Archivio di Agosto, 2010

Una famiglia evacuata dalla casa alluvionata a Sajawal, Pakistan (AP Photo/Vincent Thian)
Dai protagonisti della politica, dello sport e dello spettacolo alle persone comuni che, semplicemente, hanno colpito l’attenzione di un fotografo: ecco i “volti della settimana”, nelle foto scelte dalla redazione…

Nicolas Sarkozy circondato dagli ambasciatori riuniti all'Eliseo (AP Photo/Lionel Bonaventure)
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Una famiglia evacuata dalla casa alluvionata a Sajawal, Pakistan
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Osamu Suzuki, presidente della Suzuki Motor Corp.’s durante una conferenza stampa a Tokyo
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Nicolas Sarkozy circondato dagli ambasciatori riuniti all’Eliseo
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L’Avana, Cuba. Picchetto d’onore per la visita del presidente del Guinea Bissau, Malam Bacai Sanha
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Gerusalemme: Ramadan alla Moschea di Al-Aqsa
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Incendio a Navotas, sobborgo di Manila, Filippine
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Peerjo Goth, presso Sukkar, Pakistan
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Ventagli rossi a Zhengzhou, Cina
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Barack Obama alla Xavier University della Louisiana, nel quinto anniversario dell’uragano Katrina
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Hong Kong. Claro Cristobal, console generale delle Filippine, partecipa ai funerali di otto ostaggi uccisi a Manila
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Visita del Dalai Lama a Bangalore, India
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Primo giorno di scuola a Port-au-Prince, Haiti
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L’attore Kevin McHale agli Emmy Awards, Los Angeles
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Dmitry Medvedev partecipa alla benedizione di un’icona antica, a Mosca
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Il risveglio del Vulcano a Pasto, Colombia
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Il leader libico, Muammar Gheddafi, all’aeroporto militare di Ciampino
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Ramon Avalo, 81 anni: due suoi nipoti tra i minatori imprigionati sottoterra
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Jimena Navarrete è Miss Universo 2010
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Il capitano della Roma, Francesco Totti, durante la partita del campionato di serie A contro il Cesena
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Al Pacino riceve un Emmy a Los Angeles
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Il Presidente del Ghanam, John Evans Atta Mills, accolto in Svizzera dalla presidente federale Doris Leuthard
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200 ragazze reclutate dall’agenzia Hostessweb per incontrare il leader libico Muammar Gheddafi
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Il governatore della Regione Piemonte, Roberto Cota
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Visita del Dalai Lama a Bangalore, India
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L’attore Jack Kevorkian agli Emmy Awards, Los Angeles

Incendio a Navotas, sobborgo di Manila, Filippine (Epa/Dennia M. Sabangan)
PEOPLE, le foto più belle OGNI SETTIMANA

Gerusalemme: Ramadan alla Moschea di Al-Aqsa (AP Photo/Muhammed Muheisen)

(AP Photo/Matt Dunham)
Centinaia di migliaia di persone hanno partecipato a Londra al Carnevale di Notting Hill, la grande festa annuale della cultura caraibica, diventato il più grande festival di strada d’Europa.
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Centinaia di migliaia di persone hanno partecipato a Londra al Carnevale di Notting Hill
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Una partecipante in costume da carnevale caraibico
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I colori di Notting Hill
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Notting Hill, Londra
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Vestite di piume o di bikini, le danzatrici hanno ballato su carri decorati
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Festa simbolo della multiculturalità di Londra
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Notting Hill è un quartiere dell’ovest di Londra
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Danze caraibiche
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Una grande festa dove tutti sono invitati
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IL Carnevale di Notting Hill nacque dall’iniziativa della comunità degli immigrati caraibici
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La prima edizione di protesta nel 1959
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La festa, che in passato era stata occasione di violenti scontri, è stata sorvegliata da circa 5.000 poliziotti
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Vuvuzelas al carnevale
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È la più grande festa di strada europea
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Notting Hill, Londra
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Si celebrano le culture afro-caraibiche
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Allegria e feste per le strade
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Ritmo e sensualità
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Il carnevale visto da un autobus
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I partecipanti hanno bevuto e danzato per le strade
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La musica: si va dal soul al jazz, dalla house al funk
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Le vie di Notting Hill a Londra hanno perso in questi giorni i toni grigi tipicamente britannici
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Una foto con l’ufficiale di polizia
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Il Caribbean Carnival
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Ogni anno, l’ultimo week end di agosto
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Non c’è biglietto d’ingresso: basta buttarsi nella mischia
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Un vero e proprio festival multiculturale
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Gli spettatori giungono da ogni parte del mondo
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Le scuole di samba della città partecipano con i loro carri
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Al ritmo di orchestre e altoparlanti, fra gli odori della cucina caraibica
Vestite di piume o di bikini, le danzatrici hanno ballato su carri decorati che hanno sfilato per tutta la giornata in questo quartiere dell’ovest di Londra. I partecipanti hanno bevuto e danzato per le strade, al ritmo di orchestre e altoparlanti, fra gli odori della cucina caraibica.

(AP Photo/Matt Dunham)
La festa, che in passato era stata occasione di violenti scontri, è stata sorvegliata da circa 5.000 poliziotti. Secondo la polizia, 150 persone sono state arrestate, per droga o disturbo all’ordine pubblico.

Festa simbolo della multiculturalità di Londra
Il Carnevale è stato creato nel 1959 da immigrati di quelle che erano allora le colonie britanniche nei Caraibi, come una sfida alle autorità dopo i moti che erano scoppiati un anno prima a Londra. Da allora ha avuto luogo in diversi quartieri della città, fino a stabilirsi nel ‘64 a Notting Hill.
(ANSA-AFP)

