Archivio di Agosto, 2010

Rohjan (AP Photo/Khalid Tanveer)
Venti milioni di sfollati, 1.500 morti, 6 milioni di vittime tra i bambini, un quinto del territorio nazionale devastato dalle alluvioni; poi le proteste per la lentezza dei soccorsi, l’allarme per il diffondersi delle malattie e quello per una nuova ondata di maltempo. È “il più grande disastro mai visto”, ha dichiarato il segretario generale dell’Onu, Ban-Ki moon, e le statistiche non lo possono smentire.
Questo è il Pakistan, oggi.
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Un bambino sottoposto a vaccinazione anti-polio a Multan, Pakistan
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Nowshera | Multan
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Un bambino sopravvissuto a Charsadda
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Un gruppo di persone evacuate a Kalam
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Distribuzione di cibo a Basera, presso Muzaffargarh
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Un uomo salvato dall’elicottero a Ghaus Pur
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Campo di accoglienza di Multan
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Bannu, Pakistan nord-occidentale
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Nowshera | Kalam
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Presso il fiume Tawi a Jammu
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Il fiume Tawi a Jammu
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Qadirpur | Una veduta aerea della zona circostante Multan
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In coda per il cibo a Muzaffargarh
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L’esercito trasporta dei civili in luoghi sicuri a Muzaffargarh
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Muzaffargarh
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Rohjan
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Muzaffargarh
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Viveri dall’elicottero su Jacobabad
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Azakhel, presso Nowshera
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Nowshera
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Khangarh, presso Multan
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Khangarh, presso Multan
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Khangarh, presso Multan
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In fuga dall’acqua a Basera, presso Muzaffargarh
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Veduta aerea dell’area di Rohjan
L’ultimo allarme è dell’ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha): 6 milioni di bambini - dispersi, orfani o malati - sono le vittime più vulnerabili delle alluvioni che nelle ultime due settimane hanno devastato prima il nord-ovest del Paese, poi il Punjab e il Sind. Circa 3 milioni e mezzo quelli che rischiano di contrarre il colera, la dissenteria o altre malattie mortali, bevendo acqua inquinata.

Un uomo salvato dall'elicottero a Ghaus Pur (AP Photo/Shakil Adil)
Maurizio Giuliano, portavoce dell’Ocha, ha dichiarato che l’Organizzazione mondiale della sanità si prepara ad aiutare “fino a 140.000 persone affette da colera, anche se al momento non ci sono casi confermati”. L’Onu, intanto, ha lanciato un appello alla comunità internazionale per raccogliere 460 milioni di dollari per soccorrere la popolazione più bisognosa. Ieri, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, in visita nelle zone colpite dalle alluvioni, ha parlato di “disastro mai visto”, invitando i Paesi ricchi a intervenire tempestivamente in aiuto della popolazione. Ma per la ricostruzione serviranno miliardi.

Campo di accoglienza di Multan
GUARDA ANCHE LA GALLERY: Pakistan, il flagello delle alluvioni

Distribuzione di cibo a Basera, presso Muzaffargarh (AP Photo/K.M. Chaudary)
Oggi, intanto, le prime proteste degli sfollati: centinaia di persone hanno bloccato un’autostrada per manifestare contro la lentezza dei soccorsi, nel giorno in cui le autorità hanno lanciato l’allarme per una possibile nuova ondata di maltempo.
Gli sfollati hanno bloccato con pietre e immondizia una delle maggiori arterie del Paese nei pressi di Sukkur, tra le città più colpite. Le vittime delle alluvioni si lamentano per aver ricevuto un “trattamento da animali” e affermano che le autorità sono arrivate solo per farsi riprendere dalle televisioni mentre consegnano il cibo alla popolazione. (Apcom)

