Le manifestazioni in Grecia contro il piano di austerità, le più imponenti viste da anni, ieri si sono macchiate di sangue, in seguito all’esplosione di violenza sfociata in un attacco incendiario che ha provocato tre morti e un clima di scontro armato ad Atene. E il presidente della repubblica, Karolos Papoulias ha affermato che il paese “è sull’orlo dell’abisso”.
- Impiegata della banca assalita salvata dalle fiamme
- La disperazione di una impiegata della banca
- Scontri tra poliziotti e dimostranti
- Scontri tra poliziotti e dimostranti
- Vigili del fuoco soccorrono gli impiegati della banca
- Impiegati della banca intrappolati dalle fiamme
- Scontri tra poliziotti e dimostranti
- Davanti al Parlamento
- Poliziotto fuori dalla Marfin-Egnatia Bank
- Impiegata sopravvissuta al fuoco nella banca
- Scontri tra poliziotti e dimostranti
- Poliziotto anti-sommossa
- Il corpo di un impiegato della banca trasportato da personale medico
- Dimostrante offre il suo aiuto a un poliziotto
- Poliziotto tra le fiamme
- Scontri tra dimostranti e polizia
- Scontri tra dimostranti e polizia
- Scontri tra dimostranti e polizia
- Manifestazione ad Atene
- Fiamme di fronte al Parlamento ad Atene
In una drammatica dichiarazione Papoulias ha avvertito che senza la necessaria responsabilità e unità il paese rischia di fare l’ultimo “passo verso il vuoto”.
In mezzo ad una grande allerta della polizia e delle forze armate, e con la borsa che ha subito una nuova forte flessione di quasi il 4%, il premier Giorgio Papandreou, isolato nel paese e in parlamento alla vigilia del voto sulle dure misure annunciate nei giorni scorsi nel quadro dell’accordo con Ue-Fmi, aveva poco prima anche lui invocato “l’unità nazionale”. Ed ha rinnovato l’invito a un vertice di tutti i partiti, rifiutato nei giorni scorsi dalle altre forze politiche. Antonis Samaras leader del principale partito di opposizione, Nuova Democrazia (ND, centrodestra) si è però ora mostrato aperto alla proposta allo scopo, ha detto, di ‘forgiare la necessaria unità’ di fronte alla crisi.
Papandreou ha sottolineato che “le morti ingiuste” di ieri sono la conseguenza della “violenza incontrollata e dell’irresponsabilità politica“: un tentativo apparente di mettere sotto accusa la sinistra radicale, principale critica, in piazza e in parlamento, della sua linea.
Intanto i sindacati del settore pubblico, Adedy, e privato, Gsee si preparano ad un nuovo sciopero generale la settimana prossima in occasione della presentazione in parlamento del testo di legge sulla riforma della previdenza sociale. Lo indicano fonti sindacali citate dai media.
Oggi i due sindacati, parallelamente a quello comunista Pame protesteranno davanti al parlamento in occasione del voto sul piano di austerità varato dal governo in accordo con Ue-Fmi. (ANSA).
- Giovedì 6 Maggio 2010

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