Ramallah, Cisgiordania (AP Photo/Muhammed Muheisen)
Nel mondo sono circa un miliardo e mezzo i musulmani che dall’ultimo novilunio stanno celebrando il sacro mese di Ramadan. Un periodo eccezionale dell’anno, in tutti i Paesi a maggioranza musulmana, caratterizzato dalla rigorosa osservanza del digiuno diurno e dal carattere festivo delle notti.
In questa galleria fotografica, una selezione di immagini dall’Afghanistan, dall’Indonesia, da Gerusalemme, dall’India, dal Pakistan, dai territori palestinesi e dall’Iran, per raccontare il mese dedicato dal mondo musulmano al digiuno, alla preghiera e alla solidarietà.
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Dhaka, Bangladesh
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Moschea di Al-Aqsa, Gerusalemme
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Ramallah, Cisgiordania
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Teheran, Iran
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Moschea di Al-Aqsa, Gerusalemme
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Dhaka, Bangladesh
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Jenin, Cisgiordania
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Serpong, Indonesia
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Kabul, Afghanistan
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Moschea di Al-Aqsa, Gerusalemme
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Srinagar, India
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Surabaya, East Java, Indonesia
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Ahmadabad, India
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Moschea di Al-Aqsa, Gerusalemme
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Gerusalemme
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Gerusalemme vecchia
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Lahore, Pakistan
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Betlemme, Cisgiordania
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Gerusalemme vecchia
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Muzaffargarh, Pakistan. Ramadan tra le tende, in fuga dalle alluvioni
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Hebron, Cisgiordania
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Ramallah, Cisgiordania
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Teheran, Iran
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Kabul, Afghanistan
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Ramallah, Cisgiordania
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Lahore, Pakistan
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Jalalabad, Afghanistan
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Giacarta, Indonesia
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Jenin, Cisgiordania
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Nuova Delhi, India
Il mese di Ramadan è il nono dell’anno lunare secondo il calendario musulmano. Quest’anno è iniziato al tramonto dello scorso 11 agosto (o nei giorni a seguire, in corrispondenza del novilunio).

Dhaka, Bangladesh (Photo Epa/Abir Abdullah)
Da un punto di vista pratico, durante il mese di Ramadan è dovere di ogni buon musulmano dedicarsi alla purificazione e al rigore: dall’alba al tramonto è vietato bere, mangiare, fumare e fare sesso. Al tramonto del sole il digiuno viene rotto, e si dà il via a succulente cene notturne, inaugurate mangiando un dattero - come si racconta facesse il profeta Maometto - o bevendo un bicchiere d’acqua.
Durante il Ramadan i musulmani fanno anche visita ai cimiteri deponendo fiori sulle tombe e pregando per i loro morti.

Moschea di Al-Aqsa, Gerusalemme (AP Photo/Muhammed Muheisen)

Teheran, Iran (AP Photo/Vahid Salemi)
Da un punto di vista religioso, la preghiera e la purificazione a cui ci si dedica nel corso del Ramadan dovrebbero ispirare nei musulmani i nobili sentimenti di compassione, misericordia, solidarietà e perdono; e insegnare loro l’autodisciplina, l’appartenenza a una comunità, la pazienza e l’amore per Dio.

Dal Sinabung nuvole di cenere calda
Sono 21mila gli sfollati per l’eruzione del vulcano Sinabung, in Indonesia, ridestatosi dopo quattro secoli di inattività. Le persone evacuate sono state trasferite in 16 rifugi allestiti nel nord dell’isola di Sumatra, dove dovranno restare per almeno una settimana. La nube di fumo alta più di 2mila metri potrebbe creare problemi agli aerei in transito e per questo molti voli sono stati deviati.
Dopo l’eruzione nella notte tra sabato e domenica ce n’è stata una seconda più potente questa mattina che è durata 15 minuti e ha lasciato un fortissimo odore di zolfo in tutta la zona.
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Il monte Sinabung lancia materiali vulcanici sul cielo di Karo
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Distretto di Tanah Karo, fuori della città di Medan
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Dal monte Sinabung nuvole di cenere calda
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Il monte Sinabung lancia materiali vulcanici sul cielo di Karo
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Tanah Karo, un residente scappa dal suo paese
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Dal monte Sinabung fumo vulcanico su Karo, Sumatra settentrionale
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Bambini indonesiani evacuano dal loro villaggio
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Indonesiano conduce un carro con il vulcano alle spalle
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Nuvole di cenere calda
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Karo, gli abitanti dei villaggi abbandonano le loro case
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Karo, un abitante evacua i suo animali dal villaggio
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Karo, residenti evacuano il villaggio a bordo di un motorino
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In viso maschere per proteggersi dalla cenere vulcanica
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Il cielo a Karo, Sumatra settentrionale
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Nuvole di cenere calda dal monte Sinabung
Le autorità hanno ordinato l’evacuazione completa dell’area nel raggio di sei chilometri dal vulcano, alto 2500 metri.
Nel primo giorno ci sono stati due morti, uno per infarto e l’altro per problemi respiratori.
L’Indonesia, che si trova sull’Anello di fuoco, è il Paese con più vulcani attivi al mondo e il mese scorso ci sono stati quattro dispersi in seguito all’eruzione sul monte Karangetang, nella remota isola di Siau. (AGI)

Tuffo nel lago Jingbo, nell’Heilongjiang cinese (Foto: Xinhua/ZUMApress.com)
Trenta fotografie scelte dalla redazione tra le più belle, per raccontare frammenti di piccole e grandi storie, come ogni settimana…

Uno sguardo tra le ortiche a Francoforte sul Meno, Germania (Photo: Frank Rumpenhorst/Dpa)
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Tuffo nel lago Jingbo, nell’Heilongjiang cinese
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Uno sguardo tra le ortiche a Francoforte sul Meno, Germania
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Rodeo a Jauregui, Argentina
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Esercitazioni in arti marziali delle Guardie costiere di Taoyuan, Taiwan
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Uno studente di Surabaya, Indonesia, legge il corano scritto in Braille
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Le zebre Slash e Sandy allo Zoo di Gelsenkirchen, Germania
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I monsoni a Hyderabad, India
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Windsor, California, USA
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Yangon, Myanmar
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Campionato mondiale di tango a Buenos Aires, Argentina
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Inizia la ristrutturazione dello stadio Maracana di Rio de Janeiro, Brasile, in vista dei Mondiali di calcio 2014
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Europa League: Gatto in campo durante il match di qualificazione PSV - Sibir Novosibirsk
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Protesta a Londra contro le lapidazioni in Iran
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Lago Dal, Srinagar, India
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Norwalk, Connectitut, USA. Il ritorno a casa dall’Iraq del sergente Guido Constant
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Nowshera, Pakistan. Due bambini nelle zone alluvionate
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Kandy, Sri Lanka. Elefanti vestiti a Festa per le celebrazioni buddhiste di Esala
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Incendio nei pressi di Lebac, California, USA
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Gai Jatra, la festa della mucche a Kathmandu, Nepal
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L’atleta Anastasiya Kisse (Bulgaria) agli Youth Games di Singapore
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Kaohsiung, Taiwan. Esercitazioni di un sommozzatore della Marina militare
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South Williamsport, Pennsylvania. Partita di basket nel bagnato (Little League World Serie )
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Harare, Zimbabwe
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Badung, Bali, Indonesia
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Mercato di antichità a Pechino, Cina
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Esondazione del fiume Yamuna a New Delhi, India
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Notte di Ramadan a Nablus, Cisgiordania
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Un capo dello stilista Park Sul-nyeo presentato sott’acqua a Seul, Corea del Sud
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Hartford, Connecticut
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Alluvioni a Jacobabad, Pakistan. Una donna soccorsa dall’esercito