Un lavoratore addetto a caricare i sacchi di riso sui camion (AP Photo/Altaf Qadri)
Altaf Qadri è un ingegnere informatico che ha deciso di trasformare la sua passione per la fotografia in una professione.
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Un lavoratore addetto a caricare i sacchi di riso sui camion (AP Photo/Altaf Qadri)
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Alcuni lavoratori caricano sui camion sacchi di riso
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Uno stormo di piccioni pranzano sopra un cumulo di grano
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Alcuni lavoratori caricano sui camion sacchi di riso
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il lavoro di alcuni addetti alla ventilazione del riso
Dopo essere stato utilizzato come scudo umano dalla polizia indiana ha voluto che l’obbiettivo della macchina fotografica diventasse il principale testimone di ogni avvenimento al quale assisteva.
Dopo un esilio forzato, ha iniziato a lavorare come fotografo freelance per testate come il New York Times, Il Guardian, il Time e l’Herald Tribune.
Nel corso della sua carriera ha conseguito molti premi ed è membro dal 2003 della “European Pressphoto Agency” per la quale ha contribuito con servizi fotografici che testimoniassero il conflitto nel Kashmir.
In questi scatti, ci propone l’attività all’interno di una fabbrica di riso ad Amritsar, in India, catturando alcuni momenti del processo di lavorazione.

(Ansa/Epa/A Peace Memorial Museum)
Alle 8.15 il tocco della campana ha richiamato nei più anziani il ricordo di un enorme lampo e poi della devastazione, dovunque: il 6 agosto del 1945, su ordine del presidente americano, Harry Truman, venne sganciato dal bombardiere “Enola Gay” il primo ordigno nucleare sulla città giapponese di Hiroshima, seguito, tre giorni dopo, dal lancio della bomba atomica su Nagasaki. Venne scaricata su 350.000 abitanti inermi di Hiroshima -uccidendone quasi la metà - la più potente bomba mai realizzata dall’uomo.

(Ansa/Epa/Nagasaki Atomic Bomb Museum)
Quest’anno, per la prima volta, a ricordare quegli attimi nel Parco della Pace di Hiroshima c’era oggi anche il mandante di “Little Boy”, come fu denominata la bomba. John Ross, ambasciatore americano in Giappone, ha “espresso rispetto per tutte le vittime della Secnda Guerra Mondiale. Per le nuove generazioni -ha aggiunto- dobbiamo continuare a lavorare insieme per un mondo senza armi nucleari”. Non è molto, ma il gesto simbolico è stato importante. Anche perché nella stessa piazza hanno esordito anche gli inviati di Gran Bretagna, Francia, alleati degli USA contro l’Asse, e il Segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon.
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il 6 agosto del 1945, su ordine del presidente americano, Harry Truman, venne sganciato dal bombardiere “Enola Gay” il primo ordigno nucleare sulla città giapponese di Hiroshima
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Tre giorni dopo, il 9 agosto 1945, la bomba atomica fu sganciata su Nagasaki
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Una donna ustionata dagli effetti della bomba | Il fungo atomico su Nagasaki
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Il corpo senza vita di una bambina, colpita dagli effetti della bomba in un campo di lavoro
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Una delle oltre 140,000 vittime del bombardamento di Hiroshima
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Il duomo di Hiroshima dopo il bombardamento
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Il duomo di Hiroshima dopo il bombardamento
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Il duomo di Hiroshima dopo il bombardamento
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Nagasaki dopo il bombardamento
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Kinuyo Ikegami, 77 anni, e Tsuyuko Nakao, che hanno perso le loro famiglie nel 1945, hanno partecipato oggi alle commemorazioni
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Taeko Teramae, 74 anni, testimone sopravvissuta, in una foto del 2005
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Il Generale Paul W. Tibbets, pilota dell’Enola Gay nel 1945, ritratto in due foto del 2003
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Il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon Ban Ki-moon ha espresso oggi l’augurio di un mondo senza armi nucleari entro il 2020
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Cerimonie di commemorazione ad Hiroshima
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Il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon, stringe la mano a un sopravvissuto, Sumiteru Taniguchi
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Preghiere per le vittime ad Hiroshima
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Preghiere per le vittime ad Hiroshima
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Preghiere per le vittime ad Hiroshima
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Preghiere per le vittime ad Hiroshima
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Una manifestazione contro la bomba atomica oggi a Mumbai, India
È stato quest’ultimo ad augurarsi un mondo senza armi nucleari entro il 2020, proponendo il 2012 per l’entrata in vigore del Trattato per la proibizione dei test nucleari, siglato nel 1996 ma in in attesa della ratifica da parte di 44 Paesi, tra i quali Stati Uniti e Cina. La Corea del Nord, però, resta una minaccia troppo seria perché il Giappone possa rinunciare a un “ombrello nucleare” che, paradossalmente, è aperto su Tokyo dall’ex nemico americano. Così, Naoto Kan, il premier, ha avvertito nel corso della cerimonia che “il deterrente nucleare resta necessario per il nostro Paese in un momento di instabilità e incertezza”.

