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Cile, l’odissea dei 33 minatori “sepolti vivi”

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  • Tags: Cile, minatori, minatori-cile, miniera
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9 OTTOBRE - Completamento della perforazione: giornata di grande festa, a San Josè e in tutto il Cile

(Epa/Cezaro De Luca)

FOTO STORIA - Giorno per giorno, immagine per immagine, la storia dei 33 operai intrappolati in Cile, dopo un crollo, nel rifugio sotterraneo della miniera dove stavano lavorando. Le prime loro notizie dopo undici giorni di incertezza, poi le prime immagini, i tentativi di soccorso, la paura dei parenti. La liberazione, inizialmente prevista per Natale, si prospetta ora per la seconda metà di ottobre

5 AGOSTO 33 minatori rimangono intrappolati a oltre 700 metri di profondità, nella miniera di San José, a Copiapo, 800 km a nord di Santiago, nel Cile settentrionale
8 AGOSTO Dopo giorni di lavoro delle quattro squadre di tecnici, il governo cileno rende noto che sono poche le possibilità di trovare vivi i 33 minatori
9 AGOSTO Il presidente del Cile, Sebastian Piner, lancia un appello internazionale per ottenere da qualche Paese i mezzi tecnologici adeguati per trarre in salvo i “sepolti vivi”
12 AGOSTO Quattro squadre di tecnici, con equipaggiamento e macchinari dei più sofisticati, hanno piazzato nove sonde tra la superficie e il luogo dove si presume possano trovarsi i minatori, per verificare se siano ancora in vita
16 AGOSTO Un diaframma di roccia durissima di 700 tonnellate blocca, a circa 350 metri sottoterra, le sonde installate

16 AGOSTO Centinaia di familiari dei dispersi restano alloggiati, in attesa, in un accampamento chiamato ”Speranza”, nei dintorni della miniera
22 AGOSTO Dopo 18 giorni di attesa, accade l’incredibile: i 33 minatori intrappolati sono ancora vivi. Gli uomini riescono a comunicare con l’esterno infilando un biglietto di carta nel tunnel scavato per raggiungerli
22 AGOSTO La notizia fa rapidamente il giro dell’accampamento, dove più di duecento persone aspettano notizie con il fiato sospeso, scatenando scene di gioia
22 AGOSTO La buona notizia viene confermata ufficialmente a tutto il Cile, che sta seguendo in diretta televisiva gli sviluppi del dramma, dal presidente Pinera
22 AGOSTO Il presidente Sebastian Pinera mostra il messaggio dei minatori giunto in superficie atraverso una sonda

23 AGOSTO Grazie a una videocamera calata attraverso una sonda, giungono in superficie le immagini di nove dei 33 minatori intrappolati
23 AGOSTO Primo contatto radio con il gruppo del ministro delle risorse minerarie, Laurence Golborne, che parla per telefono con i 33 minatori
23 AGOSTO Il ministro riferisce che il loro stato d’animo sarebbe buono e avrebbero urlato ‘Viva il Cile’. Sarebbero anche in buone condizioni di salute, ad eccezione di un’irritazione agli occhi
24 AGOSTO Gli esperti raccomandano esercizio fisico e passatempi (sono stati fatti giungere loro libri, video e giochi) per non lasciarsi prendere dallo sconforto
24 AGOSTO Uno dei proprietari della società mineraria, Alejandro Bohn, comunica che probabilmente, in questi mesi di “prigionia”, i minatori non potranno riscuotere lo stipendio, né vedersi rimborsate le medicine delle quali potranno avere bisogno

24 AGOSTO Il magnate minerario cileno e noto mecenate Leonardo Farkas offre 5 milioni di pesos (circa 7.600 euro) alle famiglie dei minatori: “Ognuno che uscirà, incasserà l’assegno”, ha dichiarato
24 AGOSTO Arrivano le prime richieste dalle profondità del deserto dell’Atacama: acqua, alimenti e birra, ma anche collirio, deodoranti e spazzolini da denti
25 AGOSTO A un ritmo di 20 metri al giorno negli scavi, il pozzo dovrebbe essere pronto entro tre-quattro mesi
27 AGOSTO Gli psicologi che seguono i minatori hanno riscontrato che cinque di essi non hanno voluto apparire nel filmato perché hanno scelto di ”isolarsi dagli altri, non si alimentano bene e potrebbero essere depressi”. Gli psicologi inizieranno una terapia a distanza con ciascuno di loro
30 AGOSTO I minatori parlano per due minuti ciascuno con i familiari, grazie alla linea telefonica istallata lungo una delle sonde. Dopo 24 giorni le famiglie, che vivono dall’inizio della tragedia nell’accampamento Esperanza, hanno potuto risentire la voce dei loro cari

30 AGOSTO Al fine di migliorare le comunicazioni e l’invio di materiale ai minatori si comincia a scavare un’apertura più grande di quella attuali
31 AGOSTO La scavatrice australiana Strata 950 avvia la trivellazione lungo un fianco della miniera, a un chilometro dall’ingresso principale, per realizzare il pozzo che porti in salvo i minatori
1 SETTEMBRE Arrivano i primi alimenti caldi: riso con carne e pollo
1 SETTEMBRE Arrivano i primi alimenti caldi
1 SETTEMBRE E insieme al cibo caldo, giungono alla miniera i due medici, lo psicologo e l’ingegnere della NASA che aiuteranno nelle operazioni di liberazione dei minatori

2 SETTEMBRE Riprendono i lavori di scavo, dopo alcune ore dedicate a consolidarne le pareti, dopo l’individuazione di una falla. La macchina scavatrice ha supera i 30 metri di profondità.2 SETTEMBRE Riprendono i lavori di scavo, dopo alcune ore dedicate a consolidarne le pareti, dopo l’individuazione di una falla. La macchina scavatrice supera i 30 metri di profondità
2 SETTEMBRE La macchina scavatrice supera i 30 metri di profondità
2 SETTEMBRE La vita dei minatori diventa un vero e proprio reality show
2 SETTEMBRE I tecnici al lavoro all’accampamento Esperanza mettono a punto un sistema a fibra ottica
2 SETTEMBRE La fibra ottica permetterà di effettuare videoconferenze con l’accampamento dei minatori

