Archivio di Aprile, 2010

Vinokourov al traguardo
BATTUTI I FAVORITI CONTADOR, GILBERT E SCHLECK. MALE CUNEGO,21/O (ANSA) - LIEGI (BELGIO), 25 APR - Il vecchio ‘Vino’ val bene una Liegi. Tutti si aspettavano il primo successo in una classica del re dei grandi giri, Alberto Contador, mentre il Belgio confidava nel corridore di casa, Philippe Gilbert, per mettere fine al lungo digiuno (Vandenbrouke l’ultimo nel ‘99).
Ma alla fine a mettere tutti d’accordo - compresi i fratelli Schleck, il due volte vincitore della ‘Doyenne’ Valverde, e l’iridato Cadel Evans - e’ stato Alexandre Vinokourov. Un successo inaspettato, ma non per il 36/enne kazakho.
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Alberto Contador
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Alberto Contador in fuga
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Alexandre Vinokourov e Aleksandr Kolobne
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Philippe Gilbert e Alberto Contador
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Vinokourov in volata
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Vinokourov al traguardo
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Vinokourov sul podio con Aleksandr Kolobnev e Alejandro Valverde
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Vinokourov bacia la coppa
Vinokourov, infatti, ha vinto il Giro del Trentino per appena 12 centesimi su Ricco’, e dopo ogni tappa ripeteva di essere costretto a dosare gli sforzi in vista del suo grande obiettivo, la Liegi-Bastogne-Liegi. Detto fatto: dopo la vittoria nel 2005, il kazakho iscrive per la seconda volta il suo nome nell’albo d’oro della ‘decana’, la corsa piu’ antica del mondo (e’ nata nel 1892). Un successo che getta alle spalle il periodo piu’ nero di ‘Vino’: l’esclusione dal Tour del 2006, perche’ quasi tutti i componenti della sua squadra (ma non lui) erano coinvolti nell’indagine sul doping della cosiddetta Operacion Puerto; il ritiro, poi il ritorno a sanzione finita.
Un successo il cui peso specifico, al di la’ del prestigio della gara, e’ reso ancora maggiore dal livello tecnico espresso dall’edizione numero 96. I big infatti ci hanno provato un po’ tutti. Dal grande favorito Gilbert, al vincitore uscente Andy Schleck (6/o), al campione del mondo e dominatore della Freccia Vallone Cadel Evans. Ci ha provato, eccome, anche Contador (10/o): lo spagnolo, con le sue accelerazioni, ha lanciato un paio di segnali importanti: e’ sempre piu’ vicino a diventare un fuoriclasse completo, capace di andare a segno anche nelle corse di un giorno; sa essere anche un uomo squadra dell’Astana, rinunciando al ruolo di stella per far vincere un compagno. ”Sono felice, per me si tratta di una grande rivincita - ha confessato Vinokourov - sono qui per dimostrare che merito la fiducia del pubblico”. Grande delusione in casa Italia: Cunego chiude 21/o, preceduto anche da Garzelli, 18/o.
Fino alla Redoute tutto scorre tranquillo, ma la corsa si infiamma sulla Cote de la Roche aux Faucons. Si muove la Saxo Bank: ritmo alto, preludio alla stoccata di Andy Schleck a cui replica subito l’ ‘enfant du pays’ Gilbert, ed in un secondo momento Alberto Contador. Un tris che pero’ subisce la reazione del plotone. Tratto di falsopiano e si scatena l’azione decisiva: scatto secco di Vinokourov: solo il russo Kolobnev lo segue. Dietro si forma un terzetto con Valverde, Gilbert ed Evans (arriveranno in quest’ordine al traguardo), che pero’ nulla puo’ contro la granitica alleanza dell’est. Sulla salita di Saint-Nicolas, ‘Vino’ cerca di togliersi di ruota Kolobnev.
L’impresa gli riesce solo nell’erta finale di Ans all’ultimo km.
Ora Vinokourov sara’ tra i grandi favoriti del Giro d’Italia.
”E’ la dimostrazione che si puo’ vincere senza doping”, ha detto a fine corsa il kazakho, che non ha mai smesso di gridare la sua innocenza dopo la squalifica nel 2007.
(ANSA).
ORDINE D’ARRIVO:
1. Alexandre VINOKOUROV (Kaz, Astana) 6h37′48″; 2. Alexandr Kolobnev (Rus, Katusha) a 6″; 3. Alejandro Valverde (Spa, Caisse d’Epargne) a 1′04″; 4. Philippe Gilbert (Bel) s.t.; 5. Cadel Evans (Aus); 6. Andy Schleck (Lux) a 1′07″; 7. Igor Anton (Spa) s.t.; 8. Christopher Horner (Usa); 9. Frank Schleck (Lux); 10. Alberto Contador (Spa).
Gli italiani: 18. Stefano Garzelli (Ita) a 1′18″ 21. Damiano Cunego (Ita) s.t. 29. Vincenzo Nibali (Ita) a 01′29″ 34. Francesco Masciarelli (Ita) a 01′59″ 38. Leonardo Bertagnolli (Ita) a 02′08″ 39. Francesco Failli (Ita) a 02′35″ 45. Franco Pellizotti (Ita) a 05′07″ 46. Giampaolo Caruso (Ita) s.t

I nuotatori sull'imbarcazione che li conduce al punto dove avrà inizio la gara (AP Photo/Ariana Cubillos)
Si sono iscritti in 900, in 805 hanno preso parte alla gara, ma solamente 520 hanno compiuto l’impresa: sfidare le correnti del fiume Orinoco, uno dei più grandi fiumi del mondo, percorrendo 3,1 chilometri delle sue acque turbolente. Chi non ce l’ha fatta, è stato recuperato da apposite imbarcazioni.