Rodeo a Jauregui, Argentina (AP Photo/ Natacha Pisarenko)
LE FOTO PIÙ BELLE, SETTIMANA DOPO SETTIMANA

Un capo dello stilista Park Sul-nyeo presentato sott’acqua a Seul, Corea del Sud

Sukkar, Provincia del Sindh (AP Photo/Kevin Frayer)
Il bilancio ufficiale stima a 1.600 i cadaveri ritrovati, ma il numero delle persone morte a causa delle inondazioni in Pakistan è destinato a crescere in modo rilevante. Lo ha detto oggi un portavoce dell’Autorità per la gestione dei disastri nazionali, facendo riferimento alla prossima fine delle piogge. “Quando i livelli dell’acqua indietreggeranno, troveremo molti cadaveri”.
Un altro milione circa di persone è sfollato nelle ultime 48 ore nel Sindh, nel Pakistan meridionale, mentre le inondazioni continuano a devastare il Paese. Ieri era invece scattato il piano di evacuazione per 400 mila persone in tre città lungo il bacino dell’Indo, dove il livello dell’acqua continua a salire minacciando anche la metropoli di Hyderabad, a nord est di Karachi.
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Godar Chawk, provincia del Punjab
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Provincia del Punjab
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Sukkar, Provincia del Sindh
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Sukkar, Provincia del Sindh
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Sukkar, Provincia del Sindh
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Chakar Kot, provincia del Punjab
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Nowshera
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Sukkar, Provincia del Sindh
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Bachel, Provincia del Sindh
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Distretto di Muzaffargarh, provincia del Punjab
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Sukkar, Provincia del Sindh
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Distretto di Muzaffargarh, provincia del Punjab
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Distretto di Muzaffargarh, provincia del Punjab
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Sukkur, nel Pakistan meridionale
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Shikarpur, Provincia del Sindh
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Distretto di Muzaffargarh, provincia del Punjab
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Sukkar, Provincia del Sindh
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Mardan
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Kalam, nella valle dello Swat
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Karachi, Provincia del Sindh
Questo ”tsunami al rallentatore”, iniziato un mese fa, si esaurirà solo quando l’enorme massa d’acqua generata dalle piogge monsoniche record sfocerà nel Mar Arabico. Si teme che l’acqua possa invadere i quartieri bassi di Hyderabad, la seconda città del Sindh dopo Karachi e sesta metropoli pachistana con 2,5 milioni di abitanti.

Sukkar, Provincia del Sindh (AP Photo/Kevin Frayer)
A oggi, un quinto del Paese è sommerso dall’acqua e interi villaggi sono stati spazzati via. Circa 900.000 abitazioni sono state danneggiate o distrutte. Le persone colpite dalle alluvioni sono 15,4 milioni. La marea marrone, oltre a mettere in ginocchio l’economia nazionale, sta minacciando anche i simboli del Paese come il mausoleo della famiglia Bhutto, lambito dall’acqua in un remoto villaggio nei pressi della città di Larkana, dove è sepolta l’ex premiere Benazir, assassinata nel 2007.
LE ALTRE GALLERY:
Alluvioni in Pakistan: un Paese devastato (Lunedì 16 Agosto 2010)
Pakistan, il flagello delle alluvioni (Giovedì 5 Agosto 2010)
Nella giornata di ieri, intanto, il dipartimento di Stato americano ha riferito che, nonostante la drammaticità della situazione, esiste il serio rischio che gli operatori umanitari divengano obiettivi di attentati del terrorismo islamico contro l’Occidente e i suoi interventi di sostegno alle popolazioni.
Diverse organizzazioni internazionali lamentano l’insufficienza degli sforzi di fronte all’immensità dell’emergenza. Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e le autorità del Pakistan stanno valutando ”tutte le opzioni”, anche un maxi prestito per salvare il Paese dalla bancarotta attraverso un ”meccanismo di urgenza per le catastrofi naturali” già utilizzato in passato. Se il mondo non risponderà immediatamente all’emergenza - ha dichiarato ieri direttore esecutivo dell’Unicef, Anthony Lake - più di 3,5 milioni di bambini vittime delle alluvioni che hanno devastato il Paese corrono il serio rischio di contrarre malattie mortali come la dissenteria ed il colera perché costretti a bere acqua contaminata.

Una bambina sfollata presso Nowshera (AP Photo/Mohammad Sajjad)

Un bacio durante la battaglia (EPA/MANUEL BRUQUE)
Nella località valenciana di Bunyol si è svolta ieri la tradizionale battaglia di pomodori conosciuta come Tomatina. All’edizione di quest’anno hanno partecipato oltre 45mila persone, tra cui moltissimi turisti, partiti da Madrid diciassette treni speciali di . La battaglia è durata dalle 11 a mezzogiorno: durante quest’ora sono state “sparate” 100 tonnellate di pomodori.
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Circa 45000 persone all’edizione 2010
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L’appuntamento ricorre ogni anno l’ultimo mercoledì di agosto
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La prima battaglia risale al 1944
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Un bacio durante la battaglia
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Non ci sono squadre, né ci sono vincitori e vinti
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Oltre 100 tonnellate di pomodori per la battaglia
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L’unica posta in palio è la possibilità di dare il via alla battagia: lo fa chi riesce a raggiungere il prosciutto appeso in cima a un palo ricoperto di sapone
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La tradizionale battaglia di pomodori ha delle regole ben precise
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Sono vietate le bottiglie e gli oggetti simili
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\Bisogne per regolamento spremere nella mano i pomodori prima di lanciarli
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Bisogna interrompere i lanci al secondo “sparo”, che pone fine alla Tomatina
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Tonnellate di pomodori tingono di rosso magliette, volti, strade e case
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A Bunyol, Spagna
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La 65esima edizione
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Il villaggio di Bunyol è a ovest della provincia di Valencia, nella regione della Hoya
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Alla fine del mega gazpacho umano tutti a rinfrescarsi e sciacquarsi sotto docce provvisorie installate in strada per l’occasione
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Il municipio della cittadina (circa 10mila anime) ha venduto i diritti televisivi della ripresa della battaglia dal balcone del palazzo comunale
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Bunyol, Valencia
A vegliare sul benessere dei “combattenti” vi erano 120 volontari della protezione civile. La tradizione risale agli anni Quaranta, quando un gruppo di giovani infastiditi dal fatto di non poter partecipare alla festa patronale iniziò a tirare pomodori alla gente.