3 SETTEMBRE I 33 minatori vengono divisi a metà, per dormire in due turni e simulare in questo modo il giorno e la notte
3 SETTEMBRE I minatori hanno perso in media 10 chili a testa, ma restano in buone condizioni di salute. Hanno ricevuto rosari benedetti dal Papa e abiti nuovi e si sono potuti radere
3 SETTEMBRE Ricevono rosari benedetti dal Papa, abiti nuovi e il necessartio per potersi radere
5 SETTEMBRE Quattro dei sedici sopravvissuti alla tragedia aerea delle Ande del 1972 giungono alla miniera per dare il loro appoggio ai minatori.
4 SETTEMBRE Arriva all’accampamento Esperanza la macchina T-130

6 SETTEMBRE Un minatore atteso dalla moglie e dall’amante
6 SETTEMBRE La dieta è stabilizzata sulle 2400 calorie al giorno: non devono ingrassare per poter passare atraverso il tunnel
7 SETTEMBRE La trivellatrice-monster Strata 950 raggiunge i 100 metri di profondità
7 SETTEMBRE I minatori ricevono una macchina fotografica per poter riprendere le immagini di eventuali lesioni da mostrare ai medici in superficie
7 SETTEMBRE Un minatore ha mal di denti e un altro soffre di depressione

8 SETTEMBRE - I minatori seguono in TV l’amichevole di calcio Cile - Ucraina
10 SETTEMBRE Arriva all’accampamento Esperanza la terza perforatrice
10 SETTEMBRE La vita dei familiari dei minatori all’accampamento migliora: il governo ha inviato tende più accoglienti per ospitare oltre alle spose e ai figli anche i funzionari incaricati delle operazioni di salvataggio
10 SETTEMBRE Attraverso le sonde continuano ad arrivare cibo, acqua e ossigeno
10 SETTEMBRE Attraverso le sonde continuano ad arrivare cibo, acqua e ossigeno

10 SETTEMBRE Attraverso le sonde continuano ad arrivare cibo, acqua e ossigeno
11 SETTEMBRE - Due pacchetti di sigarette al giorno per 33
12 SETTEMBRE - La seconda macchina perforatrice , la T-130 destinata al cosiddetto Piano B, è ferma. Il martello che scava il tunnel si è rotto
14 SETTEMBRE Il ministro della Salute Jaime Manalich presenta il disegno della ”capsula” che riporterà gli uomini in superficie
14 SETTEMBRE Nasce Esperanza, la prima figlia del minatore Ariel Ticona

15 SETTEMBRE - Ariel Ticona, il minatore che ieri è diventato papà, ha potuto vedere la nascita della figlia attraverso un video girato durante il parto dalla cognata
16 SETTEMBRE - Preparativi per la festa nazionale cilena
17 SETTEMBRE - Nel fine settimana dovrebbe entrare in funzione la terza macchina perforatrice
17 SETTEMBRE La perforatrice T-130 raggiunge i 630 metri di profondità. Il rifugio dove si trovano i 33 minatori si trova a 700 metri17 SETTEMBRE La perforatrice T-130 raggiunge i 630 metri di profondità. Il rifugio dove si trovano i 33 minatori si trova a 700 metri
18 SETTEMBRE I 33 partecipano ai festeggiamenti per il bicentenario dell’indipendenza del Paese dalla Spagna

18 SETTEMBRE Al ‘Campamento Esperanza’ un centinaio di familiari innalzano una bandiera cilena inviata dai minatori
18 SETTEMBRE In occasione della festa nazionale, i minatori ricevono alcuni cibi cileni tradizionali come carne grigliata ed ‘empanadas’
18 SETTEMBRE Dal Brasile, Pelè scrive al gruppo dei 33 : ”Cari fratelli, sto pregando per voi”
19 SETTEMBRE Il presidente Sebastian Pinera visita la miniera
19 SETTEMBRE Al fianco del Presidente, la scrittrice Isabel Allende

19 SETTEMBRE Il presidente Pinera ha ispezionato minuziosamente i cantieri di ognuna delle trivelle
19 SETTEMBRE Da oggi in azione tutte e tre le gigantesche ‘perforadoras’
20 SETTEMBRE In corso la preparazione psicologica dei minatori
21 SETTEMBRE - Più di 20 mila persone assistono al concerto in omaggio ai 33 minatori.
21 SETTEMBRE - Le capsule che dovranno portare i minatori fuori dalla miniera sono state ultimate e battezzate ”Fenix”

22 SETTEMBRE - Si è spezzato il martello di una delle tre macchine perforatrici
23 SETTEMBRE - I bambini e ragazzi figli o parenti dei 33 Torneranno a scuola solo dopo avere riabbracciato i loro cari
25 SETTEMBRE - Tecniche di esercitazione per i piloti da combattimento: anche così i 33 si preparano al momento del salvataggio
26 SETTEMBRE - Ognuna delle tre capsule costruite da tecnici della Marina militare cilena è un siluro lungo quattro metri
26 SETTEMBRE - La prima delle capsule è che saranno usate per riportare alla superficie i 33 arriva alla miniera

27 SETTEMBRE - Il governo organizza un nuovo piano per gestire la presenza dei media sul posto
27 SETTEMBRE - Una delle tre perforatrici in azione è riuscita ad arrivare a quota -300 metri
28 SETTEMBRE - Aperta una “scuola” provvisoria nei pressi della miniera
1 OTTOBRE - Per prepararsi ad affrontare il pressing dei media i 33 iniziano a seguire corsi di oratoria
2 OTTOBRE - Vengono ufficialmente anticipati i tempi previsti per l’operazione definitiva di salvataggio: si parla ora della seconda metà di ottobre

3 OTTOBRE - I tecnici cileni impegnati nell’operazione-salvataggio valutano la possibilità di rivestire con tubi di acciaio una parte delle pareti del tunnel lungo il quale saliranno i 33
3 OTTOBRE - Nel campo Esperanza, domenica a base di ‘asado’, la tradizionale grigliata di carne d’agnello cilena
4 OTTOBRE - Il presidente Sebastian Pinera conferma che il ‘D day’ dovrebbe essere più vicino
4 OTTOBRE - All’accampamento e negli spazi adibiti ai soccorsi si moltiplicano i preparativi tecnici e le misure necessarie per il salvataggio
5 OTTOBRE - Due mesi esatti dal crollo del 5 agosto,