Inter-Atalanta 3-1 (AP Photo/Luca Bruno)
I risultati della 35/a giornata del campionato di calcio di serie A:
Bologna-Parma 2-1
Fiorentina-Chievo 0-2
Genoa-Lazio 1-2
Inter-Atalanta 3-1 (sabato)
Juventus-Bari 3-0
Livorno-Catania 3-1
Napoli-Cagliari 0-0
Palermo-Milan 3-1 (sabato)
Udinese-Siena 4-1
Roma-Sampdoria 1-2
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Bologna-Parma 2-1
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Bologna-Parma 2-1
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Bologna-Parma 2-1
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Fiorentina-Chievo 0-2
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Fiorentina-Chievo 0-2
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Fiorentina-Chievo 0-2
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Genoa-Lazio 1-2
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Genoa-Lazio 1-2
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Genoa-Lazio 1-2
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Inter-Atalanta 3-1
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Inter-Atalanta 3-1
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Inter-Atalanta 3-1
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Juventus-Bari 3-0
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Juventus-Bari 3-0
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Juventus-Bari 3-0
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Livorno-Catania 3-1
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Livorno-Catania 3-1
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Livorno-Catania 3-1
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Napoli-Cagliari 0-0
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Napoli-Cagliari 0-0
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Napoli-Cagliari 0-0
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Palermo-Milan 3-1
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Palermo-Milan 3-1
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Palermo-Milan 3-1
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Udinese-Siena 4-1
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Udinese-Siena 4-1
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Udinese-Siena 4-1
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Roma-Sampdoria 1-2
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Roma-Sampdoria 1-2
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Roma-Sampdoria 1-2
Classifica del campionato di calcio di serie A dopo la 35/a giornata:
Inter 73
Roma 71
Milan 64
Sampdoria 60
Palermo 58
Juventus 54
Napoli 53
Genoa 48
Parma 46
Fiorentina 46
Chievo 44
Bari 43
Udinese 42
Cagliari 42
Catania 40
Lazio 40
Bologna 39
Atalanta 34
Siena 30
Livorno 29

