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Non solo Parigi, a Metz il nuovo Centre Pompidou

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  • Tags: arte, Centre Pompidou, Chefs-d'oeuvres?, Metz
  • 2 commenti
'The Doll' (1935-1936), Hans Bellmer

'The Doll' (1935-1936), Hans Bellmer (Foto Ansa/EPA/Centre Georges Pompidou-Metz)

Proiettori puntati su Metz, quasi a ricordare che in Francia non c’è solo Parigi. Il suo nuovo Centre Pompidou, che aprirà le porte mercoledì con una mostra di 780 opere sul tema del capolavoro, suscita da tempo curiosità, anche al di là delle frontiere, ed il gioco delle critiche e degli elogi è già iniziato. Ci si chiede se la città dell’est della Francia (130.000 abitanti), ad appena un’ora e quaranta di TGV da Parigi e nel bel centro dell’Europa, vincerà la sfida di competere con altre grandi città d’arte europee, così come fece Bilbao anni fa aprendo il suo Guggeneheim.

‘The Doll’ (1935-1936), Hans Bellmer
Il nuovo Centre Pompidou di Metz
Il centro storico di Metz da una finestra del Centre Pompidou
‘Bicycle wheel’ (1013-1964), Marcel Duchamp
‘The Muse’ (1935), Pablo Picasso

Il nuovo Pompidou Art Cultural Center di Metz
‘Hyeres, 1932′, Henri Cartier-Bresson
‘Premonitory Portrait of Guillaume Apollinaire’ (1914), Giorgio de Chirico
‘A Painting in the French Style II’ (1966), Martial Raysse
‘Dhotel with an apricot touch’ (1947), Andre Dubuffet


Ma intanto, ai piedi dell’originale edificio del giapponese Shigero Ban e del francese Jean de Gastines - che si merita, senza cattiverie, il soprannome di casa dei Puffi - ci si chiede se il primo capolavoro del Centre Pompidou Metz (CPM) non sia proprio il suo immenso tetto ispirato ai tradizionali cappelli cinesi di bambù, con la sua ragnatela di 18 km di assi di legno intrecciate che reggono una membrana bianca di 8.000 m2. Quasi più impressionante da dentro, se possibile.

Il nuovo Centre Pompidou di Metz

Il nuovo Centre Pompidou di Metz (Foto Ansa/EPA/Centre Georges Pompidou-Metz/Roland HALBE)

Ai giornalisti - 300 accreditati ieri per la visita in anteprima - il direttore del CPM Laurent Le Bon ha ricordato che questo Beaubourg nuovo di zecca non è una “succursale” di quello parigino, ma “un centro d’arte a tutti gli effetti”, primo esperimento di “decentralizzazione” culturale in Francia, al quale seguirà quello del nuovo Louvre, a Lens.
“Per la prima volta - ha sottolineato Le Bon - si accetta che le ricchezze nazionali non siano solo a Parigi, è un’evoluzione importante per la Francia, non è poi cosi anormale”. La scelta della città di Metz, anni fa, sollevò infatti diverse polemiche. A Metz si respira l’aria del Pompidou. Tubi e strutture sono a vista e immense baie vetrate (che dall’esterno assomigliano a giganteschi occhi rettangolari) si affacciano sulla città. Al fratello maggiore di Parigi il CPM non deve solo il nome. Parigi ha aperto i suoi depositi inesauribili (65.000 opere) e ne ha tirato fuori più di 700 opere per la mostra “Chefs-d’oeuvres?”, che oggi sarà inaugurata dal presidente Nicolas Sarkozy.

Ci sono i suoi più bei Picasso, Matisse, Braque, Chagall, Mirò, i suoi Brancusi, i Dubuffet, i Giacometti, gli smisurati manifesti di Sonia Delaunay (attaccati ad un muro di 18 metri). Tutte opere che viaggiano poco. La mostra vuol dire che la storia del capolavoro è fatta di tante storie, è storia del gusto, dell’artista, della critica. “È una mostra senza pretese di esaurire l’argomento - precisa Le Bon - è solo uno schizzo, il punto di partenza per altre mostre”. Tra le 4 e le 6 ogni anno, perché questo Beabourg 2 per il suo presidente, Alain Seban, sarà una “macchina per esposizioni, una chimera tra museo e centro d’arte“.
Il CPM è costato più tempo e soldi del previsto, sette anni per circa 70 milioni di euro. “Un’esperienza che ha comportato un impegno considerevole - ha sottolineato Seban - ma anche un’esperienza unica. Non ci saranno altri Centre Pompidou - dice - esisterà invece un Centre Pompidou mobile, una struttura di esposizione nomade, non prima dell’anno prossimo”. Ma questa è un’altra storia. (ANSA)

  • redazione
  • Martedì 11 Maggio 2010
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Commenti

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Il 11 Maggio 2010 alle 13:32 anonimo ha scritto:

Per la cronaca le strutture sono state calcolate da uno studio Italiano, che ha sede a Solagna in provincia di Vicenza.

Il 28 Luglio 2010 alle 18:33 Il nuovo Centre Pompidou a Metz | My Travels Blog ha scritto:

[...] più cattivi l’hanno già ribattezzo la Casa dei Puffi, ma in verità si tratta di un nuovissimo museo di arte moderna, che ha aperto i [...]

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