6 OTTOBRE - Si sono interrotti nel corso della notte i lavori di scavo dei pozzi
6 OTTOBRE - Una delle tre trivelle in azione arriva a una quarantina di metri dall’obiettivo
7 OTTOBRE - Il buco da cui dovranno essere stratti i 33 minatori dovrebbe essere pronto per sabato
9 OTTOBRE - Completamento della perforazione: giornata di grande festa, a San Josè e in tutto il Cile
10 OTTOBRE - Il gruppo fa le valigie per tornare a casa

11 OTTOBRE - “Io salirò per ultimo”
11 OTTOBRE - I 33 operai, che hanno stabilito il record mondiale di tempo trascorso in una miniera dopo un incidente

12 OTTOBRE - Mancano meno di 24 ore al giorno X. Secondo quanto comunicato ieri da ministro delle risorse minerarie, Laurence Golborne, le operazioni di risalita inizieranno alla mezzanotte tra martedì e mercoledì in Cile, le 5 del mattino di mercoledì in Italia: una navicella metallica scenderà e risalirà, come un ascensore, trasportando un minatore alla volta.
Complessivamente ci vorranno circa 48 ore per completare il salvataggio. Intanto, sottoterra, aumenta la tensione anche fra i minatori che non trattengono più la loro impazienza, in un mix di gioia e di angoscia. In superficie, oltre ai parenti e alle autorità, oltre 1700 giornalisti, fotografi e operatori televisivi attendono l’evento.

11 OTTOBRE - “Io salirò per ultimo”. Conto alla rovescia alla miniera di San Josè. Gli ingegneri hanno lavorato per ore per finire di rafforzare il pozzo scavato a tempi record per raggiungerli, in modo da scongiurare il rischio che un crollo di pietre provochi un disastro dell’ultimo minuto. I tecnici prevedono di completare la fodera del pozzo con i tubi metallici nel giro di poche ore; poi passeranno ai test con speciali capsule e poi si passerà alla fase di salvataggio vera e proprio, il sollevamento degli uomini uno ad uno, a partire da mercoledì.

E in fondo alle viscere della terra, i minatori non stanno litigando su chi risalirà per primo, ma si contendono anzi la possibilità di risalire per ultimo. Capaci fino all’ultimo di mettere da parte le loro esigenze per dare ai colleghi la possibilità di respirare per primi l’aria fresca e la libertà, i minatori continuano a mostrare un encomiabile spirito di solidarietà e impegno.

I 33 operai, che hanno stabilito il record mondiale di tempo trascorso in una miniera dopo un incidente, stanno continuando la vita di rigore che conducono da settimana. Dodici ore prima dell’inizio del salvataggio, cominceranno una dieta liquida per ridurre il rischio di nausea o vomito mentre tornano in superficie. Nella capsula Fenix dovranno temere gli occhi chiusi e all’uscita all’aria aperta dovranno indossare subito occhiali scuri per abituare gli occhi ed evitare danni alla vista dopo aver trascorso così tanto tempo un un tunnel scarsamente illuminato.

Nell’ospedale da campo allestito nella miniera saranno sottoposti a un primo check-up e potranno trascorre qualche attimo con i familiari; poi saranno trasportati in elicottero in un ospedale vicino Copiaco per essere stabilizzati. Il loro stato di salute è decisamente buono: solo qualche problema dermatologico per qualcuno. Almeno due soccorritori (uno di loro paramedico) mercoledì si caleranno al fondo della miniera per aiutare gli uomini nel loro viaggio verso la libertà. Se il calendario dovesse procedere come previsto, è probabile che tutti i minatori saranno in superficie venerdì prossimo. (AGI)

10 OTTOBRE - Il gruppo fa le valigie per tornare a casa

(AP Photo/Dario Lopez-Mills)

10 OTTOBRE - Aumenta il flusso di oggetti personali inviati in superficie: in altre parole, il gruppo sta facendo le valigie per tornare a casa.
Dopo l’ondata delle emozioni a seguito del completamento del pozzo una domenica di ottimismo ed ‘esperanza’ in vista dell’arrivo dell’ora X.
Sul terreno di lavoro, i soccorritori rimangono impegnati nella collocazione di grossi tubi di acciaio lungo una parte del tunnel che a arriva fino al punto in cui si trova il gruppo. A essere rivestita sarà solo la prima parte del pozzo (96 metri su una lunghezza totale di 622), nel settore di terreno più friabile, a rischio quindi di eventuali sfaldamenti.
L’operazione di salvataggio durerà un’ora per ogni minatore: il ‘viaggio’ di risalita nella capsula Fenix è stimato in circa un quarto d’ora, ma ci vorranno altri 45 minuti per la ‘preparazione’ di ogni minatore, che dovrà indossare una tuta speciale e un casco con ‘linea diretta’ e microcamera collegate alla base.

9 OTTOBRE - Completamento della perforazione: giornata di grande festa, a San Josè e in tutto il Cile. Il momento magico, che ha fatto gioire i quasi 200 familiari presenti al Campamento Esperanza insieme a un ”esercito” di giornalisti, è arrivato alle 08:05 del mattino, quando dall’ingresso della miniera i tecnici hanno fatto sapere che l’opera era compiuta e che la trivella T-130D era arrivata a quota -622 metri, sfondando l’ultima barriera rocciosa ed entrando in ”contatto” con i minatori. L’ultimo tratto della lunga strada aperta dalla perforatrice è  stato il più delicato. Proprio agli ultimi metri tecnici e ingegneri hanno dedicato la massima attenzione, trivellando a una minore velocità per non provocare crolli, rotture della testa della perforatrice o altri intoppi.

In superficie, passata la prima ondata della festa, il campo Esperanza si è per qualche minuto bloccata per ascoltare il ministro delle risorse minerarie, Laurence Golborne che, più emozionato del solito, ha confermato che tutto era andato bene e che fin da subito i tecnici erano passati alle successive fasi del lavoro: il recupero della trivella, la ripresa filmata - che va visionata dagli esperti - dell’ultima parte del tunnel.

6 OTTOBRE - Una delle tre trivelle in azione arriva a una quarantina di metri dall’obiettivo

(AP Photo/Dario Lopez-Mills)

8 OTTOBRE - Una delle tre trivelle in azione arriva a una quarantina di metri dall’obiettivo. I lavori sono andati avanti nella notte, ma si sono poi fermati per poter cambiare il martello della perforatrice T-130D. I lavori potrebbero riprendere verso le quattro del pomeriggio (le 22:00 in Italia). La trivella, che ha raggiunto già 585 metri di profondità, deve arrivare a quota -624 metri.

