europa mentre José Mourinho non ha più bisogno di conferme per essere considerato uno dei migliori allenatori del mondo.

La gioia di Maicon
Ibrahimovic a terra
La gioia di Milito dopo il gol
Entrata sospetta in area
Maicon segna il gol del 2 a 1

La gioia di Sneijder, Pandev, Thiago Motta e Chivu
Eto’o vs Keita
Sotto tono Messi
Pedro del Barcellona segna lo 0-1
Messi tra Sneijder e Cambiasso

Guardiola, ct del Barça
Milito festeggiato da Thiago Motta e Sneijder
Balotelli protesta col pubblico
La delusione di Keita e Abidal
La carica di José Mourinho


Va in svantaggio l’Inter, ma ha la forza e il carattere per ribaltare completamente una partita in cui mostra tutte le sue doti migliori e che anche la sceneggiata finale di Mario Balotelli non può rovinare. Entrato nel finale, il giovane attaccante prende qualche fischio dopo una conclusione da lontano e poi lancia per terra la maglietta quando il pessimo arbitro Benquerenca fischia la fine di una gara che resterà nella storia dell’Inter e degli 80mila del Meazza.
Il pubblico dà sempre una grande spinta a una squadra che prima soffre, poi prende in mano la partita e poi resiste all’assalto finale degli spagnoli che possono recriminare per il gol in leggero fuorigioco di Milito e per un’entrata a forbice di Sneijder su Dani Alves nell’area nerazzurra che Benquerenca giudica all’incontrario, ammonendo per simulazione il difensore brasiliano invece che concedere il rigore.

Entrata sospetta in area

Entrata sospetta in area (Foto Ansa/DANIEL DAL ZENNARO)

Ma è la notte di José Mourinho che crede nella sua Inter offensiva e fa giocare gli stessi uomini che hanno espugnato Stamford Bridge. L’atteggiamento della sua squadra è quello giusto ed è quello che ci vuole contro un Barcellona messo in campo con lo stesso 4-2-3-1 utilizzato dai nerazzurri anche se con una filosofia ben diversa. Tanto gli interisti cercano di lanciare in verticale le punte, tanto Xavi e compagni tengono palla fino allo sfinimento cercando con calma e pazienza lo spazio giusto per far male.
Anche le due difese hanno atteggiamenti ben diversi e quella blaugrana deve solo ringraziare José Manuel Silva Cardinal, assistente di Benquerenca, se al 10′ Milito non può sfruttare un’occasione colossale e viene fermato per un fuorigioco inesistente. Puyol e Piqué giocano infatti molto alti e non sempre la tattica funziona, mentre Samuel e Lucio stanno ben chiusi su Ibrahimovic, fischiatissimo e molto fuori dalla partita.

Non è lui l’ex che fa male ma Maxwell, decisamente meno atteso ma molto più ispirato dello svedese: al 19′ il brasiliano se ne va sulla fascia senza che nessuno lo degni di uno sguardo e così può crossare comodamente per Pedro che da centro area, supera Julio Cesar. Non c’è solo Messi, infatti, nel Barcellona ma anche questo giovane spagnolo che, anche lui meno atteso ma ben più efficace del suo ben più famoso compagno, porta la sua squadra in vantaggio.
Potrebbe essere l’inizio della fine, la prima pagina di un copione già scritto e invece proprio dallo svantaggio l’Inter costruisce la sua grande serata. Nessun contraccolpo psicologico, nessuna resa, anzi: il carattere che José Mourinho è riuscito a dare ai suoi giocatori li porta a ribaltare la partita.
Milito al 27′ sbaglia un gol che ha fatto e rifatto in stagione anche a occhi chiusi ma è il suo unico errore della serata. Da quel momento in poi, dai suoi piedi parte tutto l’attacco dell’Inter e lo score dell’argentino, alla fine, sarà di un gol e due assist. Il primo è per Sneijder che alla mezz’ora riporta la partita in parità e poco importa se il Barcellona chiuda il primo tempo con il 64% di possesso palla perché la sensazione è che l’Inter sia assolutamente in grado di prendersi la partita.
E così è dopo l’intervallo perché la ripresa dei nerazzurri è un capolavoro che Massimo Moratti non dimenticherà tanto facilmente: al 3′ Milito se ne va sulla destra e trova Maicon che come un treno arriva in area, resiste a Keita, e mette in rete. Non è finita perché l’altro assistente di Benquerenca ridà a Milito ciò che il suo collega gli aveva tolto e convalida il suo gol di testa al 16′ in leggero fuorigioco.
Le buone notizie per Mourinho arrivano anche dall’ammonizione del diffidato Puyol che dovrà saltare il ritorno e da due grandi parate di Julio Cesar su Messi e Busquets che ne sanciscono il ritorno al suo livello migliore. Guardiola ne ha abbastanza di Ibrahimovic e lo toglie dopo un’ora di calcio lontano anni luce da quello fatto vedere nei suoi tre anni all’Inter ma l’assalto finale dei suoi uomini non porta a nulla e così l’Inter può andare al Camp Nou a difendere un ottimo 3-1 e a prendersi una finale tanto attesa. (ANSA)

  • redazione
  • Mercoledì 21 Aprile 2010
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Commenti

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Il 21 Aprile 2010 alle 11:56 lapolide ha scritto:

Padova, 21 aprile 2010.