Napoli-Cagliari 0-0 (AP Photo/Salvatore Laporta)
Classifica marcatori della serie A di calcio dopo la 35/a giornata:
25 reti: Di Natale (Udinese-6 rigori).
20 reti: Milito (Inter-4).
17 reti: Miccoli (Palermo-4); Pazzini (Sampdoria-2).
15 reti: Gilardino (Fiorentina-1).
14 reti: Borriello (Milan-1).
13 reti: Matri (Cagliari-3); Vucinic (Roma-2).
12 reti: Barreto (Bari-4); Eto’o (Inter-2); Pato (Milan); Hamsik (Napoli-1); Maccarone (Siena-1).
11 reti: Tiribocchi (Atalanta); Di Vaio (Bologna-1); Floccari (Genoa/Lazio-2); Totti (4-Roma).
10 reti: Pellissier (Chievo); Cavani (Palermo-2).
9 reti: Adailton (Bologna-1); Martinez (1) e Maxi Lopez (Catania); C. Lucarelli (Livorno-3); Ronaldinho (Milan-4); Quagliarella (Napoli); Floro Flores (Udinese).
8 reti: Nene’ (Cagliari-1); Mascara (Catania-4); Balotelli (Inter); Del Piero (Juventus-3); Bojinov (Parma); Cassano (Sampdoria-1).
7 reti: Valdes (Atalanta-2); Jeda (Cagliari-2); Palacio (Genoa); Trezeguet (Juventus); Huntelaar (Milan-1); Lavezzi (Napoli); Calaio’ (Siena).
6 reti: Jovetic (Fiorentina-1); Maicon (Inter); Hernandez (Palermo); De Rossi (Roma); Ghezzal (Siena); Pepe (Udinese).
5 reti: Amoruso (Parma/Atalanta-1); Conti e Lazzari (Cagliari); Morimoto (Catania); Vargas e Marchionni (Fiorentina); Crespo (Genoa/Parma); Biabiany (Parma); Mesto, M.Rossi e Sculli (Genoa); Iaquinta, Amauri e Diego (Juventus-2); Rocchi (Lazio); Seedorf (Milan-2); Maggio (Napoli); Budan (Palermo); Toni, Perrotta e Riise (Roma); Mannini (Sampdoria).
4 reti: Meggiorini e Almiron (Bari); Zalayeta (Bologna); Mutu (Fiorentina); Palladino (Genoa-1); Sneijder (Inter); Chiellini (Juventus); Cruz (Lazio-1); Danilevicius e Tavano (Livorno); Denis (Napoli); Zaccardo e Paloschi (Parma); Brighi (Roma); Vergassola (Siena); Sanchez (Udinese).
3 reti: Ferreira Pinto (Atalanta); Allegretti, Alvarez e Rivas (Bari); Gimenez, Osvaldo (Bologna); Cossu, Dessena e Larrivey (Cagliari); Ricchiuti e Biagianti (Catania); Sardo, Marcolini e Mantovani (Chievo); Santana (Fiorentina); Acquafresca (Atalanta/Genoa-1), Kharja (3), Milanetto (1) e Zapater (Genoa); Pandev, Stankovic e Thiago Motta (Inter); Felipe Melo, Camoranesi (Juventus); Mauri e Zarate (Lazio-1); Nesta (Milan); Pastore e Simplicio (Palermo); Baptista (Roma); Gastaldello (Sampdoria); Suazo (Inter/Genoa).
2 reti: Ceravolo, Chevanton, Doni e Padoin (Atalanta); Castillo, A. Masiello e Ranocchia (Bari); Busce’ e Portanova (Bologna); Astori (Cagliari); Llana (Catania); Abbruscato, Bogdani, De Paula, Pinzi (Chievo); Montolivo, Keirrison e Kroldrup (Fiorentina); Criscito (Genoa); Cambiasso e Samuel (Inter); Candreva, Grosso, Marchisio e Salihamidzic (Juventus); Dias, Lichtsteiner, Kolarov (1) e G.Stendardo (Lazio); Bergvold e Rivas (Livorno); F. Inzaghi e Thiago Silva (Milan); Cigarini e Pazienza (Napoli); Bovo, Kjaer, Nocerino (Palermo); Galloppa, Lanzafame e A. Lucarelli (Parma); Burdisso, Cassetti e Pizarro (1) (Roma); Guberti, Padalino, Semioli, Palombo e Pozzi (Sampdoria); Paolucci e Reginaldo (Siena).
1 rete: Bellini, De Ascentiis, Manfredini e Peluso (Atalanta); Bonucci, Donati, Greco, Koman, Kutuzov, Rivas (Bari); Adailton, Guana, Mudingay e Raggi (Bologna); Biondini, Lopez e Ragatzu (Cagliari); Izco e Spolli (Catania); Bentivoglio, Granoche, Yepes e Rigoni (Chievo); Castillo (Fiorentina/Bari), Babacar, De Silvestri (Fiorentina); Fatic, Biava, Bocchetti, Boakye e Moretti (Genoa); Chivu, Lucio, Mariga, Muntari e Vieira (Inter); Giovinco, Caceres e Legrottaglie (Juventus); Matuzalem e Siviglia (Lazio); Bellucci, Filippini, Miglionico e Pulzetti (Livorno); Ambrosini (Milan); P: Cannavaro, Bogliacino, Campagnaro, Datolo e Rinaudo (Napoli); Bresciano, Balzaretti e Migliaccio (Palermo); Antonelli,Dzemaili, Jimenez, Panucci e Zenoni (Parma); Amoruso (1) (Parma/Atalanta); Okaka, Menez, Mexes e Taddei (Roma); Rossi e Ziegler (Sampdoria); Ekdal, Fini, Larrondo, Rosi e Terzi (Siena); Asamoah, Isla, D’Agostino e Lodi (Udinese).
1 autorete: Zapata (Bologna); Astori (Cagliari); Bocchetti (Genoa). (ANSA)
Di influenza suina, nel 2009, i telegiornali hanno parlato per 9 mesi, diffondendo un totale di 1.337 notizie. Ma delle cosiddette ”malattie tropicali dimenticate”, come la leishmaniosi viscerale o kala-azar, la malattia del sonno, la Chagas e l’ulcera di Buruli (sono 400 milioni le persone a rischio), non si è detto nulla. Zero notizie. La denuncia parte da Medici Senza frontiere (Msf) che ha presentato a Roma, nei giorni scorsi, il rapporto annuale ”Le crisi umanitarie dimenticate dai media nel 2009”.
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Afghanistan: la politica degli aiuti impedisce a molti civili l’accesso all’assistenza umanitaria
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AIDS: i finanziamenti sono bloccati nonostante milioni di persone ne abbiano bisogno
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Repubblica Democratica del Congo: il clima di violenza non dà tregua ai civili nelle regioni orientali
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Malnutrizione infantile: i fondi assolutamente inadeguati minano i risultati ottenuti nel trattamento di questa malattia
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Malattie dimenticate: la scarsità di fondi investiti nella ricerca e sviluppo e nella diffusione nel trattamento dei pazienti
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Pakistan: Civili intrappolati nella violenza
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Somalia: civili in trappola tra violenza e mancanza di accesso alle cure
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Sri Lanka: migliaia di feriti nell’ultimo atto di una guerra che infiamma il Paese da più di 10 anni
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Sudan: condizioni drammatiche per le popolazioni del Sudan meridionale e del Darfur
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Yemen: civili intrappolati in una guerra brutale nella parte settentrionale del Paese
Sulla base di un’analisi quantitativa e qualitativa, condotta dall’Osservatorio di Pavia, dello spazio dedicato dai telegiornali Rai e Mediaset alle crisi umanitarie, Msf ha stilato una classifica delle emergenze meno affrontate dai media nel 2009: al primo posto le malattie dimenticate.
A seguire i conflitti nella Repubblica Democratica del Congo (7 notizie), nello Sri Lanka (53) e nello Yemen (54). Si è parlato poco anche della mancanza di finanziamenti per la lotta contro l’Aids (77), della crisi umanitaria in Sudan (112) e degli scarsi fondi contro la malnutrizione (116). Insufficiente anche l’informazione sulle violenze subite dalle popolazioni del Pakistan (225), della Somalia (293) e dell’Afghanistan (1.632 notizie, ma riguardanti per lo più la missione militare italiana e i rapporti con gli Stati Uniti).
Tutto questo, osserva l’organizzazione, mentre i servizi sui saldi sono stati 112 e quelli su tre mesi di caldo 246. In generale queste crisi umanitarie hanno coperto solo il 6% del totale delle notizie (5.216 su 82.788), ”un dato identico a quello del 2008 - afferma Msf - ma sempre in linea con il calo di attenzione prestato alle aree di crisi in questi anni: il 10% nel 2006 e l’8% nel 2007.
La tendenza dei tg è quella di interessarsi poco o nulla ai processi complessi delle crisi, privilegiando invece fatti straordinari e limitati nel tempo”. ”Un’informazione esaustiva è il primo passo per Msf, che da sempre crede nella testimonianza - spiega Kostas Moschochoritis, direttore generale di Msf - ai mezzi di informazione chiediamo di parlare delle crisi umanitarie in modo costante; all’opinione pubblica di mobilitarsi per fare pressione perche’ questo avvenga davvero”.
Oltre alla diffusione del rapporto, Msf ha lanciato oggi anche due campagne: una (”Adotta una crisi dimenticata”) rivolta ai media, alle Università e alle Scuole di giornalismo, con l’obiettivo di dare spazio a momenti di confronto e approfondimenti sulle crisi umanitarie; l’altra (”Accendi un riflettore sulle crisi dimenticate”) è rivolta all’opinione pubblica ”per attirare l’attenzione nei modi più diversi: attraverso il sito crisidimenticate.it e Facebook o iniziative concrete come i FlashMob e altre proposte”. (ANSA)

Manifestazione per i diritti dei disabili a Il Cairo, Egitto (Credits: AP Photo/Ben Curtis)
Le foto più belle, settimana dopo settimana

In passerella a Città del Messico (Credits: AP Photo/Claudio Cruz)
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Pomeriggio di giochi a Baghdad, Iraq
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Il trucco per la Quinceanera, a Città del Messico
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“Hope and Glory” dell’artista Simon Birch a Hong Kong, Cina
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Osservatori assistono allo spoglio elettorale a Juba, Sudan
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Tracce di primavera presso Schanfigg, Svizzera
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Cremazione di massa delle vittime del terremoto, nella provincia cinese di Qinghai
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Nel giorno della memoria a Tel Nof, Israele
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Bambini tibetani in una scuola temporanea, dopo il terremoto, nella provincia cinese del Qinghai
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Soldati italiani surante il cambio della guardia a Herat, Afghanistan
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Attesa nell’aeroporto di Pechino
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Fabbrica d’acciaio a Jammu, India
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Fumatori di Giacarta, Indonesia
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Un soldato osserva i manifestanti anti-governativi a Bangkok, Thailandia
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Manifestazione per i diritti dei disabili a Il Cairo, Egitto
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Il corpo di un poliziotto ucciso ad Antipolo, nelle Filippine
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Shanghai World Expo
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Al Raja Bazaar nella città vecchia di Rawalpindi, Pakistan
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Riapre l’Hotel Oberoi di Mumbai, colpito da attacchi terroristici nel 2008
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Zoo di Racine, Wisconsin, USA
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Giornata mondiale della Terra a Medellin, Colombia
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Cucciolo di cammello a Zurigo, Svizzera
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Acrobazie di protesta a Managua, Nicaragua
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In passerella a Città del Messico
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Calcutta, India

