Rodrigo Abd è un fotoreporter argentino.
Ha lavorato per testate come La Razon e La Nacion, occupandosi della cronaca locale. Dal 2003 è membro della Associated Press come fotografo con base in Guatemala.
I suoi lavori hanno conseguito parecchi premi, compresi il “Sigma Delta Chi” nel 2003, “Outstanding Photo Essay” e il “Clarion Award” nel 2004. Il reportage sulle gang guatemalteche gli ha permesso di vincere nel 2005 il POY Award.
Questa volta propone una serie di scatti che ritraggono momenti di quotidianità in un campo di fortuna nella periferia di Kabul, provincia di Helmand, sud dell’Afghanistan, dove la vita scorre tranquilla nonostante i segni indelebili della guerra e della povertà.
- Una ragazzina gioca con la sua bambola (AP Photo/Rodrigo Abd)
- Una donna abbraccia la figlia
- Habib Allah che ha perso un’occhio a causa di una mina nel 1990, si sciaqua il viso prima della preghiera
- Un bambino lava i suoi vestiti
- Abdull Bari, riposa nella sua casa
- Una ragazza nella sua casa
- Un uomo posa con le sue figlie all’ingresso della sua casa
- Poliziotti afgani di turno al posto di blocco
- Un uomo trasporta due donne a bordo della sua moto
- Uomini in preghiera
- Uomini a colloquio
- All’esterno di una abitazione di fango e argilla
- Due ragazzi posano di fronte all’obbiettivo
- Un bambino appare da una tenda
- Un bambino mentre gioca con una ruota di bicicletta
- Giovedì 5 Agosto 2010

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Commenti
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Il 22 Agosto 2010 alle 17:33 Erika ha scritto:
Quando vedo queste foto e leggo cose sulla vita delle persone di Afganistan, non posso fare altro che ringraziare al Signore di essere in Italia e che veramente non mi manca nulla. Il fatto che io e mio marito siamo disoccupati, senza perspettive di futuro rimangono piccolezze…in confronto con tutte le avventure a cui è stato sopposto il popolo afgano già a partire dagli anni 70. Un grande grazie a tutti i giornalisti,fotografi e scrittori che nei ultimi anni ci danno un assaggio delle realtà di Afganistan ma non solo, ci raccontano del passato pieno di ricchezze culturali di questo paese, che è cosi poco conosciuto.
Che il pace del Signore sià con voi!
Erika