La guerra ingaggiata dal Governo messicano del presidente Felipe Calderon contro i narcos e la guerra in corso tra gli stessi cartelli della droga hanno causato in Messico, dal 2006 ad oggi, circa 28 mila morti.
- Piantagioni illegali di canapa indiana date alle fiamme
- Un soldato tra le piantagioni di marijuana nei pressi di Tecate
- Un accampamento delle forze speciali militari durante un’operazione antidroga
- Un’operazione antidroga a Ensenada
- Soldati a Sierra de Juarez, tra le piantagioni illegali
- 23 settembre, sparatoria tra gang rivali ad Acapulco
- Operazione militare per distruggere 73 ettari di campi di marijuana
- I funerali di tre cittadini del Guatemala uccisi dai narcotrafficanti a Tamaulipas
- Rogo di marijuana a Tecate
- Bladimiro Montalvo, sindaco di Santiago, i cui predecessori sono stati rapiti e uccisi dai narcos
- Un campo di canapa indiana dato alle fiamme a Ensenada
- 26 settembre, Ritrovati a Cuernavaca i corpi morti di 4 uomini uccisi dai Narcos
- Le operazioni nella penisola della Baja California
- Un commando contro i narcos presentato alla stampa
- Rogo di piante di marijuana
- Un corpo decapitato ritrovato ad Acapulco
- 7 agosto, la protesta di un giornalista messicano che ha ottenuto l’asilo politico USA
- In Messico, dal 2006 ad oggi, circa 28 mila i morti connessi alla guerra della droga
- Piante di marijuana date alle fiamme durante un’operazione antidroga
- Un momento di un’operazione antidroga
In Messico, gli scontri e i regolamenti di conti tra le diverse gang non sembrano destinati a terminare a breve e anche negli ultimi giorni hanno terrorizzato il Paese: giovedì un commando armato ha rapito 22 turisti messicani ad Acapulco, la località simbolo del turismo del Messico, e li tiene a tutt’oggi in ostaggio; il 2 ottobre 14 persone sono rimaste uccise durante una sparatoria tra gang dei cartelli della cocaina rivali nel villaggio di San José de la Cruz, nel nord del Paese.
Il 27 settembre il sindaco ad interim della cittadina di Tancitaro, Gustavo Sanchez, ed il suo assistente sono stati assassinati a colpi di machete e di pietre: il sindaco era un insegnante di educazione fisica di 27 anni, non apparteneva a nessun partito, ed aveva assunto l’incarico lo scorso dicembre, dopo che tutte le autorità del municipio si erano dimesse per le minacce del cartello della droga locale, la Familia Michoacana. Dalla metà di agosto sono già cinque i sindaci assasinati dai narcos.
Il bollettino di guerra non si limita però agli ultimi giorni: è lungo e pieno di episodi tragici, in un contesto complessivo estremamente drammatico, che non ha risparmiato i giornalisti, divenuti tra i bersagli principali del narcotraffico locale. In questa galleria fotografica, le immagini dell’assalto governativo alle piantagioni di marijuana dei narcos e alcune immagini degli ultimi episodi di violenza verificatisi nel Paese.
- Lunedì 4 Ottobre 2010




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