(Credits: Fabio Ferrari/LaPresse)
Gli insulti ai tifosi che lo avevano fischiato, la maglia gettata a terra mentre i compagni festeggiavano il successo contro il Barcellona, e poi l’aggressione subita da un gruppo di sostenitori nel garage dello stadio: queste tre scene di mercoledì scorso documentano il rapporto ormai ai minimi termini fra Mario Balotelli e l’Inter.
Un rapporto nato sotto i migliori auspici con Roberto Mancini e poi costellato da tanti momenti di dissidio con José Mourinho.
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“È uno dei momenti più difficili della mia vita”
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Balotelli in campo in una foto del 2009
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Una curiosa espressione dell’attaccante
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Inter vs Rubin Kazan, nella Champions League 2009-2010
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Mario Balotelli segna su rigore e zittisce i tifosi della Roma
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Cartellino giallo a Genova, Serie A 2009 2010
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Contro il Chelsea nel 2009 | Allenamenti ad Appiano Gentile
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Semifinale di Coppa Italia 2010 | Con Mourihno
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Quarti di finale Coppa Italia 2009/2010, Inter - Juventus
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Il gesto ai tifosi nella semifinale di Champions League 2010
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Inter vs Rubin Kazan, nella Champions League 2009-2010
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Espulsione agli Europei under 21
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Balotelli gesticola verso i tifosi che lo hanno fischiato
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Striscia lo tenta con la maglia del Milan
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Con la maglia della nazionale italiana under 21 | Il tricolore
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Con Massimo Moratti
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Il gesto del 20 aprile 2010 ai tifosi e l’uscita dal campo senza maglia nerazzurra
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Durante la semifinale di Champions League | Con Samuel Eto’o
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L’attaccante dell’Inter Mario Balotelli cerca di liberarsi dalla marcatura del difensore della Juventus Jonathan Zebina
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Ammonito durante Inter Juventus | Durante un derby Inter-Milan
TUTTI I LITIGI CON MOURINHO E TIFOSI IN 2 ANNI DI INCOMPRENSIONI
DICEMBRE 2008-GENNAIO 2009 - Mourinho è convinto che sia distratto dall’idea di cambiare squadra e lo tiene fuori fino alla chiusura del mercato: ”Allora forse cambierà atteggiamento e tornerà in squadra”.
30 GENNAIO - Dopo giorni di polemiche e pressioni, a fine allenamento Mario scoppia in lacrime dopo aver subito un rimprovero da un compagno di squadra.
9 FEBBRAIO - Fa infuriare il ct dell’Under 21 Casiraghi: dopo una serata in giro per locali di Milano, perde l’aereo e si presenta in ritiro con oltre tre ore di ritardo.
29 SETTEMBRE - Si fa espellere e lascia l’Inter in 10 negli ultimi 33′ della sfida di Champions contro il Rubin. Mourinho si infuria. L’indomani si scusa con i tifosi.
23 OTTOBRE - Mourinho lo bacchetta: ”Mario ha giocato una partita eccezionale” contro il Genoa, ma poi ”ha fatto una settimana di allenamento pessima”.
29 OTTOBRE - Con il Palermo si procura un rigore e pretende di tirarlo al posto di Eto’o. Desiste solo dopo l’intervento di Zanetti ma, quando il camerunense segna, non esulta.
8 NOVEMBRE - Dopo il pari contro la Roma Mourinho lo critica: ”A mio avviso e’ stato vicino allo zero”.
18 NOVEMBRE - ”Tifo Milan” e ”per quest’anno gioco nell’Inter”, confessa ai piccoli pazienti di un ospedale pediatrico milanese. L’Inter non approva e Mourinho critica la gestione del giocatore da parte dei familiari.
29 NOVEMBRE - Convocato, viene mandato in tribuna contro la Fiorentina per un ritardo a un allenamento.

(Credits: Marco Giglio/ANSA)
6 GENNAIO 2010 - In casa del Chievo segna il gol partita ed esce applaudendo sarcasticamente il pubblico che lo ha bersagliato di insulti e ‘buuu’. ”Il pubblico di Verona mi fa sempre più schifo”, dice.
3 FEBBRAIO - Nella ripresa della semifinale di Coppa Italia con la Fiorentina, si ferma in attacco, dolorante. Mourinho gli urla di tornare in difesa visto che i viola battono un calcio d’angolo. Obbedisce gettando a terra i guanti con un gesto di stizza. Due minuti dopo Mourinho lo sostituisce.
16 FEBBRAIO - Va al Meazza per seguire la sfida tra Milan e Manchester United. Qualche settimana prima era allo stadio anche per la partita di coppa Italia fra i rossoneri e il Novara.
L’Inter non gradisce, i tifosi ancora meno.
14 MARZO - Alla vigilia della trasferta contro il Chelsea, reagisce all’enesimo richiamo e litiga furiosamente con Mourinho che lo esclude per motivi disciplinari.
23 MARZO - ‘Striscia la notizia’ lo invita a indossare la maglia del Milan. L’attaccante dice più volte no e lo fa solo quando pensa che le telecamere non ci siano più. Ma di nascosto viene ripreso e le immagini in tv fanno scalpore.
30 MARZO - ”Non sono così stupido da saltare cinque partite, ho ragione e non chiedo scusa”, dice al ‘Chiambretti Night’.
20 APRILE: insulta tutto il Meazza e getta la maglia per terra al termine della gara contro il Barcellona. Parapiglia con i tifosi nel garage dello stadio. (ANSA)