(Foto: EPA/MANUEL BRUQUE)

(ANSA)
Con una messa solenne nella casa generalizia delle Missionarie delle Carità sono iniziate stamattina le celebrazioni per il centenario della nascita di Madre Teresa, la suora diventata simbolo della carità cristiana e dell’amore per i poveri, e che molti ritengono una santa. Nata in Albania, vissuta quasi sempre in India, Madre Teresa ha trascorso tutta la vita in mezzo alla parte dolente dell’umanità.
Era sul treno per Darjeeling nel 1946 quando ebbe la ‘chiamata nella chiamata’: disse che, Dio dopo averla fatta suora, le chiedeva qualcosa di più, cioè di darsi totalmente a lui, tramite la povertà e il servizio ai poveri. Cominciò da sola. Girava per le vie di Calcutta, puliva le piaghe sanguinanti dei moribondi, poveri derelitti in attesa del sollievo della morte.

(Foto: ANSA/Mario Podestà)
Madre Teresa non fu sola a lungo. Agnese, una studentessa, si offrì di aiutarla. Poi Gertrude, che veniva da una famiglia ricca e nemmeno cattolica. Nasceva il futuro ordine delle Missionarie della carità, le suorine con il sari bianco bordato di azzurro. Ha incarnato il simbolo della fede cristiana che diventa amore totale; fra i derelitti dell’India più oscura e meno misericordiosa, la piccola suora albanese ha speso le sue energie e la sua dolcezza, forte di una fede semplice. Ma non fu tutto rose e fiori. Ci furono anche periodi di vuoto spirituale, addirittura anni, durante i quali le pareva che Dio non volesse più parlare alla sua anima, come lei stessa confessò.
Il suo vero nome era Agnes Bojaxhiu: diventò Teresa quando prese i voti come suora di Loreto. Fu novizia in Irlanda, poi in India, fu maestra. Poi, la seconda vita. Madre Teresa ha ricordato al mondo che ogni persona vale e per essa è giusto spendersi. ‘Ai poveri va dato di più, in essi c’è Cristo sofferente’. Ricordava le parole di Gesù nel Vangelo, le sue preferite, il motto delle sue missionarie: ‘avevo sete e mi avete dato da bere…avevo fame e….quando avrete fatto questo a ognuno dei miei piccoli l’avrete fatto a me’.
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Le parole di Madre Teresa: ”Tutte le opere d’amore sono opere di pace”
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13 dicembre 1979: riceve il Premio Nobel per la pace
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16 maggio 1981: Madre Teresa visita Giovanni Paolo II ricoverato dopo l’attentato
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5 settembre 1989: la suora finisce in ospedale per insufficienza cardiaca acuta, le applicano un pacemaker
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Madre Teresa con Arafat in una foto d’archivio
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17 febbraio 1992: incontro a Roma con Diana d’Inghilterra
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Madre Teresa ebbe buoni rapporti con i Paesi comunisti anche quando la ”cortina di ferro” divideva il mondo in due
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17 maggio 1996: a colloquio con il primo ministro indiano Atal Bihari Vajpayee
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Ricordava le parole di Gesù nel Vangelo: “Avevo sete e mi avete dato da bere…quando avrete fatto questo a ognuno dei miei piccoli l’avrete fatto a me”
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21 maggio 1996: riceve la cittadinanza onoraria di Roma dall’allora sindaco Francesco Rutelli
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Le parole di Madre Teresa: ‘Voi e io siamo stati creati per cose più grandi’
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12 giugno 1996: ricevuta al Quirinale dall’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro
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1997: Madre Teresa di Calcutta con Papa Giovanni Paolo II
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Visse anche lunghe e profonde crisi spirituali
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06 settembre 1997: il corpo senza vita di Madre Teresa di Calcutta nella camera ardente
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Le parole di Madre Teresa: ”La povertà più grande che c’è al mondo non è la mancanza di cibo ma la mancanza d’amore”
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13 settembre 1997: il giorno dei funerali
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Secondo Madre Teresa ”la peggiore malattia oggi è il non sentirsi desiderati nè amati, il sentirsi abbandonati”
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1997: Pochi giorni prima di morire, Madre Teresa prega con le altre sorelle missionarie per la morte di Lady Diana
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19 ottobre 2003: in piazza San Pietro viene proclamata ‘Beata’ da Giovanni Paolo II
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Madre Teresa di Calcutta in una immagine di Mario Podestà
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Le celebrazioni per il centenario della nascita a Kolkata, India
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Il cofanetto del dvd Madria Teresa, film di animazione dedicato a Madre Teresa di Calcutta
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Una statua che riproduce Madre Teresa fotografata a Calcutta, India
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Le celebrazioni per il centenario della nascita a Kolkata e a Bhopal, India
La suora girò il mondo per aprire case di accoglienza, nonostante la salute malferma e i frequenti ricoveri. Madre Teresa ha ricordato che i poveri non sono solo coloro che non possiedono ricchezze. La suorina ha sconvolto le logiche culturali della società moderna, sottolineando che poveri sono coloro che non ricevono amore e, anche fra i ricchi, molti vivono lontani dall’amore. Non c’era ingenuo pauperismo in lei, la ricchezza era sotto accusa solo se usata male. Si battè contro l’aborto, ritenendolo una delle maggiori piaghe della società moderna (’se una madre è capace di uccidere il suo bambino, allora tutto è possibile’ disse una volta).

