Di influenza suina, nel 2009, i telegiornali hanno parlato per 9 mesi, diffondendo un totale di 1.337 notizie. Ma delle cosiddette ”malattie tropicali dimenticate”, come la leishmaniosi viscerale o kala-azar, la malattia del sonno, la Chagas e l’ulcera di Buruli (sono 400 milioni le persone a rischio), non si è detto nulla. Zero notizie. La denuncia parte da Medici Senza frontiere (Msf) che ha presentato a Roma, nei giorni scorsi, il rapporto annuale ”Le crisi umanitarie dimenticate dai media nel 2009”.
- Afghanistan: la politica degli aiuti impedisce a molti civili l’accesso all’assistenza umanitaria
- AIDS: i finanziamenti sono bloccati nonostante milioni di persone ne abbiano bisogno
- Repubblica Democratica del Congo: il clima di violenza non dà tregua ai civili nelle regioni orientali
- Malnutrizione infantile: i fondi assolutamente inadeguati minano i risultati ottenuti nel trattamento di questa malattia
- Malattie dimenticate: la scarsità di fondi investiti nella ricerca e sviluppo e nella diffusione nel trattamento dei pazienti
- Pakistan: Civili intrappolati nella violenza
- Somalia: civili in trappola tra violenza e mancanza di accesso alle cure
- Sri Lanka: migliaia di feriti nell’ultimo atto di una guerra che infiamma il Paese da più di 10 anni
- Sudan: condizioni drammatiche per le popolazioni del Sudan meridionale e del Darfur
- Yemen: civili intrappolati in una guerra brutale nella parte settentrionale del Paese
Sulla base di un’analisi quantitativa e qualitativa, condotta dall’Osservatorio di Pavia, dello spazio dedicato dai telegiornali Rai e Mediaset alle crisi umanitarie, Msf ha stilato una classifica delle emergenze meno affrontate dai media nel 2009: al primo posto le malattie dimenticate.
A seguire i conflitti nella Repubblica Democratica del Congo (7 notizie), nello Sri Lanka (53) e nello Yemen (54). Si è parlato poco anche della mancanza di finanziamenti per la lotta contro l’Aids (77), della crisi umanitaria in Sudan (112) e degli scarsi fondi contro la malnutrizione (116). Insufficiente anche l’informazione sulle violenze subite dalle popolazioni del Pakistan (225), della Somalia (293) e dell’Afghanistan (1.632 notizie, ma riguardanti per lo più la missione militare italiana e i rapporti con gli Stati Uniti).
Tutto questo, osserva l’organizzazione, mentre i servizi sui saldi sono stati 112 e quelli su tre mesi di caldo 246. In generale queste crisi umanitarie hanno coperto solo il 6% del totale delle notizie (5.216 su 82.788), ”un dato identico a quello del 2008 - afferma Msf - ma sempre in linea con il calo di attenzione prestato alle aree di crisi in questi anni: il 10% nel 2006 e l’8% nel 2007.
La tendenza dei tg è quella di interessarsi poco o nulla ai processi complessi delle crisi, privilegiando invece fatti straordinari e limitati nel tempo”. ”Un’informazione esaustiva è il primo passo per Msf, che da sempre crede nella testimonianza - spiega Kostas Moschochoritis, direttore generale di Msf - ai mezzi di informazione chiediamo di parlare delle crisi umanitarie in modo costante; all’opinione pubblica di mobilitarsi per fare pressione perche’ questo avvenga davvero”.
Oltre alla diffusione del rapporto, Msf ha lanciato oggi anche due campagne: una (”Adotta una crisi dimenticata”) rivolta ai media, alle Università e alle Scuole di giornalismo, con l’obiettivo di dare spazio a momenti di confronto e approfondimenti sulle crisi umanitarie; l’altra (”Accendi un riflettore sulle crisi dimenticate”) è rivolta all’opinione pubblica ”per attirare l’attenzione nei modi più diversi: attraverso il sito crisidimenticate.it e Facebook o iniziative concrete come i FlashMob e altre proposte”. (ANSA)
- Domenica 25 Aprile 2010
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Commenti
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Il 20 Giugno 2010 alle 12:32 Annunciata ha scritto:
vi chiedo che bisogno c’è avere nel sito, a destra, donne svestite e comunque “ricche”. E’ un contesto che rifiuto ( non per fasi moralismi). Mi dà fastidio che davanti a donne fisicamente martoriate e che muoiono di fame… la risposta sia questa.
Cordiali saluti.
Il 23 Giugno 2010 alle 04:36 Lucia Helena Issa ha scritto:
La conclusione dell’ Osservatorio di Pavia non soltanto corrisponde alla veritá, ma dovrebbe fare rifletere sulla copertura delle crisi umanitarie… Perchè ci sono confliti ( in questo momento ci sono piu di 800 confliti su i quali nessuno parla…) che rappresentano solo 6% delle notizie mediatiche, in tutto il mondo? Forse la morte di una persona nel Congo o nello Yemen non abbia, certo, lo stesso impatto politico della morte di un “occidentale”… Comunque, mi piace molto la iniziativa di Medici Senza Frontiera…Lucia Helena Issa , giornalista ( Brasile)