(AGI/AFP/EFE) - New Orleans (Louisiana), 30 apr. - Le prime chiazze di petrolio, fuoriuscito dalla piattaforma della Bp affondata il 22 aprile nel Golfo del Messico, hanno cominciato stamane a toccare le coste della Louisiana, non lontano dall’estuario del Mississippi. Lo ha annunciato un responsabile locale.
- La macchia nera di petrolio ha raggiunto le sponde del fiume Mississippi
- L’immagine presa dal video che documenta il momento dell’esposione
- Alcuni tentativi per contenere la macchia nera di petrolio
- L’immensa distesa di petrolio
- Alcuni pescherecci intenti nella pesca prima che il petrolio raggiunga la zona
- La macchia di petrolio
- Una stella marina vittima del disastro ambientale
- Alcuni pescherecci pronti alla pesca prima che il petrolio raggiunga la zona
- L’immensa distesa di petrolio
- Un fotogramma del video poco prima dell’esplosione
Billy Nungesser, presidente della Plaquemines Parish, ha confermato che una striscia lucente di petrolio ha raggiunto le paludi costiere e adesso minaccia il delicato ecosistema palustre della regione, che costituisce anche un’importante riserva ittica per il Paese. Le prime tracce della macchia sono state avvistate da un elicottero della Guardia Costiera nella zona di Plaquemines. Non sono bastate dunque le barriere gonfiabili che erano state poste al largo delle coste sud-orientali degli Stati Uniti per bloccare il petrolio, anche perchè nelle ultime ore le onde nella zona hanno raggiunto più di un metro e mezzo d’altezza.
Adesso è lotta contro il tempo per evitare che il petrolio che fuoriesce dal pozzo sottomarino (cinque volte superiore alle stime inizialmente annunciate) provochi una catastrofe ecologica simile a quella che, del 1989, creò la Exxon Valdes in Alaska: le conseguenze di quel disastro durano fino a oggi, a distanza di oltre 20 anni, e continueranno per decenni.
La fuoriuscita di petrolio è cominciata il 20 aprile dopo l’esplosione e l’incendio di una piattaforma della British Petroleum che, prima di affondare, ha cominciato a versare migliaia di barili di petrolio nell’oceano. La piattaforma Deepwater Horizon, che si trovava a 75 chilometri dalla costa, è colata a picco due giorni dopo; e il petrolio esce dal pozzo sottomarino.
- Venerdì 30 Aprile 2010

Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus


LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
LE FOTO PIÙ SEXY DELLA SETTIMANA
LE RAGAZZE DI PERISCOPIO
Fotoreportage e grandi autori
Fotoblog, il mondo in diretta






ANIMALI, le foto più belle
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 1 Maggio 2010 alle 10:10 matteoni e ha scritto:
meglio centrali nucleari , anzichè il petrolio
Il 3 Maggio 2010 alle 09:43 Marea nera, Obama a Venice: “Bp responsabile e pagherà” - Foto - Panorama.it ha scritto:
[...] marea nera riversatasi nel Golfo del Messico dopo l’esplosione di una piattaforma offshore della Bp [...]
Il 5 Maggio 2010 alle 11:17 Marea nera: le foto del disastro ambientale che avanza - Foto - Panorama.it ha scritto:
[...] di 17.500 uomini della Guardia Costiera federale nelle zone del Golfo del Messico interessate dalla marea nera. Il ministro della Difesa, Robert Gates, ha firmato il dispiegamento nei diversi Stati interessati [...]