Al Campamento Esperanza è atteso l’arrivo della consorte del presidente Sebastian Pinera, Cecilia Morel. La ”first lady”, che incontrerà i parenti dei ”mineros”, dovrebbe trattenersi nella zona durante tutto il fine settimana.

7 OTTOBRE - Il buco da cui dovranno essere stratti i 33 minatori intrappolati nella miniera di Copiapo, in Cile, dovrebbe essere pronto per sabato. Lo ha riferito il governo cileno. Nella migliore delli ipotesi ci vorranno due o tre giorni per completare le operazioni di salvataggio, mentre nell’ipotesi peggiore occorreranno 8-10 giorni.

4 OTTOBRE - Il presidente Sebastian Pinera conferma che il ‘D day’ dovrebbe essere più vicino

(AP Photo/Natacha Pisarenko)

6 OTTOBRE - Si sono interrotti nel corso della notte i lavori di scavo dei pozzi. Le trivelle hanno incontrato “roccia dura” e nelle ultime ore i lavori hanno fatto pochi progressi. Nella notte, si è deciso di interrompere lo scavo per consentire di modificare le trivelle, che “si consumano troppo velocemente”, rideucendo il diametro dei pozzi”.

5 OTTOBRE - A due mesi esatti dal crollo del 5 agosto, il giornale di Santiago, La Tercera, e il sito della Bbc, in un’intervista con il capo delle operazioni di soccorso, Pedro Buttazzoni, informano che i minatori potrebbero essere tratti in salvo nel prossimo fine settimana, forse persino sabato.

4 OTTOBRE - Il presidente Sebastian Pinera conferma che il ‘D day’, il momento in cui i 33 rivedranno la luce del giorno, dovrebbe essere più vicino. ”Siamo vicini alla loro liberazione, abbiamo fatto quanto possibile. Spero che saranno liberi prima del mio viaggio in Europa”.

Una delle tre trivelle messe in campo, la T-130, al centro di quello che i tecnici chiamano ‘piano B’ riprende a lavorare, dopo una pausa a causa di lavori di consolidamento, raggiungendo quota -428 metri. All’accampamento e negli spazi adibiti ai soccorsi si moltiplicano  i preparativi tecnici e le misure necessarie per il salvataggio. Arrivano da Santiago 18 uomini scelti per la liberazione dei 33, operazione nella quale saranno coinvolti circa 200 uomini.
I cronisti hanno visitato l’eliporto di San Jose’, predisposto a circa un chilometro dall’ingresso della miniera, dove tre elicotteri ‘Bell 412′ saranno pronti per trasportare i minatori - dopo un primo controllo medico subito dopo la loro uscita - in un ospedale della vicina cittadina di Copiapo’, 45 km dalla miniera.

1 OTTOBRE - Per prepararsi ad affrontare il pressing dei media i 33 iniziano a seguire corsi di oratoria

Epa/Claudio Reyes

3 OTTOBRE - I tecnici cileni impegnati nell’operazione-salvataggio valutano la possibilità di rivestire con tubi di acciaio una parte delle pareti del tunnel lungo il quale saliranno i 33.

Per i figli, le mogli, le compagne e gli altri familiari dei 33 minatori una domenica a base di ‘asado’, , la tradizionale grigliata di carne d’agnello cilena, e di tanti altri piatti delle diverse regioni del Cile. Tra le altre prelibatezze regionali spiccano per esempio le salcicce del Chillan, oppure i pesci della cala di Chanaral de Aceituno.

2 OTTOBRE - Vengono ufficialmente anticipati i tempi previsti per l’operazione definitiva di salvataggio: si parla ora della seconda metà di ottobre.

1 OTTOBRE - Per prepararsi ad affrontare il pressing dei media nel momento in cui rivedranno la luce del sole, i 33 uomini iniziano a seguire corsi di oratoria tenuti dagli specialisti del team di soccorso che li attendono in superficie.

L’Agenzia spaziale nipponica (Jaxa) ha inviato generi di soccorso tra cui figurano indumenti intimi ’spaziali’ come quelli utilizzati dagli astronauti, in grado di assorbire gli odori e combattere i batteri: 200 capi di abbigliamento intimo tra mutande e magliette.

25 SETTEMBRE

25 SETTEMBRE (Epa/Esteban Gonzalez)

29 SETTEMBRE - Tre volte al giorno, i 33 minatori fanno esercizi fisici insieme ai familiari in superficie: collegati per videoconferenza, in gruppi da undici, a turni eseguono flessioni, piegamenti ed altri esercizi, secondo le indicazioni degli specialisti che seguono le operazioni di salvataggio. I movimenti scelti sono funzionali a migliorare la capacità aerobica, la circolazione e il ritmo cardiaco, e che al momento della risalita i minatori useranno una ”cintura biomedica”, che permetterà di monitorare i segnali vitali, come nell’industria aerospaziale.

28 SETTEMBRE - Una “scuola” provvisoria, riservata ai figli dei 33 operai  è stata aperta oggi nei pressi della miniera. “Non è una scuola, è l’aula di una classe”, ha dichiarato alla stampa il ministro dell’Istruzione Joaquin Lavin, inaugurando la “classe San José”, ribattezzata anche “piccola scuola Speranza”.
Nella classe, gestita da un professore messo a disposizione dal ministero dell’Istruzione e dall’amministrazione della vicina città di Copiapo, sarà seguito un regolare programma scolastico: è riservata a una decina di bambini di primario, le cui famiglie non hanno voluto, o potuto, lasciare l’accampamento.

27 SETTEMBRE - Una delle tre perforatrici in azione è riuscita ad arrivare a quota -300 metri.

Il governo ha organizzato un nuovo piano per gestire la presenza dei media sul posto. ”Ci sono dei punti nella miniera dove è impossibile fare spazio a tutti i cronisti accreditati”, hanno spiegato le autorità, che hanno allestito una struttura alta 75 metri e lunga 150 proprio per ospitare cronisti e apparecchiature tv. Il luogo si trova a circa 300 metri di distanza dall’ingresso del tunnel che porta al giacimento. Per le tv, precisano i media locali, non sara’ comunque possibile riprendere il momento esatto in cui i 33 emergeranno dalla profondita’ della terra.