Kinuyo Ikegami, 77 anni, e Tsuyuko Nakao, hanno perso le loro famiglie nel 1945(AP Photo/Shuji Kajiyama)
Al Parco della Pace c’erano 55.000 persone, in ascolto, soprattutto, delle parole del sindaco, Tadatoshi Akiba. Davanti a loro, e al premier, Naoto Kan, il primo cittadino di Hiroshima, che con Nagasaki condivise il primo test atomico dell’umanità, ha reso omaggio ai morti e agli “hibakusha”, i sopravvissuti. Tra loro c’era anche Tomiko Matsumoto, 78 anni, che, trovandosi di fronte chi ordinò il bombardamento, ha deposto l’odio: “Non ho più questo sentimento contro di loro. È sparito. Oggi voglio un mondo in pace”.(AGI)

(AP Photo/Rafiq Maqbool)
HIROSHIMA, 6 agosto 1945: il bombardiere Enola Gay parte dalla base aerea di Tinian, nel Pacifico occidentale, insieme ad altri due B-29. Intorno alle 7 di mattina, gli operatori radar giapponesi notano l’ingresso nello spazio aereo di velivoli americani nella zona meridionale del Paese. Inviano via radio un messaggio di allerta alle basi militari, ma l’operatore di Hiroshima nota che gli aerei americani sono solo tre e rimuove l’alert (il Giappone aveva deciso di non intercettare le piccole formazioni aeree). Alle 8.15, viene sganciato Little boy su Hiroshima. Tra le 70 e le 80 mila furono le vittime immediate dell’esplosione (circa il 30% della popolazione di Hiroshima). Oltre 130 mila nei mesi successivi. Settantamila i feriti.
NAGASAKI, 9 agosto 1945: il bombardiere Bockscar si alza in volo con la bomba atomica “Fat Man” alla volta di Kokura, obiettivo iniziale della missione. Le nubi non permettono di localizzare l’obiettivo. Il bombardiere venne dirottato sull’obiettivo secondario: Nagasaki. Alle 10:53 i sistemi radar giapponesi segnalano la presenza di due bombardieri e lanciano l’allarme. Il comando, ritenendo che fossero in ricognizione, cancella l’alert. Alle 11,02 viene avvistato l’obiettivo ma le nubi non permettono una localizzazione esatta. L’ordigno “Fat Man” viene sganciato sulla zona industriale della città, 4 km a nord-ovest da dove previsto. Questo “errore” salva gran parte della città , protetta dalle colline circostanti. Circa 40.000 i morti per l’esplosione (fino a oltre 80 mila nei mesi successivi per le conseguenze), oltre 55.000 i feriti. (AGI)

Il Woodstock festival a Kostrzyn, Polonia (AP Photo/Pawel Kalinowski)
Trenta fotografie scelte dalla redazione tra le più belle, per raccontare frammenti di piccole e grandi storie, come ogni settimana…

La Flamengo beach di Rio de Janeiro, Brasile (AP Photo/Felipe Dana)
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Il Woodstock festival a Kostrzyn, Polonia
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La Flamengo beach di Rio de Janeiro, Brasile
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Danza, “Whisper of Flowers” in scena a Hong Kong
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Katmandu, Nepal
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Un bagno romantico nel Dnieper a Kiev, Ucraina
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Srinagar, India
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Un venditore di strada di Managua, Nicaragua si trucca da clown per attirare l’attenzione dei passanti
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Toilette di ghiaccio alla Ice Gallery di Seul, Corea del Sud
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Un ragazzo osserva l’atterraggio di un aereo passeggeri all’aeroporto di Manila, Filippine
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Un gruppo di addetti alla sicurezza controllano l’ingresso di uno stadio a Pechino, Cina
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Un uomo prepara gli aquiloni per la festa indiana dell’Indipendenza, che si festeggia il 15 agosto
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La stagione dei monsoni a Jammu, India
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Hernani, Spagna. Un congiunto di uno di due sospetti militanti dell’ETA grida slogan contro la polizia durante il trasferimento degli arrestati
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36 gradi a Bucarest, Romania
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Lucchetti a sigillare amori eterni sul Pont des Arts, a Parigi
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Atlanta, USA. Due veterani ascoltano il discorso del presidente Obama alla convention dei veterani disabili
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Un pescatore del villaggio di Malkiya, in Bahrein
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Raggiunti i 41 gradi in Bahrein
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Zhoushan, Cina: riprende la pesca dopo due mesi di blocco
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Un anno dalla morte di Corazon Aquino, presidente delle Filippine
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Villaggio di Pampore, Kashmir, India. Alcune donne osservano il funerale di due uomini uccisi durante degli scontri con la polizia
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Varanasi, India
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Pechino, Cina
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Rio de Janeiro, Brasile
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Un uomo vestito da diavolo danza a Managua, in Nicaragua, durante una processione in onore del patrono San Domenico di Guzman
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Incendi in California
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La bandiera arcobaleno, simbolo del movimento gay lesbico e transessuale, sventola a San José, Costa Rica
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Ashkelon, Israele. Un bambino cammina a piedi nudi tra i vetri, presso un edificio danneggiato da un razzo palestinese
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Festival internazionale del tatuaggio a Taipei, Taiwan
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Rodeo a Cheyenne, Wyoming

