Dal 22 settembre al 17 novembre 2010 a Milano è di scena Robert Doisneau, come lo conosciamo, tra i bianchi e neri delle strade di Parigi, e in un’insolita esplosione di colore che seduce come solo lui sa.
La Fondazione Forma rende omaggio al suo genio garbato e lucido, alla sua fotografia tenera e divertente, con due mostre nate dalla collaborazione con la famiglia Doisneau e la Fondation Cartier-Bresson di Parigi: Dal mestiere all’opera e Palm Springs 1960.
- Le disert du Colorado, 1960
- Football, Choisy le roi, 1945
- La voiture fondue, 1944
- Les cygnes gonflables, 1960
- 1er prix
- La cour des Artisans, 1953
- Les enfants de la place Hebert, 1957
- La voiture bleue, 1960
- Fourrures party, 1960
- Richardo, 1950
Nato nel 1912 a Parigi, da questa città Doisneau non si staccò mai del tutto. Il suo territorio di caccia, la sua riserva preferita d’immagini ed emozioni era lì, a portata di mano.
Dal mestiere all’opera presenta una selezione di circa cento stampe originali, le più celebri accanto ad altre praticamente inedite, scelte in gran parte nel suo atelier e in importanti collezioni pubbliche e private francesi. L’ampia selezione, arricchita da documenti privati e testimonianze raccolte con l’aiuto amorevole delle figlie del fotografo, propone una rilettura critica e aggiornata per mostrare come la bellezza apparentemente spontanea delle sue immagini fosse frutto di grande lavoro, e come, in pratica, Doisneau sia riuscito nella sua vita a passare dal mestiere all’opera con una gravità insospettabile, fermando sulla pellicola frammenti di un mondo di cui voleva provare l’esistenza.
Ma oltre le strade di Parigi, dove incontrava e ritraeva amanti e bambini, Doisneau ha realizzato anche sorprendenti e inaspettate fotografie a colori.
Era il 1960 quando la rivista Fortune incaricò il fotografo francese di raccontare la vita di una città particolare, nata come un fiore sgargiante nel deserto della California: Palm Springs. Doisneau accettò la sfida e tra la sabbia del deserto, le palme, il cielo blu cobalto, gli abiti chiassosi dei suoi abitanti, i cocktail e i campi da golf, compose il suo personale sogno americano, non in bianco e nero ma raccontato con un’esplosione di colori. Le immagini dell’album Palm Springs 1960, presentate ora per la prima volta in Italia, mostrano un aspetto poco conosciuto del grande fotografo e sorprenderanno anche il visitatore più esperto trasportandolo in un universo festoso e ironico.
- Venerdì 24 Settembre 2010




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