Cavaliers - Bulls, gara 3 (AP Photo/Nam Y. Huh)
(ANSA-AFP-REUTERS) - CHICAGO (USA), 23 APR - Chicago Bulls e Oklahoma City vincono gara tre e si portano sul 2-1 nella serie del primo turno dei play off del campionato Nba di basket, accorciando le distanze nei confronti delle dirette avversarie, Cleveland e Lakers.
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Cavaliers - Bulls
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Suns - Trail Blazers
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Suns - Trail Blazers
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Lakers - Thunder
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Cavaliers - Bulls
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Cavaliers - Bulls, gara 3 (AP Photo/Nam Y. Huh)
Grazie a un Derrick Rose in stato di grazia (e autore di 31 punti) i Bulls hanno conquistato il primo punto della serie contro i Cavaliers, ai quali non e’ bastato Lebron James, autore di 39 punti.
Nella Conference ovest, accorcia le distanze anche Oklahoma City, che supera in casa i Los Angeles Lakers. Mattatore della serata Kevin Durant che ha chiuso con 29 punti e 19 rimbalzi, nella prima partita di playoff mai giocata a Oklahoma City, spingendo i Thunder alla vittoria 101-96 contro i Lakers.
Sempre a Ovest, vittoria di Phoenix in casa di Portland.
Jason Richardson chiude la serata con 42 punti, consentendo ai Suns di espugnare il Rose Garden e portare sul 2 ad 1 la serie contro i Blazers.
Risultati del primo turno dei play off del campionato Nba di basket (al meglio delle sette partite): Conference Est Chicago-Cleveland 108-106 (Cleveland 2-1) Conference Ovest A Oklahoma City: Oklahoma City-Los Angeles Lakers 101-96 (Los Angeles 2-1) Portland-Phoenix 89-108 (Phoenix 2-1).
(ANSA).

(Credits: AP Photo/Fars News Agency,Mehdi Marizad)
I ‘Guardiani della rivoluzione’ iraniana - l’esercito ideologico del regime degli ayatollah - hanno cominciato oggi una serie di manovre militari nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz che dureranno tre giorni. Lo ha annunciato la tv di stato.
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I Guardiani della rivoluzione iraniana hanno annunciato tre giorni di manovre militari nello Stretto di Hormuz
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Le esercitazioni, terrestri, navali e aeree, hanno detto i Guardiani, hanno per obiettivo quello di testare le capacita’ del regime per ”preservare la sicurezza nel Golfo Persico, lo stretto di Hormuz e il Golfo di Oman”
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Circa il 30 per cento della produzione mondiale di petrolio proviene dalla regione del Golfo e transita per lo stretto di Hormuz
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Le manovre militari sono denominate Payambar Azam 5 (Grande Profeta 5)
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In numerose esercitazioni simili svoltesi negli ultimi anni, la Repubblica islamica ha testato numerosi vettori, tra i quali alcuni di una gittata di 2.000 chilometri e quindi in grado di raggiungere, tra l’altro,Israele
Le manovre terrestri, navali e aeree, in un’area considerata cruciale per le riserve di petrolio a livello mondiale, coincide con l’escalation delle tensioni tra Teheran e l’Occidente che teme che il programma nucleare dell’Iran miri allo sviluppo di armi atomiche nonostante le smentite del governo.
La tv di stato riporta che l’Iran ha iniziato le esercitazioni nel Golfo e nello Stretto di Hormuz ”per sottolineare le sue capacità di difesa e la sua determinazione a mantenere la sicurezza” nella regione. Alle grandi manovre prendono parte le forze aeree, navali e terrestri. La tv di stato sostiene che saranno anche sperimentati diversi tipi di missili, senza pero’ fornire dettagli in merito. (ANSA-REUTERS)

(Credits: EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT)
La Patrouille des Glaciers - letteralmente: “Pattuglia dei ghiacciai” - è una gara di scialpinismo organizzata dall’Esercito svizzero, a cui prendono parte atleti sia civili, sia militari. Si svolge ogni due anni tra Zermatt, Arolla a Verbier, lungo un percorso di circa 53 Km, a piedi e con gli sci, e su un dislivello positivo di quasi 4000 m. L’edizione 2010 ha preso il via nella giornata di ieri e si concluderà il prossimo 24 aprile. Parte del percorso verrà affrontato dagli atleti durante la notte.
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Una gara di scialpinismo organizzata dall’Esercito svizzero, a cui prendono parte atleti sia civili, sia militari
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Si svolge ogni due anni tra Zermatt, Arolla a Verbier, in Svizzera
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Il percorso è di circa 53 Km, a piedi e con gli sci
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L’uscita dal villaggio di Zermatt
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Il dislivello positivo percorso dagli atleti è di quasi 4000 m
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L’arrivo sul Rosablanche
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L’edizione 2010 si svolge tra il 21 e il 24 aprile
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La gara si effettua tra squadre composte di tre atleti, com’è necessartio per la progressione sicura su ghiacciaio
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Le ultima informazioni prima della partenza
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Parte del percorso viene affrontato dagli atleti durante la notte
In occasione di una conferenza stampa tenutasi a Berna il nuovo comandante della Patrouille des Glaciers (PDG), tenente colonnello SMG Ivo Burgener, ha presentato l’edizione 2010 come la «competizione a squadre – il cui svolgimento è affidato all’esercito – più impegnativa al mondo». La gara si effettua tra squadre composte di tre atleti, com’è necessartio per la progressione sicura su ghiacciaio.