Danza, "Whisper of Flowers" in scena a Hong Kong
LE FOTO PIÙ BELLE, SETTIMANA DOPO SETTIMANA

Katmandu, Nepal

Turisti sulla Piazza Rossa (AP Photo/Mikhail Metzel)
Allarme a Mosca, avvolta dal fumo degli incendi che stanno devastando da oltre una settimana la Russia occidentale. I più noti monumenti della città, dal Cremlino alle chiese ortodosse, sono invisibili a pochi metri di distanza, celati da una coltre di ‘nebbia’ tossica.
La visibilità nelle strade della capitale si è ridotta questa mattina a 50 metri.
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Turisti sulla Piazza Rossa con le mascherine protettive
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La Piazza Rossa è appena visibile nella coltre di fumo e smog
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Barca sul fiume Moscova, con il Cremilino a malapena visibile sullo sfondo
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Turisti si coprono la bocca sulla Piazza Rossa
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Guardia d’onore del Cremlino al Giardino di Alessandro, tra una coltre di fumo e smog
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Russe sedute nella loro dacia con mascherine protettive
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Turisti provvisti di mascherina anti-smog
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Ufficiale della guardia d’onore asciuga il sudore al collega davanti alla tomba Milite ignoto
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Un argine del fiume Moscava vicino al Cremlino
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Giovane coppia con mascherina protettiva nella Piazza Rossa
“Il fumo ha coperto l’intera città e la situazione sta peggiorando”, ha spiegato Alexei Popikov del servizio di monitoraggio delle polveri sottili di Mosca. La concentrazione di particelle tossiche nell’aria questa settimana è stato, in alcune zone, venti volte più alta della norma. Anche a coloro che sono in buone condizioni di salute è stato consigliato di rimanere a casa.
Problemi anche per il traffico aereo verso uno dei principali aeroporti della capitale russa, Domodedovo, nel sud della città. A causa del fumo, aerei in fase di atterraggio sono stati deviati verso altri scali.
Vedi anche le GALLERY: Caldo record: la Russia divorata dalle fiamme - Mosca a 40 gradi in una nuvola di smog e fumo

Kot Addu, Pakistan (AP Photo/Khalid Tanveer)
È sempre più critica la situazione in Pakistan, dove le piogge monsoniche dell’ultima settimana hanno provocato una catastrofe umanitaria che ha coinvolto, secondo gli ultimi dati Onu, oltre 4 milioni di persone. Dalle Nazioni Unite, è arrivato nei luoghi colpiti dalle alluvioni un inviato speciale del segretario generale Ban Ki-Moon per coordinare gli sforzi della comunità internazionale nell’aiuto alla popolazione colpita dalle inondazioni.