-Champions League, l’Inter ‘mata’ il Barcellona.
oppure:
-Il Barcellona si inchina a Mourinhio.

Ecco, leggendo sui vari giornali i commenti lasciati da chi di calcio dovrebbe masticarlo da mane a sera, ci si dovrebbero aspettare concetti illuminanti, esenti da tifosismi ( seppur comprensibili) ma da sportivi veri.
Per spiegarmi meglio, dovrebbero essere concetti da “Superpartes” del calcio, o giù di li ( e non prendere esempio di tutt’altro genere di come ha fatto in questi due anni Gianfranco Fini Presidente della Camera).
Cioè, mi sta bene tutto, ma sentire giornalisti ( leggi prima pagina de il GIornale di oggi 21 c.m.)con tanto di firma, dire: “… Erano cinque anni che la squadra Catalana non subiva gol da un avversario italiano; e nella semifinale di Champions ne ha incassati tre al Meazza….” (ecc.), ti fanno storcere il naso e le budella, se permettete; ti allontanano da quell’alone di rispetto che dovresti portare a quei giornalisti con tanto di blasone e di pedegree sportivo incorporato.
Ma la chiamate ancora “squadra italiana quella nomata Inter ? Ma quanti giocatori italiani militano tra i suoi ranghi ? Ma poi, che ci gioca a fare nel Campionato di Seria “A” italico ? Perchè c’è una volta su mille un certo Materassi ( il fratello delle “sorelle materassi” ?), o perchè c’è quel negretto ( con rispetto…dio non me ne voglia se lo nomino)chiamato Balotelli con le figuracce che fa ? SONO TUTTI STRANIERI all’Inter e per quello che il Barcellona vince.
Moratti, al di la di piccoli sotterfugi di inventare la “Nuvola Svedese” per far fare il viaggio agli avversari in autobus onde stancarsi di più e cacciare fior fiori di petrodollari per cercare nel mondo celebrità di giocatori da rigettare in campo al Meazza, se me lo consentite, altro non fa.
Ed allora come si fa a dire che erano cinque anni nei quali la squadra Catalana non subiva gol da un avversario italiano ? Quale di grazia ?
Sento di già il lontano suono dell’Olifante del mondo interista che mi getta addosso improperi, peste e corna. Ma a me che mi importa ? Intanto tengo per un’altra squadra…ma composta dalla maggioranza di giocatori italiani, perbacco. A quando un campionato di serie “A” che venga depurato dai giocatori stranieri ?
lapolide.

Il 21 Aprile 2010 alle 17:28 Carlo ha scritto:

Ma scusa, ti firmi l’apolide e fai tutte queste (sterili) dissertazioni sulle nazionalità?
Sarebbe come dire che la FIAT non è italiana perché ci lavorano un sacco di stranieri.
E poi se proprio vuoi filosofeggiare, una società è fatta di centinaia di dipendenti, fra cui i calciatori sono solo una parte.
Fantastica infine la chicca della “nuvola svedese” (e i superpoteri di moratti). Sull’italiano te la cavi ma in geografia sei pessimo. La nube (non nuvola) era islandese (si tratta di circa 2500 km di distanza).
Con simpatia
Carlo

Il 21 Aprile 2010 alle 18:30 Marco ha scritto:

Per lapolide: Ma sei Juventino vero? Non avrei nessun dubbio in proposito!! Moggi docet

Il 21 Aprile 2010 alle 18:45 lapolide ha scritto:

Padova, 21 aprile 2010.

Le chiedo venia, Carlo, per la precisazione sulla nube Islandese; ha ragione Lei.
Ma sul mio nickname ( ho scritto giusto questo ?), mi permetta di dissentire. Non è apostrofato come Lei evidenzia. Si pronucia “lapolide” e si scrive tutto attaccato “lapolide” con un significato che se farà il buono, un giorno glielo spiegherò.
Non calza molto, a mio avviso invece, il confronto da Lei fatto sulla Società , la Fiat ecc. ecc.
E’ proprio come se la Fiat al suo interno, avesse i prototipi di tutte le macchine costruite e comprate da case costruttrici dell’intero mondo per poi sentirsi al primo posto della classifica costruttori e di proprio non costruisse niente. Le pare ? La ringrazio per la lezione sulla geografia che terrò in costante evidenza, ma per il resto, …mi consenta….passo e chiudo.
lapolide.

Il 22 Aprile 2010 alle 17:37 max ha scritto:

se l’inter arrivasse in finale di champions e la vincesse, chi si spoglia? ve lo sarete chiesti…..

Il 23 Aprile 2010 alle 16:45 Mario Balotelli, nerazzurro della discordia - Foto - Panorama.it ha scritto:

[...] ai tifosi che lo avevano fischiato, la maglia gettata a terra mentre i compagni festeggiavano il successo contro il Barcellona, e poi l’aggressione subita da un gruppo di sostenitori nel garage dello stadio: queste tre [...]

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