La regina in un'immagine del marzo 2010 (Credits: EPA/ANDY RAIN)
La regina Elisabetta II compie oggi 84 anni e festeggia il suo compleanno in privato al castello di Windsor, insieme al marito, il principe Filippo.
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La regina in un’immagine del marzo 2010
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Lo scoppio di ventuno fucili in Hyde Park e altri ventuno al Tower Bridge di Londra, ha celebrato il compleanno della regina Elisabetta
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Lo scoppio di ventuno fucili in Hyde Park e altri ventuno al Tower Bridge di Londra, ha celebrato il compleanno della regina Elisabetta
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Elisabetta bamnbina, in due immagini diffuse oggi dalla Casa Reale
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Il matrimonio con il principe Filippo nel 1947
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L’incoronazione nel 1953
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1951 Con il Principe Filippo e i figli Carlo e Anna
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In un’immagine del 2009
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21 Aprile 1965, Foto di famiglia
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Foto di gruppo nel 1992
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1997 - Foto di gruppo della famiglia reale inglese nel castello di Windsor
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Un’immagine dello scorso febbraio
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Con la principessa Diana nel 1982
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Con la regina madre nel 2000
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Con il Principe Filippo
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Il matrimonio di Carlo e Camilla
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In una fotografia del 2009
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Con Margaret Thatcher
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Con Gordon Brown
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2001 - Con Tony Blair, Jack Straw e David Blunkett
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La corona | In prima classe
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In una fotografia del 1999
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Con Lady Gaga
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Con gli Obama
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“The Queen”: il film di Stephen Frears del 2006
Le uniche celebrazioni pubbliche in programma sono state eseguite come ogni anno dalla Royal Horse artillery, che ha offerto il suo omaggio alla regina con 41 colpi sparati a mezzogiorno in punto a Hyde Park a Londra. Un’ora dopo l’omaggio e’ stato ripetuto alla Torre di Londra (62 colpi). A Windsor invece la ricorrenza è celebrata con 21 colpi di cannone, sparati anch’essi a mezzogiorno.

1997 - Foto di gruppo della famiglia reale inglese nel castello di Windsor (Credits: DAILY TELEGRAPH/ANSA)
I sudditi britannici dovranno invece aspettare il 12 giugno per festeggiare la monarca. È quella infatti la data in cui cade il compleanno istituzionale di Elisabetta che sarà festeggiato, come di rito, con la tradizionale cerimonia Trooping of the Colour, al centro di Londra. Allora la regina, insieme al principe consorte, sfilerà in carrozza per il centro di Londra, salutando i sudditi e assisterà allo sparo dei 41 colpi da parte delle forze armate.

Con la principessa Diana nel 1982
La tradizione di festeggiare due volte il compleanno - una celebrazione pubblica e una privata - iniziò con re Edoardo VII. Per i primi sette anni del suo regno, Elisabetta festeggiava il compleanno ufficiale il secondo giovedì del mese di giugno, ma la data è poi stata spostata al secondo sabato del mese. Per rimarcare il vero compleanno di Elisabetta sono state diffuse oggi delle foto che ritraggono la regina da bambina, quando aveva solo sette mesi, nel 1926. Le foto saranno in mostra al castello di Windsor da sabato fino a febbraio del prossimo anno. (ANSA)

Chennai, India (Credits: EPA/NATHAN G.)
Il 22 aprile del 1970, 20 milioni di cittadini americani risposero ad un appello del senatore democratico Gaylord Nelson, partecipando ad una storica manifestazione a difesa del Pianeta. Oggi, a distanza di 40 anni, sono 175 i Paesi che in tutto il mondo hanno fatto propria questa manifestazione.
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Il Primo Earth Day si celebrò il 22 aprile del 1970
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40 anni fa 20 milioni di cittadini americani risposero ad un appello del senatore democratico Gaylord Nelson, partecipando a una storica manifestazione a difesa del Pianeta
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La mobilitazione internazionale dell’edizione 2010 ha coinvolto 175 Paesi del mondo
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Migliaia le iniziative previste, da San Paolo a Città del Capo, passando per Rabat fino a Calcutta e Pechino
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A tenere le fila della manifestazione mondiale è l’Earth Day Network
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Il tema dell’edizione 2010 è ”Miliardi di azioni verdi”
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Epicentro delle celebrazioni sarà il concertone di Washington, al National Mall
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In Italia, l’evento è organizzato per la terza volta dal Nat Geo Music Live con un concerto gratuito a Roma al Circo Massimo, la cui star è Pino Daniele
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Anche la tv celebra l’Earth Day con documentari e docu-inchieste su Sky, una maratona su Sky Tg24 e un magazine di 8 puntate su Current
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Stasera sera l’Earth Day si festeggia con la musica. Sul palco del Circo Massimo ci saranno anche i Morcheeba
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Greensburg, Kansas, USA
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Bio-diesel a Izumi, in Giappone
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Casa ecologica a Greensburg, Kansas, USA
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Amritsar, India
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Amritsar, India
Migliaia le iniziative previste per oggi, da San Paolo a Città del Capo, passando per Rabat fino a Calcutta e Pechino. A tenerne le fila è l’Earth Day Network, che in occasione dell’anniversario ha voluto coinvolgere tanti singoli cittadini ed organizzazioni in singoli impegni a favore dell’ambiente, con la campagna ”Miliardi di azioni verdi”.

Mumbai, India (Credits: EPA/DIVYAKANT SOLANKI)
Il contatore ha già superato quota 5 milioni di eco-azioni: c’è chi ha deciso di piantare un albero, chi ricicla i propri rifiuti, chi invece si impegna a consumare meno acqua ed elettricità. Evento clou del 2010 è il concertone di Washington, al National Mall, con personaggi come il regista James Cameron, vincitore al box office con il suo ‘Avatar’ dalla morale ecologista, e il reverendo Jesse Jackson, mentre faranno spettacolo musicisti come Sting, John Legend, The Roots, Jimmy Cliff, Passion Pit, Joss Stone ed altri.

Greensburg, Kansas, USA (Credits: EPA/LARRY W. SMITH)
In Italia, l’evento è organizzato per la terza volta dal Nat Geo Music Live con un concerto gratuito a Roma al Circo Massimo, la cui star sara’ Pino Daniele. Ma anche la tv celebra l’Earth Day con documentari e docu-inchieste su Sky, una maratona su Sky Tg24 e un magazine di 8 puntate su Current.