(AP Photo/Ijaz Mohammad)
Nelle zone flagellate dalle alluvioni - le peggiori nel Paese negli ultimi 80 anni - soprattutto nel nordovest e nel centro del Paese, le vittime sono finora 1.500. I senzatetto sono circa 300.000 e molti di loro sono ancora intrappolati nelle zone alluvionate in attesa dei soccorsi che vanno a rilento a causa delle strade bloccate e del crollo di ponti. “Abbiamo urgente bisogno di cibo“, hanno spiegato dal World Food Programme, “80 per cento delle riserve alimentari è stato distrutto dalle inondazioni che hanno causato anche enormi danni alle infrastrutture, alle strade, ai ponti”.
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Un gruppo di abitazioni circondate dall’acqua a Kot Addu, Pakistan
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Un gruppo di persone cerca di attraversare il fiume a Bannu
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Peshawar | Kot Addu
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In fuga da Chakdara
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L’USAID distribuisce cibo agli sfollati, in coda a Peshawar per registrarsi
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Un gruppo di uomini deposita sacche di sabbia presso la riva del fiume a Chakdara
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Sfollati a Nowshera
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Un gruppo di motociclisti attraversano in fiume in piena a Dera Ghazi Khan
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Una veduta aerea del villaggio di Kot Addu
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Una bambina fuori dalla sua casa distrutta dalle alluvioni a Peshawar
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Charsadda, presso Peshawar
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Distribuzione del cibo agli sfollati
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Una famiglia in fuga dal villaggio di Shahpur
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Cibo agli sfollati a Peshawar
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Charsadda | Nowshera
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Un ragazzo porta in salvo una macchina da cucire
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Un campo allestito con tende per gli sfollati a Kot Addu
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Un villaggio nei pressi di Nowshera
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L’esercito impegnato nelle operazioni di evacuazione a Swat
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Soldati pakistani all’opera per mettere in salvo i sopravvissuti a Kot Addu
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Un campo di accoglienza allestito dall’UNHCR a Peshawar
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Un uomo cerca di mettere in salvo ciò che resta dopo l’alluvione
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L’esercito impegnato nelle operazioni di evacuazione a Swat
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Due uomini trasportano via acqua dei contenitori di grano a Dera Ghazi Khan
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Un gruppo di mucche portate in salvo a Hyderbad
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Nowshera, Pakistan
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In fuga dall’alluvione con i pochi oggetti trasportabili
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In attesa di essere evacuati a Khyber-Pakhtunkhwa
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Charsadda, nei pressi di Peshawar
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Una strada travolta dalle alluvioni a Maydan

Chakdara (Epa/Hammad Khan Farooqi)
Passano i giorni e cresce la rabbia tra i superstiti che si sentono abbandonati dal governo. Mel mirino, soprattutto il presidente Asif Ali Zardari che ha deciso di proseguire il suo viaggio, prima a Parigi e poi a Londra, nonostante la catastrofe. A Peshawar, nelle aree tribali al confine con l’Afghanistan, la popolazione ha bloccato per un’ora e mezza la strada per Islamabad.
Le previsioni del tempo, intanto, non promettono nulla di buono: “Abbiamo un altro ‘warning’ del meteo nella provincia di Sindh (una delle più popolose), la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente”, ha spiegato il coordinatore degli aiuti umanitari dell’Onu, Martin Mogwanja, spiegando che sono arrivati finora 18 milioni di dollari. (AGI)

(AP Photo/Rajesh Kumar Singh)
Dai protagonisti della politica, dello sport e dello spettacolo alle persone comuni che, semplicemente, hanno colpito l’attenzione di un fotografo: ecco i “volti della settimana”, nelle foto scelte dalla redazione…

Una studentessa di Gaza (AP Photo/Tara Todras-Whitehill)
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Un bambino-manovale di Varanasi, India
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Una studentessa di Gaza
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Un soldato nordcoreano di guardia a Panmunjon, durante la visita ufficiale di Hillary Clinton
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Cameron Diaz ospite della 18a tappa del Tour de France
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Il premio Nobel Desmond Tutu
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Il pilota Lewis Hamilton
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Una donna partecipa alla parata caraibica di Toronto
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Un reduce birmano dell’etnia cariana
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A Città del Messico una fiera del tatoo: un uomo viene tatuato sulla schiena
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Proteste contro il governo indiano per le violenze nel Kashmir
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Una militante anti USA a Seul, Corea del Sud
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L’attrice Amanda Crew
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E’ morto lo scienziato australiano David Warren, inventore della “scatola nera”
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Jean Gregoire Sagbo, il primo uomo di pelle nera eletto ad un ufficio pubblico in Russia
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L’attore John Mahoney
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Nikki Araguz, vedova transgender di un vigile del fuoco di Houston
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L’atleta britannico Dwain Chambers
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Un soldato in tenuta mimetica prende parte alle celebrazioni per i 200 anni di Indipendenza della Colombia
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Due donne musulmane di Java, Indonesia
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L’atleta francese Christophe Lamaitre
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Una modella sfila a Bielefeld, Germania, prima della finale del mondiale di calcio femminile tra Germania e Nigeria
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Un bimbo sopravvissuto ad un’esplosione riceve cure all’ospedale di Yicheng, in Cina
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Un ragazzo nepalese partecipa al pellegrinaggio a Kathmandu in onore di Shiva
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Un soldato sudcoreano durante la visita di Hillary Clinton a Seul
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Lindsay Lohan nella foto fornita dalla polizia di Los Angeles