13 dicembre 1979: riceve il Premio Nobel per la pace
Quando ricevette il Nobel, nel 1979, chiese di rinunciare al costoso banchetto per gli ospiti e di destinare quei soldi in carità, cosi’ come il suo cospicuo compenso. Amò l’India e ne fu riamata, pur con le incomprensioni di chi non capiva la sua dedizione ai drammi degli intoccabili. Diventò cittadina indiana e la premier Indira Gandhi le concesse di viaggiare gratis su treni e aerei. Fu grande amica di Papa Wojtyla che chiese alle sue missionarie di aprire una mensa per i poveri in Vaticano. Nel 1996 ebbe la cittadinanza onoraria di Roma dall’allora sindaco Rutelli. Il politico italiano cui fu più legata era però Giulio Andreotti, che incontrava spesso.
Madre Teresa morì a Calcutta il 5 settembre 1997, ebbe funerali di Stato e la cerimonia fu trasmessa in mondovisione. Nel 2003 Giovanni Paolo II l’ha proclamata Beata. Per molti è già una santa. (ANSA)

(Foto: EPA/NYEIN CHAN NAING)
Con i suoi 118 anni, la signora Mya Kyi è la donna più vecchia della Birmania. Nata nel 1892, ha avuto tre figlie, due delle quali sono ancora in vita ed hanno oggi, rispettivamente, circa 60 e circa 70 anni. Vive in una piccola capanna all’interno di un monastero, nel villaggio di PaukChanKone, dove conduce una vita analoga a quella dei monaci, dedicando le sue giornate alla preghiera.
VEDI ANCHE LA GALLERY I primi 130 anni di Antisa Khvichava, la donna più vecchia del mondo
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Nata nel 1892
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Mya Kyi mostra i suoi documenti d’identità
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In preghiera
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In preghiera nella sua capanna
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Ha avuto tre figlie. Due sono ancora in vita ed hanno circa 60 e circa 70 anni
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Vive nel villaggio di PaukChanKone
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Conduce una vita analoga a quella dei monaci, dedicando le sue giornate alla preghiera

Anguria contro il caldo
Un’altra giornata all’insegna della canicola per romani e turisti alla ricerca di un po’ di refrigerio. Per il quarto giorno consecutivo le temperature massime, secondo la responsabile dell’osservatorio meteorologico del Collegio Romano Franca Mangianti, si attestano intorno ai 32-33 gradi mentre quelle minime viaggiano sui 21-22 gradi, ma con un alto tasso di umidità che peggiora la situazione. Temperature che rimarranno stabili anche nei prossimi giorni.
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Anguria contro il caldo
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Nell’arco di una giornata al Bioparco vengono consumati ben oltre 300 kg di frutta di stagione, in prevalenza cocomeri e meloni
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Le due elefantesse asiatiche, Nelly e Sofia possono scegliere tra un bagno nell’ampia vasca e le docce rinfrescanti organizzate dai guardiani
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Per gli scimpanzè e lemuri vengono distribuite canne di bambù ripiene di yogurt e frutta congelati
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Anguria anti-canicola
Da sabato scorso, come spiega Mangianti, il Mediterraneo è dominato da un anticiclone africano che porta aria calda. Le temperature di questi giorni che richiedono misure anti-canicola, a partire dall’alimentazione (pasti leggeri a base di frutta e con porzioni ridotte) e acqua sempre a disposizione, non solo per gli uomini ma anche per gli animali. Ed è per questo che lo staff zoologico e veterinario del Bioparco sta adottando degli accorgimenti che consentono agli animali di affrontare il caldo.
Gli orsi ospiti del Bioparco, tre fratelli di 14 anni, Sandro, Nino e Luca, per esempio, hanno a disposizione una grande piscina, frutta e pesce, preventivamente congelati dentro grandi secchi. Le due elefantesse asiatiche, Nelly e Sofia possono scegliere tra un bagno nell’ampia vasca e le docce rinfrescanti organizzate dai guardiani. Per gli scimpanzè e lemuri vengono distribuite canne di bambù ripiene di yogurt e frutta congelati. Anche i Macachi del Giappone possono contare su una piccola piscina dove si bagnano e fanno tuffi spettacolari dai trampolini improvvisati sugli alti tronchi. Tigri, leoni asiatici e licaoni hanno a disposizione recinti delle fontane dove poter bere e trovare refrigerio. Nell’arco di una giornata al Bioparco vengono consumati circa 50 balle tra fieno ed erba medica, 500 kg tra verdura e ortaggi e ben oltre 300 kg di frutta di stagione, in prevalenza cocomeri e meloni. (ANSA)

Angelina Jolie a Parigi (AP Photo/Jacques Brinon)
Dai protagonisti della politica, dello sport e dello spettacolo alle persone comuni che, semplicemente, hanno colpito l’attenzione di un fotografo: ecco i “volti della settimana”, nelle foto scelte dalla redazione…

Un indigeno Waorani in Ecuador (AP Photo/Dolores Ochoa)
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Angelina Jolie a Parigi
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Un indigeno Waorani in Ecuador
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Simone Ruffini, medaglia di bronzo agli europei di nuoto in Ungheria
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Peshawar, Pakistan
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Di guardia all’EXPO di Shangai
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L’iraniano Hamid Saddeqi, 36 anni: sciopero della fame e bocca cucita per protesta contro il silenzio delle autorità greche sulle richieste di asilo
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L’attrice Kelly Brook
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Nowshera, Pakistan
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Finale della Copa Libertadores a Porto Alegre, Brasile
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Una bimba Rom espulsa dalla Francia
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Un uomo alla borsa di Baghdad
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Nowshera, Pakistan
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Manifestazioni ambientalista a Edinburgo, Scozia
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Risalpur, Pakistan
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Tsuyuko Nakao, 92 anni, prega per i morti di Hiroshima, nel 65esimo anniversario
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Un piccolo devoto hindu a Katmandu, Nepal
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11esimo Festival ‘Son de Negros’ in Colombia
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La cantante tedesca Nadja Benaissa della pop-band “No Angels”, a processo con l’accusa di aver volontariamente infettato un ex partner con l’HIV
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Un soldato sudcoreano partecipa alle esercitazioni militari anti-terrorismo
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Jennifer Aniston
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Multan, Pakistan
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Lo scrittore cubano Leonardo Padura
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Kalam, Pakistan
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Emma Thompson a New York
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La modella australiana Jennifer Hawkins

Simone Ruffini, medaglia di bronzo agli europei di nuoto in Ungheria (AP Photo/Bela Szandelszky)
PEOPLE, le foto più belle OGNI SETTIMANA

Peshawar, Pakistan (AP Photo/Mohammad Sajjad)

Jimena Navarrete, Miss Messico, incoronata Miss Universo 2010 da Stefania Fernandez, reginetta 2009 (Foto: EPA/PAUL BUCK)
Jimena Navarrete, 22enne messicana di Guadalajara, è stata incoronata Miss Universo 2010, ieri sera a Las Vegas.
La vincitrice della 59.esima edizione del concorso, che ha visto la partecipazione di 83 bellissime ragazze provenienti da ogni parte del mondo, ha superato la concorrenza di Miss Giamaica, Yendi Phillips. Terza classificata l’australiana Jesinta Campbell.
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Jimena Navarrete, Miss Messico, incoronata Miss Universo 2010 da Stefania Fernandez, reginetta 2009
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È la 59esima Miss Universo
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Ha 22 anni
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In bikini
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Con la fascia di Miss Messico
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In passerella col costume da bagno
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Miss Universo in abito lungo
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Alcune delle concorrenti in gara
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Le finaliste: Jimena Navarrete e Yendi Phillipps, Miss Jamaica
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Miss Jamaica, Yendi Phillips, si è dovuta accontentare del secondo posto
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Festeggiata dalle altre concorrenti
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Con la conquista della corona, Navarrete si aggiudica anche una serie di ricchi premi
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È originaria di Guadalajara
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Miss Universo 1991, Lupiter Jones, anche lei messicana, dò un bacio a Miss Universo 2010, Jimena Navarrete
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Ha vinto sulle altre 82 concorrenti