La gioia di Maicon (Foto Ansa/DANIEL DAL ZENNARO)
Non è ancora fatta ma l’Inter può davvero sperare di tornare a giocare una finale di Champions dopo 38 anni. Dopo 90′ di grande calcio, i nerazzurri battono per 3-1 il Barcellona campione d’Europa: non è Lionel Messi il protagonista della serata ma Diego Milito che entra di diritto tra i migliori giocatori d’Europa mentre José Mourinho non ha più bisogno di conferme per essere considerato uno dei migliori allenatori del mondo.
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La gioia di Maicon
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Ibrahimovic a terra
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La gioia di Milito dopo il gol
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Entrata sospetta in area
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Maicon segna il gol del 2 a 1
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La gioia di Sneijder, Pandev, Thiago Motta e Chivu
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Eto’o vs Keita
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Sotto tono Messi
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Pedro del Barcellona segna lo 0-1
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Messi tra Sneijder e Cambiasso
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Guardiola, ct del Barça
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Milito festeggiato da Thiago Motta e Sneijder
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Balotelli protesta col pubblico
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La delusione di Keita e Abidal
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La carica di José Mourinho
Va in svantaggio l’Inter, ma ha la forza e il carattere per ribaltare completamente una partita in cui mostra tutte le sue doti migliori e che anche la sceneggiata finale di Mario Balotelli non può rovinare. Entrato nel finale, il giovane attaccante prende qualche fischio dopo una conclusione da lontano e poi lancia per terra la maglietta quando il pessimo arbitro Benquerenca fischia la fine di una gara che resterà nella storia dell’Inter e degli 80mila del Meazza.
Il pubblico dà sempre una grande spinta a una squadra che prima soffre, poi prende in mano la partita e poi resiste all’assalto finale degli spagnoli che possono recriminare per il gol in leggero fuorigioco di Milito e per un’entrata a forbice di Sneijder su Dani Alves nell’area nerazzurra che Benquerenca giudica all’incontrario, ammonendo per simulazione il difensore brasiliano invece che concedere il rigore.

Entrata sospetta in area (Foto Ansa/DANIEL DAL ZENNARO)
Ma è la notte di José Mourinho che crede nella sua Inter offensiva e fa giocare gli stessi uomini che hanno espugnato Stamford Bridge. L’atteggiamento della sua squadra è quello giusto ed è quello che ci vuole contro un Barcellona messo in campo con lo stesso 4-2-3-1 utilizzato dai nerazzurri anche se con una filosofia ben diversa. Tanto gli interisti cercano di lanciare in verticale le punte, tanto Xavi e compagni tengono palla fino allo sfinimento cercando con calma e pazienza lo spazio giusto per far male.
Anche le due difese hanno atteggiamenti ben diversi e quella blaugrana deve solo ringraziare José Manuel Silva Cardinal, assistente di Benquerenca, se al 10′ Milito non può sfruttare un’occasione colossale e viene fermato per un fuorigioco inesistente. Puyol e Piqué giocano infatti molto alti e non sempre la tattica funziona, mentre Samuel e Lucio stanno ben chiusi su Ibrahimovic, fischiatissimo e molto fuori dalla partita.
Non è lui l’ex che fa male ma Maxwell, decisamente meno atteso ma molto più ispirato dello svedese: al 19′ il brasiliano se ne va sulla fascia senza che nessuno lo degni di uno sguardo e così può crossare comodamente per Pedro che da centro area, supera Julio Cesar. Non c’è solo Messi, infatti, nel Barcellona ma anche questo giovane spagnolo che, anche lui meno atteso ma ben più efficace del suo ben più famoso compagno, porta la sua squadra in vantaggio.
Potrebbe essere l’inizio della fine, la prima pagina di un copione già scritto e invece proprio dallo svantaggio l’Inter costruisce la sua grande serata. Nessun contraccolpo psicologico, nessuna resa, anzi: il carattere che José Mourinho è riuscito a dare ai suoi giocatori li porta a ribaltare la partita.
Milito al 27′ sbaglia un gol che ha fatto e rifatto in stagione anche a occhi chiusi ma è il suo unico errore della serata. Da quel momento in poi, dai suoi piedi parte tutto l’attacco dell’Inter e lo score dell’argentino, alla fine, sarà di un gol e due assist. Il primo è per Sneijder che alla mezz’ora riporta la partita in parità e poco importa se il Barcellona chiuda il primo tempo con il 64% di possesso palla perché la sensazione è che l’Inter sia assolutamente in grado di prendersi la partita.
E così è dopo l’intervallo perché la ripresa dei nerazzurri è un capolavoro che Massimo Moratti non dimenticherà tanto facilmente: al 3′ Milito se ne va sulla destra e trova Maicon che come un treno arriva in area, resiste a Keita, e mette in rete. Non è finita perché l’altro assistente di Benquerenca ridà a Milito ciò che il suo collega gli aveva tolto e convalida il suo gol di testa al 16′ in leggero fuorigioco.
Le buone notizie per Mourinho arrivano anche dall’ammonizione del diffidato Puyol che dovrà saltare il ritorno e da due grandi parate di Julio Cesar su Messi e Busquets che ne sanciscono il ritorno al suo livello migliore. Guardiola ne ha abbastanza di Ibrahimovic e lo toglie dopo un’ora di calcio lontano anni luce da quello fatto vedere nei suoi tre anni all’Inter ma l’assalto finale dei suoi uomini non porta a nulla e così l’Inter può andare al Camp Nou a difendere un ottimo 3-1 e a prendersi una finale tanto attesa. (ANSA)

Hugo Chavez durante la parata militare (AP Photo/Fernado LLano)
Circa 1.600 militari hanno partecipato ieri, a Caracas, ad una parata organizzata dal governo del Venezuela in occasione dell’indipendenza del paese dalla Spagna, raggiunta 200 anni fa. La festa è stata presieduta dal presidente Hugo Chavez, alla presenza di capi di Stato di altri Paesi latinoamericani.
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Hugo Chavez durante la parata militare
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Un momento della parata militare
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Il grido di un soldato nel corso della parata
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Cristina Fernandez interviene all’Assemblea Nazionale
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Slogan durante la parata
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Slogan durante la parata
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Veicoli militari sfilano per le vie di Caracas
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Soldati dell’esercito russo partecipano alle cerimonie
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Soldati dell’esercito russo partecipano alle cerimonie
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La Milizia civile durante la parata
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La Milizia civile durante la parata
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Soldati bielorussi partecipano alle cerimonie
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Slogan durante la parata
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Hugo Chavez con Daniel Ortega e Evo Morales
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Hugo Chavez con Raul Castro
”Eccoci qua tutti uniti, civili e militari, il popolo e le forze armate, assicurando l’indipendenza della patria, che mai più sarà una colonia yankee, né di nessuno”, ha sottolineato Chavez davanti al pubblico e ai presidenti, tra gli altri, di Cuba, Raul Castro, dell’Argentina, Cristina Fernandez Kirchner, e della Bolivia, Evo Morales.
La parata è stata occasione per un’esibizione degli aerei K-8W cinesi e dei Sukoi russi acquistati dal Venezuela, così come delle milizie ‘bolivariane’. La parata - durata circa quattro ore e applaudita da 12 mila persone - è stata la più imponente mai realizzata in Venezuela. Lo hanno sottolineato i media locali, rilevando che, in coincidenza con i festeggiamenti, a Caracas avrà luogo un vertice straordinario dell’Alternativa Bolivariana per i popoli delle Americhe (Alba), il progetto d’integrazione latinoamericana promosso da Caracas e L’Avana. (ANSA).

