È sempre più critica la situazione in Pakistan, dove le piogge monsoniche dell’ultima settimana hanno provocato una catastrofe umanitaria che ha coinvolto, secondo gli ultimi dati Onu, oltre 4 milioni di persone. Dalle Nazioni Unite, è arrivato nei luoghi colpiti dalle alluvioni un inviato speciale del segretario generale Ban Ki-Moon per coordinare gli sforzi della comunità internazionale nell’aiuto alla popolazione colpita dalle inondazioni.
Nelle zone flagellate dalle alluvioni - le peggiori nel Paese negli ultimi 80 anni - soprattutto nel nordovest e nel centro del Paese, le vittime sono finora 1.500. I senzatetto sono circa 300.000 e molti di loro sono ancora intrappolati nelle zone alluvionate in attesa dei soccorsi che vanno a rilento a causa delle strade bloccate e del crollo di ponti. “Abbiamo urgente bisogno di cibo“, hanno spiegato dal World Food Programme, “80 per cento delle riserve alimentari è stato distrutto dalle inondazioni che hanno causato anche enormi danni alle infrastrutture, alle strade, ai ponti”.
- Un gruppo di abitazioni circondate dall’acqua a Kot Addu, Pakistan
- Un gruppo di persone cerca di attraversare il fiume a Bannu
- Peshawar | Kot Addu
- In fuga da Chakdara
- L’USAID distribuisce cibo agli sfollati, in coda a Peshawar per registrarsi
- Un gruppo di uomini deposita sacche di sabbia presso la riva del fiume a Chakdara
- Sfollati a Nowshera
- Un gruppo di motociclisti attraversano in fiume in piena a Dera Ghazi Khan
- Una veduta aerea del villaggio di Kot Addu
- Una bambina fuori dalla sua casa distrutta dalle alluvioni a Peshawar
- Charsadda, presso Peshawar
- Distribuzione del cibo agli sfollati
- Una famiglia in fuga dal villaggio di Shahpur
- Cibo agli sfollati a Peshawar
- Charsadda | Nowshera
- Un ragazzo porta in salvo una macchina da cucire
- Un campo allestito con tende per gli sfollati a Kot Addu
- Un villaggio nei pressi di Nowshera
- L’esercito impegnato nelle operazioni di evacuazione a Swat
- Soldati pakistani all’opera per mettere in salvo i sopravvissuti a Kot Addu
- Un campo di accoglienza allestito dall’UNHCR a Peshawar
- Un uomo cerca di mettere in salvo ciò che resta dopo l’alluvione
- L’esercito impegnato nelle operazioni di evacuazione a Swat
- Due uomini trasportano via acqua dei contenitori di grano a Dera Ghazi Khan
- Un gruppo di mucche portate in salvo a Hyderbad
- Nowshera, Pakistan
- In fuga dall’alluvione con i pochi oggetti trasportabili
- In attesa di essere evacuati a Khyber-Pakhtunkhwa
- Charsadda, nei pressi di Peshawar
- Una strada travolta dalle alluvioni a Maydan
Passano i giorni e cresce la rabbia tra i superstiti che si sentono abbandonati dal governo. Mel mirino, soprattutto il presidente Asif Ali Zardari che ha deciso di proseguire il suo viaggio, prima a Parigi e poi a Londra, nonostante la catastrofe. A Peshawar, nelle aree tribali al confine con l’Afghanistan, la popolazione ha bloccato per un’ora e mezza la strada per Islamabad.
Le previsioni del tempo, intanto, non promettono nulla di buono: “Abbiamo un altro ‘warning’ del meteo nella provincia di Sindh (una delle più popolose), la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente”, ha spiegato il coordinatore degli aiuti umanitari dell’Onu, Martin Mogwanja, spiegando che sono arrivati finora 18 milioni di dollari. (AGI)
- Giovedì 5 Agosto 2010



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Commenti
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Il 16 Agosto 2010 alle 18:51 Alluvioni in Pakistan: un Paese devastato - Foto - Panorama.it ha scritto:
[...] ANCHE LA GALLERY: Pakistan, il flagello delle alluvioni Distribuzione di cibo a Basera, presso Muzaffargarh (AP Photo/K.M. [...]