(AP Photo/Isaac Brekken)
A consegnare la corona alla vincitrice è stata Miss Universo 2009, la venezuelana Stefania Fernandez. Con la conquista della corona, Navarrete si aggiudica anche una serie di ricchi premi: uno stipendio per un anno (la cui entità rimane sconosciuta), un appartamento a New York, un anno di frequenza alla New York Film Accademy, oltre a gioielli, abiti e scarpe.

Il matador è stato incornato all'Arena Vista Alegre di Bilbao (Foto: EPA/Alfredo Aldai)
Il torero spagnolo Sergio Aguilar è rimasto gravemente ferito durante una corrida a Bilbao, nel nord della Spagna, quando un toro lo ha colpito alla gola penetrandolo con una delle due corna fino al palato. Aguilar, 30 anni, dopo l’incidente perdeva abbondantemente sangue ed è stato soccorso subito dai medici presenti sul posto prima di essere trasportato d’urgenza all’ospedale della città basca ed essere sottoposto a un intervento chirurgico.
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Il matador è stato incornato all’Arena Vista Alegre di Bilbao
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Il momento tragico
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Aguilar durante una corrida, il 4 ottobre 2009
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Aguilar durante una corrida, il 21 aprile 2009
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Aguilar durante una corrida, il 27 maggio 2010
Secondo lo staff medico che ha operato Aguilar, dopo l’intervento l’uomo ha raggiunto condizioni stabilii, respira bene, può muovere la lingua, riesce persino a parlare, ma ha trascorso la notte in terapia intensiva e resta sotto continuo monitoraggio, in previsione di possibii complicazioni.
LE ALTRE GALLERY SULLA CORRIDA
Quanto accaduto ieri a Bilbao ricorda un incidente simile avvenuto lo scorso maggio di cui era rimasto vittima Julio Aparicio. Anche lui era stato colpito alla gola e una delle corna del coro gli era uscita dalla bocca. L’impressionante scena era stata fotografata, ripresa da varie televisioni ed era finita su tutti i principali siti Internet. Aparicio si era miracolosamente salvato. (ANSA-AFP)

I 33 operai intrappolati nella miniera cilena (Foto: EPA/HECTOR RETAMAL)
“Il miracolo di San José”: titolano così i quotidiani cileni all’indomani dell’annuncio che i 33 minatori intrappolati da oltre due settimane in una miniera nel deserto di Atacama sono ancora vivi. Da stamani vengono sostentati con un “cordone ombelicale”, un tubo da cui ricevono cibo e acqua.
La notizia è arrivata ieri dallo stesso presidente, Sebastian Pinera, che si è precipitato nella miniera ”San José” nei pressi di Copiaco, 830 km a nord di Santiago, sventolando il pezzo di carta “venuto dalle viscere della terra”, in cui i minatori annunciavano di essere vivi 17 giorni dopo il crollo della miniera. I 33 sono riusciti a mandare un messaggio attraverso la sonda calata a 700 metri di profondità: “Stiamo bene tutti e 33 e siamo nel rifugio”, si legge nel biglietto.
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I 33 operai intrappolati nella miniera cilena
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Il presidente Sebastian Pinera mostra il biglietto scritto dai minatori imprigionati, che confermano di stare bene
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Uno dei minatoti intrappolati ripreso da una telecamera
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Un’immagine dai servizi trasmessi dalla Tv: un oscilloscopio porta in superficie suoni provenienti dal sottosuolo
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Il sorriso del presidente Pinera mentre osserva il video che ha ripreso i minatori
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La miniera di San José, nel deserto di Atacama
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La gioia dei parenti dopo la buona notizia
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“Lunga vita al Cile e ai suoi minatori”
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Il presidente Pinera con il Ministro delle miniere Lourence Golbourne
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Sventola la bandiera cilena dopo l’annuncio che i minatori sono salvi
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La gioia dei parenti
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Abbracci di gioia tra i parenti dei minatori
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Veglie di preghiera e candele nei giorni dell’angoscia e dell’attesa
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Preghiera collettiva dei parenti, prima della buona notizia
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I giorni dell’angoscia
Il messaggio ha confermato le speranze dei tecnici, che hanno continuato a lavorare nonostante da giorni non arrivassero più segni di vita: al momento dello smottamento che ha fatto franare la miniera, i minatori
sono riusciti a raggiungere uno dei rifugi allestiti lungo le gallerie, con provviste e ossigeno.
Solo cosí possono essere rimasti in vita dal 5 agosto ad oggi, nella galleria caldissima di giorno e freddissima di notte, quattro chilometri e mezzo dentro alla miniera, con 700 metri di roccia sopra la testa.
L’avventura dei 33, però, non si è ancora conclusa: “Ci vorranno almeno 120 giorni per salvarli“, ha detto Andres Sougarret, l’ingegnere che guida il team dei soccorritori. In pratica, i 33 rischiano di rimanere nella miniera fino a Natale.
“Sembravano dei ragazzini, con la felicità negli occhi”, hanno detto i tecnici che gestiscono la telecamera inviata nel pozzo: “Hanno messo la faccia davanti all’obiettivo per farsi vedere”. Ora, spiegano i soccorritori, dovranno razionare le risorse con molta attenzione. (ANSA)