Un soldato nordcoreano di guardia a Panmunjon, durante la visita ufficiale di Hillary Clinton(AP Photo/Mark Wilson)

(AP Photo/Mikhail Metzel)
La Russia continua a bruciare: sono 776 gli incendi finora registrati, di cui 57 in torbiere, scatenati da un’ondata di caldo record. Entro venerdì la colonnina di mercurio raggiungerà i 40-41 gradi a Mosca mentre ancora non si prevede pioggia: un breve miglioramento è previsto solo attorno al 9 agosto.

(AP Photo/Dmitry Chistoprudov)
Queste temperature altissime sono le più calde mai registrate nel Paese e nulla fa pensare che ci siano miglioramenti in vista. Oltre che dall’afa, l’aria è appesantita dalle esalazioni di monossido di carbonio che continuano a inquinare l’aria. Nei boschi e villaggi distrutti dai fuochi cresce il numero dei morti: sono almeno 40, ma il conto delle persone annegate in fiumi e laghi alla ricerca di refrigerio supera già i 200.
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La Russia continua a bruciare
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Sono 776 gli incendi finora registrati, di cui 57 in torbiere
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Le fiamme sono state scatenate da un’ondata di caldo record
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Un breve miglioramento è previsto solo attorno al 9 agosto
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Le temperature altissime di questi giorni sono le più calde mai registrate nel Paese
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Oltre che dall’afa, l’aria è appesantita dalle esalazioni di monossido di carbonio che continuano a inquinare l’aria
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La zona colpita dagli incendi vista da un satellite dell’ESA
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Nei boschi e villaggi distrutti dai fuochi cresce il numero dei morti
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Almeno 40 le vittime, ma il conto delle persone annegate in fiumi e laghi alla ricerca di refrigerio supera già i 200
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Catena umana contro il fuoco a Shatura, 130 km e sud-est di Mosca
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Dmitri Medvedev ha dichiarato lo stato d’emergenza per 7 territori della Federazione
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Complessivamente, sono state messe a disposizione 155.766 persone per domare gli incendi
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Le cause degli incendi sono principalmente di origine naturale
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La torba prende fuoco parecchi metri sotto terra per autocombustione, a causa delle alte temperature
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Il fuoco poi si propaga nei boschi sino alle zone abitate
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Sul territorio russo, ogni giorno nascono almeno 300 nuovi incendi, e solo il 95% viene spento dai pompieri e dai circa 240.000 soldati
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Un uccello divorato dagli incendi nel vilaggio di Mokhovoe
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Due anziani del villaggio di Shuberskoe, 20 km a nord di Voronezh
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Kadanok, 150 km a sud-est di Mosca
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Kadanok. Le rovine delle case distrutte dagli incendi
Una “tragedia enorme“, come ha sottolineato Dmitri Medvedev che ieri, da Soci sul Mar Nero, ha dichiarato lo stato d’emergenza per 7 territori della Federazione, sottolineando la gravità della situazione che “può causare ancora molte disgrazie irreparabili”. Il Ministero Situazioni di emergenza segnala 332 incendi boschivi scoppiati nelle ultime 24 ore: 247 sono stati domati, mentre le fiamme continuano a infuriare su una superficie di 172.372 ettari. Complessivamente, sono state messe a disposizione 155.766 persone per domare gli incendi.

(AP Photo/Mikhail Metzel)
Le cause sono principalmente di origine naturale. La torba prende fuoco parecchi metri sotto terra per autocombustione, a causa delle alte temperature. Il fuoco poi si propaga nei boschi sino alle zone abitate.

