- Tags: Dmitri Medvedev, Katyn, Stalin, Vladimir Putin
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(ANSA) - MOSCA, 28 APR - I documenti sull’eccidio staliniano di Katyn messi on line oggi dall’archivio di stato russo su decisione del leader del Cremlino Dmitri Medvedev non sono inediti ma vengono divulgati per la prima volta sul website di una istituzione ufficiale del Paese, dove la verità sulla vicenda è ancora messa in dubbio da alcuni e manipolata su alcuni testi di storia. Due terzi dei faldoni processuali (116 su 183) restano invece ancora coperti dal segreto di Stato, confermato anche negli anni scorsi dall’allora presidente Vladimir Putin.
- Il Premier russo Vladimir Putin e il Primo Ministro polacco Donald Tusk
- Una delle foto d’archivio rese pubbliche che documentano l’esecuzione
- Il Presidente polacco Walesa durante la cerimonia
- L’elenco dei prigionieri polacchi uccisi durante la dittatura di Stalin
- La Guardia d’Onore polacca e russa durante la commemorazione
- Il Premier russo Vladimir Putin e il Primo Ministro polacco Donald Tusk
- Il Premier russo Vladimir Putin e il Primo Ministro polacco Donald Tusk
- I resti dell’aereo con a bordo il Presidente polacco Lech Kaczynski diretto a Katyn
Sul web è finito il dossier numero uno proveniente dagli archivi dell’ufficio politico del comitato centrale del Pcus.
L’ultimo segretario del Pcus Mikhail Gorbaciov fu il primo ad ammettere le responsabilità staliniane dell’eccidio e a chiedere ufficialmente scusa alla Polonia. Ma fu il primo presidente russo Boris Ieltsin, nell’ottobre 1992, a far consegnare all’allora presidente polacco Lech Walesa i documenti declassificati del dossier, che furono poi pubblicati in Polonia: per gli storici, quindi, nulla di nuovo.
Il direttore dell’archivio di Stato russo Andrei Artisov ha spiegato oggi che solo tre persone avevano accesso a tali documenti: il segretario generale del comitato centrale del Pcus, il capo cancelleria e il capo del dipartimento affari generali dello stesso comitato (quest’ultimo aveva diritto di consultarli solo alla presenza del segretario generale del Pcus).
Tra i documenti più importanti figurano il rapporto del marzo 1940 con cui l’allora commissario per gli affari interni e capo della polizia segreta (Nkvd) Lavrenti Beria propose di fucilare circa 22 mila prigionieri polacci, in gran parte ufficiali. Il rapporto è controfirmato da Stalin e da altri membri del Politburo (tra cui Viaceslav Molotov, Klim Voroshilov, Anastas Mikoian, Mikhail Kalinin e Lazar Kakanovich).
Nel dossier figura anche il testo della risoluzione con cui il 5 marzo dello stesso anno il Politburo avallò la proposta di Beria. C’è poi una relazione del 1959, scritta a mano dall’ allora capo dell Kgb Aleksandr Shelepin, in cui si informa il leader sovietico Nikita Krushiov sull’esecuzione dei prigionieri polacchi e si propone di distruggere i dossier personali.
- Giovedì 29 Aprile 2010

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Il 31 Gennaio 2011 alle 15:45 Gli atei russi imitano l’UAAR: autobus con frasi atee e foto di Stalin | UCCR ha scritto:
[...] di cui si è parlato recentemente. Le prove della diretta responsabilità dell’ateo Stalin sono state pubblicate direttamente dal Cremlino. Stalin è spesso ricordato perché promosse con fervore l’opera di laicizzazone dello stato [...]