Il presidente Pinera mostra il biglietto scritto dai minatori imprigionati, che confermano di stare bene (AP Photo/Hector Retamal)
I PRECEDENTI
È probabilmente da record la vicenda dei 33 minatori trovati vivi dopo esser rimasti intrappolati 17 giorni in un cunicolo a 700 metri sottoterra in una miniera di rame e oro a Copiapó, 800 km circa a nord di Santiago. Ecco alcuni casi simili degli ultimi cinque anni.
15 settembre 1995: Quattro minatori rimasti intrappolati per 90 ore alla profondita’ di 711 metri nella miniera di carbone Nowy Virek a Ruda Slaska (Katowice) nel sud della Polonia vengono salvati.
12 aprile 1996: 20 minatori tratti in salvo dopo quattro giorni da una miniera allagata nella regione dello Hebei, nella Cina settentrionale.
10 gennaio 1997: Quattro minatori nella regione del Liaoning (Cina nord-orientale) rimangono intrappolati per 16 giorni in una galleria a 105 metri di profondita’, dopo che un crollo aveva bloccato l’ingresso della miniera di carbone in cui lavoravano.
14 gennaio 2000: Nove minatori vengono estratti vivi dopo 80 ore in una miniera d’oro sudafricana a circa 200 km da Pretoria.
8 febbraio 2001: Viene salvato un minatore rimasto intrappolato per quasi sei giorni in una miniera di carbone allagata a Dhanbad, nell’India orientale.
28 luglio 2002: Salvi nove minatori intrappolati nella miniera di Quecreeck, Pennsylvania, per oltre tre giorni.
27 febbraio 2006: Un minatore polacco sopravvive cinque giorni intrappolato nella miniesta di Halemba nel sud della Polonia.
8 maggio 2006: Due minatori australiani vengono estratti vivi dopo 14 giorni trascorsi in una gabbia a un migliaio di metri di profondita’ a Beaconsfield, nello stato-isola australiano della Tasmania.
9 dicembre 2007: Undici minatori intrappolati in una miniera dello Hebei, in Cina, sopravvivono sei giorni mangiando carta di giornale ed una cintura bollita.
5 agosto 2008: Otto minatori cinesi sopravvivono cinque giorni dopo il crollo della miniera in cui lavoravano, nella provincia dello Shanxi.
5 aprile 2010: 115 minatori vengono salvati dopo otto giorni in una miniera dello Shanxi.

Lancio collettivo di 102 paracadutisti nei cieli di Wloclawek, Polonia (Foto: EPA/JARROSLAW SZOT)
Trenta fotografie scelte dalla redazione tra le più belle, per raccontare frammenti di piccole e grandi storie, come ogni settimana…

Una nube stellare in formazione fotografata dalla NASA
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Lancio collettivo di 102 paracadutisti nei cieli di Wloclawek, Polonia
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Danzatori del progetto “Bandaloop” sulla facciata della Thanksgiving Tower di Dallas, Texas
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In cerca di larve a Richmond, Maine, USA
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Il palazzo di giustizia di Hopkinsville, Kentucky
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Fiori nel deserto di Atacama, Cile
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Una nube stellare in formazione fotografata dalla NASA
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L’estate a Luling, Texas
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Acquario di Bangkok, Thailandia
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Un uomo cerca salvezza dalla alluvioni su un gommone a Kabal, Pakistan
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Asbury Park, New Jersey, USA
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Sukkur, Pakistan
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Incendi estivi a Soajo, Portogallo
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Esplosione in un ospaedale di Bucarest, Romania
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Riposino sotto i grattacieli di Pechino, Cina
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La marina indonesiana festeggia i 65 anni di indipendenza del Paese
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Giorni di Ramadan nella provincia di Pattani, Thailandia
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La fiamma olimpica inaugura gli Youth Games a Singapore
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Energia eolica nello Xinjiang cinese
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In India acrobazie motociclistiche dell’esercito per la festa dell’Indipendenza
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Sukkar, Pakistan: in fuga dalla alluvioni
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Un musulmano del kashmir scrive slogan anti-indiani su una serranda a Srinagar
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Il Cairo, Egitto
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Proteste degli agricoltori contro l’esproprio ad Agra, India
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Festa Hindu in onore di Shiva a Katmandu, Nepal
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Ottawa, Canada
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Alluvioni in Cina: l’esercito in campo
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“Son de Negros” Festival a Santa Lucia, nei pressi di Rio Magdalena, Colombia
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Danza: “The Amazing Boys of Dance” in scena a Colinia, Germania
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Bangalore, India
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Alluvione a Wenchuan, Cina

Fiori nel deserto di Atacama, Cile (Foto: EPA/IAN SALAS)
LE FOTO PIÙ BELLE, SETTIMANA DOPO SETTIMANA

Danzatori del progetto

Cucciolo di gazzella dama allo zoo di Budapest, Ungheria (AP Photo/Bela Szandelszky)
Una carrellata delle fotografie più curiose, divertenti o suggestive dal regno degli animali, scelte dalla redazione nel mese di agosto.
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Cucciolo di gazzella allo zoo di Budapest, Ungheria
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Un gatto di Van, Istanbul
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Un giaguaro nel parco zoologico Nehru di Hyderabad, India
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Un’alpaca dopo la tosatura a Eugendorf, Austria
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Un cucciolo di leopardo allo zoo di Shangai
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Nidiata di alligatori a Palmdale, Florida, USA
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Un lorichetto allo zoo di Portland, Oregon, USA
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Esercitazione di un gruppo di cani da salvataggio
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Un cane a guardia di 6 papere
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L’iguana femmina di 1 metro e mezzo scappata di casa a Casal Palocco
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Un’aquila di mare testabianca allo zoo di Portland, Oregon, USA
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Northern Cape, Sudafrica
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Un colibrì golarubino fotografato a Carmel, Indiana, USA
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Piccioni in Pakistan
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Due macachi a coda lunga fotografati nei pressi di Kuala Lumpur, Malesia
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Pipistrelli nello zoo di Zurigo, Svizzera
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Un groviglio di serpenti nelle mani di un incantatore a Khedaitala, India
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Pinguini Papua allo zoo di Francoforte, Germania
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Una capra ritrovata in un’abitazione dalla polizia a Offenburg, Germania
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Cammelli in silhouette a Jenin, Cisgiordania
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Zebre e gnu a Serengeti, Tanzania
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I primi cinquant’anni dell’ippopotano Tana, Zoo di Kronberg, Germania
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Famiglia di zebre allo zoo di Gelsenkirchen, Germania
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Una medusa nel mare di fronte a Toroni, Grecia
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Una foca allo Zoo di Cleveland
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L’orso polare Lady allo zoo di Budapest, Ungheria
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Fiera ovina a Husum, Schleswig-Holstein, Germania
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Due cuccioli di tigre bianca al Serengeti Park di Hodenhagen, Germania
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Polli della fattoria Springfield nel Maryland, USA
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Pellicani sorvolano il golfo del Messico
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Due cuccioli di Liger (incrocio tra tigre e leone) a Tainan, Taiwan
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Cucciolo di elefante allo zoo di Vienna, Austria
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Un esemplare di alpaca bianca a Eugendorf, Austria
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Cavalletta in metamorfosi a Manila, Filippine
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Anguria per tre lemuri dalla coda ad anelli nel parco safari di Hangzhou, Cina
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Un orso dello Zoo di Billings, Montana, USA
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Un rinoceronte nei pressi di Katmandu, Nepal
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Una tartaruga torna al mare presso Tel Aviv, Israele
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Festival dei serpenti a Khedaitala, India
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Invasione di gamberi della Louisiana nel Lago di Como

