Quattro anni fa, il 7 ottobre 2006, il corpo senza vita di Anna Stepanovna Politkovskaja venne rinvenuto nell’ascensore del suo palazzo, a Mosca. Era il giorno del compleanno dell’allora presidente Vladimir Putin, uno dei bersagli principali delle sue critiche.
- Anna Politkovksaja in una foto del 2005, a Leipzig
- Un momento della manifestazione a Mosca
- Una manifestazione per ricordare la giornalista a Parigi
- Per i 58 anni di Vladimir Putin un calendario in difesa della libertà di stampa
- Il 7 ottobre è il giorno del compleanno dell’allora presidente Vladimir Putin, uno dei bersagli principali delle sue critiche
- L’ascensore dove venne ritrovato il corpo esanime della giornalista
- Fiori in omaggio alla giornalista di fronte al suo palazzo, a Mosca, due giorni dopo la morte
- Il funerale della giornalista, a Mosca, il 10 ottobre 2006
- Il funerale della giornalista, a Mosca, il 10 ottobre 2006
- Il funerale della giornalista, a Mosca, il 10 ottobre 2006
- Sulla copertina del suo giornale, la Novaya Gazeta, all’indomani del suo assassinio
- Le copertine delle edizioni italiane dei suoi testi
- La foto delle giornalista durante una manifestazione
- Una manifestazione a San Pietroburgo nel 2006, all’indomani del suo assassinio
- Una manifestazione in memoria della giornalista a Washington, alcuni giorni dopo l’omicidio
Oggi numerose manifestazioni in diverse città del mondo hanno ricordato la giornalista, tornando a chiedere che si faccia luce sui responsabili della sua morte. Alla riunione pubblica che si è tenuta in sua memoria a Mosca ha partecipato anche Dmitri Muratov, il direttore del quotidiano per cui scriveva la Politkovskaya, la Novaya Gazeta, secondo cui gli ultimi dettagli emersi circa le indagini sull’omicidio non porteranno alla scoperta del vero colpevole.
Senza rassegnarsi, ha annunciato che riunioni in memoria della reporter, come quella di oggi, si terranno annualmente, finchè il killer non sarà dietro le sbarre. Un’altra manifestazione si è tenuta a San Pietroburgo, sulla Piazza Trinità (metro Gorky). L’evento è stato coordinato con le autorità locali, come anche quello di Mosca.
Le novità nelle indagini a cui fa riferimento Muratov riguardano la pistola che uccise la giornalista e che venne ritrovata dalla polizia vicino al suo corpo, insieme a quattro bossoli. Secondo il quotidiano russo “Rossiyskaya Gazeta”, si troverebbe nella periferia di Mosca l’impianto sotterraneo che modificò la pistola e un ex agente di polizia potrebbe essere coinvolto nelle attività del laboratorio e in questo caso dovrebbero conoscere i nomi degli acquirenti di armi.
Si tratta di Sergei Khadzhikurbanov - ex collaboratore della Direzione per la lotta al crimine organizzato della capitale russa - che, insieme ai due fratelli ceceni Dzhabrail e Ibragim Makhmudov, nel febbraio del 2009, era stato assolto dall’accusa di aver ucciso la giornalista. Poco dopo, però, il verdetto sarebbe stato ribaltato, con l’annullamento della sentenza da parte della Corte Suprema russa.
- Giovedì 7 Ottobre 2010



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