Una donna protesta contro lo sfratto a Jakarta (AP Photo/Tatan Syuflana)
A Rawa Kebo, un quartiere povero di Giacarta, un gruppo di cittadini privi di mezzi sta inscendando da ieri una singolare e drammatica protesta: almeno cinque persone si sono sepolte sotto terra fino alle spalle, contro lo sfratto preventivato dalle autorità governative, che dovrebbe allontanarle dalle loro abitazioni.
Secondo i dati diffusi nel marzo scorso dall’Agenzia centrale statistica dell’Indonesia, sono 31,5 milioni le persone che nel Paese vivono al di sotto della soglia di povertà.
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Giacarta, Indonesia
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Salmah M Saleh, 52 anni, circondata dai bambini del quartiere
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Paidi e Firjen Saleh, 58 e 44 anni, inscenano una protesta contro il previsto sfratto
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Nel quartiere povero di Rawa Kebo
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Una donna protesta contro lo sfratto a Jakarta

L'arresto dopo l'attentato al Campidoglio USA del 1954 (AP Photo)
L’1 agosto, a 90 anni, è morta per complicazioni cardiache Dolores Lebrón Sotomayor, detta Lolita, eroina indipendentista del Porto Rico. I suoi funerali si sono tenuti oggi, con una folla di connazionali attorno alla bara coperta dalla bandiera portoricana.
Lolita Lebrón è stata una pasionaria dell’indipendenza portoricana, leader affascinante e indomita.
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L’arresto dopo l’attentato al Campidoglio USA del 1954
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I funerali
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San Juan, il corpo della leader nazionalista
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2006, Lolita parla con i reporter a Lajas
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Durante un’intervista, nel 2006
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Nel 2001 è scortata da un attivista mascherato a Vieques, occupata per gran parte dalla Marina americana
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1997
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L’arresto dopo l’attentato al Campidoglio USA del 1954
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Fotogramma da YouTube
Bella e coraggiosa, nel 1954 è stata lei a organizzare l’attentato al Campidoglio americano. Lei ed altri tre connazionali, armati di pistole automatiche, sono riusciti ad entrare fino alla Camera dei Rappresentanti e a sparare circa trenta colpi, urlando “Viva Puerto Rico libre!”, ferendo cinque deputati statunitensi.
Dopo l’arresto Lolita ha gridato: “Non sono venuta a uccidere nessuno, sono venuta a morire per Porto Rico!”. Il gesto le valse 25 anni di carcere, fino all’amnistia concessa dal presidente Jimmy Carter.
Tornata in patria l’irriducibile Lolita ha continuata la sua militanza anti-statunitense. Fu arrestata ancora innumerevoli volte, l’ultima nel 2001, a 81 anni!

(Ansa/GIORGIO BENVENUTI)
Con lo storico striscione ‘Bologna non dimentica‘, è partito da Piazza del Nettuno il corteo per la commemorazione dei trent’anni della strage di Bologna. A sfilare per il centro fino alla stazione c’era anche Agnese Moro, la figlia di Aldo ucciso dalle Brigate Rosse.
Ai cronisti che le chiedevano un commento sull’assenza, per la prima volta in 30 anni, di un rappresentante del Governo alla commemorazione, Agnese Moro ha risposto: “Penso che qui c’è chi ha a cuore il popolo italiano”. La figlia di Moro ha sulla maglia la gerbera bianca, simbolo dei parenti delle 85 vittime della strage.
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Lo storico striscione ‘Bologna non dimentica’
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Agnese Moro e Paolo Bolognesi
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Un flashmob
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La targa alla stazione coi nomi delle 85 vittime
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Una mano sulla targa ricordo coi nomi delle vittime
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Davanti alla stazione
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Nel silenzio la lettura dei nomi delle 85 vittime
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Il governo assente alla commemorazione
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Partecipanti
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Il corteo è stato accolto da applausi
Una battuta sull’assenza del Governo anche da parte del presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi: “Chi non c’è ha perso un’occasione. Voglio guardare a chi c’è, non a chi non c’è”.
In rappresentanza dell’Esecutivo c’è il Prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia: “I fischi non ci dovrebbero essere mai. Mi auguro che questa sia una giornata tutta tesa a questo obiettivo”, ha detto, alludendo alle contestazioni che negli anni hanno accolto i ministri sul palco nel piazzale della stazione.
In corteo anche 85 persone con al collo di ciascuna un cartello con il nome di una delle 85 vittime: un’iniziativa dei ‘vendoliani’ di Bologna. “Volevamo rendere concrete le vittime e farle camminare con le loro gambe”, ha spiegato l’esecutivo di Sel. (ANSA)