Un gatto di Van, Istanbul (AP Photo/Pier Paolo Cito/File)

Un cucciolo di leopardo allo zoo di Shangai (AP Photo/Don Ryan)

Foto di gruppo (AP Photo/Miss Universe Organization)
La serata finale del concorso di bellezza che incoronerà Miss Universo è attesa per il prossimo 23 agosto a Las Vegas, negli Stati Uniti, ma le concorrenti sono già da diversi giorni in città, dove stanno affrontando la passerella per le selezioni intermedie. Ecco le foto di alcune delle concorrenti in gara: a chi cederà lo scettro Stefania Fernandez, la reginetta del 2009?

Alcune delle miss in gara (AP Photo/Miss Universe Organization)
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Foto di gruppo delle reginette in gara
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Alcune delle miss in gara
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Cilou Annys, Miss Belgio 2010, e Linda Faeh, Miss Svizzera 2010
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Jurema Ferraz, Miss Angola 2010, e Maiko Itai, Miss Giappone 2010
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Sarodj Bertin, Miss Haiti 2010
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Linda Fah, Miss Svizzera 2010
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Michaela Savic, Miss Svezia 2010
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Tara Vaitiere Hoyos, Miss Gran Bretagna 2010
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Mariana Paola Vicente, Miss Puerto Rico 2010, e Anyoli Abrego, M
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Kristiana Rohder, Miss Germania 2010
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Claudia Arce Lemaitre, Miss Bolivia 2010; Rima Fakih, Miss USA 2010; e Marelisa Gibson, Miss Venezuela 2010
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Donia Hamed, Miss Egitto 2010, e Nana Gogichaishvili, Miss Georgia 2010
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Viivi Pumpanen, Miss Finlandia 2010
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Yohana Benitez Olmedo, Miss Paraguay 2010
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Elena Semikina, Miss Canada 2010

(Foto: ANSA/YOUTUBE)
Una trentina di persone che assistevano a una corrida sono rimaste ferite ieri a Tafalla, nel nord della Spagna, quando un toro è riuscito a saltare dall’arena alle gradinate seminando il terrore tra la folla di appassionati.
Come si vede anche dalle immagini - fotogrammi di un video reso pubblico su youtube, mostrato anche dalla Tv spagnola - l’animale è riuscito a superare il cosiddetto ‘callejon’, il corridoio di sicurezza delimitato da una staccionata e situato tra l’arena e l’area riservata al pubblico.
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Una trentina di persone che assistevano a una corrida sono rimaste ferite ieri a Tafalla, nel nord della Spagna: un toro è riuscito a saltare dall’arena alle gradinate
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L’animale è riuscito a superare il cosiddetto ‘callejon’, il corridoio di sicurezza delimitato da una staccionata
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Quella tenuta ieri pomeriggio a Tafalla non era una corrida classica ma a una sorta di gara di abilità in cui il torero si avvicina il più possibile all’animale e poi fugge per evitare di essere colpito
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In massima parte hanno riportato solo qualche escoriazione fatta eccezione per un uomo e un bambino di 10 anni che sono in condizioni gravi ma non in pericolo di vita
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Il toro è stato abbattuto sul posto
Secondo il sito specializzato Mundotoro.com non è raro che un toro riesca a saltare il ‘callejon’. È invece abbastanza inconsueto che riesca a raggiungere le gradinate. Non è stata ancora trovata una spiegazione logica per il comportamento dell’animale. Secondo Mundotoro gli organizzatori dell’evento stavano per farlo portare fuori dall’arena perché fino a quel momento aveva dato ben poca soddisfazione al pubblico. Poi, invece, si è letteralmente scatenato.

(Foto: ANSA/YOUTUBE)
LE ALTRE GALLERY SULLA CORRIDA
Quella tenuta ieri pomeriggio a Tafalla non era una corrida classica ma a una sorta di gara di abilità in cui il torero si avvicina il più possibile all’animale e poi fugge per evitare di essere colpito.
Numerose ambulanze sono giunte alla Plaza de toros della cittadina della Navarra per trasportare i feriti in ospedale. In massima parte hanno riportato solo qualche escoriazione fatta eccezione per un uomo e un bambino di 10 anni che sono in condizioni gravi ma non in pericolo di vita. Il toro è stato abbattuto sul posto. (ANSA-AFP)

Lindokuhle Nxumalo, Wonder Sibiya e Bongani Mazeka (Epa/Kim Ludbrook)
Li chiamano “Surfing street children“, sono bambini di strada sudafricani che, supportati dall’organizzazione Umthombo, sono impegnati in un progetto che vuole insegnare loro a praticare il surf, con l’obiettivo ultimo di integrarli nella società e di modificare la percezione che le persone hanno di loro. Per questo è nato il centro di accoglienza di Durban dove Kim Ludbrook li ha fotografati per questo reportage.
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Lindokuhle Nxumalo, Wonder Sibiya e Bongani Mazeka
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Ndumiso Maphumulo, Lucky Mozisali e Ntando Msibi
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I preparativi
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Verso l’oceano
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In spiaggia a Durban
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Aloe Ndlovu con gli amici in spiaggia
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Lucky Nozisale sul surf
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Aloe Ndlovu
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Lucky Nozisale sulle onde
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Riposo
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Ntando Msibi si riscalda al sole
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Il ritorno al centro dopo il surf
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Un bimbo ospite del centro guarda la TV
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Lucky Nozsale. Era un bambino di strada. Ora lavora al centro Umthombo
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Riposo nel centro di Umthombo
Grazie al progetto di Umthombo, questi bambini possono accedere ad uno sport che, altrimenti, sarebbe per loro impraticabile. Come è già accaduto in passato per altri bambini, questa occasione può essere la prima esperienza di un graduale inserimento nella vità della comunità. Spesso, infatti, questi ragazzi, dopo anno trascorsi per strada - e non raramente con problemi legati alla tossicodipendenza dalla colla, che viene sniffata - finiscono per trovare un impiego normale e a vivere una vita come quella di tutti gli altri.