26 SETTEMBRE - La prima delle capsule è che saranno usate per riportare alla superficie i 33 arriva alla miniera

(AP Photo/Aliosha Marquez)

26 SETTEMBRE - La prima delle ‘capsule‘ che saranno usate per riportare alla superficie i 33 arriva alla miniera: si chiama Phoenix 1 l’ascensore che permetterà ai minatori di percorrere senza danni i quasi 700 metri che li separano dalla luce del sole. ”L’abbiamo battezzato Fenice perché sarà un vero e prioprio processo di rinascita, una nuova vita per ognuno di loro”, ha detto il ministro Golborne. Le famiglie hanno accolto la capsula con acclamazioni e applausi, e grida di ‘Viva Chile’.

Ognuna delle tre capsule costruite da tecnici della Marina militare cilena è un siluro lungo quattro metri (dei quali due e mezzo per il ‘modulo vitale’ dove prenderanno posto uno dopo l’altro i minatori), rotelle di gomma alle estremità superiore e inferiore, un diametro di 53 centimetri, pesa poco piùdi 250 chili e sarà dipinta di bianco, rosso e blu, i colori della bandiera cilena. In caso di blocco lungo il percorso di risalita, il minatore protetto da un casco disporrà di ossigeno, cibo, due sistemi di comunicazione, e saranno costantemente monitorati il suo battito cardiaco e la respirazione.

25 SETTEMBRE - Tecniche di esercitazione per i piloti da combattimento: anche così i 33 si preparano al momento del salvataggio. L’ascesa fino alla superficie potrebbe durare un’ora e mezza in un budello di 65 o 70 centimetri di diametro e richiederà un notevole sforzo per il fisico e la psiche già duramente provati dei minatori. Uno ad uno saranno issati in una capsula metallica assicurata ad un complesso sistema di gru e pulegge, immobilizzati con le braccia incrociate.
Per evitare svenimenti e malori, i minatori si dedicano quotidianamente a esercizi di un sistema chiamato L-1, che aiuta a fare circolare il sangue dalle estremità inferiori alla parte superiore del corpo anche nelle circostanze più difficili.  A quest’addestramento specifico si aggiungono ginnastica anaerobica e camminate, per quando lo permette la loro prigione sotterranea.

21 SETTEMBRE

(Epa/Caudio Reyes)

23 SETTEMBRE - Torneranno a scuola solo dopo avere riabbracciato i loro cari: sono decisissimi i bambini e ragazzi figli o parenti dei 33 che vivono nel ‘campamento Esperanza’ sorto accanto al pozzo, nel mezzo del deserto cileno dell’ Atacama.  Nonostante gli enormi sforzi del governo cileno per convincere i familiari del gruppo a mandare i ragazzi a scuola regolarmente, non c’è nulla da fare. Per rimediare, nell’accampamento diversi volontari cercano di intrattenere i bambini, portanto un po’ di allegria tra le tende con clownerie ed altri passatempi per i piccoli.

22 SETTEMBRE - Problemi con il martello di una delle tre macchine perforatrici: si è spezzato, è uscito dalla base dove era appoggiato ed è caduto nel giacimento. La perforatrice che ha avuto il guasto è la ‘T 130′, protagonista di quello che i tecnici chiamano il ‘piano B’. La trivella riprenderà a lavorare quanto prima.

19 SETTEMBRE Il presidente Pinera ha ispezionato minuziosamente i cantieri di ognuna delle trivelle

(Epa)

21 SETTEMBRE - Più di 20 mila persone hanno assistito al concerto chiamato ‘Cantamos’ a Copiapo’, in omaggio ai 33 minatori. Gli invitati di onore sono stati i familiari dei 33, che si sono seduti in prima fila per ascoltare diversi artisti, tra i quali gli Inti Illimani e il cantautore argentino Piero, molto noto in Cile. All’iniziativa era presente anche il ministro cileno per le risorse minerarie, Laurence Golborne, che è stato molto applaudito dai presenti.

Viene diffusa la notizia che le capsule che dovranno portare i minatori fuori dalla miniera sono state ultimate: sono state battezzate ”Fenix” (Fenice). Uomini di fiducia del presidente Sebastian Pinera le stanno esaminato le capsule nella cittadina di Talcahuano, e ovrebbero essere a San José entro una decina di giorni. Fonti ufficiali cilene ribadiscono la previsione ufficiale di liberazione dei minatori, che indica la data agli inizi di novembre.

20 SETTEMBRE Oltre alla preparazione fisica dei minatori, il team di soccorso cileno sta portando avanti anche una preparazione psicologica, sia per affrontare la vita 700 metri sotto terra, sia in vista del momento in cui torneranno a vedere la luce del sole. Secondo il quotidiano La Tercera, il medico ha reso noto giorni fa che alcuni minatori rifiutano di parlare con lui.

Le gigantesche ‘perforadoras’, che appartengono a tre compagnie diverse, sono in azione in parallelo da ieri.

(AP Photo/Aliosha Marquez)

19 SETTEMBRE Il presidente Sebastian Pinera visita la miniera e dà il via al cosiddetto ‘Piano C’, avviando il lavoro della terza trivella (la canadese Rig 421, adibita normalmente alle perforazioni di petrolio: al contrario delle altre due, scaverà in obliquo e non in verticale).

Durante la sua quinta visita al complesso minerario, il presidente Pinera ha ispezionato minuziosamente i cantieri di ognuna delle trivelle che funzionano giorno e notte per scavare i pozzi attraverso i quali si cercherà di far uscire i minatori dalla loro prigione di roccia. A fianco del Presidente, la scrittrice Isabel Allende ha detto ai minatori intrappolati che “sono presenti nei telegiornali di tutto il mondo, con i loro volti e i loro nomi”.

18 SETTEMBRE I 33 partecipano ai festeggiamenti per il bicentenario dell’indipendenza del Paese dalla Spagna. Nel momento chiave della commemorazione, cantano l’inno nazionale issano una bandiera cilena, in stretto coordinamento con quanto avviene al ‘Campamento Esperanza’, dove un centinaio di familiari - tra i quali tante donne e bambini -  innalzano una bandiera cilena inviata dai minatori. Accanto alla bandiera viene posto un grande lenzuolo bianco con le immagini dei 33 accompagnate dalla scritta ‘Vi stiamo aspettando’.