New York (AP Photo/Mary Altaffer)
Sono in corso, a New York, le audizioni per accedere alla Scuola dell’American Ballet, una delle compagnie di danza più importanti e conosciute nel mondo. Possono partecipare alle audizioni bambini tra i 6 e i 10 anni. Negli scatti di Mary Altaffer, le piccole étoile attendono il turno per la loro esibizione, un po’ annoiate, un po’ divertite, forse ancora ignori di poter diventare il Nureyev o la Zakharova del futuro.
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Leila Mallen e Nikita Lev Emery, 6 anni
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Lily Wilensky Hohn, 6 anni
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Sarah Jane Nigen, 6 anni
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Ashlee Benjamin, 6 anni
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Taylor Harris, 5 anni
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Prima dell’audizione
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Alla sbarra
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Su per le scale
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Bimbi in attesa

Lily Wilensky Hohn, 6 anni (AP Photo/Mary Altaffer)

Prineville (AP Photo/Don Ryan)
Greenpeace contro la “cloud computing”, la nuvola delle tecnologie informatiche disponibili on line, che a suo dire non aiuterà a combattere i cambiamenti climatici. Anzi. I giganti dell’IT stanno costruendo data center che saranno alimentati principalmente da centrali a carbone. È la denuncia del nuovo rapporto “Make IT Green“.
Secondo l’organizzazione ambientalista la grande rete genera troppe emissioni di CO2. Scrive Greenpeace: “Facebook, il colosso dei social-network, per esempio ha costruito un gigantesco data center a Prineville, nell’Oregon, optando per l’altamente inquinante carbone. Per far crescere la protesta si può aderire al gruppo Facebook: ‘Vogliamo che Facebook utilizzi il 100 per 100 di energia rinnovabile‘.
Ecco le foto dei lavori di costruzione del data center di Prineville:
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Facebook al lavoro per lo stabilimento “inquinante” di Prineville
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Facebook al lavoro per lo stabilimento “inquinante” di Prineville
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Facebook al lavoro per lo stabilimento “inquinante” di Prineville
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Facebook al lavoro per lo stabilimento “inquinante” di Prineville
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Facebook al lavoro per lo stabilimento “inquinante” di Prineville

(AP Photo/Brynjar Gauti)
È previsto per le prime ore di mercoledì prossimo il ‘picco’ sull’Italia della presenza della nube di cenere causata dall’esplosione del vulcano islandese Eyjafjallajokull.
Mentre continuano gli stop ai voli su molta parte d’Europa, vi offriamo una galleria fotografica con le foto più belle di questo fenomeno naturale. L’eruzione tra i ghiacci, infatti, non ha portato solo caos in aeroporti e nei trasporti aerei, ma anche coltri di ceneri su distese di campi islandesi, su balle di fieno, tramonti e albe mozzafiato nelle città europee vicine Reykjavik, mandrie di bestiame disorientate tra strati di polvere grigia…
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Nube di cenere poco prima del tramonto
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Nube di cenere poco prima del tramonto
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Spettacolare tramonto a Francoforte sull’Oder grazie alla nube di cenere
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Il vulcano sul ghiacciaio Eyjafjallajokull continua a eruttare
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Il vulcano sul ghiacciaio Eyjafjallajokull continua a eruttare
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Nupur, salvataggio dei bovini dall’esposizione alle ceneri tossiche
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Il vulcano sul ghiacciaio Eyjafjallajokull continua a eruttare
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L’eruzione del vulcano, 18 aprile 2010
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Cenere vulcaninca sopra auto
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L’eruzione del vulcano, 18 aprile 2010
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Nupur, allevatore cerca bestiame disperso tra la nube di cenere
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Nupur, salvataggio dei bovini dall’esposizione alle ceneri tossiche
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In attesa all’aeroporto di Francoforte
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Myrdalssandur, impronte sulla cenere vulcanica
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In attesa all’eroporto Prat Llobregat, Spagna
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Alba rossa a Budapest grazie alla nube
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Nube di cenere
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Pulizia dell’auto dalla cenere del vulcano
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Reykjavík, balle di fieno ricoperte di cenere
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Una fattoria e alle spalle l’eruzione del vulcano
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Il cratere del vulcano dall’alto
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Il cratere del vulcano dall’alto
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Kirkjubæjarklaustur, un’auto tra la cenere vulcanica
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Myrdalssandur, impronte sulla cenere vulcanica
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Attesa all’aeroporto Prat Llobregat, Spagna
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Reykjavík, al lavoro per rimuovere la cenere vulcanica
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L’eruzione sul ghiacciaio Eyjafjallajokull
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I campi di Seljarlandsdal ricoperti di cenere vulcanica
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Riparazioni di strade dopo le inondazioni del fiume Markarfljot
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Alba rossa per le ceneri su Budapest
Secondo le previsioni a cura di Gelsomina Pappalardo, ricercatrice dell’Imaa-Cnr e coordinatrice del progetto europeo ‘Earlinet’ (European Aerosol Research Lidar Network), che aggiorna sugli spostamenti della nube vulcanica verso l’Italia, la nube oggi è già sulla Penisola e al momento ‘copre’ le regioni centro-settentrionali, escluse quelle nord-orientali.
VEDI anche: Islanda, nube di cenere: ancora stop ai voli - Islanda, eruzione tra i ghiacci: molti voli sospesi

Tramonto a Francoforte sull’Oder (Foto Ansa/EPA/PATRICK PLEUL)