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La kermesse di AltaRomAltaModa ha preso il via lo scorso 10 luglio e termina oggi, guidata dalla sua neo presidente Silvia Venturini Fendi all’insegna del ”made in Town” o “made in Roma”, inteso come garanzia di artigianalità, di fatto a mano, di pezzo unico.
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Insomma, un valore aggiunto che va a rafforzare il concetto di ”made in Italy”, già di per sé potente e universalmente riconosciuto. Un recente “censimento” ha raccontato il mondo ’sommerso’ degli artigiani romani. Pubblicato in ”Una guida al su misura - Roma”, è stato realizzato dal designer francese Pascal Gautrand e dall’esperto di moda Andrea Spezzigu, su commissione di Silvia Venturini Fendi.
Dalla guida si evince che solo per l’uomo - ma nella prossima edizione si procederè a censire anche il su misura donna - esistono 239 luoghi nella capitale dove di possono far realizzare capi maschili e accessori artigianali. La guida, edita da Palombi, 208 pagine, in italiano e in inglese, contiene un glossario, consigli utili su come scegliere un pellame o un tessuto, nonché nomi e indirizzi dove far fare un vestito o una camicia. La prefazione è di Silvia Venturini Fendi che l’ha presentata alla stampa, a Palazzo Fendi, nella giornata di apertura della kermesse di moda di AltaRoma.
Con l’intento di ”ridare visibilità alla fabbricazione locale a salvaguardia dell’eccellenza italiana”, sulla facciata del quartier generale della griffe delle doppie F, a largo Goldoni, è stato adagiato un arazzo gigante, composto da 6300 pixel di tessuto, ottenuto da un patchwork di pezzi di abiti dismessi. Una sorta di manifesto del su misura chiamato ”Made in Town”, che riproduce l’immagine di un filo che corre tra due mani, realizzato sempre da Gautrand, convinto sostenitore della ”leadership europea di Roma per l’artigianato, che non c’è a Parigi”, con l’aiuto di un gruppo di studentesse dell’Accademia di Costume e Moda. (ANSA)
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- Martedì 13 Luglio 2010



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