In occasione della festa nazionale, i minatori ricevono alcuni cibi cileni tradizionali come carne grigliata ed ‘empanadas’: i tipici involtini locali, fatti però in forma allungata, per poterli far entrare nel recipiente in cui i tecnici inviano in profondità, tramite una sonda, gli alimenti e altri prodotti necessari alla sopravvivenza dei minatori.

Dal Brasile, Pelè fa sapere di aver inviato al gruppo dei 33 una lettera e una maglia della ‘Selecao’ brasiliana con la sua firma. ”Cari fratelli, sto pregando per voi”, scrive Pelè nella lettera. Tra i 33 c’è anche Franklin Lobos, un ex giocatore della nazionale cilena. Nei giorni scorsi, anche il goleador del Barcelona e della nazionale spagnola, David Villa (figlio di un minatore), e l’allenatore argentino della nazionale cilena, Marcelo Bielsa, avevano mandato delle maglie ai 33 della miniera.

16 SETTEMBRE - Preparativi per la festa nazionale cilena

(AP Photo/Aliosha Marquez)

17 SETTEMBRE La perforatrice T-130  raggiunge i 630 metri di profondità. Il rifugio dove si trovano i 33 minatori si trova a 700 metri

16 SETTEMBRE - Bandiere e ghirlande con i colori nazionali - il bianco, l’azzurro e il rosso - sono state mandate ai minatori per adornare le pareti del rifugio sotterraneo, in vista di sabato, giorno della festa nazionale. Domenica si recherà presso la miniera il presidente Sebastian Piera, che parlerà con i minatori attraverso il sistema a fibra ottica, probabilmente accompagnato dal presidente boliviano Evo Morales, che saluterà il minatore boliviano Carlos Mamani, unico straniero tra i 33.

15 SETTEMBRE - Ariel Ticona, il minatore che ieri è diventato papà, ha potuto vedere la nascita della figlia attraverso un video girato durante il parto dalla cognata, inviato attraverso la sonda. Il neopapà ha potuto condividere l’emozione della nascita con i suoi compagni.

I 33 minatori ricevono rassicurazioni sul fatto sarà loro pagato il salario del mese di settembre, anche se per il bonus previsto per il Bicentenario del Paese dovranno aspettare.

14 SETTEMBRE Nasce Esperanza, la prima figlia del minatore Ariel Ticona

Nasce Esperanza, la prima figlia del minatore Ariel Ticona (AP Photo/Aliosha Marquez)

14 SETTEMBRE - Alle alle 12,20 nasce Esperanza, la prima figlia del minatore Ariel Ticona. Le è stato dato lo stesso nome dell’accampamento dove si trovano le famiglie dei 33 uomini. La mamma, Elizabeth Segovia, ha partorito nella clinica ostetrica di Copiaco. Il neo papà ha chiesto alla moglie di girare un video della nascita di Esperanza. I tecnici invieranno il video ad Ariel, che potrà vederlo sfruttando il sistema audiovisivo a fibra ottica istallato nel loro rifugio.

Un personal trainer guida gli uomini per un’ora al giorno di esercizio fisico attraverso il sistema televisivo istallato con la fibra ottica.

Il ministro della Salute Jaime Manalich presenta il disegno della ”capsula” che, attraverso il tunnel, riporterà gli uomini in superficie: un cilindro di un materiale resistente, in grado di garantire alle persone trasportate ossigeno, un sistema per monitorare i loro segni vitali, luce e una soluzione di emergenza nel caso la capsula abbia qualche problema.

Ai minatori giunge un invito a passare una settimana di vacanza in Grecia da parte dei lavoratori della compagnia mineraria greca Elmin. Sole e mare in compagnia di un familiare per dimenticare i terribili giorni passati sottoterra.

Riprende il Piano B: la macchina T-130 ricomincia a funzionare nello stesso posto dove era stata collocata. La Strata 950, il Piano A, sta per arrivare ai 300 metri di profondità.

7 SETTEMBRE Un minatore ha mal di denti e un altro soffre di depressione

(Epa/CLAUDIO REYES)

13 SETTEMBRE - Viene diffuso il terzo video girato dai minatori: appaiono in buone condizioni, alcuni indossano una maglietta rossa, altri sono a torso nudo. Nella galleria fa molto caldo e il livello di umidità è altissimo.

L’ipotesi di far saltare in aria con la dinamite una parte della miniera - una sorta di ‘piano D’, proposto dall’ingegnere minerario Miguel Fort viene scartato perché troppo pericoloso.

12 SETTEMBRE - Primi guai per i piani di salvataggio dei 33 minatori: la seconda macchina perforatrice , la T-130 destinata al cosiddetto Piano B, è ferma. Il martello che scava il tunnel si è rotto a circa 268 metri di profondità, dopo aver incontrato una vena di roccia molto dura. Non è detto che la macchina potrà continuare a scavare nello stesso punto. Intanto la Strata 950, la prima macchina istallata all’accampamento Esperanza, continua a scavare e ha già superato i 200 metri di profondità. Entrambe le macchine scavano prima un tunnel di 30 cm di diametro e poi lo ampliano fino a raggiungere i 66 cm.

11 SETTEMBRE - Due pacchetti al giorno, non di più, da condividere tra i 33: sono le sigarette che i minatori riceveranno dalla superficie, e che potranno fumare in una galleria dell’area dove si trovano. Le sigarette, insieme alla birra, sono state tra le prime richieste fatte dai minatori alle autorità in superficie, rilevano i media locali, segnalando che ora i minatori potranno finalmente fumare, grazie al miglioramento dell’aria che respirano nel luogo dove si trovano.

10 SETTEMBRE Attraverso le sonde continuano ad arrivare cibo, acqua e ossigeno

10 SETTEMBRE Attraverso le sonde continuano ad arrivare cibo, acqua e ossigeno

10 SETTEMBRE - Arrivano all’accampamento Esperanza, trasportati da 40 camion, i pezzi della terza macchina perforatrice, una gigantesca struttura usata per le perforazioni petrolifere, alta 45 metri. Questa macchina si andrà ad unire alle altre due già in funzione da oltre una settimana. È la più veloce delle tre e si spera che in un mese e mezzo possa raggiungere il fondo della miniera, ma prima di dieci giorni non sarà in funzione.