Il 19 Agosto 2010 alle 13:01 Salvatore (evangelista) ha scritto:
Dice bene, la Gallery del sito, parlando di “flagello delle alluvioni”, poichè quanto è avenuto in Pakistan è davvero apocalittico, ma la cosa più grave è che il resto delle nazioni ignora che ben più pesanti o simili calamità colpiranno la terra - in futuro - non appena la “vera” apocalisse si abbatterà sui popoli (.)
Infatti, l’aumento delle catastrofi climatiche (tsunami, tornado, terremoti, iceberg che si staccano dai poli etc.) non è un evento gestibile dall’uomo, sicchè quel che è avvenuto in Pakistan, in India e in Cina (cose che lasciano di stucco gli scettici ma non i veri cristiani) presagisce avvenimenti futuri inauditi; tuttavia, i sapientoni del mondo (meteorologi, sismologhi, scienziati) continuano a non capire che il nostro pianeta sta per entrare in una fase biblica che non sfugge al controllo sovrano di Dio, ovviamente quello Unico ed Esclusivo della bibbia e non il “dio” variegato delle religioni.
E ciò non ha nulla a che vedere con la fasulla profezia Maya del 2012!
Quindi, più che pensare ad un continente asiatico “sfortunato” a causa del clima (.), il lettore dovrebbe meditare sulle verità evangeliche dove è scritto ciò che è accaduto in passato, accade al presente e accadrà in futuro, al fine di venir “preservato” dall’ira divina futura (Romani 1,18 - Apocalisse 3,10).
Il 19 Agosto 2010 alle 19:25 Salvatore (evangelista) ha scritto:
Dice bene, la Gallery del sito, a proposito del dramma in Pakistan quale “flagello delle alluvioni”, ma le calamità future che colpiranno ogni nazione saranno più devastanti (Luca 21,25).
Tuttavia, questa società (e i massmedia) non vuol sentir parlare di “giudizio, peccato, apocalisse….(.) perchè l’umanità vive lontano da ogni norma morale e cristiana, malgrado Dio (quello della bibbia) non si lascerà intimidire dai pensieri edonistici attuali…..
Eppure, nessuno si è posto questa domanda: dov’erano le tante variopinte “divinità” adorate in Asia (Budda, Ganesh, Visnù etc.) durante, prima e dopo l’alluvione?
Insomma, questi dèi “proteggono” i loro devoti o sono impotenti come i vari Padre Pio, San Gennaro e le Madonne bianche o nere davanti alle quali il mondo si genuflette???????
Spero che pubblichiate il presente post anche se “controcorrente”!
Il 23 Agosto 2010 alle 14:27 lourdes ha scritto:
signori siamo entrati nella nuova era quella del
DIVIN VOLERE. ora speriamo che ci sia pace e fratellanza
fra tutti gli uomini di buona volonta’.
dobbiamo decidero ORA se stare con DIO sempre o
con l’inferno. siamo ad un bivio:
mio sito lourdesdivinvolere.com
Il 27 Agosto 2010 alle 17:37 Onu: in Pakistan più di un milione di sfollati in due giorni - Foto - Panorama.it ha scritto:
[...] in Pakistan: un Paese devastato (Lunedì 16 Agosto 2010) Pakistan, il flagello delle alluvioni (Giovedì 5 Agosto [...]
Il 7 Settembre 2010 alle 17:46 Alluvioni in Pakistan, la tragedia dei bambini - Foto - Panorama.it ha scritto:
[...] in Pakistan: un Paese devastato (Lunedì 16 Agosto 2010) Pakistan, il flagello delle alluvioni (Giovedì 5 Agosto 2010) Onu: in Pakistan più di un milione di sfollati in due giorni (Venerdì 27 [...]