Pare verrà anche realizzato un film sulla vicenda dei minatori.

8 SETTEMBRE - Grazie a un collegamento speciale organizzato dall’azienda telefonica locale e grazie allo schermo inviato attraverso la sonda, i minatori hanno potuto seguire la partita della nazionale di calcio del Cile, che ha perso 2 a 1 in un’amichevole con l’Ucraina.

7 SETTEMBRE Anche se, nel complesso, le notizie sulla salute degli uomini sono buone, uno di loro è sotto antibiotici per un forte dolore di denti, mentre un altro presenta sintomi di depressione, che però sono da ricondurre a un quadro clinico precedente all’incidente.

La dieta è stabilizzata sulle 2400 calorie al giorno: non di più perché gli uomini non devono ingrassare, per poter passare attraverso il tunnel di 65 cm di diametro che dovrebbe ricondurli in superficie.

7 SETTEMBRE

(Epa/Ian Salas)

6 SETTEMBRE Si diffonde la notizia che, ad attendere uno dei 33 uomini non c’è solo la moglie, ma anche l’amante. SI tratta di Johnny Barrios, 50 anni, la cui moglie Marta Salinas (56), è rimasta qualche giorno fa molto sorpresa quando si è trovata di fronte una donna, Susana Valenzuela, che urlava in modo disperato il nome di suo marito.

5 SETTEMBRE Quattro dei sedici sopravvissuti alla tragedia aerea delle Ande del 1972 che provocò la morte di 29 persone, quasi tutti giocatori di una squadra di rugby uruguayana - membri della Fondazione ‘Viven’ (Sono vivi, in spagnolo) - giungono alla miniera per dare il loro appoggio ai minatori. Nei prossimi giorni, i quattro parleranno con i minatori intrappolati nel fondo della miniera per far loro coraggio e raccontare la loro esperienza.

4 SETTEMBRE Arriva all’accampamento Esperanza la macchina T-130, quella che le famiglia dei minatori chiamano del ”miracolo”, che dovrà scavare un altro tunnel e mettere in atto il cosidetto Piano B, che consentirebbe di salvare in minor tempo i 33 uomini.
Oltre a essere un’alternativa alla macchina perforatrice Strata 950, la T-130 potrebbe permettere di realizzare il recupero degli uomini nella metà del tempo programmato, circa due mesi.

7 SETTEMBRE La trivellatrice-monster Strata 950 raggiunge  i 100 metri di profondità

(AP Photo/Hector Retamal)

3 SETTEMBRE I 33 minatori vengono divisi a metà, per dormire in due turni e simulare in questo modo il giorno e la notte. A ogni uomo viene assegnato un compito specifico, con la creazione di squadre di quattro minatori più un capo che, a turno, gestiranno i tubi da cui arrivano viveri e rifornimenti. I minatori hanno perso in media 10 chili a testa, ma restano in buone condizioni di salute. Hanno ricevuto rosari benedetti dal Papa e abiti nuovi e si sono potuti radere.

2 SETTEMBRE Riprendono i lavori di scavo, dopo alcune ore dedicate a consolidare le pareti del tunnel a causa dell’individuazione di una falla. La macchina scavatrice supera i 30 metri di profondità. Intanto la vita dei minatori diventa un vero e proprio reality show. I tecnici al lavoro all’accampamento Esperanza mettono a punto un sistema a fibra ottica che entrerà in funzione sabato e che permetterà di effettuare videoconferenze con l’accampamento dei minatori, di avere in tempo reale informazioni fondamentali per la sicurezza degli uomini, soprattutto su una infiltrazione d’acqua nella galleria in cui si trovano, e di seguire con maggiore facilità le loro condizioni di salute e psicologiche.

24 AGOSTO

(AP Photo/Roberto Candia)

1 SETTEMBRE Arrivano i primi alimenti caldi: riso con pollo, hamburger e yogurt. Giungono alla miniera i due medici, lo psicologo e l’ingegnere della NASA che aiuteranno nelle operazioni di liberazione dei minatori. Tra le altre cose, portano con sé macchinari per produrre energia e lampade speciali per inviare luce ai minatori. 31 AGOSTO La scavatrice australiana Strata 950 avvia la trivellazione lungo un fianco della miniera, a un chilometro dall’ingresso principale, per realizzare il pozzo che porti in salvo i minatori. In una prima fase sarà scavato un pozzo verticale di 15 metri di profondità, poi si procederà con la trivellazione del pozzo vero e proprio, largo 33 centimetri, che sarà poi allargato a 66 per permettere il passaggio di un minatore alla volta. A un ritmo di 20 metri al giorno negli scavi, il pozzo dovrebbe essere pronto entro tre-quattro mesi

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5 AGOSTO 33 minatori rimangono intrappolati a oltre 700 metri di profondità, nella miniera di San José, a Copiapo, 800 km a nord di Santiago, nel Cile settentrionale

(AP Photo/Roberto Candia)

30 AGOSTO A causa del caldo e della forte umidità nella zona della galleria dove si trovavano i minatori, gli esperti chiedono loro di spostare il loro alloggiamento a un livello più profondo, circa 25 metri più in basso del rifugio predisposto per le emergenze. Ai minatori giunge, inoltre, la notizia che dovranno spostare tra le 3.000 e le 4.000 tonnellate della roccia che cadrà in basso durante l’escavazione del tunnel, facendo turni che copriranno le 24 ore. I minatori parlano per due minuti ciascuno con i familiari, grazie alla linea telefonica istallata lungo una delle sonde. Dopo 24 giorni le famiglie, che vivono dall’inizio della tragedia nell’accampamento Esperanza, hanno potuto risentire la voce dei loro cari. Al fine di migliorare le comunicazioni e l’invio di materiale ai minatori si comincia a scavare un’apertura più grande di quella attuali.

26 AGOSTO

(Epa/Codelco)

27 AGOSTO Il ministro della sanità cileno Jaime Manalich rende noto che gli psicologi che seguono i minatori hanno riscontrato che cinque di essi non hanno voluto apparire nel filmato, girato dai compagni, perché hanno scelto di ”isolarsi dagli altri, non si alimentano bene e potrebbero essere depressi”. Gli psicologi inizieranno una terapia a distanza con ciascuno di loro.

FOTO STORIA: GUARDA LA GALLERY

24 AGOSTO Arrivano le prime richieste dalle profondità del deserto dell’Atacama: acqua, alimenti e birra, ma anche collirio, deodoranti e spazzolini da denti. Intanto, gli esperti raccomandano esercizio fisico e passatempi (sono stati fatti giungere loro libri, video e giochi) per non lasciarsi prendere dallo sconforto. Alla notizia che probabilmente in questi mesi di “prigionia” i minatori non potranno riscuotere lo stipendio né vedersi rimborsare le medicine delle quali potranno avere bisogno (come comunicato da uno dei proprietari della società miniera, Alejandro Bohn), fa seguito quella che il magnate minerario cileno e noto mecenate Leonardo Farkas offre 5 milioni di pesos (circa 7.600 euro) alle famiglie dei minatori: “Ognuno che uscirà, incasserà l’assegno”, ha dichiarato.

I volti dei minatori

23 AGOSTO Grazie a una videocamera calata attraverso una sonda, giungono in superficie le immagini di nove dei 33 minatori intrappolati. Vista la videocamera, gli uomini le hanno rivolto gesti di allegria. Nello stesso giorno, anche il primo contatto radio con il gruppo del ministro delle risorse minerarie, Laurence Golborne, parla per telefono con i 33 minatori: secondo le sue dichiarazini, il loro stato d’animo sarebbe buono e avrebbero urlato ‘Viva il Cile’. Sarebbero anche in buone condizioni di salute, ad eccezione di un’irritazione agli occhi.

22 AGOSTO Il presidente Sebastian Pinera mostra il messaggio dei minatori giunto in superficie atraverso una sonda

Il presidente Sebastian Pinera

22 AGOSTO Dopo 18 giorni di attesa, accade l’incredibile: i 33 minatori intrappolati sono ancora vivi. Gli uomini riescono a comunicare con l’esterno infilando un biglietto di carta nel tunnel scavato per raggiungerli. Nelle prime ore di domenica, una sonda arrivata a 688 metri di profondità, raggiunge la galleria dove si supponeva che avessero trovato rifugio i lavoratori intrappolati. Poco dopo, a mezzogiorno, la sonda riporta in superficie una nota scritta con un lapis rosso, riportante la scritta: “Stiamo bene tutti e 33 e siamo nel rifugio”. La notizia fa rapidamente il giro dell’accampamento, dove più di duecento persone aspettano notizie con il fiato sospeso, scatenando scene di gioia. Poco dopo la notizia viene confermata ufficialmente a tutto il Cile, che sta seguendo in diretta televisiva gli sviluppi del dramma, dal presidente Pinera.

16 AGOSTO Un diaframma di roccia durissima di 700 tonnellate blocca, a circa 350 metri sottoterra, le sonde installate

(AP Photo/Roberto Candia)

16 AGOSTO Un diaframma di roccia durissima di 700 tonnellate blocca, a circa 350 metri sottoterra, le sonde installate. Nel cercare un percorso alternativo, per accelerare i soccorsi, le operazioni di scavo si rivelano più difficili del previsto, anche per il continuo rischio di crolli. Nei soccorsi sono impegnate anche delle squadre specializzate arrivate dall’Australia e dagli Usa. Centinaia di familiari dei dispersi restano alloggiati, in attesa, in un accampamento chiamato ”Speranza”, nei dintorni della miniera.

12 AGOSTO Dopo giorni di lavoro delle quattro squadre di tecnici che, con equipaggiamento e macchinari dei più sofisticati, hanno piazzato nove sonde tra la superficie e il luogo dove si presume possano trovarsi i minatori, per verificare se siano ancora in vita, il governo cileno rende noto che sono poche le possibilità di trovare vivi i 33 minatori. Secondo il ministro, sia il cibo sia l’acqua disponibili per i 33 minatori ”erano sufficienti solo per due giorni”.

12 AGOSTO Quattro squadre di tecnici, con equipaggiamento e macchinari dei più sofisticati, hanno piazzato nove sonde tra la superficie e il luogo dove si presume possano trovarsi i minatori, per verificare se siano ancora in vita

(AP Photo/Roberto Candia)

9 AGOSTO Il presidente del Cile, Sebastian Piner, lanciato un appello internazionale per ottenere da qualche Paese i mezzi tecnologici adeguati per trarre in salvo i “sepolti vivi”.

8 AGOSTO Il presidente Sebastian Pinera lascia in anticipo una missione all’estero e giunge sul luogo della tragedia, per coordinare personalmente i soccorsi.

5 AGOSTO A causa di un probabile cedimento del terreno in profondità, 33 minatori rimangono intrappolatia a oltre 700 metri di profondità, nella miniera di San José, a Copiapo’, 800 km a nord di Santiago, nel Cile settentrionale. L’interno della miniera raggiunge temperature altissime di giorno e molto basse di notte: si trova nel deserto più secco del mondo.

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  • Giovedì 2 Settembre 2010
Hinduisti in festa per il compleanno di Krishna »
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Commenti

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Il 7 Settembre 2010 alle 10:00 L’incubo della miniera cilena. Ce la faranno? - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] Sperando che «los 33», i 33 minatori intrappolati nella miniera nel nord del Cile da ormai un mese, escano tutti vivi entro Natale, la data che circola in questi giorni, saranno loro a poter dare lezioni su come si resiste per settimane sottoterra, a 30 gradi, senza mai vedere la luce del sole, con un pozzo di 15 centimetri come unico collegamento con il mondo di fuori. L’ha detto il ministro della Salute cileno, Jaime Mañalich, lo ripetono gli esperti: non ci sono precedenti.GALLERY: Cile, l’odissea dei 33 minatori “sepolti vivi” [...]

Il 14 Ottobre 2010 alle 17:20 Salvi tutti i 33 minatori intrappolati nella miniera di San Josč in Cile ha scritto:

[...] Dopo quasi 70 giorni di prigionia forzata a 700 metri in profondità nel giacimento di oro e rame San Josč in Cile 5 Agosto 2010 – A causa di un probabile cedimento del terreno in profondità, 33 minatori rimangono intrappolatia a oltre 700 metri di profondità, nella miniera di San José, a Copiapo’, 800 km a nord di Santiago, nel Cile settentrionale. L’interno della miniera raggiunge temperature altissime di giorno e molto basse di notte: si trova nel deserto più secco del mondo- Fonte [...]

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